Categorie

Tag

venerdì 29 gennaio 2016  03:26 

L’impresa rurale è uno dei luoghi ideali per invecchiare in salute e un valido centro di aggregazione.

Le attività collettive, specialmente se svolte in un contesto informale, come in campagna, stimolano la vitalità e il benessere degli anziani. Favoriscono uno stile di vita più sano, migliorano l’autostima e l’umore.

Sono i primi risultati della sperimentazione condotta dall’Irccs Inrca (Istituto Nazionale Riposo e Cura Anziani) nell’ambito del progetto “Longevità attiva in ambito rurale”, illustrati al convegno “Esperienze di agricoltura sociale in favore della popolazione anziana”.

Promosso nel 2012 dalla Regione Marche - in occasione dell’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra generazioni - il progetto ha coinvolto otto imprese agricole marchigiane, con l’obiettivo di stimolare iniziative rivolte a persone in età avanzata, legate alla socializzazione e alla promozione della qualità della vita.

“Tra le scelte che caratterizzano la politica agricola regionale – ha detto la vicepresidente della Regione e assessore all’agricoltura Anna Casini - c’è quella di allargare sempre più l’impegno per la valorizzazione dell’impresa rurale come fornitrice di servizi sociali e di welfare locale. L’esperienza pilota degli agrinido, oggi eccellenza italiana, sono un valido esempio di questa visione. In questo contesto rientra il progetto realizzato dall’Inrca che presentiamo oggi, dedicato alla “Longevità attiva in ambito rurale”, per la realizzazione di iniziative innovative di promozione della qualità della vita rivolte a persone over 65 sul nostro territorio. Un territorio che vanta il record nazionale dell’aspettativa di vita grazie alle qualità dell’ambiente e dell’alimentazione.

Come Regione Marche a questo scopo è stato impegnato l’importo di un milione di euro nell’ambito del Piano Sviluppo Rurale 2014/2020.

Proseguiremo queste attività sia sul fronte della residenza degli anziani, che consideriamo una vera e propria risorsa per la nostra comunità in termini di esperienza e come punti di riferimento delle nostre famiglie, sia per il trattamento di disabilità e per altre situazioni di disagio. Lo scopo è estendere quel ruolo sociale dell’azienda agricola che intendiamo sempre più incentivare. Da sottolineare, quale prova tangibile della qualità del lavoro finora svolto, la presenza della nostra Regione tra le cinque designate, grazie ai “modelli efficaci” proposti, nell’Osservatorio nazionale dell’agricoltura sociale”