La DOP Economy come sistema produttivo organizzato, capace di andare oltre la semplice somma delle eccellenze e di generare valore per imprese, filiere e territori. È questo il tema al centro del talk “La DOP Economy delle Marche”, promosso oggi dalla Regione Marche nell’ambito di TUTTOFOOD 2026, l’evento in corso nello spazio AREPO Vision Arena a Milano.
L’incontro, presentato e coordinato da Edoardo Raspelli, giornalista e critico gastronomico tra i più noti interpreti del racconto enogastronomico italiano, ha coinvolto il vicepresidente della Regione Marche e assessore all’Agricoltura Enrico Rossi e i rappresentanti delle principali filiere certificate marchigiane. L’impegno della Regione Marche è infatti quello di sostenere la DOP Economy come leva di crescita, competitività e valore per le filiere agroalimentari regionali, nel quadro degli obiettivi del CSR Marche (Complemento per lo Sviluppo Rurale). Al centro del confronto, non soltanto i prodotti, ma il valore economico, produttivo e territoriale dei comparti rappresentati dai Consorzi. Ogni denominazione racconta infatti una filiera: imprese agricole, trasformatori, disciplinari, aree produttive, competenze, mercati e ricadute sul tessuto economico regionale.
“La presenza della Regione Marche a TUTTOFOOD – ha spiegato il vicepresidente Rossi -, con 55 aziende e un sistema di qualità certificata che conta 14 prodotti nel cibo e 21 denominazioni nel vino, rappresenta un’occasione importante per raccontare l’agroalimentare marchigiano nella sua dimensione più autentica e strategica. DOP e IGP non sono soltanto eccellenze da valorizzare, ma espressione di filiere, Consorzi, imprese, territori e comunità produttive. Il punto è dare a questo patrimonio una prospettiva economica solida, perché la qualità certificata possa continuare a svolgere anche una funzione di presidio del territorio, delle aree interne e del paesaggio. Come Regione intendiamo accompagnare questo percorso attraverso gli strumenti del CSR, sostenendo progetti di filiera credibili, innovazione, collaborazione tra i Consorzi e una promozione più organica. Le Marche – ha concluso Rossi - hanno produzioni diverse, spesso di piccola dimensione: proprio per questo devono imparare a parlare con una voce più corale, capace di rafforzare le singole identità e di intercettare mercati attenti alla qualità e disposti a riconoscerne il valore”.