Rifiuto netto del Piano industriale presentato dalla Electrolux che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 dipendenti. Questo è quanto è stato ribadito da parte delle istituzioni regionali, oggi pomeriggio a Roma, nella sede del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, al tavolo dedicato alla crisi Electrolux, convocato per affrontare il piano industriale presentato dall’azienda.
“Per quanto ci riguarda – ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – questo piano industriale è irricevibile e inaccettabile. Al tavolo del MIMIT abbiamo chiesto con forza il ritiro del piano presentato dall’azienda, che prevede la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento di 170 lavoratori. Le difficoltà che il comparto manifatturiero europeo sta attraversando, dai costi energetici alla logistica fino alle tensioni internazionali, sono criticità reali. Ma una crisi di sistema deve essere affrontata in modo strutturato e condiviso, non scaricando sui territori e sui lavoratori il peso di queste dinamiche”.
L’incontro si è svolto alla presenza del ministro Adolfo Urso e del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. Hanno partecipato, oltre al presidente Acquaroli, l’assessore regionale al Lavoro Tiziano Consoli, la sindaca di Fabriano Daniela Ghergo, le rappresentanze sindacali, i rappresentanti istituzionali e territoriali coinvolti nella vertenza, e i rappresentanti della proprietà. Presenti anche il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Vannia Gava e il sottosegretario al MIMIT Fausta Bergamotto.
Nel corso del confronto è stata espressa forte preoccupazione per un piano che rischia di compromettere il futuro produttivo e occupazionale del sito marchigiano, con pesanti conseguenze per i lavoratori, le loro famiglie e l’intero tessuto economico e manifatturiero del Fabrianese. Regione Marche, enti locali e organizzazioni sindacali hanno ribadito con fermezza la richiesta di ritiro del piano aziendale e l’apertura di un confronto concreto per individuare soluzioni alternative in grado di salvaguardare continuità produttiva e occupazionale.
“Non si può pensare di risolvere una fase complessa attraverso lo smantellamento di un presidio produttivo come quello di Cerreto d’Esi – ha proseguito Acquaroli – che rappresenta oltre cinquant’anni di storia industriale, professionalità, competenze e contributo concreto alla competitività dell’azienda e dell’intero settore dell’elettrodomestico. Parliamo di 170 lavoratori, di famiglie e di un territorio che non può essere considerato una semplice variabile di bilancio”.
“Abbiamo rappresentato al Ministero, insieme alle altre Regioni, ai sindacati, ai rappresentanti istituzionali e ai lavoratori, le istanze di un distretto che è stato uno dei luoghi simbolo della nascita e dello sviluppo dell’industria dell’elettrodomestico, patrimonio di orgoglio per le Marche, per l’Italia e per l’Europa. Noi riteniamo che le difficoltà si affrontino diversamente: con la sinergia, la concertazione, il dialogo, mettendo a sistema tutte le informazioni e costruendo soluzioni sostenibili e competitive per il territorio, per il Paese e per il sistema industriale europeo”.
“Per questo chiediamo all’azienda un’assunzione di responsabilità: il ritiro del piano e l’avvio immediato di una fase di confronto reale con istituzioni, sindacati e territori. La chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e il licenziamento dei lavoratori non rappresentano un piano industriale né una riorganizzazione aziendale, ma l’inizio di un percorso che non intendiamo neppure lontanamente prendere in considerazione”.
È stata inoltre evidenziata la necessità di un impegno condiviso tra Governo, Regione, enti locali e parti sociali per affrontare una crisi che non riguarda soltanto un singolo stabilimento, ma un’intera comunità produttiva e un territorio con una consolidata tradizione industriale. Regione Marche, amministrazioni locali e organizzazioni sindacali confermano la massima determinazione nel sostenere lavoratrici e lavoratori e nel promuovere ogni iniziativa utile a scongiurare la chiusura del sito di Cerreto d’Esi.
Stefania Gratti stefania.gratti@regione.marche.it stefania.gratti