La Regione Marche attiva un importante intervento a sostegno degli allevatori colpiti dall’epidemia di Blue Tongue, la febbre catarrale degli ovini che nel 2025 ha interessato il territorio regionale, provocando conseguenze rilevanti per numerose aziende zootecniche. L’emergenza, trasmessa da insetti vettori, ha coinvolto 163 allevamenti, oltre 30.000 capi ovini e diversi altri ruminanti, confermando la necessità di un’azione regionale sia sul piano del ristoro sia su quello della prevenzione tempestiva. È importante ricordare che la Blue Tongue non è trasmissibile all’uomo e non si contrae attraverso il consumo di alimenti di origine animale.
Saranno disponibili 600 mila euro per garantire ristori fino all’80% dei costi sostenuti da tutti gli allevatori che avevano già presentato domanda nell’ambito del bando 2025, dando così una risposta concreta alle aziende ammesse.
Accanto a questo, la Regione procederà con l’apertura di una nuova finestra dedicata agli allevatori che, pur avendo subito danni nel corso del 2025, non erano riusciti a presentare richiesta nei termini previsti. L’obiettivo è ampliare la platea dei beneficiari e permettere anche a queste realtà di accedere alle provvidenze regionali.
“Questo non riduce però la portata del problema per il comparto zootecnico: parliamo di una criticità sanitaria ed economica seria, che ha inciso pesantemente su una filiera importante della zootecnia marchigiana e che richiedeva una risposta concreta. Abbiamo lavorato per rafforzare l’intervento regionale, dando continuità e struttura al sostegno economico e guardando al tempo stesso alla prevenzione - sottolinea il vicepresidente e assessore con delega alla Zootecnia della Regione Marche, Enrico Rossi - Per questo affiancato alle misure di ristoro un’azione mirata di prevenzione. Sarà infatti attivato uno specifico intervento a favore della vaccinazione e dell’utilizzo di strumenti utili a contenere la diffusione dei vettori biologici che trasmettono la malattia”.