“Questa mattina nel celebrare i 690 anni di storia di questo Ateneo, il pensiero deve essere rivolto alle future generazioni. Oggi, davanti a un clima particolarmente complesso, diventa difficile anche immaginare lo scenario che ci accompagnerà nei prossimi anni, ma la speranza è sempre quella che prevalgano diplomazia e pace, un valore in cui noi non solo ci riconosciamo ma per il quale lavoriamo instancabilmente anche nei nostri ruoli istituzionali, seppur non di primo piano in queste vicende. Credo che la pace si debba costruire anche formando le coscienze, parlando alle coscienze e dialogando nella crescita dei giovani.
Viviamo un’epoca complicata, ma anche, sotto certi aspetti, molto affascinante dal punto di vista tecnologico. È una società che corre velocemente e che ci deve mettere nelle condizioni di restare allacciati alle tecnologie, agli sviluppi e alle scoperte per poter essere competitivi. Questa sfida non deve farci paura perché, a mio avviso, il nostro territorio ha nel proprio DNA le conoscenze per lavorare alla sua crescita. Ieri abbiamo festeggiato un grande risultato: dopo Pesaro Capitale italiana della cultura 2024, anche Ancona rappresenta uno stimolo importante. Uno stimolo che non deve riguardare solo il capoluogo, ma tutto il territorio, che deve riconoscersi nella sfida della crescita e dello sviluppo futuro.