lunedì 3 febbraio 2020  10:23 

Superano il miliardo e 123 milioni di euro le risorse regionali utilizzate, nell’ultimo quadriennio, per finanziare le politiche sociali e sociosanitarie delle Marche. Il rendiconto è stato stilato dal presidente Luca Ceriscioli nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Raffaello (Ancona).

È stato un lungo dettaglio del lavoro svolto dalla Regione, dal 2015 al 2019, quello proposto dal presidente, con focus che hanno riguardato l’assistenza sociosanitaria, gli anziani e la non autosufficienza. Complessivamente alle politiche sociosanitarie (“quelle a confine tra sanità e sociale”, ha detto il presidente) sono stati destinati oltre 776 milioni per l’assistenza residenziale e semiresidenziale, mentre il sociale ha beneficiato di 345,5 milioni.

“Crediamo che fra i valori prioritari di un’amministrazione ci sia l’attenzione nei confronti delle persone che hanno più difficoltà – ha rimarcato Ceriscioli – Parliamo di un mondo che spazia dagli anziani non autosufficienti, alla disabilità, alle dipendenze patologiche, alle strutture che consentono alle famiglie di disporre di un accompagnamento nelle fasi più complesse dei vari problemi da affrontare. Siamo convinti che una società dove gli ultimi stiano bene, sia una società dove tutti stanno bene”.

In questi anni, ha continuato il presidente, “la Regione ha garantito alla comunità una media di 85 milioni annui per il sociale (rispetto a uno storico che non superava i 60 milioni) e una quota, ancor più significativa, quasi 200 milioni, per il sociosanitario. Senza far rumore, ma frutto di una programmazione regionale accorta, la residenzialità e la semiresidenzialità sono cresciute di quasi 1.800 posti in questi quattro anni. Il 2020 sta continuando sulla stessa tendenza, perché già sono pronte strutture che possono convenzionare quasi altri 400 posti letto o posti in struttura, con un’ascesa costante in termini di risposte. Stiamo dando soluzioni adeguate e soddisfacenti a un bisogno crescente, rappresentato da una popolazione sempre più anziana, offrendo servizi alla comunità regionale per permettere, a tutti, di vivere meglio”.

A margine dell’incontro con la stampa Ceriscioli ha anche ribadito che “tutto questo è stato fatto senza toccare le tasse. Anzi, le abbiamo abbassate. Abbiamo mantenuto un livello particolarmente basso di tassazione perché non tassiamo la prima fascia Irpef (quella che colpisce tutti quanti). Ci distinguiamo nella capacità, da un lato, di gestire, con attenzione, le risorse pubbliche e, dall’altro, di incrementare le risorse per il sociale. Così come aumenteranno a 2.200 i posti letto nelle strutture sociali nel quinquennio in conclusione: anche qui con un incremento storico”.

Il presidente della IV Commissione consiliare permanente, Fabrizio Volpini, ha rimarcato che “dietro le cifre elencate ci sono persone che soffrono, che hanno bisogno di qualcuno che si prenda cura di loro. La Regione le sta aiutando e lo farà ancor più con il Piano sociale appena approvato: innovativo nella filosofia che vede la funzione sociale non fine a sé stessa, ma come tessuto connettivo che attraversa tutti i settori amministrativi regionali”.

Il direttore dell’integrazione Sociosanitaria Asur, Giovanni Feliziani, ha parlato di un “quadriennio di svolta, in cui si è investito molto sul territorio: la degenza territoriale è cresciuta di un milione di giornate dal 2014 al 2018”.

Il dirigente regionale dei Servizi sociali, Giovanni Santarelli, ha parlato di “trasversalità delle politiche sociali, capace di creare un sistema di aiuto alle famiglie attraverso una filiera funzionale di servizi costruita attorno alle persone. Una rete che muove un’economia legata al terzo settore e che contribuisce alla crescita dell’economia regionale”.

Sulla base dei dati presentati, emerge che i 345, 5 milioni destinati alle politiche sociali hanno rafforzato gli ambiti sociali (34 milioni), aiutato le famiglie e i minori (46,7 milioni), contrastato l’esclusione sociale (13,3 milioni), promosso il superamento delle disabilità (104,8 milioni), contrastato le dipendenze (55,3 milioni), sostenuto le attività sportive a carattere sociale (2,6 milioni), aiutato gli anziani e la non autosufficienza (85,4 milioni), il terzo settore (1,9 milioni), combattuto la violenza di genere (2,6 milioni). Sul fronte dell’assistenza sociosanitaria, i 776,5 milioni sono serviti per garantire la residenzialità e la semiresidenzialità dovute alla dipendenza da sostanze stupefacenti, alla disabilità (compresa quella psichica), all’anzianità, alla riabilitazione, alle infezioni da HIV.