mercoledì 27 settembre 2017  09:25 

Laura Ghezzi, è la vincitrice del contest #marcherurali per il mese di giugno. Il contest fotografico è stato lanciato il 1 aprile 2017 dal Programma di sviluppo rurale (PSR) 2014-2020 della Regione Marche e da Yallers Marche per raccontare, attraverso le immagini, la ruralità delle terre marchigiane, le persone che la vivono, i valori che la animano e che sono al centro degli investimenti del nuovo PSR.

Le abbiamo rivolto alcune domande sul suo modo di intendere il legame con il territorio, quale sia il carattere distintivo e unico delle Marche rurali, il ruolo del PSR Marche nel migliorare questa terra e i segreti della smielatura da lei ritratta. Laura Ghezzi, che non è una fotografa professionista, ma una appassionata del settore, ha accettato di dire la sua, rilasciando questa intervista.

Conoscevi già il Programma di sviluppo rurale delle Marche? 

Sì ne avevo già sentito parlare o per lo meno lo avevo visto sui canali social e mi ha incuriosito, quindi sono andata a cercare sul sito per capire bene di cosa si tratta.

Pensi che sia utile per lo sviluppo delle aree rurali marchigiane?

Certo, è un valido strumento per sostenere lo sviluppo rurale e forestale grazie alla divulgazione dei bandi a cui poter chiedere di partecipare.

In questo elenco di obiettivi del PSR quali secondo te sono i più importanti per lo sviluppo della ruralità marchigiana? E perché?

1.     innovazione e conoscenza

2.     competitività e sviluppo

3.     filiere

4.     ecosistemi

5.     uso efficiente delle risorse (ad esempio, energie rinnovabili)

6.     inclusione sociale e sviluppo economico

 

Direi che l’uno è legato all’altro e ne è la conseguenza … Metterei al primo posto la filiera: perché la filiera è sempre una buona opportunità sia per gli agricoltori che per i consumatori e comprende sia l’innovazione che la conoscenza. Gli agricoltori, per poter offrire il meglio, devono sapere guardare oltre e innovarsi dal punto di vista qualitativo, ma anche facendo rete con altri imprenditori. Partendo dalla produzione si arriva poi alla trasformazione e alla commercializzazione: in questo modo ottengono un buon posizionamento sul mercato e i consumatori ne traggono vantaggio. Di conseguenza la filiera è anche competitività e sviluppo, inclusione sociale e sviluppo economico. L’altro punto fondamentale per lo sviluppo della ruralità marchigiana penso siano gli ecosistemi che vanno tutelati e rispettati, perché sono fondamentali per il nostro benessere. Legato agli ecosistemi c’è l’importanza della biodiversità e l’uso efficiente delle risorse che necessariamente diventano rinnovabili.
 

Cosa rendono uniche le Marche rurali?

Sicuramente il territorio così vario: in una sola regione troviamo i monti, le colline, le pianure e il mare. In un ambiente così vario cambiano non solo i paesaggi, ma anche le colture, la cultura e le tradizioni.


Ci sono sempre più giovani che scelgono di costruirsi un futuro con il lavoro della terra. Secondo te perché?

Credo sia legato sia alla crisi economica che stiamo vivendo da un lungo periodo, sia alla voglia di un ritorno al passato e alle origini con una vita meno frenetica e meno caotica.

Ti capita spesso di fare foto in ambito agricolo?

Sono milanese, ma vivo spesso nelle Marche e fotografare il mondo agricolo mi appassiona. La terra, la campagna e il mondo agricolo mi attraggono e mi affascinano!

Non è comunque un caso se nella mia borsa non mancano mai la macchina fotografica, carta e penna. C’è da aggiungere che sono curiosa di natura e avendo un blog di cucina mi piace andare alla scoperta di territori, prodotti, produttori e tradizioni che racconto poi ai miei lettori. È proprio nel mio andare alla ricerca di nuovi prodotti e produttori che ho incontrato il sig. Rodolfo Rosatelli e lo ringrazio per avermi dato l’opportunità di avvicinarmi al mondo delle api.

Pensi che dei concorsi fotografici come questi possano aiutare anche a far conoscere questa realtà delle Marche?

Sicuramente sì. Ognuno di noi percepisce la realtà in un modo diverso, ogni scatto ha una prospettiva diversa e ognuno di noi ha un suo modo di guardare. Ben vengano questi concorsi fotografici: sono un modo per comunicare la bellezza dei luoghi fotografati e per destare curiosità in chi li vede!

 

Queste domande sono state rivolte direttamente all’apicolture, il sig. Rodolfo Rosatelli dell’azienda agricola “I Lubachi” di Fratte Rosa ritratto dalla foto di Laura Ghezzi


Quando e come si è appassionato alle api?

Da ragazzo, molto presto. Non le avevo in casa, ma mi appassionavano, quindi ho cominciato.

Quando nasce la tua attività?

All’inizio degli anni 80.

Quanto tempo e lavoro occorre per portare il miele dall’alveare al vasetto?

Premesso che le api  ti danno quello che tu gli dai, nel periodo invernale l’apiario è fermo, si fa il lavoro in magazzino. Si ripongono i mielari, si ripongono i telaini, ecc. Il lavoro grosso è dalla primavera fino all’estate. Prima si fa il controllo delle famiglie per prepararle alla raccolta e poi ,nel periodo di massima fioritura, si controllano anche due tre volte la settimana… Non lo so, non ho mai fatto il conto del tempo!

Che tipi di miele fanno le vostre api?

Noi non facciamo il nomadismo, quindi la diversificazione dei mieli, avviene in base alle fioriture che ci sono localmente, (per intenderci: io che vivo in collina non farò mai un miele di castagno).

Quando le fioriture si accavallano si diversifica meno?

In genere sono 4/5 tipi di miele.

Quali sono le caratteristiche specifiche della vostra apicoltura?

La mia è una apicoltura come quella che si faceva nella casa del contadino. Faccio il contadino che mantiene anche le api. Come i bravi contadini di un tempo ho anche i miei apiari.

Qual è l’aiuto più importante che le api danno all'ambiente oggi nelle nostre zone?

L’ape è un barometro dell’eco sistema. Ci fa la spia di quanto è inquinato e poi, oltre al miele e ai vari prodotti dell’alveare, sono importanti per l’impollinazione.

Quali sono le particolarità delle api e del miele nelle Marche?

Nelle Marche, avendo un ambiente variato, abbiamo delle essenze molto varie. Da noi si fa il miele di girasole, di sulla, di erba medica, quindi le api producono miele di varie tipologie.

Qual è la soddisfazione più importante che le ha dato l’apicoltura?

L’apicoltura prima di tutto ti regala tanti morsi, ma ti appassioni alle alpi e ti spinge la voglia di conoscerle sempre di più. Sono sempre una scoperta e mai finirai di conoscerle. Scopri sempre un mondo nuovo…

Quali sono i tuoi futuri progetti o desideri?

Di stare bene e tenere le api a lungo.

 

Grazie Laura!

Vi diamo appuntamento con l’intervista per  la foto di luglio e vi ricordiamo di inserire l’hashtag #marcherurali nelle vostre foto per partecipare al nostro contest.