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lunedì 13 maggio 2019  10:59 

Il Palazzo Ducale ospita “Da Raffaello. Raffaellino del Colle” . La mostra, curata da Vittorio Sgarbi, mette al centro del percorso lo stretto rapporto del maestro rinascimentale con uno dei suoi allievi più brillanti, Raffaellino del Colle, pittore colto, che elaborò una delle più originali ed autentiche espressioni del manierismo fuori Firenze.. Ad introdurre l’esposizione, due opere di Raffaello: una Madonna con il Bambino inedita e il Putto reggifestone.

La mostra di Urbino intende ripercorrere l’attività del maestro biturgense discepolo del “divin pittore” che, pur essendo stato largamente attivo nelle Marche, necessita ad oggi di una rivalutazione storica e di una maggiore divulgazione. Per la prima volta si potranno ammirare riunite alcune delle sue opere più significative provenienti da chiese e musei di Roma, Cagli, Mercatello sul Metauro, Perugia, Piobbico, Sansepolcro, Sant’Angelo in Vado, Urbania, Urbino.
Le due opere di Raffaello che aprono la mostra - custodite nella raccolta dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma - una tavoletta, pressoché inedita, con la Madonna con il Bambino e l’affresco staccato con Putto reggifestone, hanno esercitato una notevole influenza su Raffaellino, come si può evincere dal confronto con i suoi lavori selezionati per la mostra e allestiti su un’elegante pannellatura rossa, che un po’ omaggia il panno cardinalizio di cui sopra, e un po’ la sensualità rinascimentale.

Per la prima volta, in un ideale itinerario fra Toscana, Umbria e Marche, si potranno ammirare riunite alcune delle opere più significative di Raffaellino, provenienti da chiese e musei. Purtroppo, a causa di lungaggini burocratiche da parte della Soprintendenza, alcune, nel momento in cui si scrive, non sono ancora giunte in mostra, ma quanto esposto dà comunque la misura del dialogo fra i due artisti. Come un’eco nitida e squillante, Raffaello è presente nell’opera di Raffaellino, che fu il miglior interprete di quella “maniera divina” che fu la risposta alla muscolarità di Michelangelo, il sussurrato omega di un’alfa ben più tonitruante.
I frequenti riferimenti all’opera del maestro rivelano l’ammirazione per il suo talento, ma anche una certa affettuosa volontà di contribuire a eternarne la fama. E invero, l’opera di Raffaello vive anche in quella del suo allievo, e insieme vive quello splendido Rinascimento, ideale e assoluto, di cui ha saputo cogliere, e Raffaellino con lui, la poetica, divina levità.

CARTELLA STAMPA_DA RAFFAELLO_Urbino_16 maggio 2019_DEF.pdf