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venerdì 21 dicembre 2018  08:57 

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Scheda progetto

Il progetto propone un percorso di proiezioni architetturali, forma di valorizzazione in forma luminosa del patrimonio culturale e di digital signage su palazzi e spazi urbani, abbinato a narrazione performativa site specific dal vivo. Grazie a questa video mapping, un insediamento urbano accessibile diventa un “museo a cielo aperto” sulle cui superfici proiettare dettagli, particolari e suggestioni connesse al patrimonio artistico al momento non fruibili a causa degli eventi sismici. 

Una sorta di “galleria temporanea” per una fruizione notturna, visibile anche a grande distanza - quindi di dimensione percettiva territoriale - emotivamente coinvolgente e allo stesso tempo portatrice di un indiscutibile valore documentale, in virtù della tipologia dei repertori figurativi utilizzati tutti di indiscusso e fondamentale valore storico. Il progetto vuole farsi promotore di una sorta di “chiamata alle arti” per contribuire al recupero del patrimonio artistico, attraverso l’ausilio delle tecnologie e dei linguaggi visivi in grado di generare una possibile alternativa di fruizione, in attesa che le attività di restauro consentano di restituire alla visibilità pubblica le opere originali. Il progetto prevede inoltre il coinvolgimento delle Generazioni più giovani per affiancare una forma di narrazione descrittiva alla fruizione del progetto, allo scopo di consentire loro una riflessione strutturata sul valore dei patrimoni artistici attraverso il “racconto”.

I contenuti delle proiezioni saranno realizzati attraverso le immagini – opportunamente elaborate anche secondo una visione interpretativa di scorci e dettagli di particolare suggestione - delle opere dei patrimoni artistici di maggior valore presenti nelle sedi museali e nei luoghi di culto dell'Area Cratere, al momento alcuni risultano preclusi alla visione nella loro originalità.

Tra questi: Teatro Flora di Penna San Giovanni; la pinacoteca Ricci di Monte San Martino; la Madonna del Crivelli a Sarnano, Simone de' Magisteri a Caldarola, Lorenzo Lotto con il teatro e la sala del paradiso. Poi ancora a Tolentino nel convento di San Nicola con la scuola Giottesco Riminese che ha affrescato il cappellone; Belforte del Chienti con la pala più grande d’Europa di Giovanni Boccati; Serrapetrona con Lorenzo d’Alessandro e la sua pala d’altare; per finire alla collegiata di San Ginesio con il Malpiedi, ancora De Magistris e Lorenzo Lotto.


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