Infrastruttura Verde

Le Marche è una regione la cui superficie è pari a 936.600 ha; per l'11% ca. essa risulta formata da pianure, per il 36% è montuosa mentre la fascia collinare, che spesso si spinge fino a lambire il mare, è pari al 53%. Gli abitanti, oltre 1.500.000, sono distribuiti in 239 comuni.

Gola del Furlo

 

 

 

Le Marche è quindi soprattutto una regione dove l'uomo e l'ambiente vivono insieme, legati l'uno all'altro, in maniera indissolubile, da migliaia di anni; dove le antiche tradizioni hanno trovato il loro humus, la loro energia vitale, in una natura straordinaria che l'uomo ha contribuito a modellare, con il proprio lavoro, nel corso dei secoli.

Le Aree Floristiche sono state istituite della legge regionale n. 52 del 30 dicembre 1974 "Provvedimenti per la tutela degli ambienti naturali" la quale prevede che vengano individuate le aree nelle quali crescono piante rare o in via di estinzione e meritevoli di tutela. Tali aree sono indicate da apposite tabelle perimetrali e al loro interno è proibita la raccolta, la estirpazione e il danneggiamento di tutte le piante che vi crescono spontaneamente.

Nel territorio della regione queste aree sono distribuite in modo che siano rappresentati i diversi ambienti, quindi alcune di esse sono sulla costa, altre nella zona collinare; un ultimo gruppo, più numeroso in ragione della grande varietà di ambienti esistenti, si trova invece nelle catene montuose dell'interno.


Un esempio di tali aree è dato dalla Selva di Castelfidardo, unico bosco residuo della zona collinare con numerose specie di interesse floristico e vegetazionale come l'agrifoglio (Ilex aquifolium), la farnia (Quercus robur), il carpino bianco (Carpinus betulus), il carpino orientale (Carpinus orientalis), la pervinca (Vinca minor), la bocca di lupo (Melittis melissophyllum), ecc.

Altre aree comprendono alcuni settori del Monte Conero con specie della flora mediterranea come l'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides), il pungitopo (Ruscus aculeatus), il leccio (Quercus ilex), il corbezzolo (Arbutus unedo), ecc. Nella zona collinare e montana esse sono distribuite sia in ambienti nemorali che pascolivi, come ad esempio il bosco delle Tassinete in comune di Cingoli, le faggete del Monte Nero, del Monte Catria, del Monte Ragnolo, di Pizzo Meta e di tante altre località ove crescono anche diverse ed interessanti specie di orchidee, primule, narcisi, ecc.

 Specie più interessanti
La legge regionale per la tutela degli ambienti naturali, sebbene approvata nel 1974, ha saputo affrontare e garantire la tutela delle specie d’interesse floristico delle Marche in un’ottica moderna: essa ha infatti previsto la conservazione di aree vaste e non di singole specie da tutelare, attraverso un mero elenco. Si è cioè voluto mettere in evidenza il loro valore e significato nell’ambiente in cui vivono, ovvero in termini chiaramente ecologici.

Numerose sono peraltro le specie d’interesse floristico nella regione fra le quali meritano particolare attenzione la Stella alpina dell’Appennino che si differenzia da quella delle Alpi perché più bassa e tomentosa, la Viola d’Eugenia che cresce sui pascoli delle quote più elevate o Moehringia papulosa , specie endemica che si rinviene in sole tre località delle Marche, oltre a numerose altre.


Contatti

Contatti

Ufficio Valutazioni e autorizzazioni ambientali, Qualità dell'aria e Protezione naturalistica

Organizzazione - Attività

Dirigente
Roberto Ciccioli
roberto.ciccioli@regione.marche.it
Tel. 071.806.3662


Referente
Claudio Conti
claudio.conti@regione.marche.it
Tel. 071.806.3487

Posta Elettronica Certificata: regione.marche.valutazamb@emarche.it

Infrastruttura Verde (I.Ve.M.)

Ambiente naturale

 Le Marche è una regione la cui superficie è pari a 936.600 ha; per l'11% ca. essa risulta formata da pianure, per il 36% è montuosa mentre la fascia collinare, che spesso si spinge fino a lambire il mare, è pari al 53%. Gli abitanti, oltre 1.500.000, sono distribuiti in 239 comuni.
Gola del Furlo

 

 

Le Marche è quindi soprattutto una regione dove l'uomo e l'ambiente vivono insieme, legati l'uno all'altro, in maniera indissolubile, da migliaia di anni; dove le antiche tradizioni hanno trovato il loro humus, la loro energia vitale, in una natura straordinaria che l'uomo ha contribuito a modellare, con il proprio lavoro, nel corso dei secoli.

 

Geologia

 Le Marche risultano caratterizzate, dal punto di vista geologico, da formazioni sedimentarie.
Gli affioramenti più antichi sono quelli del calcare massiccio a cui si succedono la corniola, il rosso ammonitico, i calcari selciferi corrispondenti agli scisti ad aptici e quindi le formazioni della maiolica, degli scisti a fucoidi e della scaglia rosata.

Sibillini - Lago di Pilato

Nelle aree collinari i sedimenti sono invece a composizione calcareo argillosa, argillosa, arenacea e talvolta sabbiosa o ghiaiosa.
Le formazioni principali sono la scaglia cinerea, il bisciaro e lo schlier.
Fanno quindi seguito i sedimenti pliocenici e, in parte, pleistocenici, a facies sabbioso-argillosa, con i quali si chiude il ciclo sedimentario marino.

I depositi continentali quaternari si sono invece depositati in una fase successiva sui terreni che progressivamente emergevano e che hanno poi portato alla formazione degli attuali rilievi marchigiani.

 
Geomorfologia

La tettonica delle Marche è caratterizzata da una serie di piegamenti piuttosto regolari ed allungati con andamento parallelo alla linea di costa marchigiana che hanno contribuito a determinare in maniera fondamentale le forme del territorio.

A nord la dorsale montuosa della regione, caratterizzata dal gruppo del Sasso Simone e SimonSasso Simonecello (1.204 m) che interessa anche il territorio della Toscana e dell'Emilia-Romagna, e del M. Carpegna (1.415 m) si sviluppa poi nel settore umbro-marchigiano dell'Appennino centrale, interessando il Monte Nerone (1.525 m), il M. Catria (1.701 m), il M. Cucco (1.567 m), il M. Gioco del Pallone (1.227 m), il M. Linguaro (1.390 m), il M. Primo (1.299 m), il M. Pennino (1.571 m), il M. Cavallo (1.500 m) per poi raggiungere i Monti Sibillini, caratterizzati da oltre una ventina di vette che superano i 2.000 m di quota, fra cui il M. Vettore (2.476 m), che è la cima più elevata delle Marche.
In collegamento diretto con i Sibillini, al confine con l'Abruzzo, il gruppo dei Monti della Laga, che è interamente formato da molasse.

Separati dalla dorsale montuosa principale si rinvengono a nord, i nuclei calcarei della Gola del Furlo ed i M. della Cesana (637 m).
Più a sud, parallela alla dorsale principale e separata da questa dalla depressione valliva di Camerino-Fabriano, si sviluppa invece la catena montuosa che dalla Gola della Rossa e di Frasassi raggiunge il M. San Vicino (1.479 m) e quindi i M. Letegge (1.021 m), e il M. Fiungo (1.022 m) per poi ricollegarsi con il M. Fiegni (1.327 m) ai Monti Sibillini.

 

Clima

Le Marche presentano un clima di tipo mediterraneo nella fascia costiera e medio-collinare che, man mano che ci si sposta verso l'interno, diviene gradualmente sub-mediterraneo, mentre nella zona montuosa, può definirsi come di tipo oceanico sebbene siano ancora presenti influssi di tipo mediterraneo.

Parallelamente le precipitazioni presentano un analogo andamento, sebbene possano registrarsi delle variazioni di tendenza dovute ad influssi locali.


Ad esempio a Macerata le precipitazioni medie annue raggiungono i 769 mm di pioggia, inferiore cioè alle stazioni di Ancona e Pesaro rispettivamente con 789 e 784 mm.
La stazione più piovosa è invece quella di Fonte Avellana con 1.722 mm annui.
Nella zona più calda delle Marche, compresa fra S. Benedetto e Porto d'Ascoli si registrano invece i valori più bassi di piovosità con appena 700 mm annui. Le temperature medie annue, sono invece comprese fra gli 11° e i 14° circa.

 Flora nelle Marche

La flora delle Marche è costituita dall'insieme delle specie vegetali che vi crescono spontaneamen­te; si tratta di circa 3.000 piante che sono distribuite nei più svariati ambienti, dalla fascia costiera a quella montana ed alto montana.
Alcune di esse risultano diffuse quasi ovunque come la primula (Primula vulgaris), una delle prime specie a fiorire a primavera con i suoi grandi fiori gialli.
Altre, le cosiddette specie endemiche si rinvengono in aree molto più limitate.

Una specie endemica delle Marche, estre­mamente rara e localizzata, è Moehringia papulosa, una cariofillacea, a forma di denso cuscinetto, dai piccoli fiori bianchi che cresce soltanto sulle pareti rocciose di alcune gole calcaree e precisamente al Furlo, allaStella alpina Gole della Rossa e a quella di Frasassi. Al di fuori di queste tre località, la specie non si rinviene in nessun altro posto al mondo.

Fra le altre specie endemiche che hanno un'area di distribu­zione più ampia, la stella alpina dell'Appennino (Leontopodium nivale), che vive in poche locali­tà di alta montagna oltre i 2.000 metri di quota, esclusivamente nell'Appennino centrale e, relativamente alle Marche unicamente nei Monti Sibillini; inoltre la fritillaria (Fri­tillaria orsiniana), una liliacea che cresce nei pascoli della zona montana e numerose altre.

Infrastruttura Verde

Così come pianifichiamo attentamente la realizzazione delle infrastrutture essenziali per lo sviluppo della nostra società – strade, linee elettriche, acquedotti - è necessario imparare, programmare ed investire anche nelle nostre foreste, fiumi, praterie...

 



La natura costituisce infatti un supporto che è “Vitale” per il benessere della nostra società.

Le aree naturali o semi-naturali, oltre ad essere fondamentali per la vita delle specie selvatiche garantiscono infatti il mantenimento dei processi ecologici essenziali: sostengono i sistemi di purificazione dell'aria e dell'acqua e contribuiscono alla salute ed alla qualità della vita dei cittadini.

Occorre quindi operare per garantirci nel tempo i servizi offerti dalla natura vista quindi anche quale infrastruttura essenziale per il futuro ed il benessere di tutti i cittadini. Una Infrastruttura Verde (Green Infrastructure) in cui investire, analogamente a quanto viene fatto per le vie di comunicazione, per gli elettrodotti o per le reti fognarie.

In tal senso un primo passo è rappresentato dalla realizzazione della Rete Ecologica delle Marche i cui presupposti e caratteristiche sono già oggetto di una attento studio da parte della Regione.

La funzionalità della Infrastruttura verde regionale (riconosciuta quale strumento programmatico fondamentale nell'ambito del Programma Triennale Aree protette 2013-2015 - D.A.C.R. 68 del 26 marzo 2013) è oggi garantita, oltre che dalla matrice di fondo rappresentata dalle aree a moderato sviluppo agricolo che, nelle Marche, occupano comunque una vasta superficie, dall'articolato sistema idrografico formato dai fiumi, torrenti e laghi, nonché dalle foreste e praterie, dalle aree floristiche protette, dai parchi urbani e peri-urbani e dalle oasi faunistiche provinciali. In tali aree occorre quindi investire anche per promuovere nuove occasioni di lavoro e sviluppo, in linea con l’antica tradizione rurale marchigiana.

I nodi di fondamentali dell'Infrastruttura Verde Regionale sono invece rappresentati dai Parchi nazionali e regionali, dalle Riserve Naturali, dai siti della Rete Natura 2000, dalle Foreste Demaniali, dai Parchi peri-urbani e dalle Aree Floristiche, in cui l'ambiente presenta un elevato indice di naturalità e quindi di funzionalità.

Analogamente vanno fatti tutti gli sforzi necessari per promuovere, a beneficio della collettività regionale e di tutti i visitatori della nostra regione modalità attente e sostenibili di fruizione del territorio: dall'organizzazione di una rete di percorsi della mobilità dolce (escursionistici, ciclabili, ippici) alla scoperta attenta dei beni e dei valori culturali del territorio, all'attivazione di processi di certificazione ambientale come quelli previsti per la Carta Europea del Turismo Sostenibile (C.E.T.S.).

Flora nelle Marche

La flora delle Marche è costituita dall'insieme delle specie vegetali che vi crescono spontaneamen­te; si tratta di circa 3.000

 piante che sono distribuite nei più svariati ambienti, dalla fascia costiera a quella montana ed alto montana.
Alcune di esse risultano diffuse quasi ovunque come la primula (Primula vulgaris), una delle prime specie a fiorire a primavera con i suoi grandi fiori gialli.
Altre, le cosiddette specie endemiche si rinvengono in aree molto più limitate.

Una specie endemica delle Marche, estre­mamente rara e localizzata, è Moehringia papulosa, una cariofillacea, a forma di denso cuscinetto,

dai piccoli fiori bianchi che cresce soltanto sulle pareti rocciose di alcune gole calcaree e precisamente al Furlo, allaStella alpina Gole della Rossa e a quella di Frasassi. Al di fuori di queste tre località, la specie non si rinviene in nessun altro posto al mondo.

Fra le altre specie endemiche che hanno un'area di distribu­zione più ampia, la stella alpina dell'Appennino (Leontopodium nivale), che vive in poche locali­tà di alta montagna oltre i 2.000 metri di quota, esclusivamente nell'Appennino centrale e, relativamente alle Marche unicamente nei Monti Sibillini; inoltre la fritillaria (Fri­tillaria orsiniana), una liliacea che cresce nei pascoli della zona montana e numerose altre.

  Azione dell'uomo

 

Bosco al Monte San Vicino

Quasi tutte le specie della flora, in misura più o meno notevole, sono state soggette all'azione dell'uomo che si è esercitata fin da tempi antichissimi e che continua tuttora. Le specie arboree più pregiate sono state le più colpite e così oggi si deve constatare che alcune di esse sono estremamente ridotte come ad esempio l'abete bianco (Abies alba) che sopravvive soltanto in due ristrettissime località: a Bocca Trabaria, in provincia di Pesaro, e , nella Valle della Corte, sui Monti della Laga, in provincia di Ascoli Piceno.

I botanici del secolo scorso hanno peraltro descritto foreste secolari, mai tagliate dall'uomo, che esistevano in di­verse località delle Marche, come la Selva della Scurosa, nei dintorni di Camerino, una faggeta con albe­ri giganteschi e secolari di cui ci parla Agostino Reali nell'opera «Gli alberi e gli arbusti del circondario e dell'Appennino camerte», Camerino 1871-76 (Ristampa 1977).

Anche alcune specie erbacee sono assai rare come la barba di Giove (Anthyllis barba-jovis), che, nel secolo scorso è stata segnalata sulle coste rocciose del Conero, ma che oggi deve ritenersi scomparsa perché non è stata più rinvenuta ormai da molti anni.

Specie da proteggere

La Regione Marche ha approvato la legge 52/'74, intitolata Tutela degli ambienti naturali, che prevede, non solo la salvaguardia delle singole specie, ma, in un ottica ecologicamente più corretta, anche la protezione dell'ambiente in cui esse vivono. Tali zone sono state tutelate con l'individuazione delle cosiddette Aree Floristiche Protette.
Sempre ai sensi della legge regionale, le specie di particolare valore, sono state inoltre raggruppate nelle seguenti categorie:Genziana maggiore

  1. Specie vistose: includono tutte le specie con fiori grandi, colorati, profumati e quindi facilmente individuabili dagli escursionisti e dai turisti. Fra di esse si possono ricordare il narciso (Narcissus poéticus), la peonia (Paeonia officinalis), la genzianella (Gentiana dinarica), ecc.
  2. Specie di interesse officinale: comprendono specie che sono soggette a raccolta indiscriminata da parte degli erboristi per cui sono scomparse da molte località e risultano estremamente ridotte in altre; il più tipico esempio di specie in via di scomparsa appartenente a questa categoria è rappresentato dalla genziana maggiore (Gentiana lutea).
  3. Specie endemiche: sono quelle specie che hanno un'area di distribuzione molto limitata e al di fuori di essa non si trovano in nessun'altra località. Un endemismo ad areale molto limitato è Moehringia pa­pulosa, che cresce soltanto sulle pareti rocciose di tre località delle Marche.
  4. Specie a distribuzione localizzata e frammentaria nella regione: includono quelle specie che, pur non essendo endemiche e avendo quindi un areale più vasto risultano tuttavia rare, localizzate e poco diffuse nelle Marche; fra queste si può ricordare, ad esempio, l'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides) del Monte Conero, il bistorta (Polygonum bistorta) del Pian Perduto, i vecciarini (Coronilla valentina), una specie limitata a poche località, ecc.
  5. Specie di particolare significato ed importanza nella caratterizzazione di determinati am­bienti (pareti rocciose, paludi, ecc.): fra queste specie si ricordano la lingua cervina (Phyllitis scolopendrium), una felce che si trova soltanto nei boschi umidi e con affioramenti rocciosi, i pennacchi (Eriophorum latifolium), che cresce soltanto nelle torbiere come, per esempio, ai Piani di Montelago, ecc.

Nelle Marche

CamoscioLa fauna, come la flora, ha subito gli effetti negativi dell’antropizzazione del territorio.
Sebbene però alcune importanti specie risultavano estinte da secoli nel territorio regionale, come ad esempio l’orso e il cervo, oggi grazie ad alcuni interventi attuati ad es. dal Parco Nazionale dei MontPicchioi Sibillini risultano ritornate a vivere nella regione, così come il camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) che il parco ha reintrodotto nel 2008 e che ha formato una, seppur piccola, ma stabile colonia sul massiccio del M. Bove.

Dai monti alla costa

 Le Marche è un territorio in cui la natura è ancora “prepotentemente” presente tanto che qui risultanLupoo ancora oggi presenti entità rare e naturalisticamente importanti come ad esempio il lupo (Canis lupus) di cui le Marche, fino agli anni '70, costituivano il limite settentrionale di distribuzione della specie in Italia.
Segnalata è anche la presenza della martora (Martes martes), del gatto selvatico (Felis silvestris), dell'istrice (Hystrix cristata), del tasso (Meles meles), della faina (Martes foina), della puzzola (Mustela putorius), della volpe (Vulpes vulpes) e dello scoiattolo (Sciurus vulgaris).

Gufo RealeQuanto agli uccelli, fra i falconiformi, risulta nidificante l'aquila reale (Aquila chrysaetos), il falco pellegrino (Falco peregrinus), la poiana (Buteo buteo) ed il gheppio (Falco tinnunculus). Fra gli strigiformi è accertata la presenza del gufo reale (Bubo bubo), oltre che del barbagianni (Tyto alba), del gufo comune (Asio otus), dell'assiolo (Otus scops) e della civetta (Athene noctua). Significativa è inoltre l'esistenza della coturnice meridionale (Alectoris graeca graeca), che è in estrema rarefazione in tutta la regione, di alcuni picchi, fra cui quello ros­so mezzano (Picoides medius) e quello muraiolo (Tichodroma muraria). Fra gli anfibi ed i rettili è interessante ricordare l'inconfondibile ululone a ventre giallo (Bombina variegata pachipus), il rospo comune (Bufo bufo), il colubro verde e giallo (Coluber viridiflavus), il mite cervone (Elaphe quatorlineata) e la vipera dell'Ursini (Vipera ursinii), che è rinvenibile nei massicci montuosi del sud e delle Marche.

MacaoneInteressante ricordare anche la presenza di alcune rare farfalle come il macaone (Papilio machaon emìshyrus) e Ocneria prolai, che si rinviene solo in aree limitatissime, Celonoptera mirificaria, specie relitta appennino-balcanica o ancora Cymbalophora rivularis conosciuta solo in alcune limitate aree dell’Italia centrale.

Cavaliere d'ItaliaParticolarmente importanti sono anche gli ambienti umidi in genere dove si rinvengono molte interessanti specie quali l'airone cenerino (Ardea cinerea), il tarabusino (Ixobrychus minutus), il più grande tarabuso (Botaurus stellaris) e la garzetta (Egretta egretta) la cui bellezza, soprattutto nel periodo nuziale è sottolineata da un vistoso ciuffo di piume filiformi sulla nuca, il mignattaio (Plegadis falcinellus) dal piumaggio marrone, che sul dorso assume sfumature bronzee, il cavaliere d'Italia (Himanthopus himanthopus), inconfondibile per le zampe rosate incredibilmente lunghe, l'Avocetta (Recurvirostra avosetta) dal caratteristico becco rivolto ali'insù, grazie al quale riesce a catturare numerosi invertebrati acquatici, la pittima reale (Limosa limosa), la pettegola (Tringa totanus), ecc...

La costa e il mare

 

Numana

 

Le Marche però, sono anche mare: centottanta chilometri di coste basse e sabbiose dominate dal Monte Conero (576 m), prorompente massiccio calcareo che si erge come una "vetta dominatrice" sull'Adriatico. In questi ambienti risulta onnipresente il gabbiano comune (Larus ridibundus) e quello reale (Larus argentatus) e, lungo le spiagge, numerosi uccelli di ripa fra cui il corriere piccolo (Charadrìus dubius), la beccaccia di mare (Haematopus ostralegus) e il voltapietre (Arenaria interpres). Più lontano, sul mare, si osservano oltre a numerose anatre di baia, lo svasso maggiore (Podiceps cristatus) e il cormorano (Phalacrocorax carbo).

Le Marche però non finiscono sulla spiaggia perché la spiaggia non è un "confine" ma un posto dove la terra e il mare si incontrano; dove tante vite di mondi differenti si legano insieme in un continuo scambio di energia. Interessante ricordare come il Paolucci nel 1890, ricordava l'esistenza di vaste praterie marine, presenti fino ad una profondità di 30 m formate da Poseidonia oceanica che, nel caso di forti mareggiate viene ancora oggi strappata e spiaggiata sulla costa, sotto forma di piccole palle di colore marrone costituite dalle fibre delle foglie stesse.
Lungo i litorali fangosi sono invece frequenti le praterie a Zoostera marina e Zoostera nana. E' pCarretta carrettaerò lungo le coste rocciose, peraltro limitate alla zona del S. Bartolo, al M. Conero ed a brevi tratti della riviera ascolana, che la diversità di specie risulta maggiormente elevata.
Fra le diverse specie meritano essere ricordate Acetabularia mediterranea, Padina pavonia e, Dictyota dichotoma chiamata così per le ramificazioni esat­tamente dicotomiche del tallo e infine la feoficea Nereia filiformis, specie estremamente rara in quanto segnalata, in tutta la costa adriatica, unicamente sulla scogliera del Trave.
Anche la fauna mostra una ricchezza considerevole per la presenza, sebbene occasionale di entità rare, come la tartaruga marina (Caretta caretta), che peraltro è in continua rarefazione in tutto il Mediterraneo. Di un'altra specie interessante come la foca monaca (Monachus monachus) non restano invece che polverose citazioni in libri dell'Ottocento.

Specie rare

 In questa sezione sono riportate alcune delle specie della flora delle Marche di particolare valore in quanto vistose, endemiche, di interesse officinale o aventi una limitata distribuzione nel territorio regionale.


Per ciascuna di esse è riportato il nome scientifico a cui fa seguito il nome abbreviato dell'autore che per primo ha descritto la specie, una breve descrizione con le caratteristische principali della pianta e del fiore e alcune notizie sull'ambiente e sulla distribuzione (Glossario dei termini usati nei testi descrittivi delle specie):

Finalità

 

 

 

 

Logo

Le Aree Floristiche sono state istituite della legge regionale n. 52 del 30 dicembre 1974 "Provvedimenti per la tutela degli ambienti naturali" la quale prevede che vengano individuate le aree nelle quali crescono piante rare o in via di estinzione e meritevoli di tutela. Tali aree sono indicate da apposite tabelle perimetrali e al loro interno è proibita la raccolta, la estirpazione e il danneggiamento di tutte le piante che vi crescono spontaneamente.

Nel territorio della regione queste aree sono distribuite in modo che siano rappresentati i diversi ambienti, quindi alcune di esse sono sulla costa, altre nella zona collinare; un ultimo gruppo, più numeroso in ragione della grande varietà di ambienti esistenti, si trova invece nelle catene montuose dell'interno.


Un esempio di tali aree è dato dalla Selva di Castelfidardo, unico bosco residuo della zona collinare con numerose specie di interesse floristico e vegetazionale come l'agrifoglio (Ilex aquifolium), la farnia (Quercus robur), il carpino bianco (Carpinus betulus), il carpino orientale (Carpinus orientalis), la pervinca (Vinca minor), la bocca di lupo (Melittis melissophyllum), ecc.

Altre aree comprendono alcuni settori del Monte Conero con specie della flora mediterranea come l'euforbia arborescente (Euphorbia dendroides), il pungitopo (Ruscus aculeatus), il leccio (Quercus ilex), il corbezzolo (Arbutus unedo), ecc. Nella zona collinare e montana esse sono distribuite sia in ambienti nemorali che pascolivi, come ad esempio il bosco delle Tassinete in comune di Cingoli, le faggete del Monte Nero, del Monte Catria, del Monte Ragnolo, di Pizzo Meta e di tante altre località ove crescono anche diverse ed interessanti specie di orchidee, primule, narcisi, ecc.

 

Specie più interessanti
La legge regionale per la tutela degli ambienti naturali, sebbene approvata nel 1974, ha saputo affrontare e garantire la tutela delle specie d’interesse floristico delle Marche in un’ottica moderna: essa ha infatti previsto la conservazione di aree vaste e non di singole specie da tutelare, attraverso un mero elenco. Si è cioè voluto mettere in evidenza il loro valore e significato nell’ambiente in cui vivono, ovvero in termini chiaramente ecologici.

Numerose sono peraltro le specie d’interesse floristico nella regione fra le quali meritano particolare attenzione la Stella alpina dell’Appennino che si differenzia da quella delle Alpi perché più bassa e tomentosa, la Viola d’Eugenia che cresce sui pascoli delle quote più elevate o Moehringia papulosa , specie endemica che si rinviene in sole tre località delle Marche, oltre a numerose altre.



Schede

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Provincia di Pesaro

 



Provincia di Ancona



Provincia di Macerata



Provincia di Fermo



Provincia di Ascoli Piceno 

Cartografia

Perimetri delle Aree Floristiche

 Con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 95 del 23 aprile 2014 è stata approvata la riperimetrazione delle Aree Floristiche, protette ai sensi dell'art.7 della L.R. 52/74, con i relativi file vettoriali cartografici che sono stati identificati univocamente tramite codice SHA 512; essi sostituiscono quindi le vecchie perimetrazioni che erano disponibili solo in formato cartaceo.

Note Tecniche
Per informatizzare i perimetri delle Aree Floristiche è stato effettuato un adattamento cartografico alla Carta Tecnica Regionale (CTR), che è la cartografia numerica di base ufficiale della Regione Marche (scala nominale 1:10.000; sistema di riferimento Gauss Boaga, Roma 40 – Fuso Est).

Per quanto riguarda alcuni aspetti relativi alla vegetazione sono state invece utilizzate come base per i necessari confronti, le ortofoto del volo AGEA 2006/2007, mentre come Limiti Amministrativi,quelli derivanti da un adattamento cartografico della CTR ai confini desumibili dalla cartografia catastale.

Nella revisione sono state inoltre effettuate delle micro-correzioni tecniche che possono essere così classificate:
  • spostamento o adagiamento dei perimetri, ove possibile, lungo elementi fisici certi rappresentati nella CTR (strade, sentieri, corsi d’acqua, ecc ) o secondo elementi desumibili da Ortofoto AGEA (limite aree boscate, ecc...) o Limiti Amministrativi ovvero, in mancanza di elementi certi, sono state seguite le curve di livello;
  • correzione di errori tecnici derivanti dal passaggio tra la Carta Regionale Derivata e la CTR (inclusione di aree urbanizzate, linea di battigia, zone portuali, ecc...)

Files cartografici (da utilizzare usando come base la CTR)

Sistema cartografico di riferimento

Shp Files

Checksum codeSHA 512
(vedi box)

Gauss-Boaga fuso Est – Roma M. Mario 1940

Aree_Flo_Gauss

CODICE SHA512

UTM-WGS 84-33N

Aree_Flo_WGS

File derivato dalla conversione Gauss Boaga

Unitamente ai files vettoriali in formato shapefile (shp), è stato reso disponibile anche quello relativo ai metadati in XML (identificatore del file dei metadati: r_marche:6f88f0c5-9bf2-4890-ba6b-4c48a41d388a - identificatore unico della risorsa: r_marche:6f88f0c5-9bf2-4890-ba6b-4c48a41d388a) che è riportato anche nel Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (www.rndt.gov.it); per la consultazione in tale sito, dopo aver inserito nel campo"regione" le Marche, indicare come parola chiave per la ricerca del file "Aree Floristiche".

Aree Floristiche su Google Earth

*IlChecksum code osomma hash è l’impronta di un messaggio/file, ovvero un dato a dimensione fissa calcolato da un blocco arbitrario di dati digitali.

Lo scopo del suo utilizzo è quello di individuare eventuali errori accidentali che possono essere stati introdotti, ad es., nel corso di un download.

L'integrità dei dati può infatti essere controllata in qualsiasi momento ricalcolando il checksum e confrontandolo con quello memorizzato.


Per consultare, con semplicità ed immediatezza, la localizzazione delle Aree Floristiche è inoltre disponibile il seguente file che consente, tramite il programma gratuito multipiattaforma Google Earth (da installare sul proprio computer e scaricabile a questo indirizzo), una visualizzazione dei perimetri in ambiente 3D (dopo aver istallato il programma  ed estratto dalla cartella compressa il file .kmz, doppio click: Google Earth si avvia automaticamente e mostra i dati scaricati).























IODLDove non diversamente specificato, i dati sono distribuiti secondo la licenza Italian Open Data Licence 1.0.

 



Specie


Con Decreto del Presidente della Giunta Regionale n. 95 del 23 aprile 2014 è stata approvata oltre alla riperimetrazione delle Aree Floristiche, protette ai sensi dell'art.7 della L.R. 52/74, l’elenco delle specie, aggiornato e corretto (S. Ballelli e S. Cesaretti, 2013 - Università degli Studi di Camerino, Scuola di Scienze Ambientali).

Nel file PDF allegato l'elenco completo


OrchideaFritillaria

La natura costituisce un supporto che è “Vitale” per il benessere della nostra società.

I boschi  peri-urbani ne sono un emblematico esempio. Essi costituiscono delle aree di transizione fra gli ambienti rurali e quelli urbani che svolgono delle importanti funzioni a servizio e benessere di tutti i cittadini quali la purificazione dell’aria, la messa a disposizione di zone di sana ricreazione all’area aperta da raggiungere senza dover essere costretti ad utilizzare gli automezzi privati che determinano ulteriore inquinamento e congestione al traffico. Essi inoltre contribuiscono alla riduzione della CO2 e al contrasto ai cambiamenti climatici.

 

Al fine della loro promozione, la Regione ha avviato, sin dal 2008, una specifica linea d’azione in tale settore finanziando,in diverse annualità,  13 progetti, per complessivi 236.801 Euro. Progetti che interessano i comuni di Monte Cerignone, Genga, Morrovalle, Jesi, Osimo, Camerino, Montecosaro, Morro d'Alba, Sassoferrato e Fabriano.

Nel 2011, attraverso l’emanazione di un nuovo bando, consultabile nel link Normativa posto alla fine di questa pagina, la Regione ha voluto continuare la collaborazione con gli enti locali su queste tematiche; ciò in linea anche con i più recenti indirizzi e iniziative dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità e il contrasto ai cambiamenti climatici e con particolare attenzione alle emissioni climalteranti, nei cui confronti le aree boscate, ricadenti nei parchi urbani e peri-urbani, possono svolgere un importante ruolo di mitigazione e miglioramento.




                                              PROGETTI REALIZZATI

Monte Cerignone Parco dei Cerri
Jesi Riqualificazione ambientale funzionale al mantenimento ed alla valorizzazione
del patrimonio botanico-vegetazionale del torrente Granita
Jesi Riqualificazione ambientale funzionale al mantenimento della colonia degli aldeidi
all’interno della Riserva Naturale Ripa Bianca
Morrovalle Realizzazione bosco naturaliforme adiacente aree urbane residenziali/artigianali
Genga Realizzazione di parco perturbano in loc. San Vittore di Genga
Camerino Realizzazione di bosco urbano località Madonna delle Carceri
Montecosaro Realizzazione di un bosco naturaliforme perturbano, zona residenziale C5
Montecosaro Capoluogo
Montecosaro Realizzazione di un bosco naturaliforme perturbano, zona PEEP Montecosaro Scalo
Fabriano Via Fagioli
Osimo Riqualificazione ambientale Parco Urbano Osimo centro
Sassoferrato Realizzazione di un bosco in via Marena
Morro d’Alba Formazione di bosco urbano in via Roma
Morro d’Alba Formazione di bosco urbano in via degli Orti
Castelbellino Parco Urbano in frazione Stazione
Sassoferrato Realizzazione bosco in via Felcioni
Fiuminata Valorizzazione parco urbano ex Villa Felicioli
Macerata Realizzazione bosco in contrada Fontezucca
Grottammare Sistemazione discarica di Colle Valle

Normativa

Legge Regionale

L.R. 30 dicembre 1974, n. 52
Provvedimenti per la tutela degli ambienti naturali

Decreti istitutivi delle Aree Floristiche

Istituzione area floristica n. 26 "Parco del Trabocco"
Con Decreto PGR n. 190 del 29.09.2014 è stata approvata l'istituzione della nuova area floristica n. 26 denominata "Parco del Trabocco" così come richiesto dai comuni di Montecarotto e Poggio San Marcello. La superficie interessata dalla perimetrazione è di circa 263.214 mq. e comprende il corso del Fossato con le aree immediatamente circostanti.

Ampliamento area floristica "Laghetti della Sentina" 
Con Decreto PGR n. 189 del 29.09.2014 è stato approvato l'ampliamento dell'area floristica n. 84 "Laghetti della Sentina" così come richiesto dal Comune di San Benedetto del Tronto. L'ampliamento porta dagli iniziali 15,771 ettari a 47,80 ettari di superficie interessando tutta la zona costiera della Riserva Naturale Regionalr della Sentina.


Decreto P.G.R. n. 95 del 23/04/2014 - Riperimetrazione delle aree floristiche protette e aggiornamento dell'elenco delle specie
BUR Marche del 02/05/2014
Decreto_95_2014.pdf

Decreto P.G.R. n. 73/97 - Delimitazione aree floristiche protette
BUR Marche  Edizione speciale n. 4 - Supplemento al n. 30 del 22/05/1997
Decreto_73_97.pdf

Decreto P.G.R. n. 129/98 - Delimitazione aree floristiche protette
BUR Marche n. 59 del 16/07/1998
Decreto_129_98.pdf

Decreto P.G.R. n. 155/01 - Delimitazione aree floristiche protette
BUR Marche n. 107 del 20/09/2001
Decreto_155_01.pdf

Finalità

La natura costituisce un supporto che è “Vitale” per il benessere della nostra società.

I boschi  peri-urbani ne sono un emblematico esempio. Essi costituiscono delle aree di transizione fra gli ambienti rurali e quelli urbani che svolgono delle importanti funzioni a servizio e benessere di tutti i cittadini quali la purificazione dell’aria, la messa a disposizione di zone di sana ricreazione all’area aperta da raggiungere senza dover essere costretti ad utilizzare gli automezzi privati che determinano ulteriore inquinamento e congestione al traffico. Essi inoltre contribuiscono alla riduzione della CO2 e al contrasto ai cambiamenti climatici.

 

Al fine della loro promozione, la Regione ha avviato, sin dal 2008, una specifica linea d’azione in tale settore finanziando,in diverse annualità,  13 progetti, per complessivi 236.801 Euro. Progetti che interessano i comuni di Monte Cerignone, Genga, Morrovalle, Jesi, Osimo, Camerino, Montecosaro, Morro d'Alba, Sassoferrato e Fabriano.

Nel 2011, attraverso l’emanazione di un nuovo bando, consultabile nel link Normativa posto alla fine di questa pagina, la Regione ha voluto continuare la collaborazione con gli enti locali su queste tematiche; ciò in linea anche con i più recenti indirizzi e iniziative dell’Unione europea per la conservazione della biodiversità e il contrasto ai cambiamenti climatici e con particolare attenzione alle emissioni climalteranti, nei cui confronti le aree boscate, ricadenti nei parchi urbani e peri-urbani, possono svolgere un importante ruolo di mitigazione e miglioramento.




                                              PROGETTI REALIZZATI

Monte Cerignone Parco dei Cerri
Jesi Riqualificazione ambientale funzionale al mantenimento ed alla valorizzazione
del patrimonio botanico-vegetazionale del torrente Granita
Jesi Riqualificazione ambientale funzionale al mantenimento della colonia degli aldeidi
all’interno della Riserva Naturale Ripa Bianca
Morrovalle Realizzazione bosco naturaliforme adiacente aree urbane residenziali/artigianali
Genga Realizzazione di parco perturbano in loc. San Vittore di Genga
Camerino Realizzazione di bosco urbano località Madonna delle Carceri
Montecosaro Realizzazione di un bosco naturaliforme perturbano, zona residenziale C5
Montecosaro Capoluogo
Montecosaro Realizzazione di un bosco naturaliforme perturbano, zona PEEP Montecosaro Scalo
Fabriano Via Fagioli
Osimo Riqualificazione ambientale Parco Urbano Osimo centro
Sassoferrato Realizzazione di un bosco in via Marena
Morro d’Alba Formazione di bosco urbano in via Roma
Morro d’Alba Formazione di bosco urbano in via degli Orti
Castelbellino Parco Urbano in frazione Stazione
Sassoferrato Realizzazione bosco in via Felcioni
Fiuminata Valorizzazione parco urbano ex Villa Felicioli
Macerata Realizzazione bosco in contrada Fontezucca
Grottammare Sistemazione discarica di Colle Valle

Normalità