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sabato 25 aprile 2026  13:57 

Il discorso del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli

 

“Come presidente della Regione, ma soprattutto come figlio di questa terra, sono molto felice di dare il mio personale “bentornato” nelle Marche al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ho detto “bentornato”, perché il Capo dello Stato ci ha onorato, in questi ultimi mesi, della sua presenza in due momenti particolarmente significativi: il centenario della nascita di Francesco Merloni a Fabriano e la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate ad Ancona. I marchigiani tutti, le assicuro Signor Presidente, le sono profondamente grati per la sua attenzione alle Marche e per la sua presenza qui oggi, in una occasione così solenne, com’è l’81° Anniversario della Liberazione.

Saluto il Ministro Guido Crosetto, il sindaco di San Severino Marche Rosa Piermattei, che oggi è il “padrone di casa” e ci accoglie in questa splendida città, le Autorità civili e militari, tutti i cittadini presenti.

Oggi siamo qui per celebrare, insieme, una delle pagine più significative della nostra storia. Oggi celebriamo la fine dell’occupazione nazista, del Ventennio fascista, delle persecuzioni antiebraiche, dei bombardamenti, delle immani sofferenze subite dal nostro popolo durante la Seconda Guerra Mondiale.

Oggi celebriamo la nostra libertà e riaffermiamo la centralità di quei valori e di quei principi democratici che sono scolpiti nella nostra Costituzione. Valori e principi che, in questi decenni, hanno fortificato la nostra democrazia e hanno consentito all’Italia di prosperare, diventando quello che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte, autorevole, protagonista in Europa, in Occidente, nel mondo.

Ma le celebrazioni di oggi ci richiamano, necessariamente, ad una riflessione sulla difficile epoca che stiamo attraversando. Epoca nella quale riemergono spettri del passato che pensavamo definitivamente scacciati, in cui la forza del diritto internazionale è messa in discussione dagli stessi che per primi dovrebbero difenderla, dove le democrazie fanno i conti con minacce sempre più insidiose. Le guerre, i conflitti, lo spirito di sopraffazione, i bombardamenti contro civili inermi sono tornati prepotentemente d’attualità. E tutto questo sta accadendo, ormai da più di quattro anni, anche nel cuore d’Europa, non molto lontano dai nostri confini.

Ecco perché penso che la giornata odierna non debba limitarsi ad un doveroso esercizio della memoria, ma che debba essere uno strumento vivo e concreto di testimonianza, l’occasione per rinnovare un impegno e una responsabilità condivisi.

Perché non dobbiamo dimenticare mai che l’amore e la passione per la democrazia e la libertà rappresenta l’unico vero antidoto ad ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. E che una democrazia può prosperare e trovare vigore solo se si fonda sul confronto e sul rispetto dell’altro, non sull’odio o sulla delegittimazione dell’avversario politico.

Signor Presidente, carissimi cittadini,

dal Dopoguerra ad oggi i valori della Costituzione hanno garantito pace e solidarietà, libertà e democrazia, crescita e uguaglianza. Sono valori che appartengono al DNA del popolo italiano e che ci impegniamo ogni giorno a tutelare, per difendere il presente dalle insidie di questo tempo e per costruire un futuro di pace e prosperità. Continueremo a fare ogni giorno la nostra parte, per non vanificare il sacrificio di chi ci ha preceduto e per consegnare alle generazioni che verranno una Nazione libera e forte”.

Sono le parole pronunciate dal presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, dal palco del Teatro Feronia durante la cerimonia istituzionale del 25 Aprile che ha accompagnato la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a San Severino Marche. La città settempedana è stata insignita nel 2022 della Medaglia d’Oro al Merito Civile per l'eroico comportamento della popolazione tra il 1943 e il 1945. Un riconoscimento che valorizza soprattutto la resistenza civile e lo spirito di solidarietà della comunità marchigiana.

 

La visita istituzionale del Capo dello Stato

 

La giornata si è aperta con l’omaggio del Presidente Mattarella al Monumento della Resistenza “Arnaldo Bellabarba”, dove il Capo dello Stato, accolto dalle autorità civili e militari, ha assistito alla deposizione di una corona d’alloro dopo il saluto al picchetto d’onore. Successivamente il Presidente della Repubblica ha raggiunto piazza Del Popolo per gli onori militari e il saluto alla cittadinanza, prima dell’ingresso al Teatro Feronia per la cerimonia civile.

Il presidente Acquaroli ha accompagnato il Capo dello Stato in tutte le tappe della visita istituzionale. Accanto al Presidente della Repubblica erano presenti il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore Luciano Antonio Portolano, il sindaco Rosa Piermattei, il Prefetto di Macerata Giovanni Signer e il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci, insieme alle autorità civili e militari intervenute alla celebrazione.

Al Teatro Feronia si sono svolti gli interventi istituzionali e i momenti culturali della cerimonia, con il contributo storico del ricercatore Matteo Petracci e le letture dell’attore Neri Marcorè, accompagnato dal musicista Daniele Di Battista. La cerimonia si è conclusa con l’intervento del Presidente Mattarella.

Al termine delle celebrazioni, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha visitato il Palazzo Comunale, recentemente riaperto dopo gli interventi di recupero post-sisma 2016 finanziati dal Commissario straordinario alla Ricostruzione, oggi restituito alla comunità come sede istituzionale e spazio culturale che ospita anche la Galleria d’arte moderna “Filippo Bigioli”.