"Le Marche rappresentano il laboratorio ideale per la strategia agricola nazionale”. Così il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida oggi pomeriggio a Loreto per la giornata dell’Osservatorio Regionale per le Politiche Agricole e lo Sviluppo Rurale dedicata al confronto sul futuro dell’agricoltura nelle Marche dal titolo ‘Marche in campo: l’agricoltura che produce valore’.
“Un territorio – ha aggiunto il ministro Lollobrigida - fatto di medie e piccole imprese che non possono competere sulla quantità, ma che sono imbattibili sulla qualità e sul valore aggiunto. Nell’Italia diventata prima agricoltura europea per valore aggiunto, il modello marchigiano, guidato con lungimiranza dal presidente Acquaroli, dimostra come la distintività e il legame con il territorio siano le chiavi per vincere sui mercati globali. L'agricoltura non è un problema, ma la nostra risorsa più preziosa. Se a livello nazionale puntiamo a record nell'export di vino, olio e ortofrutta, nelle Marche vediamo la capacità di trasformare il paesaggio stesso, le colline scolpite dai vigneti, in un asset non solo agricolo, ma anche turistico e identitario. Il nostro impegno è proteggere queste eccellenze dalle importazioni di basso valore e dalla criminalizzazione ideologica di prodotti come il vino, che è storia e cultura prima ancora che una bevanda. Sosterremo i settori in crisi, come quello cerealicolo, con investimenti mirati, ma continueremo a investire sulla qualità riconoscibile, l'unico vero fattore che rende le Marche e l'Italia leader mondiali dell'agroindustria".
Una giornata di condivisione e ascolto tra istituzioni, enti e organizzazioni del settore agricolo, aperta e condotta dal vicepresidente e assessore all’Agricoltura della Regione Marche Enrico Rossi sulla linea di quattro direttrici fondamentali che rappresentano le strategie per rafforzare l’efficienza, la sostenibilità e la competitività dell’agricoltura marchigiana: produttività e reddito dell’impresa agricola, giovani in agricoltura, innovazione per produrre meglio, presidio territoriale e sviluppo delle aree interne.
“L’agricoltura rappresenta un settore strategico fondamentale che crea valore aggiunto – ha dichiarato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli – questa giornata è importante per confrontarsi, ridare priorità a un settore nevralgico, programmare obiettivi e condividere strategie comuni, rimettendo al centro il reddito e la capacità competitiva. Una strategia condivisa per valorizzare le nostre eccellenze e offrire prospettive serie e pragmatiche ai giovani. In questi cinque anni abbiamo lavorato per ridare dignità al settore e cambiare prospettiva: rimetterlo al centro delle dinamiche istituzionali, creare nuove opportunità e affrontare le sfide con un cambio di paradigma. Serve mettersi in discussione, cercare nuove strategie e portare innovazione vera, puntando su ricerca, sviluppo e innovazione per rendere l’agricoltura competitiva e attrattiva. Oggi abbiamo l’opportunità, anche grazie al Governo e al Ministro Lollobrigida che è qui, di ridisegnare l’agricoltura in Italia e nelle Marche. Le esperienze di eccellenza presenti nella nostra regione dimostrano che un’agricoltura diversa è possibile: un’agricoltura di qualità che crea valore, attrazione e filiera. La dimensione aziendale e la capacità di innovare sono centrali: la Regione può svolgere un ruolo fondamentale attraverso il PSR, ma serve una strategia condivisa e attuata concretamente da tutto il sistema. Se vogliamo parlare di giovani dobbiamo parlare di reddito, tecnologie e sviluppo, offrendo un settore all’avanguardia e prospettive reali. In un territorio ricco di biodiversità come le Marche, possiamo davvero ambire a creare valore aggiunto, dalla collina al mare. Voglio ringraziare il Ministro Lollobrigida per l’attenzione costante e la presenza che riserva al nostro territorio”.
Il vicepresidente Rossi ha tratto poi le linee conclusive: "Una giornata assolutamente positiva, non soltanto di ascolto e di confronto, ma soprattutto di definizione delle linee strategiche per il futuro dell'agricoltura marchigiana, da tradurre concretamente nelle opportunità in cui concentrare prioritariamente risorse. Partendo dall’analisi del contesto di riferimento, abbiamo sviluppato i quattro topic prefissati, a partire dalla creazione del valore aggiunto e dagli assi ad esso funzionali: multifunzionalità, diversificazione del reddito, differenziazione del prodotto, economia circolare, filiere, aggregazione, turismo agroalimentare. Tutto ciò che riesce a creare ulteriore valore aggiunto partendo dalla produzione dei beni primari. E poi il tema centrale per la Regione Marche e per la Giunta - ha insistito Rossi - quello dei giovani, che “attraverso l’innovazione, la semplificazione, l’accesso al credito e un patto per la formazione, possano insediarsi e restare nell’ambito del settore primario che deve tornare ad essere attrattivo grazie ad una redditività adeguata. Non tramite strumenti che rispondano ad una logica di sola compensazione ma che abbiano quale obiettivo primario la creazione del valore. Anche grazie a tutto ciò che oggi come innovazione può essere fatto per migliorare la qualità, ridurre i costi di produzione ed efficientare le risorse. Questa è una visione di agricoltura moderna che sicuramente saprà tracciare quelle che sono le linee future del settore primario nelle Marche. Riconoscendo, al contempo, il ruolo identitario dell’agricoltore quale custode del territorio e dunque in grado di generare azioni positive sull’ambiente”.
Mirco Carloni, presidente Commissione Agricoltura Camera dei Deputati, nel suo intervento ha detto: "Le Marche possiedono una straordinaria cultura agricola, un patrimonio di sapienza che ci è stato tramandato e che oggi deve diventare il motore di una nuova crescita economica. Non possiamo più permettere che l'agricoltura e l'allevamento nelle nostre splendide colline siano considerati un 'piano B' o una scelta di ripiego: il settore agroalimentare è la prima industria della nostra Nazione e quest'anno puntiamo a un record storico di export tra i 73 e i 76 miliardi di euro. Ma è fondamentale che la Regione Marche non resti isolata, anzi si inserisca con decisione nei macrotrend globali e nei grandi piani di investimento nazionali, come il fondo 'Coltiva Italia'. La nostra sfida principale resta il ricambio generazionale: non possiamo convincere un giovane a proseguire l'attività dei propri nonni solo in nome della tradizione; dobbiamo garantire alle imprese agricole una reale redditività. Fare l'agricoltore nelle Marche deve tornare a essere una scelta di orgoglio, un'opportunità imprenditoriale moderna che offra la migliore qualità della vita possibile e crei valore aggiunto per l'intera comunità".
Nel corso della giornata, a cui ha preso parte Monsignor Fabio Dal Cin arcivescovo delegato pontificio di Loreto che ha insistito sul ricambio generazionale come “investimento strategico” sono intervenuti: Fabio Vitale, Direttore AGEA; Livio Proietti, Presidente ISMEA; Andrea Rocchi, Presidente CREA; Giovanni Filippini, Direttore Generale Sanità animale Ministero della Salute e rappresentanti delle Organizzazioni e degli Enti del comparto rurale.
Scheda
CONTESTO AGRICOLO E AGROALIMENTARE MARCHIGIANO
Valore aggiunto, valore della produzione e numero aziende: Nel 2023 le Marche hanno registrato un valore aggiunto di 611 milioni €, +17,4%, dato superiore alla media nazionale. Si osserva una riduzione del numero di aziende, circa 22.000 (-24,6 % dal 2010 al 2020), ma con un aumento della dimensione media aziendale (da 10,5 a 13,6 ettari), segno di un consolidamento necessario alla sostenibilità economica. La superficie agricola utilizzata (SAU) è pari a 455.099 ettari, cioè il -3,5% sul 2010 in linea col trend nazionale. Le colture principali sono: seminativi (80,9%), prati e pascoli (11,7%) e legnose agrarie (7,2%).
Zootecnia: Aumenta il numero delle aziende zootecniche: 8.484 (+30,8% sul 2010) a fronte di un calo generalizzato dei capi negli allevamenti.
Biologico: Le superfici bio coltivate sono aumentate da 63 mila nel 2015 a 135 mila ettari nel 2024 (+113,5%). L’incidenza è del 29,6% sul totale regionale nel 2024, superando con notevole anticipo l’obiettivo del 25% al 2030 della strategia UE. Operatori bio: da 2.453 nel 2015 a 4.207 nel 2024 (+71,5%). Il Distretto biologico Marche è una realtà tra le più importanti e significative in Europa con diverse filiere completamente dedicate.
Indicazioni geografiche (IG): 121 milioni € il valore economico IG delle 35 indicazioni geografiche della regione Marche, 14 IG alimentari (6 Dop e 8 Igp) per un valore di 28 milioni €. 21 IG vino (5 Docg, 15 Doc e 1 Igp) per un valore di 93 milioni €.
Occupazione e credito: La superficie agricola assicurata nelle Marche è pari a circa 31.300 ettari, cioè il 6,9% della Sau. Calo degli addetti (da 20.700 a circa 13.000) e contrazione degli impegni bancari nel settore (-28,8% tra il 2014 e il 2023).
Agroalimentare ed export: 660 milioni di euro è il valore aggiunto dell’industria alimentare nelle Marche. L’export nel 2024 vale 591 milioni € (+4,9%). I prodotti principali sono: vino, pasticceria, caffè, formaggi freschi. Le principali destinazioni sono Germania, Spagna, USA, Francia.
PRODUTTIVITÀ E REDDITO DELL’IMPRESA AGRICOLA
Aumentare la redditività media aziendale (attualmente a 51.000€) puntando sulla qualità e sull'identità territoriale per innalzare il valore aggiunto.
GIOVANI IN AGRICOLTURA
Le imprese condotte da giovani sono 1300, +17% dal 2015 e rappresentano il 15% del totale. I titolari under 40 sono il 9% del totale. Il PSR 2014-2022, Pacchetto Giovani, ha finanziato 396 giovani agricoltori con 62 milioni di euro (7% della dotazione finanziaria). Il CSR Marche, nel primo bando del Pacchetto Giovani, ha finanziato 81 domande per un importo di 8,9 milioni di euro (2% della dotazione finanziaria); il secondo bando ha messo a disposizione 20,3 milioni di euro (5% della dotazione finanziaria) per un totale di 112 progetti presentati con contributo richiesto per oltre 21 milioni di euro.
INNOVARE PER PRODURRE MEGLIO
Intesa come innovazione tecnologica e di processo per abbattere i costi, efficientare le risorse e migliorare le rese. L’innovazione, di processo e di prodotto, costituisce una leva strategica fondamentale per rafforzare l’efficienza, la sostenibilità e la competitività dell’agricoltura marchigiana. È necessario evolvere i modelli di conduzione e gestione agricola, migliorando l’uso delle risorse, riducendo i costi e aumentando la redditività.
PRESIDIO TERRITORIALE E SVILUPPO AREE INTERNE
Sostenere l'agricoltura nelle zone montane e interne, riconoscendo il ruolo sociale e ambientale dell'agricoltore come custode del territorio e contrastando lo spopolamento.