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Museo di arte sacra di Montemonaco - Musei Sistini del Piceno


  • Indirizzo :Montemonaco - Via Italia,snc (AP) MONTEMONACO
  • Tel. : 3473804444
    Fax : 0735/577246
  • Email : info@museisistini.it   
  • Sito web : http://museisistini.it
  • Orario : natale e pasqua, 25/4-1/5, giugno luglio e agosto dalle ore 16.00 alle ore 19.00
  • Tipologia : Arte Specializzato - Arte Sacra
  • Servizi : Area per accoglienza, Biglietteria, Book-shop, Sala conferenze, Sala o laboratorio per attività didattiche, Sala proiezione audio/video

  • La sede e le collezioni
  • Il museo di Montemonaco è stato allestito nel 2007 presso l’ex chiesa di San Biagio, antico edificio di culto risalente all’epoca romanica che sorge a ridosso dell’attuale parrocchiale. La chiesa, da lungo tempo inutilizzata, ha riacquistato nuova funzionalità grazie ai recenti restauri che hanno consentito, tra le altre cose, di recuperare due pregevoli altari in pietra risalenti al secolo XVI. La raccolta si contraddistingue per le superbe sculture lignee piene di fascino tutte provenienti dal territorio, tra cui un Crocifisso del XIII secolo proveniente dalla chiesa di San Giorgio all’Isola, una Madonna di arte abruzzese-marchigiana degli inizi del XVI secolo, alcune opere del Seicento realizzate per la chiesa di Tofe, come l’Angelo Custode di scuola napoletana del sec. XVII, la Madonna di Loreto di Sebastiano Sebastiani ed un’altra scultura di eguale soggetto esposta a Toronto nel 2002 in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù.
    Dalla chiesa di Vallegrascia proviene un raro paliotto in cuoio impresso e dipinto degli inizi del XVII secolo, mentre della chiesa di Isola San Biagio si espone una croce processionale datata 1788.
    Tra i dipinti, oltre alla Madonna del soccorso (1521) del pittore amandolese Giulio Vergari e ad una Madonna del Rosario databile alla fine del XVI secolo, è stata presentata per la prima volta la pala con San Biagio e Sant’Antonio Abate, recentemente scoperta ed attribuita a Pier Leone Ghezzi (1674-1755).
    Si tratta di un’importante opera giovanile che va ad incrementare i lavori lasciati nelle Marche dall’artista romano originario di Comunanza, riconosciuto tra i principali pittori del suo tempo, come attestano, tra l’altro, i titoli di Accademico di San Luca, di pittore della Camera Apostolica e la protezione concessagli dai pontefici e dalle più prestigiose famiglie dell’Urbe.

     



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