Descrizione
intero complesso, La costruzione della chiesa è databile intorno all`IX sec. D. Giuseppe Crocetti, analizzando architetture dalla datazione certa con caratteristiche analoghe a quella di S. Giorgio in all'Isola, giunge ad una datazione relativa alla metà del XII sec..
intero complesso, In un documento del 996 la popolazione di Arato è aggregata alla parrocchia di S. Giorgio in Insula la cui nomina sarà competenza del priore farfense di Santa Vittoria sino alla creazione della diocesi di Montalto nel 1587. Nel settembre dello stesso anno viene registrato nel Liber Largitorius Farfensis un atto di cessione mediante il quale l'abate di Farfa Giovanni III cedette a tre presbiteri , loro vita natural durante, la diruta chiesa di S. Giorgio. Documenti successivi confermano l'appartenenza della costruzione al patrimonio farfense, tanto che nel 1192 compare nell'elenco delle chiese tributarie all'abbazia, mentre molti privilegi papali la confermano nel possesso farfense fino a quello del 1451 redatto dall'abate commendatario Orsini.
intero complesso, Nella ``Convenzione di spoglio`` del 2 gennaio 1301 tra il vescovo fermano Alberico ed il pievano Francesco di S. Angelo in Montespino, stipulata a Montottone con la presenza di molti testimoni, il secondo si priva della facoltà di assegnare chiese e benefici ma conserva per sé e per i suoi successori il diritto di esigere la metà delle decime e la settima parte dei mortori per tutte le chiese dipendenti dal plebanato. Nell'elenco non compare S.Giorgio in Insula a conferma della sua dipendenza dall'abbazia di Farfa.
intero bene, La torre viene edificata sul fronte dell`edificio per volere del prevosto Giovanni Leonardi nel 1535. La data e il committente dei lavori sono indicati nell'architrave di arenaria sopra il portale d'ingresso. Simili strutture, innalzate per spiare le mosse del nemico armato e dare l'allarme con le stesse campane furono costruite nella stessa epoca a S. Angelo in Monte Spino di Montefortino, a S. Ruffino di Amandola, a S. Marco di Ponzano di Fermo, in SS. Ippolito a Cassiano di Pedara in territorio di Roccafluvione e in Montemonaco a S. Maria in Casalecchio e S. Lorenzo in Vallegrascia. Al tempo della `Visita Apostolica` del Mons. Maremonti non era ancora funzionante come campanile da ci si deduce che avesse solo uno scopo difensivo e che la vela per l'impianto di due campane venne costruita successivamente.
intero bene, Dalla relazione della ``Visita Apostolica`` del 12 agosto del 1573, Mons. Maremonti rileva la mancanza in loco di un'abitazione per preposto. Diede ordine di sistemare decentemente il fonte battesimale, di elevare il campanile per sistemare le campane, di ornare con pallio l'altare maggiore, dotare quello di S. Antonio di un'icona o pittura. C'erano anche l'altare di S. Giuseppe e quello dedicato a S. Girolamo e quello dedicato a S. Vittoria. Un quinto altare era stato eretto in onore dei SS. Pietro e Paolo.
intero complesso, Dalla relazione della ``Visita Apostolica`` del 28 luglio 1574, Don Paolo Pagani di Monterubbiano costatò che gran parte dei decreti emanati da Mons. Maremonti non erano stati eseguiti, fatta eccezione del Fonte Battesimale, per cui fu costretto a minacciare il sequestro delle rendite se entro sei mesi non fosse stato ottemperato a quanto in precedenza era stato disposto
intero complesso, Il 14 novembre 1586 Sisto V istituisce la nuova diocesi di Montalto e le assoggetta tutte le chiese del territorio di Montemonaco per quanto riguarda la cura delle anime