RITRATTO DI AMERIGO E SIMONE VESPUCCI
Tipo
dipinto
Descrizione
La parte relativa ai Vespucci nella galleria dei ritratti risulta alquanto "costruita" in quanto, voluta da Adriano Colocci per ratificare la legittimità ereditaria con quella famiglia - legata ai Colocci per via matrimoniale avendo Antonio sposato nel 1853 Enrichetta ultima discendente dei Vespucci - egli non esita ad identificare come antenati anche personaggi che con quel casato non hanno nulla a che fare. E' interessante notare che Adriano Colocci per i discendenti Vespucci non si affida ad un pittore come il Kirchmayr, che firmava le sue tele, come aveva fatto per gli antenati Colocci, preferendo invece avvalersi spesso di "croste", vale a dire di quadri di poco pregio, ad imitazione dell'antico, dove lui poteva facilmente apporre iscrizioni. Va inoltre ricordato che a Firenze Adriano era comproprietario, insieme al fratello della prima moglie Clotilde Morozzi, di un negozio di antiquariato ed è forse da quest'ambito toscano che proviene anche il dipinto in esame. Il nome che compare sul foglietto in basso a destra ha fatto pensare ad un ambito fiammingo (Mozzoni 1989, p. 102), ma non compare in nessun repertorio biografico. Certi dettagli come il cagnolino e il brano di paesaggio sullo sfondo datano l'opera tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo. I due bambini, figli di Giovan Carlo Vespucci (1665-1712), vengono raffigurati in pose alquanto stereotipate, copiate da quelle degli adulti. La cura dei dettagli ed un uso piuttosto equilibrato dei colori e dei chiaroscuri rendono il dipinto nel complesso piacevole.
Soggetto
ritratto di Amerigo e Simone Vespucci
Materia e tecnica
tela/ pittura a olio
Misure
Altezza=112;Lunghezza=145;
Collocazione
Palazzo A. Colocci - p.zza Colocci, 8 - Museo Colocci
Identificatore
11 - 00209489
Proprietà
proprietà Ente pubblico territoriale