Cultura

Biblioteche

 

 

La politica d'intervento nel settore delle Biblioteche e degli Archivi della regione Marche, esercitata sino al 2000 dal Centro regionale per i beni culturali, poi dal Servizio Cultura della Giunta ha avuto come finalità l'organizzazione di un sistema bibliotecario regionale in grado di assolvere alle principali funzioni di servizi informativi al pubblico, di promozione della lettura, di tutela e conservazione del ricco patrimonio bibliografico e documentale marchigiano, in ciò supportata dalla normativa regionale di settore, L.R. 39/87, oggi non più in vigore e sostituita dalla Legge regionale 9 febbraio del 2010, n.4. Tra le strutture rinnovate nei servizi e/o che hanno rivolto una particolare attenzione alle problematiche di inclusione sociale, si citano : 

Biblioteca Comunale San Giovanni di Pesaro, Biblioteca  Comunale di Colbordolo, Biblioteca Comunale di Cagli, Biblioteca Comunale La Fornace di Moie, Biblioteca Comunale di Senigallia, Biblioteca Comunale di Loreto, Biblioteca Comunale  di Fabriano, Biblioteca Comunale di Matelica, Biblioteca Comunale di San Severino Marche, Biblioteca Comunale di Civitanova Marche, Biblioteca Comunale di Corridonia, Biblioteca Comunale di Macerata, Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno, Biblioteca Comunale di Ripatransone

Le principali istituzioni bibliotecarie marchigiane sono  organizzate in poli locali del Servizio Bibliotecario Nazionale (rete delle biblioteche italiane promosse dal MiBAC con la cooperazione delle Regioni, delle Università e coordinata dall'ICCU - Istituto Centrale per il catalogo Unico delle biblioteche). Vi si appoggia un numero via via crescente di biblioteche pubbliche dalla diversa titolarità  amministrativa - biblioteche di enti locali, biblioteche statali, universitarie e scolastiche, biblioteche di accademie, di istituzioni pubbliche e private, per lo più organizzate in  sistemi bibliotecari intercomunali.  

I poli SBN  - 258 biblioteche presenti nella rete - sono una grande risorsa culturale delle Marche, oltre che nazionale, il cui obiettivo è stato quello di superare la frammentarietà amministrativa delle singole strutture in un sistema di cooperazione territoriale che sfrutta il concetto di rete per integrare alcune principali attività  delle biblioteche: catalogazione on line partecipata, servizi bibliografici e di prestito on line, OPAC (cataloghi per una consultazione pubblica agevolata), accesso alle risorse digitali. 

La Regione ha sostenuto il processo suddetto in una logica di sistema che vede una diffusione uniforme sul territorio regionale dei servizi bibliotecari, spesso interagenti con altre componenti della Cultura, dagli archivi, ai musei, alla musica, al teatro, grazie anche a strumenti che incentivano la partecipazione sociale, quali Gran Tour cultura, Festival letterari, Giornate di apertura prolungata degli istituti culturali, eventi celebrativi. A breve, verrà data la stessa  possibilità di sviluppare piazze del sapere “virtuali”, grazie  a  servizi multimediali evoluti, installati negli istituti della cultura con il progetto CulturaSmart.





La Regione  nello svolgimento delle sue funzioni  di concorso alla tutela  e valorizzazione dei beni culturali  ha sostenuto progetti  volti alla conoscenza e conservazione di patrimoni librari  e documentari di biblioteche e archivi storici di particolare interesse regionale. 

Gli interventi fanno principalmente riferimento ad attività di restauro e di sicurezza del patrimonio,  di catalogazione ed inventariazione, di censimento, di digitalizzazione, e sono promossi allo scopo di incentivare l’accessibilità fruitiva  delle raccolte e dei fondi storici attraverso sistemi di ricerca  on –line (OPAC/Cataloghi sulla rete web, Inventari degli archivi storici  in SIUSA- Sistema Informativo Unificato Soprintendenza Archivistica), riproduzione a stampa o attraverso le nuove tecnologie di digitalizzazione, oltre a  pubblicazioni con finalità di ricerca e studi.

Riguardo ai beni librari e documentali , presenti nelle biblioteche di competenza non statale, la Regione ha avuto una attribuzione di funzioni di tutela diretta su manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie , nonché libri, stampe, incisioni  non appartenenti allo Stato … ( comma 2 dell’art. 5 del Codice vigente, D.lgs. 42/2004) fino al 2015 quando con la legge 6 agosto 2015 n. 125  di conversione in legge del D.L. legge 19 gennaio  2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali, tale funzione  è stata trasferita in capo allo Stato. 

Pertanto si rinvia al sito della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali per le autorizzazione e la modulistica relative alle seguenti attività:

  • prestito di beni librari in occasione di mostre  e manifestazioni culturali all’interno del territorio nazionale (Codice dei beni culturali,  art. 48 );
  • uscita temporanea dal territorio nazionale di libri, stampe, incisioni, manoscritti, autografi, carteggi la cui uscita definitiva è di norma vietata, deve essere autorizzata preventivamente (Codice dei beni culturali, art. 66, c. 1 e 2,  art.67);
  • esportazione temporanea e libera circolazione definitiva dei beni bibliografici non statali ( Codice dei beni culturali e del paesaggio, art.68);
  • spostamento, anche temporaneo, dei beni bibliografici e lo scarto (Codice dei beni culturali,art. 21);

 

Per questi ed altri aspetti inerenti la tutela dei  beni librari – vendita  e altre forme di alienazione, prelazione, commercio, verifica dell’interesse culturale, digitalizzazione, a seguito dell’Accordo tra Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali  e la Direzione Generale Archivi, si rinvia alla Soprintendenza Archivistica  dell’Umbria e delle Marche, competente sul territorio regionale. 

Rimane in capo alle Regione l'istituto del deposito legale dei documenti d'interesse culturale destinati ad uso pubblico, regolato da una disciplina specifica (L.106/2004  e regolamento attuativo, D.P.R.

 

Approfondimenti (Scheda sul deposito legale) 

Le più notevoli e significative biblioteche storiche si presentano come un fenomeno del collezionismo librario assai diffuso nel XVII e XVIII secolo tra l'aristocrazia laica ed ecclesiastica, i cui ingredienti documentari fanno riferimento essenzialmente al Diritto, all'Antiquaria, alla Storia , alla Teologia, alle Belle Lettere, alla Bibliografia e vengono a costituire insieme ad altri materiali – quadri, medaglie, carte nautiche, mappe geografiche, stampe, disegni – il nerbo su cui si sviluppano le raccolte delle attuali istituzioni pubbliche.


Le antiche librerie delle Marche

Tutela e valorizzazione

biblioteca di Fermo - sala del mappamondo

La Regione  nello svolgimento delle sue funzioni  di concorso alla tutela  e valorizzazione dei beni culturali  ha sostenuto progetti  volti alla conoscenza e conservazione di patrimoni librari  e documentari di biblioteche e archivi storici di particolare interesse regionale. 

Gli interventi fanno principalmente riferimento ad attività di restauro e di sicurezza del patrimonio,  di catalogazione ed inventariazione, di censimento, di digitalizzazione, e sono promossi allo scopo di incentivare l’accessibilità fruitiva  delle raccolte e dei fondi storici attraverso sistemi di ricerca  on –line (OPAC/Cataloghi sulla rete web, Inventari degli archivi storici  in SIUSA - Sistema Informativo Unificato Soprintendenza Archivistica), riproduzione a stampa o attraverso le nuove tecnologie di digitalizzazione, oltre a  pubblicazioni con finalità di ricerca e studi.

Riguardo ai beni librari e documentali , presenti nelle biblioteche di competenza non statale, la Regione ha avuto unavolume anticoattribuzione di funzioni di tutela diretta su manoscritti, autografi, carteggi, incunaboli, raccolte librarie , nonché libri, stampe, incisioni  non appartenenti allo Stato … ( comma 2 dell’art. 5 del Codice vigente, D.lgs. 42/2004) fino al 2015 quando con la legge 6 agosto 2015 n. 125  di conversione in legge del D.L. legge 19 gennaio  2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali, tale funzione  è stata trasferita in capo allo Stato. 

Pertanto si rinvia al sito della Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali per le autorizzazione e la modulistica relative alle seguenti attività:

  • prestito di beni librari in occasione di mostre  e manifestazioni culturali all’interno del territorio nazionale (Codice dei beni culturali,  art. 48 );
  • uscita temporanea dal territorio nazionale di libri, stampe, incisioni, manoscritti, autografi, carteggi la cui uscita definitiva è di norma vietata, deve essere autorizzata preventivamente (Codice dei beni culturali, art. 66, c. 1 e 2,  art.67);
  • esportazione temporanea e libera circolazione definitiva dei beni bibliografici non statali ( Codice dei beni culturali e del paesaggio, art.68);
  • spostamento, anche temporaneo, dei beni bibliografici e lo scarto (Codice dei beni culturali,art. 21);

Per questi ed altri aspetti inerenti la tutela dei beni librari – vendita e altre forme di alienazione, prelazione, commercio, verifica dell’interesse culturale, digitalizzazione -, a seguito dell’Accordo tra Direzione Generale Biblioteche e Istituti Culturali e la Direzione Generale Archivi, si rinvia alla Soprintendenza Archivistica  dell’Umbria e delle Marche  competente per materia sul territorio regionale. Rimane in capo alle Regione l'istituto del deposito legale dei documenti d'interesse culturale destinati ad uso pubblico, regolato da una disciplina specifica (L.106/2004 e regolamento attuativo, D.P.R.

 

Approfondimenti (Scheda sul deposito legale) 

Deposito legale

Al fine di conservare la memoria della cultura e della vita sociale italiana si è proceduto alla costituzione degli archivi nazionale e regionale della produzione editoriale  mediante il deposito obbligatorio di varie categorie di documenti , qualunque sia il loro processo tecnico di produzione, di edizione,  o di diffusione (L.106/2004 sul deposito legale dei documenti di interesse culturale destinati all’uso pubblico e regolamento attuativo, D.P.R.  252/2006).


L’istituzione dell’ archivio regionale costituisce un riconoscimento delle competenze proprie della Regione  per la tutela dei beni librari e per l’organizzazione bibliotecaria regionale. Nel contempo l’archivio regionale rappresenta un’importante scelta  culturale per dare adeguata evidenza alle produzioni editoriali marchigiane privilegiando un principio di maggiore selettività rispetto al modello nazionale  ed adottando un approccio di tipo funzionalistico  tra il deposito legale e il ruolo  delle principali biblioteche depositarie nel contesto dei sistemi territoriali provinciali  al fine di garantire la continuità storica di tale funzione nello sviluppo e  composizione delle raccolte. L’elenco degli istituti destinati alla conservazione delle copie delle produzioni  editoriali realizzate nel territorio regionale è individuato con DGR 526/2007 ,  approvato con DM del 28 dicembre 2007 e pubblicato nella G.U. n. 38/2008.  Ciò impegna la Regione nel monitoraggio dell’applicazione della legge ed elaborazione di direttive comuni in sintonia con la Direzione Generale per le Biblioteche, gli istituti culturali e il diritto d’autore del MIBACT, nell’offerta di servizi bibliografici specifici a livello regionale per la promozione dell’editoria regionale, nella condivisione di una base dati certa sull’ anagrafe degli editori che hanno depositato le  opere pubblicate presso gli archivi Regionali e Nazionali.  

Elenco degli istituti delle regioni e province autonome depositari dei documenti della produzione editoriale regionale, individuati con Decreto ministeriale : 

 

L’istituzione di una Commissione permanente per il deposito legale, indicata nell’art. 42 del Regolamento, sotto forma di organo consultivo composta dallo Stato e dai rappresentanti delle regioni ha il compito di esaminare i problemi derivanti dall’applicazione del Regolamento. Molti sono i temi affrontati tra cui  la distribuzione delle responsabilità tra istituti depositari, nazionali e regionali,  per garantire la conservazione, la catalogazione, e la disponibilità dei documenti al pubblico, la definizione di procedure di gestione dei documenti del deposito legale dal momento di verifica iniziale, all’arrivo dei pacchi, ai reclami, alle sanzioni.
Con il D.L. aprile 2014 n. 66 si sono modificate le condizioni per il deposito legale delle pubblicazioni destinate all’Archivio regionale. Si richiede la consegna  da parte dell’editore di un solo esemplare per istituto depositario. Ogni regione, o almeno quelle il cui elenco degli istituti muta a seguito dell’applicazione della norma, in questo caso anche la Regione Marche,  dovrà inviare la sua proposta alla Conferenza Unificata. Si riprenderà quindi l’iter per la definizione ufficiale della lista degli istituti depositari, ai sensi dell’art. 4 del Regolamento.