Descrizione
edificio precedente, Sull`area dell`attuale convento vi era un ospizio dei monaci benedettini dell'abbazia di S. Fermano di Montelupone che intorno al 1290 fu donato ai francescani. Il convento prese il nome di S. Francesco mentre la chiesa fu dedicata alla SS. Trinità. Da notare che il Talamonti non accenna minimamente a tale fatto.
convento, Tra la fine del XIII e l`inizio del XIV secolo i frati minori iniziarono a costruire (o ricostruire) il loro convento. Ciò e confermato da una bolla di papa Giovanni XXII datata 23 marzo 1333, in essa si rivela che da circa venticinque anni era nata una questione tra gli Agostiniani e i Francescani circa il luogo dove erigere tale convento (infatti precise disposizioni pontificie prescrivevano la distanza che doveva separare una comunità dall'altra). Da un'altra bolla, datata 5 settembre, risulta infine che l'accordo fu raggiunto.
convento, Da una lettera del P. Enrico Alfieri, Ministro Generale dei Frati Minori, risulta che il convento di S. Francesco venne ceduto nel 1390 al B. Paolucci Trinci principale promotore della Regolare Osservanza e suo Vicario Provinciale nella Marca.
intero bene, Nella notte tra il 16 e il 17 aprile 1560 scoppiò un grande incendio nella chiesa del convento. Si salvarono le ancone e i paliotti degli altari insieme alla miracolosa immagine del Crocifisso. Il fuoco risparmiò solamente la volta dell'abside. L'opera di sgombero delle macerie incominciò immediatamente. Il 27 aprile, mentre si demoliva ciò che restava dell'altare maggiore, furono ritrovati il corporale e l'Ostia consacrata ancora intatti e miracolosamente scampati al fuoco.
carattere generale, Fatte fare le opportune indagini il pontefice Pio IV, con la bolla Sacrosancta Romana Ecclesia, del 19 settembre 1560, giudicò che l'avvenimento era da ritenersi vero miracolo e concesse in perpetuo l'indulgenza plenaria a coloro che visitassero la chiesa dei Minori Osservanti nell'anniversario dell'incendio e in quello del rinvenimento della SS. Eucarestia.
intero bene, Il riconoscimento ufficiale del miracolo attirò numerosi fedeli nel convento. Il Consiglio comunale nella seduta del 17/05/1564 decretò che si riedificasse la chiesa. Furono nominati dei deputati scelti tra i principali cittadini di Morrovalle. Tra essi vi fu l'architetto Giovanni Boccolini incaricato di progettare la nuova chiesa. Il Consiglio seguì da vicino la ricostruzione della chiesa anche con ripetute elargizioni. Il 17/04/1602 il Comune chiedeva al Ministro Provinciale dell'Ordine che non venisse rimosso dal convento un certo P. Bonaventura che aveva presieduto ai lavori della ricostruzione. I lavori dovettero concludersi entro il primo quarto del sec. XVII.
intero bene, A cavallo tra il XVII e il XVIII secolo si eseguirono alcuni lavori di restauro e di ornamentazione della chiesa. Si hanno notizie delle seguenti opere: ricostruzione della parte superiore dell'altare maggiore, ricostruzione della facciata e della volta, restauro del cappellone, restauro delle mura dell'orto, costruzione del coretto d'inverno e della biblioteca.
intero bene, Nel corso del XVII e del XVIII secolo le principali famiglie di Morrovalle e dei luoghi vicini furono le grandi benefattrici del convento. Tra esse si distinsero quelle dei Mazza, dei Porfiri, dei Grisei, dei Collaterali e dei Bruschi le quali ebbero la sepoltura gentilizia nella chiesa del convento come si rileva anche dalle lapidi sepolcrali ancora esistenti.
intero bene, Notevoli lavori di restauro furono eseguiti dal morrovallese mastro Giuseppe Di Biagio Baldassarri che probabilmente ampliò l'abside come testimonia una lapide murata sul prospetto esterno della stessa. Il Comune, con delibera del 5 maggio 1793, probabilmente a conclusione dei lavori di ampliamento dell'abside, concesse un contributo di settantacinque scudi per la realizzazione del coro in legno di noce intagliato in mancanza del quale i religiosi erano costretti a recitare l'ufficio divino in una cappella laterale.
convento, Il 4 giugno 1810 i religiosi lasciarono il convento a seguito della soppressione degli ordini religiosi voluta dal governo napoleonico. La chiesa, con decreto prefettizio del 7 luglio, fu lasciata aperta al culto come succursale della parrocchia di S. Bartolomeo. Il 31 ottobre fu concesso a due religiosi di tornare ad abitare in una parte del convento per officiare la chiesa.
intero bene, Ristabilito il governo pontificio i francescani poterono ritornare nel loro convento solamente il 1° ottobre 1824 dopo una lunga controversia giudiziaria e dopo aver pagato la somma di mille scudi a Stefano Crisostomi che aveva legittimamente comprato il convento dal Governo italico.
intero bene, Ricostituita la comunità religiosa e cresciuto il numero dei frati, con l`aiuto del Comune che elargì 110 scudi, si restaurò la facciata della chiesa. Successivamente si ricostruì il pavimento della chiesa, ad opera di mastro Antonio Baldassari da Morrovalle, e l'altare maggiore, realizzato in scagliola dal morrovallese Stefano Gazzoli.
intero bene, Il 3 gennaio 1861 il Regio Commissario Lorenzo Valerio a nome del nuovo Regno d'Italia decreta la soppressione di tutti gli ordini religiosi e l'indemaniamento dei loro beni. Il 21 gennaio si recarono al convento di S. Francesco il delegato demaniale Annibale Francioni con due testimoni per la presa in possesso degli stabili e per redigere un accurato inventario. I religiosi continuarono ad occupare una parte del convento mentre la restante parte fu utilizzata come lazzaretto per i colerici.
intero bene, In forza della legge del 7 luglio 1866, i religiosi furono definitivamente cacciati dal loro convento il 31 dicembre dello stesso anno. Le reliquie del Miracolo Eucaristico e una croce in metallo argentato furono trasferite nella Collegiata
intero bene, Partiti i religiosi la chiesa fu chiusa mentre gli orti e il convento prima si dettero in affitto ad un privato, poi passarono al Comune a patto che si assumesse l'obbligo della manutenzione. Il 5 luglio del 1871 il convento e tutti gli annessi furono venduti mediante asta pubblica al conte Luigi Canale di Vallorengo. Le celle furono trasformate in deposito di macerie mentre la chiesa fu utilizzata come cantina e fienile.
complesso di appartenenza, Alla morte del conte Canale, avvenuta il 13 agosto 1898, il Comune di Morrovalle ereditò tutti i suoi beni compreso il convento il quale doveva essere adibito, secondo la volontà del testatore, ad asilo infantile con l'obbligo di divieto dell'insegnamento religioso. L'Asilo Canale venne costituito come ente autonomo con decreto reale del 4 febbraio 1909 ma non venne mai insediato nel convento che restò abbandonato.
coro, Il coro ligneo della chiesa fu venduto per duemila e cento lire ad un certo Clemente Iorrach e se ne perse ogni traccia.
intero bene, La Regia Sovrintendenza dei Monumenti per le Marche e Zara temendo che anche la chiesa fosse trasformata in asilo infantile ordinò che non si facesse in essa alcuna modifica.
complesso di appartenenza, Abbandonato il progetto di utilizzare il convento come asilo, esso fu trasformato in casa colonica, mentre la chiesa venne abbandonata e saccheggiata. Dalla descrizione del p. A. Talamonti risulta che fino al 1928 nella chiesa vi erano 6 alzati di altare in legno dorato del sec. XVIII (3 nella navata, 2 nel transetto e 1 nel coro)
ingresso, Nel 1945 fu murato l`ingresso principale della chiesa e aperto l`attuale sul prospetto destro.
intero bene, Fino agli anni Sessanta la chiesa venne utilizzata come granaio.
coperture, Intorno agli anni Sessanta si verificarono gravi dissesti della struttura di copertura. Per evitare il crollo della copertura dell'abside si demolì questa parte di tetto, insieme ad un arco mediano che sorreggeva la travatura, e la volta sottostante per sostituire il tutto con capriate lignee.
coperture, Nel 1991 si verificarono nuovi crolli nella struttura di copertura del tiburio e della parte sinistra del transetto, coinvolgendo nel primo caso la cupola e nel secondo la volta. I lavori di riparazione posti in essere condussero alla completa sostituzione della struttura lignea senza che si potessero recuperare le sottostanti soffittature. Contemporaneamente si verificò il crollo di parte del tetto dell'abside a causa dello schianto di un puntone della capriata mediana sostituita nel corso dei restauri precedenti.
intero bene, Si eseguono interventi di restauro del tetto della chiesa.