Agricoltura Sviluppo Rurale e Pesca

Prodotti di qualità e certificazione

Per valorizzare e tutelare le numerose eccellenze agroalimentari del territorio, la Regione Marche si avvale da anni di tutti gli strumenti messi a disposizione dalla normativa comunitaria e nazionale. Le forme di qualificazione sulle quali si è puntato maggiormente sono il marchio regionale “QM – Qualità garantita dalle Marche”, la Denominazione di Origine Protetta (DOP) e l’Indicazione Geografica Protetta (IGP).

Il marchio QM viene istituito ai sensi della legge regionale 23/2003 e, dopo aver ottenuto nel 2005 l’approvazione da parte della Commissione Europea, diventa pienamente operativo nel 2006 con la pubblicazione dei primi disciplinari di produzione. Con l’immissione in commercio del latte ALTA QUALITÀ, inizia nel 2008 la fase della commercializzazione, che si estende progressivamente a un numero sempre maggiore di prodotti. Attualmente i soggetti che fanno parte del “circuito QM” sono oltre 1.500, più di 60 i prodotti certificati, 15 i disciplinari approvati, 2 le normative recepite e 5 gli organismi di controllo autorizzati. Oltre al rispetto di disciplinari di produzione, verificato da organismi indipendenti, i prodotti a marchio QM sono caratterizzati dall’elevato livello di comunicazione che si instaura tra produttore e consumatore. Si viene così a creare un rapporto di fiducia basato sull’informazione che deve sempre essere trasparente e completa e questo è possibile combinando le informazioni presenti in etichetta con quelle disponibili su internet.

Per quanto concerne il settore delle DOP, la regione conta attualmente sei prodotti registrati (Casciotta d‘Urbino, Prosciutto di Carpegna, Salamini italiani alla cacciatora, Olio extravergine di oliva Cartoceto, Oliva Ascolana del Piceno e Formaggio di fossa di Sogliano). È inoltre in fase di registrazione il Miele del Montefeltro. La DOP rappresenta per un prodotto agroalimentare la forma di riconoscimento più elevata in quanto sancisce il legame indissolubile tra le caratteristiche intrinseche del prodotto stesso e l’ambiente geografico – comprensivo dei fattori naturali e umani – in cui esso viene ottenuto.

Molto importante è anche l’IGP che è già stata ottenuta dal Vitellone bianco dell’Appennino centrale, dai Maccheroncini di Campofilone, dall’Agnello del Centro Italia, dalla Patata rossa di Colfiorito, dall'olio Marche e dal Ciauscolo oltre che dalla Mortadella di Bologna e dalla Lenticchia di Castelluccio di Norcia che, seppure con un ruolo più marginale, ci vedono coinvolti nella produzione a livello nazionale. I Prodotti a IGP non si differenziano sostanzialmente dalle DOP in termini di garanzie per il consumatore in quanto hanno in comune il sistema di controlli basato sulla verifica del rispetto dei disciplinari di produzione da parte di organismi indipendenti a loro volta assoggettati alla vigilanza pubblica effettuata congiuntamente dallo Stato e dalle Regioni. Come le DOP hanno un forte legame con l’ambiente ma sono caratterizzate dall’avere meno vincoli di natura geografica in quanto non tutte le fasi del processo produttivo devono necessariamente svolgersi nell’area di riferimento.

A questo elenco si aggiungono 152 prodotti tradizionali censiti dalla Regione Marche alcuni dei quali sono molto conosciuti. Segnaliamo in particolare le Mele rosa dei Monti Sibillini, il Pecorino dei Monti Sibillini, la Cicerchia di Serra de’ Conti, il Salame di Fabriano e il Lonzino di fico i quali, insieme al Mosciolo selvatico di Portonovo, sono al centro di specifici progetti promossi dall’Associazione Slow Food che ha istituito sei presidi per la salvaguardia e lo sviluppo economico di queste produzioni di nicchia.

Va infine segnalato il lavoro svolto dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali nell’istituzione dei sistemi di qualità nazionali. La Regione Marche partecipa attivamente ai tavoli tecnici nazionali al fine di garantire la piena coerenza tra tali sistemi e il marchio regionale QM nella consapevolezza che una efficace politica della qualità non possa scaturire che da un proficuo confronto tra i vari livelli della Pubblica Amministrazione e il mondo degli operatori economici. 

Qm il marchio della Regione Marche che garantisce

  • QUALITÀ:garantita dal rispetto di un rigoroso disciplinare di produzione e da controlli indipendenti;
  • TRACCIABILITÀ: garantita per ciascuna fase e per tutti i soggetti coinvolti nel processo di produzione;
  • INFORMAZIONE: esauriente combinando le informazioni in etichetta con quelle disponibili su internet.

 

Per maggiorni informazioni visita il sito:

www.qm.marche.it

 

Elenco regionale prodotti tradizionali.

  • DDPF 70/DMC del 15/11/2019 - D.lgs. n. 173/98, art. 8, comma 1 e Decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali n. 350/99 – Aggiornamento elenco regionale prodotti tradizionali per l’anno 2019

Sedicesima revisione dell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali (Gazzetta Ufficiale n. 143 del 21 giugno 2016) (Sito Mipaaf)


Pubblicazione i prodotti tradizionali della Regione Marche

Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali sta realizzando diversi sistemi di qualità nazionali in alcuni settori strategici.

L'implementazione di tali sistemi avviene di concerto con le regioni.

La regione Marche partecipa attivamente ai tavoli tecnici nazionali allo scopo di garantire la piena coerenza tra i sistemi di qualità nazionali e il sistema regionale di qualità Qm-Qualità garantita dalle Marche.

Trattandosi di sistemi in continuo sviluppo, si consiglia di verificarne l'aggiornamento direttamente sul sito del ministero.


L’indicazione facoltativa di qualità prodotto di montagna è riservata ai prodotti destinati al consumo umano per i quali sia le materie prime che gli alimenti per animali provengano da zone di montagna e, nel caso di prodotti trasformati, anche la trasformazione abbia luogo in zone di montagna fatte salve le deroghe previste dal Reg. UE 665/2014 e dal DM 26.07.2017.

Le aziende che intendono utilizzare la dicitura “prodotto di montagna” possono presentare domanda attraverso il Sistema Informativo Agricolo Regionale (SIAR) tramite accesso al seguente indirizzo: siar.regione.marche.it, al quale gli operatori potranno accedere in qualsiasi momento dell’anno, mediante le credenziali di accesso, direttamente o avvalendosi di un tecnico abilitato o di un CAA. Il rilascio delle domande nel SIAR sarà consentito, alle aziende che abbiano unità produttive ubicate in zone di montagna della Regione Marche, a partire dal 24 novembre 2017.

Con l’iscrizione dell’azienda Di Mulo di Amandola, è ora pienamente operativa nella Regione Marche l’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna”. Leggi Tutto

Elenco prodotti aggiornato al 31/12/2018: Scarica qui il file.

Di seguito la normativa ed i documenti di riferimento:

  • DM 2 agosto 2018 - Istituzione del logo identificativo per l’indicazione facoltativa di qualità «prodotto di montagna» in attuazione del decreto ministeriale n. 57167 del 26 luglio 2017
  • DM 20 luglio 2018 - Linee guida sulla verifica di quanto disposto dall’articolo 2, comma 3, del decreto 26 luglio 2017, concernente disposizioni nazionali per l’attuazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 e del regolamento delegato (UE) n. 665/2014 sulle condizioni di utilizzo dell’indicazione facoltativa di qualità «prodotto di montagna» in merito all’origine degli alimenti destinati all’alimentazione animale
  • Reg. UE 665-2014 - REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 665/2014 DELLA COMMISSIONE dell'11 marzo 2014 che completa il regolamento (UE) n. 1151/2012 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda le condizioni d'uso dell'indicazione facoltativa di qualità «prodotto di montagna»
  • DM 26 luglio 2017 - Disposizioni nazionali per l'attuazione del regolamento (UE) n. 1151/2012 e del regolamento delegato (UE) n. 665/2014 sulle condizioni di utilizzo dell'indicazione facoltativa di qualità «prodotto di montagna»
  • DDPF 53/DMC del 17/11/2017 - Reg. UE 1151/2012, art. 31, Reg. 665/2014 e DM 26.07.2017 - Utilizzo dell’indicazione facoltativa di qualità “prodotto di montagna” – Avviso pubblico
  • Allegato al DDPF 53/DMC - Avviso pubblico per l’applicazione dell’art. 31 del Reg. (UE) 1151/2012 in merito alle condizioni di utilizzo dell’indicazione facoltativa di qualità "prodotto di montagna"

 

Chi è l'Unità Territoriale di Vigilanza

L’unità Territoriale di Vigilanza (UTV) della Regione Marche è stata istituita nel 2004 con DDS n. 197 del 24 dicembre 2004, e ai sensi dell’art. 2 del DM del 27 agosto 2004 e dell’art. 9, comma 1, lettera b) della Legge Regionale 10 dicembre 2003, n. 23.

Cosa fa l'UTV?

L’UTV verifica il corretto operato degli Organismi di Certificazione (OdC) dei prodotti e servizi di qualità regolamentata, in particolare:

  • Regolamentazione biologica;
  • DOP, IGP, STG;
  • Etichettatura delle carni (bovine, suine e di pollame);
  • Marchio QM – Qualità Garantita dalle Marche.

Le Regioni e le Province autonome esercitano, insieme al Ministero delle politiche agricole alimentari forestali (Mipaaf), la vigilanza sugli Organismi di Controllo. A sua volta il Mipaaf relaziona alla Commissione europea che opera al fine di uniformare procedure e strumenti dell’attività di controllo e certificazione fra gli Stati Membri.

Il Ministero e la Regione Marche, quest’ultima limitatamente al controllo del marchio QM, delegano i propri poteri agli OdC che abbiano requisiti e capacità operative tali da rendere non solo oggettiva, ma anche percepita da operatori, cittadini e consumatori finali, l’esistenza di un sistema unico di certificazione e tracciabilità, e l’assenza di qualunque conflitto di interessi.

Annualmente gli OdC presentano i propri piani di controllo al Mipaaf e relazionano sull’attività svolta nell'anno precedente, mentre l'Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e della Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) e Regioni, svolgono attività di vigilanza sulla base di una pianificazione operativa condivisa nell’ambito delle attività del Comitato Nazionale di Vigilanza (CNV).  Il CNV ha la funzione di coordinare e monitorare l’attività di vigilanza delle Autorità competenti, locali e nazionali, sulle strutture di controllo dei diversi regimi di qualità regolamentata e rientra tra gli organismi coinvolti nel Piano Nazionale Integrato – PNI, coordinato dal Ministero della Salute. Il PNI riporta, per anno di attività, i risultati del controllo e vigilanza svolti dalle diverse Autorità Competenti.

Ad eccezione della vigilanza sugli OdC del marchio QM, di competenza esclusivamente regionale, l’UTV, per gli altri ambiti, a seguito di un primo accordo del 2015, opera congiuntamente con l’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) Emilia Romagna e Marche, ufficio d’area di Ancona.

L’UTV effettua audit presso gli OdC e presso gli operatori ad essi assoggettati, secondo il piano annuale di vigilanza; in particolare, gli audit sono diretti a verificare che non ci siano carenze di requisiti e carenze nell’operato dell’OdC e, se queste carenze si sono verificate, che siano stati adottati idonei correttivi.

Per effettuare queste verifiche si eseguono:

  • Office Audit presso la sede dell’OdC per accertare la continua adeguatezza e conformità del sistema, delle procedure e delle registrazioni dell'Organismo;
  • Review Audit presso un campione rappresentativo di operatori per verificare la corrispondenza di quanto documentato dalle strutture di controllo e valutare l’operato dell’OdC e dell’ispettore che ha eseguito la verifica;
  • Witness Audit presso alcuni operatori per osservare un'ispezione operata da un ispettore dell’OdC.

 

Di seguito si riporta l’attività dell’UTV della Regione Marche per il 2018.