Agricoltura Sviluppo Rurale e Pesca

Fico Eataly

 

 

A FICO Eataly le Marche ci sono. Con prodotti certificati e di qualità, che nascono dal rispetto del territorio, dell'ambiente, del ciclo delle stagioni, che regala prodotti diversi, sempre unici nel gusto e nella qualità.

La scelta è stata quella di essere presenti con il cuore del mondo agricolo ed enogastronomico della regione. Lo stand affidato a Foodbrand Marche, prima associazione italiana dell'agroalimentare, porta infatti il messaggio di un mondo produttivo consapevole delle proprie tradizioni e convinto che fare squadra e promuovere la qualità è la prospettiva giusta per la rinascita di una regione colpita dal sisma in più della metà del proprio territorio.

La scelta di fondo è quella di privilegiare le certificazioni, consolidando il percorso che la Regione Marche ha in atto già da tempo, per garantire il consumatore sulla certezza della provenienza, offrendo il valore aggiunto dell'unicità dei prodotti e del gusto.

 

 

Questo percorso è sostenuto anche dal Piano di sviluppo rurale della Regione, che contiene strumenti e risorse finanziarie per incentivare la qualità, per favorire uno sviluppo armonico ed equilibrato del settore agricolo, per valorizzare la biodiversità, per rendere gli allevamenti compatibili e salvaguardarne il benessere, il tutto nel rispetto del territorio.

"Raccontiamo i nostri prodotti riportandoli alla stagionalità - sottolinea Alberto Mazzoni per Foodbrand Marche - legandoli alla cultura, alle tradizioni, alle ricchezze naturali del nostro territorio, creando in questo modo un'offerta che potrà essere un fiore all'occhiello per la nostra regione e un valore aggiunto per i consumatori e per i turisti. L'enoturista nelle Marche deve sapere dove e come può trovare prodotti, storie, cultura".

Nata il 25 settembre 2017 da 7 produttori, Foodbrand Marche rappresenta il 70 per cento dell'agroalimentare marchigiano ed è, di fatto, un'occasione per creare una rete di comunicazione per tutte le aziende che hanno bisogno di rinascere, di crescere, di consolidarsi, soprattutto nella delicata fase post sisma.

Prima di andare in scena nella prestigiosa vetrina internazionale di FICO Eataly, le Marche hanno fatto la "prova generale", tra l’altro ottimamente riuscita, nel corso dell'estate appena conclusa: Risorgimarche, che ha regalato grandi emozioni a tutti gli ottantamila partecipanti, oltre che agli organizzatori e agli artisti che con generosità e professionalità ne sono stati protagonisti.

La rete di settanta aziende dell'agroalimentare, oggi riunite nell’associazione Foodbrand Marche, ha condiviso  il cammino degli ottantamila di Neri Marcoré, portando nei luoghi del festival i prodotti marchigiani e facendo conoscere il "gusto" di questa terra così ricca ed eterogenea. Sulle colline e sulle montagne che un anno prima avevano tremato per il sisma, con i prodotti della terra marchigiana è arrivato un messaggio importante: la gente crede in questo territorio, è ora di tornare, le Marche ci sono.

Il patrimonio enogastronomico marchigiano comprende 37 tra DOP, IGP, STG (di cui 21 vini), oltre 57.000 ettari coltivati ad agricoltura biologica (il 12,74% della superficie regionale), circa 100 prodotti certificati a marchio QM (Qualità Marche) per volersi limitare ai sistemi che prevedono la certificazione di prodotto ai quali possiamo aggiungere i 151 prodotti iscritti nell'elenco regionale dei prodotti tradizionali e i 7 presidi slow food.

La Regione Marche affianca e sostiene l'imprenditore che vuole entrare a far parte del mondo della qualità agroalimentare in diversi momenti: nella scelta dello strumento di qualificazione più consono alla propria realtà socio-economica, quando effettuerà degli investimenti per ammodernare la propria azienda, durante il percorso che lo porterà verso la certificazione e nella fase di promozione del prodotto.

In questo percorso, gioca un ruolo fondamentale il PSR 2014-2020, che ha una dotazione finanziaria di circa 540 milioni di Euro, ai quali vanno aggiunte le ulteriori risorse (pari a circa 160 milioni di Euro) assegnate a seguito del sisma del 2016.

In particolare, per il settore della qualità agroalimentare è prevista una misura specifica, all'interno della quale sono già stati emanati quattro bandi.

 

 

Per quanto riguarda il settore delle DOP (denominazioni di origine protetta), la regione annovera attualmente 6 prodotti registrati (Casciotta d'Urbino, Prosciutto di Carpegna, Salamini italiani alla cacciatora, Olio extravergine di oliva Cartoceto, Oliva Ascolana del Piceno e Formaggio di fossa di Sogliano).

Molto importante è anche l'IGP (indicazione geografica protetta), che è già stata ottenuta da 8 prodotti: i Maccheroncini di Campofilone, il Vitellone bianco dell'Appennino centrale, l'Agnello del Centro Italia e il Ciauscolo oltre alla Mortadella di Bologna, alla Patata rossa di Colfiorito e alla Lenticchia di Castelluccio di Norcia che, seppure con un ruolo più marginale, ci vedono coinvolti nella produzione a livello nazionale. L'ultima e attesissima registrazione, quella dell'olio extravergine di oliva "Marche", è arrivata ad aprile 2017.

Oltre alle indicazioni geografiche, vanno menzionati i 151 prodotti tradizionali censiti dalla Regione Marche: un ulteriore giacimento di sapori e allo stesso tempo di valori socio-culturali. Alcuni di questi sono molto conosciuti come ad esempio: le Mele rosa dei Monti Sibillini, il Pecorino dei Monti Sibillini, la Cicerchia di Serra de' Conti, il Carciofo di Montelupone, il Salame di Fabriano e il Lonzino di fico i quali, insieme al Mosciolo selvatico di Portonovo, sono al centro di specifici progetti promossi dall'Associazione Slow Food che ha istituito 7 presidi per la salvaguardia e lo sviluppo economico di queste produzioni di nicchia.

Il marchio QM: attualmente i soggetti che fanno parte del "circuito QM" sono circa 800. Oltre al rispetto di disciplinari di produzione, verificato da organismi indipendenti, i prodotti a marchio QM sono caratterizzati dall'elevato livello di comunicazione.  Un'informazione trasparente e completa che è possibile ottenere combinando le informazioni presenti in etichetta con quelle disponibili sul sito QM e che può aumentare il rapporto di fiducia tra produttore e consumatore. 

Intervista al presidente Ceriscioli

In che veste e con che proposte la Regione Marche parteciperà alla vetrina internazionale di Fico?

Le Marche vogliono partecipare da protagoniste all’interno del parco dell’agroalimentare italiano più grande del mondo, perché sono la regione simbolo della meraviglia della biodiversità del Paese e FICO rappresenta un contesto unico, che unisce coltivazione, produzione, ristorazione, commercializzazione, studio, ricerca, didattica, cultura, divulgazione e conoscenza del meglio del nostro Paese, dal campo fino alla forchetta. Siamo presenti con uno stand per dare la spinta anche alle aziende che hanno voluto credere ed investire in queste kermesse. La Regione Marche a FICO c’è, dunque, con le sue eccellenze enogastronomiche e agroalimentari, da sempre biglietto da visita di un territorio che ha fatto della qualità la sua scelta di campo. Partecipiamo con convinzione a questa iniziativa, che presenta e valorizza il meglio delle nostre produzioni, una serie di eccellenze di indiscussa qualità, libere dagli ogm e con filiere sempre tracciabili. Territorio, cultura, cibo, paesaggio, sono gli aspetti chiave del nostro stile di vita e, al contempo, di quello stile di vita italiano che rappresenta il valore più apprezzato nel mondo.

 

 

Da quali motivazioni nasce la scelta di prendere parte all'evento?

La scelta di esserci è frutto di un percorso consapevole di valorizzazione del nostro territorio e delle sue ricchezze enogastronomiche, che costituiscono un tutt’uno con la storia, le tradizioni, l’arte, la cultura più profonda di questa regione, dove la natura si manifesta in tutte le sue forme, dal fascino del mare, alla dolcezza delle colline, fino all’incanto delle montagne. Una regione che, oggi più che mai, messa alla prova dalle pesanti conseguenze di un sisma senza precedenti, ha scelto di rialzarsi, subito, anche se tra mille difficoltà, senza perdere nessuna occasione di rinascita. Fico Eataly World è una occasione. Una occasione importante, perché è il luogo che coniuga l'esperienza della bellezza in ogni sua forma, dall'arte all’enogastronomia, dalla storia all'agricoltura, dal gusto alla natura. E vuole raccontarla al mondo. Di questo noi, oggi, abbiamo bisogno.

Cosa vi aspettate a caratteri generali dalla kermesse?

Le Marche partecipano con entusiasmo a questo progetto, che nasce e si sviluppa a pochi chilometri dai confini regionali. Le ricchezze e le peculiarità enogastronomiche sono per le Marche, in questo momento, sinonimo di continuità, soprattutto dopo il sisma. Il turismo enogastronomico è un segmento di mercato interessante, che, da diversi anni, in Italia registra un’importante crescita e che proprio per questo motivo può essere per la regione volano della ripresa.

Fico potrà servire per rafforzare la filiera del territorio e fornire modelli esportabili anche all'interno di eventi realizzati nelle Marche?

Perché no? Quella di Fico è un’esperienza innovativa, a noi prossima territorialmente, a cui guardiamo con molto interesse. La Regione Marche investe nella qualità del territorio risorse importanti. Una qualità a 360 gradi che privilegia le bellezze naturali, le produzioni tipiche, i beni culturali. L’obiettivo è quello di promuovere una realtà che ha sempre fatto della pluralità il proprio punto di forza.

E’ un'occasione per valorizzare e far scoprire ancora di più le eccellenze gastronomiche del territorio marchigiano?

Mercato e sostenibilità sono sinonimi dell’agricoltura biologica: un settore in continua crescita a livello europeo, con 268.665 aziende attive e un fatturato superiore ai 25 miliardi di euro. In Italia gli operatori certificati sono 60 mila. Nelle Marche il numero di imprese è in crescita. Oggi raggiungono quasi quota 2.700, con 63 mila ettari di terreno coltivato. Una quota anch’essa in crescita in termini di superficie agricola utilizzata. La vendita dei prodotti biologici marchigiani è in crescita in tutti i canali di distribuzione. Per questo la partecipazione alla kermesse bolognese accrescerà ulteriormente le nostre chance.

Fico può contribuire almeno in parte a rilanciare la Regione, anche in luce degli eventi sismici che hanno flagellato il territorio nell'ultimo anno?

Per noi è assolutamente essenziale sostenere la ripresa economica e sociale delle aree rurali colpite dal sisma, valorizzando le produzioni locali, promuovendo lo sviluppo turistico e garantendo i servizi essenziali alla popolazione. La vocazione delle aree colpite dal sisma è strettamente legata allo sviluppo rurale, alle forme di turismo legate all’ambiente, alla sostenibilità, ai prodotti enogastronomici. A quello stile di vita che cerca nella natura e nella genuinità quell’equilibrio alternativo alla vita spesso frenetica dei grandi centri urbani. Per questo puntiamo sulle misure più rilevanti, a sostegno degli investimenti produttivi delle aziende agricole e agroalimentari, all’insediamento di giovani agricoltori, alla multifunzionalità dell’azienda agricola, alle azioni di certificazione, informazione e promozione dei prodotti di qualità.

La città del cibo potrà servire da trampolino di lancio per altri progetti futuri?

Magari di collaborazione con la Regione Emilia-Romagna L’Emilia Romagna è terra amica, oltre che vicina. Ha mostrato e mostra grande solidarietà verso le nostre popolazioni colpite. Penso che tutto ciò aggiunga linfa ad una collaborazione che è ed è stata sempre proficua.

 

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