“Il territorio è il cuore pulsante del sistema, l’obiettivo che ci siamo prefissi è ricostruire con spirito di servizio un sistema sanitario all’altezza dei cambiamenti e delle aspettative della comunità. La sanità territoriale è stata per anni sacrificata ad altre esigenze del sistema. Oggi abbiamo il dovere di dare risposte concrete, fondate su visione, programmazione e capacità di leggere le trasformazioni in atto, tra cambiamenti demografici e impatto delle nuove tecnologie”: lo ha detto il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli questa mattina intervenuto al convegno promosso dalla Cisl Marche, dal titolo "La medicina del territorio. Modelli, sfide e prospettive per una sanità di comunità" che si è svolto a Fermo.
In particolare, nel suo intervento di chiusura a seguito della tavola rotonda dal titolo "Assistenza territoriale nelle Marche, un modello verso cui convergere insieme", alla quale ha preso parte l'assessore regionale alla Sanità e ai Servizi sociali, Paolo Calcinaro, il presidente Acquaroli ha delineato il quadro ereditato dall’amministrazione regionale al momento dell’insediamento nel 2020, in piena pandemia: “Abbiamo trovato un turnover non programmato di medici, ambulatori e distretti in forte difficoltà, servizi territoriali ridimensionati, un sistema concentrato quasi esclusivamente su pronto soccorso, emergenza-urgenza e ospedali”. La riorganizzazione della sanità, ha aggiunto il presidente “deve tenere conto delle profonde trasformazioni ed evitare che queste lascino indietro le fasce più fragili della popolazione. Occorre garantire continuità alle riforme avviate, aggiornandole alle nuove esigenze. Tra gli obiettivi prioritari, l’attuazione delle Case di Comunità e degli Ospedali di Comunità nel rispetto degli impegni previsti dal PNRR. Tecnologie e telemedicina sono strumenti fondamentali, ma non bastano. Per far funzionare davvero queste strutture servono professionisti, medici e infermieri che vi lavorino ogni giorno”.
Il presidente ha affrontato anche la questione dell’appropriatezza delle prestazioni, considerata una delle leve decisive per la qualità delle cure e la sostenibilità del sistema sanitario. “Dobbiamo trovare le soluzioni nella completezza delle prestazioni perché una patologia che può essere gestita nel territorio, nell’assistenza domiciliare o nella presa in carico delle cronicità non deve trasformarsi in un ricovero improprio, con costi più elevati e un aggravio per ospedali e pronto soccorso”.
Fondamentale la capacità di garantire la risposta giusta: “Una presa in carico territoriale efficace migliora la qualità dell’assistenza, riduce le ospedalizzazioni evitabili e contribuisce ad alleggerire la pressione su emergenza-urgenza e liste d’attesa”. Occorre quindi rafforzare il coordinamento, la programmazione, il dialogo tra istituzioni, professionisti e rappresentanze sindacali, valorizzando il ruolo dei distretti sanitari, delle professioni infermieristiche e dell’intera rete dell’assistenza territoriale, per la quale è imprescindibile il medico di medicina generale. Il presidente Acquaroli ha affrontato anche il tema delle difficoltà di reperimento del personale sanitario e del fenomeno dei ‘medici a gettone’: “Siamo arrivati a pagare prestazioni molto più onerose rispetto a quelle del personale strutturato, con modelli organizzativi che non sempre garantiscono la stessa integrazione con il territorio e con le équipe sanitarie” ha osservato.
Da qui il richiamo alla necessità di ricostruire gradualmente la sanità territoriale, mettendo a sistema Case di Comunità, Ospedali di Comunità, medicina generale, distretti, aggregazioni funzionali territoriali e servizi sociosanitari, per rafforzare la prevenzione e la risposta di prossimità, contenere la pressione sui pronto soccorso e costruire un modello più vicino ai bisogni delle comunità. Il presidente ha ribadito la volontà della Regione di proseguire nel percorso di aggiornamento del Piano sanitario regionale “non come libro dei sogni ma come strumento di obiettivi concreti e progressivamente realizzabili”, rivendicando anche l’aumento delle prestazioni sanitarie senza incremento della pressione fiscale, e ha ricordato l’avvio dell’iter per la riforma dell’emergenza-urgenza.
“La sfida della sanità è troppo complessa per essere affrontata da soli. Serve il contributo costruttivo di istituzioni, sindacati, professionisti e territori per costruire un sistema all’altezza dei cambiamenti sociali e delle aspettative delle nostre comunità”, ha concluso il presidente dopo aver ringraziato il Segretario della Cisl Marche per l’organizzazione dell’iniziativa.
Serena Paolini serena.paolini@regione.marche.it serena.paolini