Sociale

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Servizio Politiche Sociali e Sport
Dirigente: Santarelli Giovanni
Tel. 071/8064305
E-mail:
servizio.politichesociali@regione.marche.it
PEC:
regione.marche.politichesociali@emarche.it

P.F. Contrasto alla violenza di genere e Terzo settore
Dirigente: Paola Mazzotti
Palazzo Leopardi 
Via Tiziano, 44 - 60125 Ancona
Tel: 071/8063544 - 3549 
Fax: 071/8063113
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Funzionario di riferimento:
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Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44
tel 071/8063865
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Prevenzione e Contrasto alla violenza di genere

Azioni di contrasto alla violenza di genere

La Regione Marche è attiva

a da anni nel contrastare la violenza sulle donne, fenomeno che purtroppo è presente anche nella nostra regione.

La Legge regionale 11 novembre 2008, n.32 avente ad oggetto “Interventi contro la violenza sulle donne” ha definito le funzioni della Regione, quali:
- promuovere iniziative di prevenzione della violenza sulle donne;
- assicurare alla donne maltrattate un sostegno  “per consentire loro di recuperare e rafforzare la propria autonomia, materiale e psicologica”;
- garantire adeguata accoglienza , protezione, solidarietà, sostegno e soccorso alle persone vittime di violenza fisiche, sessuali e piscologiche , di persecuzioni o vittime di minaccia di tali atti, indipendentemente dalla loro cittadinanza; 
- promuovere e sostenere l’attività dei Centri Antiviolenza, uno per ogni territorio provinciale, e delle Case di Accoglienza (ad indirizzo anonimo);
- promuovere la formazione specifica del personale;
- raccogliere ed elaborare i dati relativi al fenomeno della violenza attraverso l’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali.
In particolare ha previsto che gli enti locali concorrano finanziariamente a coprire almeno il 30% dei costi di gestione dei Centri Antiviolenza.

Con la Legge regionale 01 dicembre 2014, n.32, ad oggetto Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia, sono state apportate alcune modifiche ed integrazioni alla stessa LR n.32/2008 che prevedono:
- l’inserimento di specifiche risorse per il contrasto alla violenza di genere all’interno del “Fondo delle politiche sociali” (art.14);
- il raccordo fra criteri e modalità di concessione dei contributi e le indicazioni del “Piano sociale regionale”(art.12) di durata triennale;
- il coordinamento degli “Indirizzi attuativi” previsti dalla LR n.32/2008 con la programmazione regionale nei settori del lavoro e della formazione (art.11).

La recente normativa nazionale e le risorse statali trasferite alle Regioni
La legge nazionale n.119 del 15 ottobre 2013, a seguito di dati nazionali sempre più allarmanti sul cosiddetto “femminicidio” (1 donna uccisa ogni 3 giorni), ha previsto:
- uno specifico Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere (in capo al Dipartimento nazionale Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio dei Ministri) - art.5;
- azioni di sostegno ai centri antiviolenza e alle case rifugio in rapporto alla programmazione regionale (art. 5 bis) da finanziare con specifiche risorse.

Anno 2017

Istituzione della Rete regionale antiviolenza delle Marche

-DGR 1311/2017 LR n. 32/2008 - Politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere; perfezionamento del modello di governance regionale e territoriale - istituzione della Rete regionale antiviolenza delle Marche: approvazione del testo del protocollo d'Intesa interistituzionale ad oggetto: "Rete regionale antiviolenza delle Marche: azioni integrate per la prevenzione ed il contrasto alla violenza di genere"

- DGR n.221 del 13.03.2017 LR n. 32/2008 - Politiche di prevenzione e contrasto alla violenza di genere: perfezionamento del modello di governance regionale e territoriale - istituzione della Rete regionale antiviolenza delle Marche

 

L'INPS attiva la salvaguardia per le donne vittime di violenza

 

  


 


Case di Accoglienza (o Case Rifugio)

Nelle Marche, la normativa inerente le “strutture sociali” di cui alla LR n.20/2002 e al Regolamento regionale n.1/2004, ha individuato da tempo la tipologia “Casa per donne vittime di violenza o vittime della tratta a fine di sfruttamento sessuale”, fissando requisiti minimi strutturali, organizzativi e del personale. L’autorizzazione è di competenza comunale.

Attualmente risultano presenti, nel territorio regionale, 4 Case Rifugio (escludendo dal computo 6 Case per donne vittime della tratta che fruiscono  di  finanziamenti  diversi  da  quelli  della LR  n.32/2008 e del DPCM 24.07.2014), ubicate rispettivamente nella provincia di Ancona,  nella Provincia di Pesaro, nella Provincia di Macerata ed una nel territorio Fermano/Ascolano. 
A queste va aggiunta anche una “Casa di emergenza”, ubicata nel pesarese e gestita da un soggetto qualificato del privato sociale iscritto nel registro regionale, finanziata fino allo scorso novembre 2014 con le risorse rese disponibili dal Progetto “Co. Oper. Azione”. Il sostegno alla Casa di emergenza risulta inserito fra gli interventi ritenuti dalla Giunta “di rilievo ed interesse regionale” secondo le disposizioni della DGR n.1407/2014 -Azione n.3 Prevenzione ed innovazione: sostegno a progetti di rilievo ed interesse regionale, quale struttura di riferimento appunto “in emergenza” cui affidare la donna ed i suoi figli per alcuni giorni, mettendoli da subito in condizioni di sicurezza.

REQUISITI STRUTTURALI E ORGANIZZATIVI (art. 9 Intesa Stato-Regioni del 27.11.2014)

  • La Casa rifugio di seguito denominata “Casa”, corrisponde a casa di civile abitazione ovvero ad una struttura di comunità, articolata in locali idonei a garantire dignitosamente i servizi di accoglienza.
  • La Casa deve garantire l’anonimato e la riservatezza.
  • La Casa deve assicurare a titolo gratuito, alloggio e beni primari per la vita quotidiana alle donne che subiscono violenza e ai loro figli, salvaguardandone l’incolumità fisica e psichica, per i tempi previsti dal percorso personalizzato.
  • La Casa deve raccordarsi con i Centri antiviolenza e gli altri servizi presenti sul territorio al fine di garantire supporto psicologico, legale e sociale per le donne che hanno subito violenza e i loro figli.
  • La Casa deve fornire adeguati servizi educativi e di sostegno scolastico nei confronti dei figli minori delle donne che subiscono violenza.
  • La Casa deve assicurare personale, esclusivamente femminile, qualificati e stabile, adeguatamente formato sul tema della violenza di genere. 

FLUSSO INFORMATIVO (art.7 Intesa Stato-Regioni del 27.11.2014)
Le Case rifugio contribuiscono a svolgere attività di raccolta e analisi dei dati e di informazioni sul fenomeno della violenza, in linea con il Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere, in collaborazione con le istituzioni locali.

DECRETI:

DECRETO  N. 81/17 DEL 14/11/2017

Approvazione delle “Schede integrate di verifica requisiti e rilevazione delle attività delle Case Rifugio della Regione Marche ai sensi dell’Intesa Stato-Regioni 27.11.2014”.

 

 

 

 

 

 

 

Programmazione risorse statali e regionali  2017-2019

Con riferimento alle politiche regionali finalizzate a prevenzione e contrasto alla violenza di genere, la Regione Marche realizza una programmazione su base triennale per il periodo 2017-2019, tramite l’utilizzo integrato delle risorse statali disponibili per il biennio 2017-2018 e delle risorse regionali disponibili nel bilancio di previsione triennale 2017-2019,  al fine di consentire ai Comuni capofila degli Ambiti Territoriali Sociali dei territori provinciali di riferimento il raggiungimento di tre fondamentali obiettivi, di seguito indicati:

1) garantire nel triennio considerato continuità dei servizi di pubblica utilità resi dalle strutture mettendo i Comuni in condizione di attivare procedure di affidamento dei servizi su base almeno biennale, preferibilmente triennale;

2) integrare e potenziare le azioni destinate a donne vittime di violenza dedicate a formazione; inserimento lavorativo; disagio abitativo, implementazione sistemi informativi, in conformità con il Piano d’azione straordinario nazionale di cui: all’art.5 della legge n.119/2013, all’Intesa Stato-Regioni del 07.05.2015 ed al relativo DPCM attuativo del 25.11.2016;

3) promuovere e/o consolidare le Reti territoriali antiviolenza quali strumenti operativi a livello locale per la protezione sull’intero territorio marchigiano di donne vittime di violenza, sole o con figli, anche in situazioni di emergenza, in conformità al modello di governance regionale di cui alla DGR n.221 del 13.03.2017 .

 

Quadro complessivo delle risorse

Con il  DPCM 25.11.2016 (di cui all'art. 5 della L. 119/2013) e DPCM 25.11.2016 (di cui all'art. 5bis della L. 119/2013)  pubblicati sulla G.U.n.20 SG del 25.01.2017, lo Stato ha assegnato alle Regioni le risorse finanziarie relative alle annualità 2015 e 2016 destinate a prevenzione e contrasto alla violenza di genere, da utilizzare (necessariamente) nel biennio 2017/ 2018 da parte dei Comuni.

Risorse statali:

  • L’articolo 5 della legge n.119/2013 è inerente al Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere (2015) cui il primo DPCM dà attuazione destinando alla Regione Marche € 344.500,00 e disponendo l’obbligo di co-finanziamento in misura almeno pari al 20% (art.1 comma 4).

  • L’articolo 5 bis della legge n.119/2013 fissa disposizioni per Azioni per i centri antiviolenza e le case rifugio, cui il secondo DPCM dà attuazione con riferimento a :

  • Assegnazione risorse per “nuove dotazioni” per un importo pari a € 158.525,00 (Tabella 1 dello stesso DPCM);

  • Assegnazione risorse per dotazioni esistenti (dati di monitoraggio DPO al 12.11.2016) per un importo pari a € 288.550,00 (Tabella 2 dello stesso DPCM) a sua volta suddiviso per CAV, Case e “per la programmazione regionale degli interventi già operativi”.

Risorse regionali:

La Regione ha inserito nel proprio bilancio di previsione 2017-2019 (risorse regionali) per le finalità previste della normativa nazionale (Legge 119/2013 e successivi provvedimenti) e regionale (LR n.32/2008 e Piano socio-sanitario vigente - cap. X L’integrazione sociale e sanitaria, par.X 4.8: Area del contrasto alla violenza sulle donne-pgg.171-174) : € 70.000,00 imputati alla competenza 2017; € 250.000,00 imputati alla competenza 2018; € 250.000,00 imputati alla competenza 2019. 

Le risorse complessivamente “disponibili” nel triennio 2017/2019 risultano quindi pari ad € 1.361.575,00.

 

Atti:

DGR n. 272/2017 Attuazione dei DPCM 25/11/2016 e della L.R. 32/2008: Criteri e modalità di riparto delle risorse statali e regionali del triennio 2017/2019 per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere nelle Marche. 

Scheda dati aggiornati al 10 settembre 2017 risorse DPCM 24.07.2017 e risorse DPCM 25.11.2016

Tabella utilizzo risorse

 

Decreti di liquidazione  - Annualità 2017

 

Decreto n. 82 del 20/11/2017: Liquidazione risorse ai Comuni capofila degli ATS dei territori provinciali di riferimento per l’attuazione delle linee di azione previste dall’art. 1 co. 1 del DPCM 25.11.2016 - Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.


Decreto n. 77 del 19/10/2017: L.R. 32/2008 e art. 5bis L. 119/2013 - DPCM 25.11.2016 (Tabella 2) – Attuazione
DGR 272/2017 Allegato A.2 punto b) – Liquidazione al Comune di Fermo, Ente capofila ATS n. XIX, per il sostegno al Centro Antiviolenza– annualità 2017.


Decreto n. 75 del 16/10/2017: L.R. 32/2008 e art. 5bis L. 119/2013 - DPCM 25.11.2016 (Tabella 2) – Attuazione
DGR 272/2017 Allegato A.2 punto 2) – Liquidazione al Comune di Pesaro, Ente capofila ATS n. 1, per il sostegno al Centro Antiviolenza, alla Casa Rifugio ed alla Casa di Emergenza – annualità 2017.

Decreti di impegno Annualità 2017

Decreto n.83 del 21/11/2017: registrazione  impegni di spesa con  imputazione secondo esigibilità - sostegno a due nuove Case Rifugio inter-provinciali di protezione di II livello per donne vittime di violenza per il biennio 2017-2018 - rif. DDPF 76/IGR del 18/10/2017 – DGR 1263 del 30/10/2017

Decreto n. 76 del 18/10/2017: DPCM 25.11.2016 (Tabella 1) – DGR 272/2017 Allegato A.2 punto a) – DDPF 57/IGR del 11/08/2017 - Approvazione progetti per il sostegno a due nuove Case Rifugio inter-provinciali di protezione di II livello per donne vittime di violenza per il biennio 2017-2018

Decreto n. 57 dell'11/08/2017 P.F. Inclusione Sociale, immigrazione, terzo settore - Invito ai cinque Comuni capofila degli ATS dei territori provinciali a presentare proposte progettuali per due nuove Case Rifugio inter-provinciali di protezione di secondo livello per donne vittime di violenza per il biennio 2017-2018.

Avviso

Allegato A1 e Allegato A2 (Richiesta di finanziamento e Scheda progettuale)

Allegato A3 (Scheda di rendicontazione)

Allegato B (Scheda di monitoraggio)

Decreto 49/2017_Registrazione impegni di spesa con imputazione secondo esigibilità-Decreto 35/IGR del 07/06/2017- DGR 687 del 26/06/2017

Allegato 1_Riparto per capitolo, soggetto beneficiario e annualità

Decreto 45/2017 Piano di azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere DPCM 25/11/2016- attuazione DGR 272/2017 Allegato A.1:trasferimento risorse ai comuni capofila degli ATS per l'attuazione delle linee di azione previste dall'art. 1 c.1 del DPCM

Allegato 1_Scheda Programmatica 2017 Piano Straordinario

Allegato 2_Scheda rendicontazione 2017 Piano Straordinario

Allegato 3_Scheda monitoraggio 2017 

Decreto 35/IGR/2017  Attuazione DGR 272/2017 allegato A.2 punto B-trasferimento risorse ai comuni capofila degli ATS per il sostegno ai Centri Antiviolenza e alle Case Rifugio per il triennio 2017/2019

Allegato 1- Riparto per capitolo,soggetto beneficiario e annualità

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Centri Antiviolenza e Case Rifugio: trasferimento risorse regionali agli Ambiti Territoriali Sociali Annualità 2016

Con decreto n. 24/PAO del 22 novembre 2016 è stato disposto il trasferimento delle risorse regionali per un totale di € 219.771,00 ai Comuni capofila degli Enti locali associati in Ambiti Territoriali Associati, per il sostegno ai cinque Centri Antiviolenza (uno per ogni territorio provinciale) e alle Case Rifugio ad essi connesse, in attuazione della L.R. 32/2008 e della DGR 461/2016, relative ad Interventi per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere nelle Marche, a garanzia della prosecuzione dei servizi resi da queste strutture finalizzate all’ascolto e orientamento delle donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza (psicologica, fisica, economica, sessuale, persecutoria) e di accoglienza protetta in strutture ad indirizzo anonimo.

Tale atto è frutto di un percorso di condivisione territoriale in collaborazione con i diversi soggetti che a vario titolo operano per il contrasto alla violenza contro le donne, a seguito del passaggio di competenze in materia sociale dalle Province agli Ambiti Territoriali Sociali avvenuto gradualmente nel corso del 2016.

In occasione del rinnovo del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, sede di confronto e di consultazione per la materia, la Regione ha integrato la sua composizione con la presenza dei cinque Coordinatori degli Ambiti Territoriali Sociali dei Comuni capoluogo di provincia quali referenti territoriali per tali politiche, come indicato dal Consiglio delle autonomie locali.

Tabella trasferimento risorse

Beneficiari Centri Antiviolenza - CASE Rifugio - Casa di emergenza a valenza regionale

Importo

  • Comune di Ancona € 38.562,00 € 33.592,50 € 72.154,50
    Comune di Macerata *vedi nota € 9.625,00 € 9.625,00
    Comune di Pesaro € 36.475,00 € 33.592,50 € 16.425,00 € 86.492,50
    Comune di Fermo € 25.651,00 € 25.651,00
    Comune di Ascoli P. € 25.848,00 € 25.848,00
  • Totale € 156.765,00 € 76.810,00 € 16.425,00 € 219.771,00
    (*)Al Centro Antiviolenza di Macerata sono destinati € 30.229,00 che verranno trasferiti dopo il completamento delle procedure in corso per l’individuazione del soggetto gestore del servizio.

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Aggiornamento sull’utilizzo delle risorse statali - annualità 2013-2014 - assegnate alla Regione Marche per il contrasto alla violenza di genere (dati al 30.09.2016):

Aggiornamento sett 2016 utilizzo risorse statali DPCM 24 7 2014

Tabella indicatori

Tabella utilizzo risorse – Cav e case esistenti

Tabella utilizzo risorse – due nuove case rifugio

Anno 2014

Nel 2014 sono stati emanati due importanti provvedimenti attuativi della legge nazionale n.119/2013:
- il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24/07/2014  ha destinato alle regioni apposite risorse per azioni di contrasto alla violenza di genere - annualità 2013 e 2014, sulla piattaforma regionale www.goodpa.marche.it (open data) è possibile vedere e scaricare la tabella sintetica illustrativa della programmazione regionale relativa all’utilizzo di tali prime risorse statali trasferite alla Regione Marche a fine 2014, in parte integrate anche con risorse regionali, bilancio 2014.
- l’Intesa Stato-Regioni del 27.11.2014 che ha definito i “requisiti minimi” per i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio (altrimenti denominate Case di accoglienza), fissando i requisiti di qualificazione dei soggetti del privato sociale operanti in tali strutture; le caratteristiche di funzionamento delle stesse (servizi minimi garantiti), compreso il “lavoro in rete” con i diversi soggetti pubblici e privati che a diverso titolo sono coinvolti nel contrasto alla violenza di genere. Tali requisiti sono cogenti per le nuove dotazioni; per quelle esistenti la Giunta ha fissato un anno di tempo dalla data di approvazione dell’atto di recepimento DGR n.415 del 28/05/2015.
Per approfondimenti consultare sul sito  www.norme.marche.it/delibere - gli atti della Giunta Regionale:
- DGR n. 451 del 28/05/2015 - Recepimento dell'Intesa Stato-Regioni del 27.11.2014 (G.U. n. 40 del 18.02.2015) relativa ai requisiti minimi dei Centri Antiviolenza e delle Case Rifugio, prevista dall'articolo 3, comma 4, del D.P.C.M. 24.07.2014 
- DGR n.1022 del 15.09.2014 Attuazione L.R. n. 32/2008 "Interventi contro la violenza sulle donne" - art. 12: Criteri e modalità per la concessione di contributi ai Centri Antiviolenza e alle Case di Accoglienza - annualità 2014 Attuazione L.R. n. 32/2008 "Interventi contro la violenza sulle donne" - art. 12: Criteri e modalità per la concessione di contributi ai Centri Antiviolenza e alle Case di Accoglienza - annualità 2014 
- DGR n.1233 del 10.11.2014 - Attuazione L.R. n. 32/2008 "Interventi contro la violenza sulle donne" - art. 12: Criteri e modalità per la concessione di contributi ai Centri Antiviolenza e alle Case di Accoglienza - annualità 2014 - utilizzo delle risorse statali in attuazione del DPCM 24.07.2014 (Tabella 1) di cui alla legge 15.10.2013, n. 119 
- DGR n.1407 del 22.12.2014 -  Utilizzo risorse statali di cui al DPCM 24.07.2014: attività di iniziativa e di rilievo regionale volte a contrastare la violenza contro le donne e modalità di individuazione di due nuove dotazioni - 
Tali atti sono stati assunti avendo acquisito preventivamente i pareri del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, della Commissione consiliare competente e del Consiglio delle Autonomie Locali.

 

 

SCARICA MODULISTICA

“Schede integrate di verifica requisiti e rilevazione delle attività delle Case Rifugio della Regione Marche ai sensi dell’Intesa Stato-Regioni 27.11.2014”.

MODULISTICA PER CONTRIBUTI  L.R. N.32/2008 E DPCM 25/11/2016 (TABELLA 2) - PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE -

  1. PROPOSTE PROGETTUALI PER DUE NUOVE CASE RIFUGIO INTER-PROVINCIALI DI PROTEZIONE DI SECONDO LIVELLO PER DONNE VITTIME DI VIOLENZA - BIENNO 2017/2018

ALLEGATO A1 E A2 (DOMANDA E SCHEDA PROGETTUALE)

ALLEGATO 3 (SCHEDA DI RENDICONTAZIONE)

ALLEGATO b (SCHEDA DI MONITORAGGIO)

2. TRASFERIMENTO RISORSE AI COMUNI CAPOFILA ATS PER CAV E CASE ESISTENTI (AL 31/12/2016) - DDPF 35/IGR DEL 07/06/2017  - TRIENNIO 2017/2019

3.  TRASFERIMENTO RISORSE AI COMUNI CAPOFILA ATS PER L'ATTUAZIONE DELLE QUATTRO LINEE DI AZIONE PREVISTE DALL'ART. 1 CO. 1 DEL DPCM 25/11/2016 - PIANO STRAORDINARIO - DDPF 45/IGR DEL 03/07/2017 - ANNUALITA' 2017/2018

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MODULISTICA PER CONTRIBUTI  L.R. N.32/2008 E DPCM 24/07/2014 - PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE

Contributi regionali e statali per Case di Accoglienza per donne vittime di violenza – annualità 2015 – avviso pubblico DDPF 24/PAO del 22/12/2014

Contributi regionali e statali  per Centri Antiviolenzaannualità 2015 e prosecuzione Province 2016 –avviso pubblico DDPF 23/PAO del 02/12/2014 e DDPF n. 3/PAO del 06/04/2016

FORUM PERMANENTE CONTRO LE MOLESTIE E LA VIOLENZA DI GENERE

DGR n. 486 del 23/05/2016 "Criteri e modalità per la composizione ed il funzionamento del Forum Permanente contro le molestie e la violenza di genere - art. 3 L.R. 32/2008

L’istituzione del Forum è stata prevista dalla L.R. 11.11.2008 n° 32 per prevenire ogni tipo di violenza contro le donne, fisica, sessuale, psicologica o economica, definendolo come la sede di dialogo e confronto tra le istituzioni e la società in materia di prevenzione e contrasto alle molestie e alla violenza di genere.Le modifiche ed integrazioni apportate alla LR n.32/2008 dalla LR n.32/2014 correlano le politiche di contrasto alla violenza di genere a quelle del “settore” sociale inserendole nella relativa strumentazione programmatoria ai diversi livelli,  individuando quindi gli Ambiti Territoriali Sociali quali referenti per la Regione per tali politiche
Il Forum esprime parere sui criteri e modalità per la concessione dei contributi, nonché sugli indirizzi applicativi della L.R. n° 32/2008 e s.m.i.

Composizione

Presidente del Forum: Assessora/e alle Pari Opportunità

Supplente del Forum: Dirigente della Posizione di Funzione Inclusione Sociale, immigrazione, terzo settore

Componenti:

Rappresentante di ciascun Comune Capofila degli Ambiti Territoriali Sociali per ogni territorio provinciale quali referenti per la Regione, individuato tra i/le coordinatori/trici d'Ambito Territoriale Sociale;

Rappresentante delle Prefetture delle Marche;

Rappresentante dell’ANCI-Marche;

Rappresentante dell'UPI-Marche;

Rappresentante dell’UNCEM-Marche;

Rappresentante di ogni Centro Antiviolenza

Rappresentante delle associazioni femminili/cooperative sociali/onlus operanti da almeno cinque anni in materia di contrasto alla violenza di genere, gestori delle case rifugio;
Rappresentante delle associazioni che si occupano di contrasto alla violenza legate all'identità e all'orientamento sessuale;

Rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale;

Rappresentante dell’ASUR

Rappresentante delle Aziende Ospdedaliere - Pronto Soccorso nei quali è operante il "codice rosa"

Rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori;

Rappresentante delle organizzazioni sindacali imprenditoriali;

Rappresentante della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche;

Consigliere/a regionale di maggioranza;

Consigliere/a regionale di minoranza;

Consigliera regionale di parità;

Rappresentante dell'Osservatorio Regionale Politiche Sociali

Ogni componente individua un/una proprio/a supplente.

Atti:

 - Decreto n. 50 del 17/07/2017 Integrazione nella composizione del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere 

 Allegato al Decreto n. 50 del 17/07/2017 (Componenti del Forum)

- Decreto n. 20 del 18/10/2016 Rinnovo della composizione del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.

 

 

I Piani triennali, in particolare, previsti dall’art. 48 del D.Lgs.  198/2006, hanno l’obiettivo di favorire il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche nell’ambito lavorativo dell’ente, ove sussiste un divario fra generi, attraverso la promozione delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate.
Dove il divario tra donne e uomini è superiore ai due terzi, in occasione tanto di assunzioni quanto di promozioni e a fronte di analoga qualificazione e preparazione professionale tra candidati di sesso diverso, l’eventuale scelta del candidato di sesso maschile è accompagnata da un’esplicita ed adeguata motivazione.

L’organizzazione della Regione Marche vede una forte presenza femminile per questo è necessario nella gestione del personale un’attenzione particolare e l’attivazione di strumenti per promuovere le reali pari opportunità come fatto significativo di rilevanza strategica.

La Regione Marche, con il nuovo Piano di Azioni Positive, intende dunque procedere nell’intento di superare gli stereotipi di genere integrando il principio di parità di trattamento nei processi che regolano tutte le fasi della vita professionale  e della valorizzazione delle risorse umane, sensibilizzando e formando adeguatamente tutti i livelli dell’organizzazione sul valore della diversità e sulle modalità di gestione delle stesse. È inoltre fondamentale fornire strumenti concreti per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro facilitando l’incontro tra domanda e offerta di flessibilità aziendale e delle persone, come riportato dalla “Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro”, presentata in Italia il 5 ottobre 2009.

Il Piano è quindi strumento ed occasione per rimuovere stereotipi indotti anche solo da consuetudini che però fanno incontrare alle donne, nei percorsi lavorativi, non pochi disagi e difficoltà. Questo strumento, se compreso e ben utilizzato, potrà permettere all’Ente di agevolare le sue dipendenti e i suoi dipendenti dando la possibilità a tutte le lavoratrici e i lavoratori di svolgere le proprie mansioni con impegno, entusiasmo e senza particolari disagi, anche solo dovuti a situazioni di malessere ambientale.

Come indicato dalla Direttiva del 24 maggio 2007, le azioni da seguire per attuare pari opportunità nelle amministrazioni pubbliche seguono delle specifiche linee guida che riguardano:
- l’eliminazione delle discriminazione;
- la formazione del personale;
- l’organizzazione del lavoro;
- la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
- la promozione di analisi di bilancio.

Documenti correlati:
Approvazione Piano Triennale: delibera 1743_11.pdf
Piano triennale (delibera n. 1445 del 2013)

La “Carta europea per l'eguaglianza e parità delle donne e degli uomini nella vita locale” è stata approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione n 370 del 19.04.2007 con l'impegno di inserire nella programmazione regionale delle Marche l'attuazione del piano di azione per le parità contenuta nella Carta, nonché di coinvolgere tutte le istituzioni e porre le prime basi verso l'adozione e la sottoscrizione del documento da parte di tutti gli enti locali regionali.

La Carta europea è stata elaborata dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE) in collaborazione con numerosi partner e con il sostegno della Commissione Europea. È stata poi adottata e sottoscritta dagli stati generali del CCRE il 12/05/06 ad Innsbruck, identificando metodologie e buone prassi per l'attuazione concreta di politiche per le pari opportunità a livello locale e regionale.

La Carta europea per la parità fra donne e uomini nella vita locale é destinata agli enti locali e regionali d'Europa che sono invitati a firmarla, a prendere pubblicamente posizione sul principio della parità fra donne e uomini e ad attuare, sul proprio territorio, gli impegni definiti nella Carta.
Per assicurare la messa in atto degli impegni, ogni firmatario deve redigere un Piano d'azione per la parità che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione.
Inoltre, ogni autorità firmataria s'impegna a collaborare con tutte le Istituzioni e Organizzazioni del territorio per promuovere concretamente l'instaurarsi di una vera uguaglianza.

La Carta contiene i principi da seguire per il superamento degli stereotipi sessuali, nonché la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alle decisioni di ogni campo d'azione dell'Ente locale, partendo proprio dalla politica.

Gli enti locali e regionali, che sono gli ambiti di governo più vicini ai cittadini, rappresentano i livelli d'intervento più idonei per combattere il persistere e il riprodursi delle disparità e per promuovere una società veramente equa. Essi possono, nelle loro sfere di competenza ed in cooperazione con l'insieme degli attori locali, intraprendere azioni concrete a favore della parità.

La democrazia locale e regionale deve permettere che siano effettuate le scelte più appropriate per quanto riguarda gli aspetti più concreti della vita quotidiana quali la casa, la sicurezza, i trasporti pubblici, il mondo del lavoro o la sanità. Inoltre, il pieno coinvolgimento delle donne nello sviluppo e nell'attuazione di politiche locali e regionali permette di prendere in considerazione la loro esperienza vissuta, il loro modo di fare e la loro creatività.

Per giungere all'instaurarsi di una società fondata sulla parità, è fondamentale che gli enti locali e regionali integrino completamente la dimensione di genere nelle proprie politiche, nella propria organizzazione e nelle relative procedure. Nel mondo di oggi e di domani, una effettiva parità tra donne e uomini rappresenta inoltre la chiave del successo economico e sociale - non soltanto a livello europeo o nazionale ma anche nelle nostre Regioni, nelle nostre Città e nei nostri Comuni.

Documenti correlati:
Adesione alla Carta Europea: delibera 0370_07.pdf
Pubblicazione: carta europea.pdf

Costituzione della Repubblica Italiana

PRINCIPI FONDAMENTALI

Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. 
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. 
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Riferimenti normativi

Art. 14, comma 6, della Legge 7 agosto 2015, n. 124 che inserisce il comma 1-ter dopo il comma 1-bis dell'articolo 30 del D.lgs. 30 marzo 2001, n.  165

Art. 1, comma 16, della LEGGE 13 luglio 2015, n. 107 "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti"Art. 24 "Congedo per le donne vittime di violenza di genere" del D. lgs. 15 giugno 2015, n. 80

INTESA 27 novembre 2014 - Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo e le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le autonomie locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, prevista dall'articolo 3, comma 4, del D.P.C.M. del 24 luglio 2014. (Rep. Atti n. 146/CU). (15A01032) (GU n.40 del 18-2-2015 )

Decreto legge 14 agosto 2013, n. 93, "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonche' in tema di protezione civile e di commissariamento delle province", pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.191 del 16 agosto 2013. Convertito in legge, con modificazioni, dalla Legge 15 ottobre 2013, n. 119, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2013


Codice penale:
art. 609-bis (Violenza sessuale)
art. 609-ter (Circostanze aggravanti)
art. 609-quater (Atti sessuali con minorenne)
art. 609-quinquies (Corruzione di minorenne)
art. 609-sexies (Ignoranza dell'età della persona offesa)
art. 609-septies (Querela di parte)
art. 609-octies (Violenza sessuale di gruppo)
art. 609-nonies (Pene accessorie ed altri effetti penali)
art. 609-decies (Comunicazione al tribunale per i minorenni)
art. 612 bis (Atti persecutori)

   Tratta di esseri umani
  • D.lgs 4 marzo 2014, n. 24, "Attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime
  • Legge 11 agosto 2003, n.228, "Misure contro la tratta di persone", artt.12 e 13
  • D.lgs 25 luglio 1998, n. 286, art. 18, "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero"
  • Legge 20 febbraio 1958, n. 75, "Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui"
  • Codice penale:
    • art. 600 (Riduzione e mantenimento in schiavitù o in servitù)
    • art. 601 (Tratta di persone)
    • art. 602 (Acquisto o alienazione di schiavi)
    • art. 604 (Fatto commesso all'estero)
Mutilazioni Genitali Femminili
Diritto di famiglia
Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo e le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le autonomie locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, prevista dall'articolo 3, comma 4, del D.P.C.M. del 24 luglio 2014. (Rep. Atti n. 146/CU). (15A01032) (GU Serie Generale n.40 del 18-02-2015)
Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo e le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le autonomie locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, prevista dall'articolo 3, comma 4, del D.P.C.M. del 24 luglio 2014. (Rep. Atti n. 146/CU). (15A01032) (GU Serie Generale n.40 del 18-02-2015)
Intesa, ai sensi dell'articolo 8, comma 6, della legge 5 giugno 2003, n. 131, tra il Governo e le regioni, le province autonome di Trento e di Bolzano e le autonomie locali, relativa ai requisiti minimi dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, prevista dall'articolo 3, comma 4, del D.P.C.M. del 24 luglio 2014. (Rep. Atti n. 146/CU). (15A01032) (GU Serie Generale n.40 del 18-02-2015)

LEGGE REGIONALE 11 febbraio 2015, n. 2 (art.1 comma 2 lett. B, comma 3 lett. I e L)
Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 36 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015/2017 della Regione. Legge finanziaria 2015” e alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 37 “Bilancio di previsione per l’anno 2015 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017

LEGGE REGIONALE 01 dicembre 2014, n. 32
Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia

LEGGE REGIONALE 11 febbraio 2010, n. 8
Disposizioni contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere

LEGGE REGIONALE 11 novembre 2008, n. 32
Interventi contro la violenza sulle donne

REGOLAMENTO REGIONALE 8 marzo 2004, n. 1
Disciplina in materia di autorizzazione delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e    semiresidenziale.

LEGGE REGIONALE 15 ottobre 2001, n. 20 ( art. 24 bis)
Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione.

LEGGE REGIONALE 6 novembre 2002, n. 20 ( art.3 comma 3 lettera D)
Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale

LEGGE REGIONALE 16 gennaio 1985, n. 2
Esercizio delle funzioni in materia di consultori familiari.

 

Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica

Un passo fondamentale per l’affermazione del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante per combattere concretamente la violenza nei confronti delle donne, un insieme di misure per la protezione di chi subisce violenza
/Convenzione_Istanbul_violenza_donne.pdf

Molestie, violenze sessuali e altre forme di discriminazioni

http://bit.ly/2qbcTNF

 

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PROGRAMMA INIZIATIVA

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accedi al programma

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Appello avete tolto senso alle parole.

 

 

 

 

 

 

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 Scarica il programma dell'evento

 Scarica i dettagli informativi

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 Scarica la locandina del programma del convegno

 

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Programma dell'iniziativa

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PARLAMI D'AMORE

Incontro con Matilde D'Errico - venerdì 16 giugno 2017  - ore 18.00

sala del Consiglio comunale - Piazza del Popolo,1 - Comune di Pesaro 


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L'AUTO MUTUO AIUTOCONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

L'evento formativo  'sull'auto mutuo aiuto contro la violenza sulle donne'  che si terrà in Piazza Mazzini 34, Macerata, mira attraverso la testimonianza di esperti in Giurisprudenza, Facilitatori di gruppo, esperti del Centro antiviolenza, a diffondere la cultura di genere per prevenire la violenza sulle donne

Iscrizioni entro il 15 Maggio Tramite E-mail:info@amamacerata.it oppure cell. 3498264230

Agli iscritti verrà rilasciato un attestato di partecipazione

programma dell'evento

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Centro antiviolenza "Donne con te" servizio interambito ATS 21 - 22 - 23 - 24 -  

Con l'Associazione on the Road gestore del CAV "Donne con te" è stata organizzato seminario formativo/informativo sul tema della violenza di genere. L'evento si terrà in Ascoli Piceno martedì 30 maggio p.v. dalle ore 9.00 all 17.00 presso la sala dei Savi Palazzo dei Capitani.

Servizio Politiche Sociali e Sport
Dirigente: Santarelli Giovanni
Tel. 071/8064305
E-mail: giovanni.santarelli@regione.marche.it
E-mail:
servizio.politichesociali@regione.marche.it
PEC:
regione.marche.politichesociali@emarche.it

P.F. Contrasto alla violenza di genere e Terzo settore
Dirigente: Paola Mazzotti
Palazzo Leopardi 
Via Tiziano, 44 - 60125 Ancona
Tel: 071/8063544 - 3549 
Fax: 071/8063113
E-mail:
funzione.contrastoviolenzaeterzosettore@regione.marche.it
PEC:
regione.marche.contrastoviolenzaealbi@emarche.it

Stefania Battistoni
Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44
tel 071/8063865
E-mail:
stefania.battistoni@regione.marche.it

Antonella Nespeca
Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44 - Ancona
Presenza: lu, Ma. -  Tel: 071/8063549
Ufficio di Ascoli Piceno:  Viale Indipendenza 4, 63100 Ascoli Piceno.
Presenza: Mc, Gv, Vn.
Aperto al Aperto al pubblico il giovedì dalle 9 alle 13 su appuntamento al n. 0736 332982
antonella.nespeca@regione.marche.it 

Rosanna Nichilo
Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44
Tel: 071/8063567 
E-mail:
rosanna.nichilo@regione.marche.it

Beatrice Saltari
Presidio territoriale di Macerata
Via Armaroli n.42/44 -62100 MACERATA
tel. (+39) 0733 248345
fax. (+39) 0733 1849801/2
E-mail:
beatrice.saltari@regione.marche.it