Sociale

Contatti

Dirigente Servizio Politiche Sociali e Sport
Mannucci Paolo
Tel. 071/8064305
paolo.mannucci@regione.marche.it
servizio.politichesociali@regione.marche.it
PEC:

regione.marche.politichesociali@emarche.it


Posizione di Funzione Pari Opportunità
Dirigente Arch. Paola Mazzotti
Palazzo Leopardi 
Via Tiziano, 44 - 60125 Ancona
Tel: 071/8063544 - 3549 
Fax: 071/8063113 
mail: 
funzione.pariopportunita@regione.marche.it
PEC: 
regione.marche.pariopportunita@emarche.it

Rosanna Nichilo
Regione Marche
Servizio Politiche Sociali e Sport
PF Pari Opportunità, Adozioni e Affidamento familiare
Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44
Tel: 071/8063567 
rosanna.nichilo@regione.marche.it

Antonella Nespeca
Regione Marche
Servizio Politiche Sociali e Sport
PF Pari Opportunità, Adozioni e Affidamento familiare
Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44
Tel: 071/8063549 
antonella.nespeca@regione.marche.it

Stefania Battistoni 
Regione Marche
Servizio Politiche Sociali e Sport
PF Pari Opportunità, Adozioni e Affidamento familiare
Palazzo Leopardi -  Via Tiziano 44
tel 071/8063865
stefania.battistoni@regione.marche.it 

Pari Opportunità

La parità dei sessi è da tempo un obiettivo di primaria importanza a livello europeo. Fin dagli anni ’70, varie direttive hanno gettato le basi per la parità di trattamento e le pari opportunità in Europa; tuttavia, nonostante l’esistenza di ampi interventi legislativi, la parità dei generi deve essere ancora raggiunta. Anche se le donne sono la maggioranza degli studenti universitari e dei laureati in quasi tutti i paesi, ancora oggi guadagnano meno e fanno meno carriera degli uomini. Osservando l’istruzione e la formazione, le differenze di genere persistono sia nella scelta che negli esiti dei corsi di studio. Tale tema non può  affrontato solo a livello normativo, ma anche culturale, tramite azioni mirate a scardinare  progressivamente gli stereotipi di genere.

La Commissione Europea ha lanciato la strategia 'Europa 2020' per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Istruzione e formazione sono parte fondamentale e integrante di questo progetto: infatti, due dei cinque obiettivi guida di Europa 2020 sono legati all’istruzione: nel 2020 gli abbandoni precoci della scuola non dovrebbero raggiungere il 10 %, il 40 % dei giovani dovrebbe avere conseguito una qualifica di istruzione superiore o un diploma equivalente. 

La sfida è grande, ed è necessario essere consapevoli che non ci sono scorciatoie, che bisogna mantenere gli obiettivi della IV Conferenza mondiale di  Pechino 1995 presenti e vivi di fronte a noi, partendo dal contrasto della violenza e delle discriminazioni contro le donne e dal rilancio dell'occupazione femminile. 

 Vivi gli obiettivi della Convenzione del Consiglio d’Europa redatta a  Istanbul l’11 maggio 2011 che rappresenta un momento storico nel contrasto alla violenza di genere. La Convenzione assume come azione istituzionale il contrasto ad ogni forma di violenza, fisica e psicologica sulle donne, dallo stupro allo stalking, dai matrimoni forzati alle mutilazioni genitali e l'impegno a tutti i livelli sulla prevenzione, eliminando ogni forma di discriminazione e sostenendo la reale parità tra i sessi, rinforzando l'autonomia e l'autodeterminazione delle donne. In Italia la Convenzione è Legge dello stato il 19/06/2013 ed è in vigore dal 01/08/2014 ed impegna fortemente le pubbliche autorità a qualsiasi livello, nella protezione delle donne vittime di violenza.

Notevole è anche  l’importanza  del tema della responsabilizzazione degli uomini nel cammino verso l'eguaglianza di genere e la pienezza di diritti per le donne. “La violenza e la disuguaglianza di genere non sono solo problemi del mondo femminile, ma anche di quello maschile”, “Non ci riguarda solamente perché noi tutti abbiamo madri, mogli, figlie e sorelle, ma soprattutto perché si tratta di diritti umani”  affermazioni di Farhan Akhtar, attore, regista e cantante indiano.


 

Consigliere di parità

Le Consigliere di Parità

  • sono nominate a livello nazionale, regionale e provinciale in effettiva e supplente con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro per le Pari Opportunità; i decreti di nomina, cui va allegato il curriculum professionale della persona nominata, sono pubblicati nella Gazzetta Ufficia
  • possiedono requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità nonché di mercato del lavoro, comprovati da idonea documentazione.
  • svolgono funzioni di promozione e di controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e di non discriminazione tra donne e uomini nel lavoro. Nell'esercizio delle funzioni loro attribuite sono pubblici ufficiali ed hanno l'obbligo di segnalazione all'autorità giudiziaria dei reati di cui vengono a conoscenza per ragione del loro ufficio.


Consigliera Regionale:

Patrizia David (effettiva

david.patrizia@libero.it

 

Paola Maria Petrucci (supplente

tel. 348.41273790

paola.petrucci@regione.marche.it
Skype:  paolampetrucci

 

 

P.F. Pari Opportunità

Via Tiziano, 44

60125, ANCONA

Fax: 071 8064256

E-mail: funzione.pariopportunita@regione.marche.it

 

 

Relazioni annuali sull'attività svolta dalle consigliere di parità

 

Le consigliere ed i consiglieri di parità, effettivi e supplenti, svolgono funzioni di promozione e controllo dell'attuazione dei principi di uguaglianza di opportunità e non discriminazione per donne e uomini nel lavoro.

Già prevista dall'art.10 della legge n. 125 del 1991 e da altre disposizioni precedenti, la figura è disciplinata dal Decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196 ed è istituita a livello nazionale (presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali), regionale e provinciale ( rispettivamente presso le Regioni e le Province). Consigliere e consiglieri di parità devono possedere requisiti di specifica competenza ed esperienza pluriennale in materia di lavoro femminile, di normative sulla parità e pari opportunità nonché di mercato del lavoro. Il loro curriculum è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale insieme al decreto di nomina Nell'esercizio delle funzioni loro attribuite, consigliere e consiglieri di parità sono pubblici ufficiali ed hanno l'obbligo di segnalare all'autorità giudiziaria i reati di cui vengono a conoscenza. Rivestono, pertanto, una doppia funzione:

  • istituzionale, di vigilanza contro le discriminazioni e di promozione delle pari opportunità;
  • di autonomia funzionale rispetto agli enti di riferimento (Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Regioni, Province).
Le consigliere ed i consiglieri di parità regionali e provinciali sono tenuti, a norma del D.Lgs. 198/2006 "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna" a predisporre e presentare annualmente un rapporto sull'attività svolta. Tale rapporto deve essere inviato agli organi che ne hanno provveduto alla designazione. 

(di prossima pubblicazione)

 

Rapporti biennali sulla situazione del personale maschile e femminile

Archivio dei rapporti delle aziende marchigiane (di prossima pubblicazione)

COMPITI E ATTIVITA'


Si occupano della trattazione dei casi di discriminazione di rilevanza regionale e provinciale, operando in sinergia con gli altri organi istituzionali preposti, sullo stesso territorio, alla tutela delle lavoratrici e dei lavorator
i.
Svolgono, in particolare i seguenti compiti:
  1. rilevazione delle situazioni di squilibrio di genere, al fine di svolgere le funzioni promozionali e di garanzia contro le discriminazioni previste dalla legge 10 aprile 1991, n. 125;
  2. promozione di progetti di azioni positive, anche attraverso l'individuazione delle risorse comunitarie, nazionali e locali finalizzate allo scopo;
  3. promozione della coerenza della programmazione delle politiche di sviluppo territoriale rispetto agli indirizzi comunitari, nazionali e regionali in materia di pari opportunità;
  4. sostegno delle politiche attive del lavoro, comprese quelle formative, sotto il profilo della promozione e realizzazione di pari opportunità;
  5. promozione dell'attuazione delle politiche di pari opportunità da parte dei soggetti pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro;
  6. collaborazione con le direzioni provinciali e regionali del lavoro al fine di individuare procedure efficaci di rilevazione delle violazioni alla normativa in materia di parità, pari opportunità e garanzia contro le discriminazioni, anche mediante la progettazione di appositi pacchetti formativi;
  7. diffusione della conoscenza e dello scambio di buone prassi e attività di informazione e formazione culturale sui problemi delle pari opportunità e sulle varie forme di discriminazioni;
  8. verifica dei risultati della realizzazione dei progetti di azioni positive previsti dalla legge 10 aprile 1991, n. 125;
  9. collegamento e collaborazione con gli assessorati al lavoro degli enti locali e con organismi di parità degli enti locali.
  10. svolgono inchieste indipendenti in materia di discriminazioni sul lavoro e pubblica relazioni indipendenti e raccomandazioni in materia di discriminazioni sul lavoro
Le discriminazioni collettive sono di competenza della Consigliera di Parità nazionale (se ricadenti nel territorio nazionale) e della Consiglierà di Parità Regionale (se ricadenti nel territorio regionale) mentre le discriminazioni individuali vengono gestite dalle Consigliere di Parità competenti per il territorio lavorativo di riferimento. 
Ogni anno, entro il 31 dicembre, le Consigliere e i Consiglieri regionali e provinciali hanno l'obbligo di presentare - pena la decadenza del mandato - un rapporto sull'attività svolta a tutti gli organismi che hanno provveduto alla loro designazione.
Gli uffici delle Consigliere e dei Consiglieri regionali e provinciali sono collocati, per legge, rispettivamente presso le Regioni e le Province, che sono tenute a fornire il personale, la strumentazione e le attrezzature loro necessarie.

RAPPORTI CON ALTRI ORGANISMI/UFFICI E PARTECIPAZIONE ALLA LORO ATTIVITA'

La partecipazione all'attività di altri organismi/uffici che si occupano di altri ambiti e/o settori di attività, in primo luogo nel mondo del lavoro, rappresenta una caratteristica peculiare degli Organismi per le pari opportunità.
Una parte consistente dell'azione della consigliera si svolge nell'ambito dell'attività di altri organismi ed uffici ai quali partecipa.
In effetti, prima ancora che fosse connotata da compiti/funzioni propri, questa figura è stata individuata come “soggetto” immesso in un altro organismo.
Nel 1984, con la legge 833, la consigliera regionale è introdotta nella legislazione non in forma consueta (ad esempio: “E' nominata la consigliera…”, come fa la legge 125 per la consigliera provinciale), ma stabilendo che “Alle riunioni della Commissione Regionale per l'impiego, assistono, con facoltà di intervento, il capo dell'ispettorato regionale del lavoro e della massima occupazione, ed un membro designato dal Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale, con funzione di consigliere per l'attuazione dei principi di parità di trattamento tra uomo e donna in materia di lavoro”.
Uno stesso procedimento adopera la legge 56 del 1987 per istituire la consigliera nazionale.

COME VENGONO NOMINATE/I

Sono nominati con decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per le Pari Opportunità, su designazione degli organi a tal fine individuati dalle Regioni e dalle Province, sentite le commissioni tripartite, rispettivamente regionali e provinciali, di cui agli articoli 4 e 6 del D. lgs 469/1997.
Sono componenti a tutti gli effetti
  • delle commissioni regionali e provinciali tripartite,
  • delle commissioni di parità del corrispondente livello territoriale, ovvero di organismi diversamente denominati che svolgono funzioni analoghe.
Partecipano:
  • ai tavoli di partenariato locale
  • ed ai comitati di sorveglianza di cui al regolamento CE n. 1260/1999 del Consiglio.
Sono collegati e collaborano con
  • Assessorati al lavoro degli enti locali,
  • Organismi di parità degli enti locali.
Hanno rapporti con
  • soggetti che attuano azioni positive,
  • organismi che attuano la programmazione delle politiche di sviluppo territoriale,
  • organismi che attuano politiche attive del lavoro,
  • soggetti pubblici e privati che operano nel mercato del lavoro,
  • direzioni regionali e provinciali del lavoro.
Al fine di rafforzare le funzioni delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, di consentire lo scambio d'informazioni e dati, esperienze e buone prassi e di accrescere l'efficacia della loro azione, è stata istituita la Rete nazionale delle Consigliere e dei Consiglieri di parità, coordinata dalla Consigliera nazionale.



LA RETE


CONSIGLIERA REGIONALE DI PARITÀ

 

Decreto di nomina

 

Consigliera Regionale:

Patrizia David (effettiva

david.patrizia@libero.it

 

Paola Maria Petrucci (supplente

tel. 348.41273790

paola.petrucci@regione.marche.it
Skype:  paolampetrucci

 

 

P.F. Pari Opportunità

Via Tiziano, 44

60125, ANCONA

Tel: 071 8066567

Fax: 071 8063113

E-mail: funzione.pariopportunita@regione.marche.it


 

CONSIGLIERE PROVINCIALI DI PARITÀ

 

ANCONA

Giuseppa Ferraro (effettiva)

tel. 347.9453975

pina.ferraro@inwind.it

p.ferraro@provincia.ancona.it

Paola Maria Petrucci (supplente)

tel. 348.41273790

paola.petrucci@regione.marche.it

Altri contatti:

Ufficio Consigliera di Parità

Provincia di Ancona

Coordinamento provinciale Centri per l'Impiego e Formazione - Commissione provinciale Lavoro

Via Ruggeri, 3

60131 ANCONA

tel.: 0715894423 fax: 071.5894464

www.provincia.ancona.it


ASCOLI PICENO

Paola Maria Petrucci (effettiva)

tel. 348.41273790

paola@sorellepetrucci.it

Paola Casciati (supplente)

tel. 328.2493416

paolacasciati@tiscali.it

Altri contatti:

Ufficio Consigliera di Parità

Provincia di Ascoli Piceno

Piazza Simonetti, 36

63100 ASCOLI PICENO

tel.: 0734.277512

www.provincia.ap.it 


FERMO

Barbara Ermini (effettiva)

tel. 347.7800884

b.ermini@univpm.it

Paola Casciati (supplente)

tel. 328.2493416

paolacasciati@tiscali.it

Altri contatti:

Provincia di Fermo

Via Trento 113

63900 Fermo

tel.: 0734232282

www.provincia.fermo.it


MACERATA

Anna Corignali (effettiva)

tel. 339.2204062

anna.corignali@libero.it anna.corignali@gmail.com

Contatti:

Ufficio Consigliera di Parità

Provincia di Macerata

Corso della Repubblica, 28

62100 MACERATA

Tel.: 0733-248858

Fax: 0733-248531

www.provincia.macerata.it


PESARO

 

Cristina Ortolani (effettiva)
tel. 0721.3592725 e 0721.3592455
mail: consigliera@provincia.ps.it

 

Altri contatti:

Ufficio Consigliera di Parità

Provincia di Pesaro

Ufficio Pari Opportunità

Viale Gramsci, 4

61121 PESARO

Tel.: 0721.3592349

Fax: 0721.3592759

e.zidda@provincia.ps.it

www.laprovinciadelledonne.it

Fondo per le politiche relative ai diritti e le pari opportunità

Pubblicato l'Avviso per la concessione di contributi per iniziative finalizzate alla promozione delle politiche di pari opportunità con cui il Dipartimento per le Pari Opportunità concede, nei limiti delle disponibilità di bilancio, un contributo finanziario a iniziative che assicurino la promozione delle politiche a favore delle pari opportunità di genere e dei diritti delle persone e delle pari opportunità per tutti.

Soggetti proponenti
Sono ammesse a finanziamento le iniziative promosse da soggetti pubblici o da persone giuridiche private intendendosi le associazioni, fondazioni e altre istituzioni  a carattere privato riconosciute ai sensi del DPR 10 febbraio 2000, n.361.

Per la sola tematica afferente il contrasto ai fenomeni di discriminazione, è ammessa la partecipazione anche delle associazioni, fondazioni o altre istituzioni a carattere privato non riconosciute come persone giuridiche, purché  iscritte nel “Registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività  nel campo della lotta alle discriminazioni”

Scadenze:
per il 2012: 15 febbraio 2012, 15 maggio 2012, 15 agosto 2012.

Per approfondire 
Sito del Dipartimento delle Pari opportunità, alla pagina dove si possono trovare i moduli per la presentazione delle domande e tutte le informazioni necessarie

Finanziamento di progetti finalizzati alla conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare - Art.9 L. 53 2000

L´art. 9. della L. 8 marzo 2000, n. 53 modificato dall´Art. 38, della L. 18 giugno 2009, n. 69, promuove e incentiva azioni volte a conciliare tempi di vita e di lavoro. I progetti in favore di datori di lavoro privati, comprese le imprese collettive, iscritti in pubblici registri, di aziende sanitarie locali, di aziende ospedaliere e di aziende ospedaliere universitarie, che attuino accordi contrattuali, prevedono diverse tipologie di azioni positive.

Tipologie di azioni positive:

progetti articolati per consentire alle lavoratrici e ai lavoratori di usufruire di particolari forme di flessibilità degli orari e dell´organizzazione del lavoro, quali part-time reversibile, telelavoro e lavoro a domicilio, banca delle ore, orario flessibile in entrata o in uscita, sui turni e su sedi diverse, orario concentrato, con specifico interesse per i progetti che prevedano di applicare, in aggiunta alle misure di flessibilità, sistemi innovativi per la valutazione della prestazione e dei risultati;

programmi ed azioni volti a favorire il reinserimento delle lavoratrici e dei lavoratori dopo un periodo di congedo parentale o per motivi comunque legati ad esigenze di conciliazione;

progetti che, anche attraverso l´attivazione di reti tra enti territoriali, aziende e parti sociali, promuovano interventi e servizi innovativi in risposta alle esigenze di conciliazione dei lavoratori. Tali progetti possono essere presentati anche da consorzi o associazioni di imprese, ivi comprese quelle temporanee, costituite o costituende, che insistono sullo stesso territorio, e possono prevedere la partecipazione degli enti locali anche nell´ambito dei piani per l´armonizzazione dei tempi delle città.

Destinatari dei progetti:

Lavoratrici o lavoratori, inclusi i dirigenti, con figli minori, con priorità nel caso di disabilità ovvero di minori fino a dodici anni di età, o fino a quindici anni in caso di affidamento o di adozione, ovvero con a carico persone disabili o non autosufficienti, ovvero persone affette da documentata grave infermità.

Una quota delle risorse è, inoltre, impiegata per l´erogazione di contributi in favore di progetti che consentano ai titolari di impresa, ai lavoratori autonomi o ai liberi professionisti, per esigenze legate alla maternità o alla presenza di figli minori ovvero disabili, di avvalersi della collaborazione o sostituzione di soggetti in possesso dei necessari requisiti professionali.

COMUNICATO DELLA RETE DELLE CONSIGLIERE DI PARITA'
In merito alla progettazione di azioni per il finanziamento di cui all´art.9 della L.53/2000, in virtù di quanto affermato nella Guida alla compilazione del piano finanziario e della rendicontazione, si ricorda che i costi di consulenza debbono rispettare i limiti previsti per ogni macrovoce. Per la consulenza alla progettazione, sul territorio regionale, pare essere diffusa la consulenza "Salvo buon fine".
Presentazione delle richieste per il finanziamento delle azioni positive - Art. 44 D.Lgs. 198/2006

Il Comitato Nazionale di parità formula, entro il 31 maggio di ogni anno un Programma obiettivo nel quale vengono indicate le tipologie di progetti di azioni positive che intende promuovere, i soggetti ammessi per le singole tipologie ed i criteri di valutazione. Viene pubblicato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nella Gazzetta Ufficiale.

Le modalità di presentazione della domanda ed erogazione dei contributi sono previste dal Decreto interministeriale 15 marzo 2001 - "Disciplina delle modalità di presentazione, valutazione e finanziamento dei progetti di azione positiva per la parità uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125" (pubblicato sulla G.U. del 9.6.2001 - Serie generale - n. 132) 

Termine di presentazione: 30 novembre di ogni anno

Riferimenti normativi

D.Lgs. 11 aprile 2006 n. 198 "Codice delle pari opportunità tra uomo e donna" (Art. 44 "Finanziamento")

Decreto Interministeriale 15 marzo 2001 

"Disciplina delle modalità di presentazione, valutazione e finanziamento dei progetti di azione positiva per la parità uomo-donna nel lavoro di cui alla L. 125/1991"

Entro il 30 aprile di ogni anno pari tutte le Aziende pubbliche e private con unità locali situate nella Regione Marche, e con più di 100 dipendenti, ai sensi della normativa vigente, dovranno  compilare ed inviare alla Consigliera di Parità per la Regione Marche il rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile debitamente compilato.
La compilazione avverrà esclusivamente online al link http://parita.regione.marche.it

Comitato unico di garanzia - C.U.G

Organismo, istituito dalla L.183/2010, che sostituisce nelle Pubbliche Amministrazioni i Comitati per le Pari Opportunità e i Comitati paritetici sul fenomeno del Mobbing, e ne assume tutte le competenze. Promuove il benessere organizzativo e contrasta ogni forma di discriminazione e di violenza morale e psichica dei lavoratori

 

Per la costituzione

Raccolta di strumenti normativi ed altri materiali utili per la costituzione ed il funzionamento dei comitati unici di garanzia:

 

Articolo 21 del Collegato Lavoro (L. 4 novembre 2010, n.183)
Istituisce l'organismo del Comitato Unico di Garanzia

 

Linee Guida per la costituzione dei Comitati Unici di Garanzia CUG  Rivolte alle amministrazioni, contengono delle indicazioni di carattere generale da declinare nelle singole organizzazioni secondo le specificità ed i contratti collettivi. Aggiornate a febbraio 2011.

 

Regolamento
Schema di regolamento tipo elaborato Gruppo di Monitoraggio, in collaborazione con il Dipartimento della Funzione Pubblica e pari Opportunità e con la Consigliera nazionale di parità. Si tratta di uno strumento di lavoro non vincolante che ogni comitato può adattare alle proprie esigenze.

Sulla base delle recenti disposizioni regionali, i Centri Antiviolenza fanno riferimento alle province quali enti capofila di enti locali associati, in particolare dei 23 Ambiti Territoriali Sociali, come previsto dall’ Avviso pubblico del 02/12/2014. Gli enti locali compartecipano in misura almeno pari al 30% delle spese di gestione dei Centri, come previsto dall’art.6 della LR n.32/2008.
La gestione è affidata a soggetti qualificati del privato sociale, iscritti negli albi/registri regionali, secondo le forme previste dall’art.35 bis comma 3 lettera c) della Legge 119/2013 ripreso dall’ art 1 comma 2 lett. c) del DPCM 24.07.2014, già individuati oppure da individuare successivamente tramite procedura ad evidenza pubblica. 
Il centro antiviolenza di seguito denominato “Centro” adotta La Carta dei servizi garantendo l’accoglienza con giorni e orari di apertura al pubblico in locali appositamente dedicati a tale attività. Non è consentito l’accesso ai locali del Centro agli autori della violenza e dei maltrattamenti. Il Centro deve avvalersi esclusivamente di personale femminile adeguatamente formato sul tema della violenza di genere.


I centri antiviolenza offrono i seguenti servizi minimi a titolo gratuito(Intesa art.4):
Ascolto:colloqui telefonici preliminari presso la sede per individuare i bisogni e fornire le prime informazioni utili;
Accoglienza: garantire protezione e accoglienza gratuita alle donne vittime di violenza a seguito di colloqui strutturati volti ad elaborare un percorso individuale di accompagnamento mediante un progetto personalizzato di uscita dalla violenza;
Assistenza psicologica: supporto psicologico individuale o anche tramite gruppi di mutuo aiuto, anche utilizzando le strutture ospedaliere ed i servizi territoriali;
Assistenza legale: colloqui di informazione e di orientamento, supporto di carattere legale sia in ambito civile che penale, e informazione e aiuto per l’accesso al gratuito patrocinio, di cui all’art.2, comma1, della legge 119/2013;
Supporto: ai minori vittime di violenza assistita;
Orientamento al lavoro attraverso informazioni e contatti con i servizi sociali e con i centri per l’impiego per individuare un percorso di inclusione lavorativa verso l’autonomia economica;
Orientamento all’autonomia abitativa attraverso convenzioni e protocolli con enti locali e altre agenzie.
Interventi di rete il Centro partecipa alle reti territoriali interistituzionali promosse dagli enti locali e regolate da appositi protocolli o accordi territoriali coinvolgendo tutti gli attori sociali, economici e istituzionali del territorio di riferimento.
Assistenza: gli operatori dei centri antiviolenza accompagnano le donne, nel caso di percorso personalizzato, al pronto soccorso ed in strutture sanitarie, alle forze dell’ordine, al tribunale, con un approccio integrato atto a garantire il riconoscimento delle diverse dimensioni della violenza subita.
Flusso informativo: I centri antiviolenza svolgono di raccolta e analisi dei dati e di informazioni sul fenomeno della violenza in linea con il Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.


CAV (Centri Anti Violenza)

Dove si trovano e quando sono aperti

 

PROVINCIA DI ANCONA
Associazione Donne e Giustizia
- Via Cialdini 24/A Ancona
Lunedì            9.00 – 12.00
Martedì          9.00 – 12.00    17.00 – 19.00 (sportello antistalking)
Mercoledì       9.00 – 12.00    15.00 – 17.00
Giovedì           9.00 – 12.00    17.00 – 19.00 (sportello antistalking)
Venerdì chiuso – attivo il servizio telefonico
Numero verde 800032810
Tel. 071 205376
E-mail:
donne.giustizia@libero.it


 

PROVINCIA DI  FERMO
Punto di Accoglienza Territoriale Sant’Elpidio a Mare – c/o PAT di Villa Murri

Sede PAT di Villa Murri
Martedì           9.00 – 14.00

Sede Sant’Elpidio a Mare – c/o PAT di Piazzale Marconi n. 14
Mercoledì       9.30 – 13.30     14.30 – 17.30
Venerdì           9.30 – 13.30

Sede Fermo  c/o Ambito Sociale XIX in Piazzale Azzolino n.18
Referente Responsabile Enrica Scarpetta
Giovedì           9.30 – 13.30    14.30 – 17.30
Numero verde  800215809 risponde in ore di sportello, la segreteria telefonica è in funzione 24 ore su 24
E-mail:
percorsidonna@ontheroadonlus.it


 

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
Consultorio Familiare ( stanza 2) Via Marcello Federici - Ascoli Piceno
Mercoledì       16.30 – 18.30
Numero verde 800021314 segreteria telefonica 24 ore su 24
Tel. 0736 358915 orario sportello
E-mail:
centroantiviolenza.ap@alice.it  

Sede Consultorio Familiare – V.le dello Sport,  S. Benedetto del Tronto14
Lunedì            10.00 – 12.00  16.30 – 18.30 
Martedì          10.00 – 12.00  16.30 – 18.30
Giovedì                                   16.30 – 18.30
Venerdì                                   16.30 – 18.30
Sabato pomeriggio per appuntamento
Numero verde 800021314 orario sportello / segreteria telefonica 24 ore su 24
E-mail:
centroantiviolenza.ap@alice.it

Centro antiviolenza Donna con Te




PROVINCIA DI MACERATA
Centro S.O.S. donna Piazza V. Veneto 14 Macerata  (San Giovanni)

Martedì           15.00 – 18.00
Giovedì           15.00 – 18.00
Venerdì           09.30 – 12.30
Tel. 0733 1990133
E-mail:
sosdonna@provincia.mc.it
Profilo Facebook Centro antiviolenza Macerata


 

PROVINCIA DI PESARO  URBINO
Parla con noi  Via Diaz,10 Pesaro
lunedì 9.00 - 13.00 
mercoledì 8.30 - 12.30 
giovedì 14.00 - 18.00 
martedi pomeriggio e giovedi mattina  consulenze psicologiche su appuntamento 
venerdi  mattina  attività di segreteria
Tel. 0721 639014 - 1522
E-mail:
parlaconnoi@provincia.ps.it
www.eurogiovani.provincia.pu.it

 

 

Principi fondamentali
Parità di trattamento in materia di occupazione, impiego, formazione e accesso a beni e servizi
  • Direttiva 2006/54/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 luglio 2006, riguardante l'attuazione del principio delle pari opportunità e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego
  • Direttiva 2004/113/CE del Consiglio del 13 dicembre 2004, che attua il principio della parità di trattamento tra uomini e donne per quanto riguarda l'accesso a beni e servizi e la loro fornitura
  • Direttiva 2002/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 settembre 2002, che modifica la direttiva 76/207/CEE del Consiglio relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne per quanto riguarda l'accesso al lavoro, alla formazione e alla promozione professionali e le condizioni di lavoro
  • Direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro
  • Risoluzione del Parlamento europeo del 12 giugno 1997, sulla Comunicazione della Commissione n. 336 del 17 luglio 1996, relativa al "Codice di condotta concernente l'applicazione della parità retributiva tra donne e uomini per lavoro di pari valore"
  • Comunicazione della Commissione n. 336 del 17 luglio 1996, relativa al "Codice di condotta concernente l'applicazione della parità retributiva tra donne e uomini per lavoro di pari valore"
  • Raccomandazione 92/131/CEE della Commissione del 27 novembre 1991, sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini sul lavoro
  • Risoluzione del Consiglio del 29 maggio 1990 sulla tutela della dignità degli uomini e delle donne nel mondo del lavoro
  • Raccomandazione 87/567/CEE della Commissione del 24 novembre 1987, sulla formazione professionale delle donne
Azioni positive e processi decisionali
  • Consiglio d'Europa, Raccomandazione n. 3 del Comitato dei Ministri agli Stati membri del 12 marzo 2003, sulla partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini ai processi decisionali politici e pubblici 
  • Raccomandazione 96/694/CE del Consiglio del 2 dicembre 1996, riguardante la partecipazione delle donne e degli uomini al processo decisionale 
  • Risoluzione del Consiglio e dei rappresentanti dei governi degli Stati membri riuniti in sede di Consiglio del 5 ottobre 1995, concernente l'immagine dell'uomo e della donna nella pubblicità e nei mezzi di comunicazione
  • Risoluzione del Consiglio del 27 marzo 1995, riguardante la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini al processo decisionale 
  • Raccomandazione 84/635/CEE del Consiglio del 13 dicembre 1984, sulla promozione di azioni positive a favore delle donne

Tutela della maternità, congedi parentali e lavoro a tempo parziale
  • Risoluzione del Consiglio e dei Ministri incaricati dell'occupazione e della politica sociale riuniti in sede di consiglio del 29 giugno 2000, concernente la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini all'attività professionale e alla vita familiare 
  • Direttiva 97/81/CEE del Consiglio del 15 dicembre 1997, relativa all'accordo quadro sul lavoro a tempo parziale concluso dall'UNICE, dal CEEP e dalla CES 
  • Direttiva 96/34/CE del Consiglio del 3 giugno 1996, concernente l'accordo quadro sul congedo parentale concluso dal UNICE, dal CEEP e dalla CES 
  • Direttiva 92/85/CEE del Consiglio del 19 ottobre 1992, concernente l'attuazione di misure volte a promuovere il miglioramento della sicurezza e della salute sul lavoro delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento 
  • Direttiva 86/613/CEE del Consiglio dell'11 dicembre 1986, concernente l'applicazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità

Parità di trattamento in materia di sicurezza sociale
  • Direttiva 96/97/CE del Consiglio del 20 dicembre 1996, che modifica la direttiva 86/378/CEE relativa all'attuazione del principio della parità di trattamento tra gli uomini e le donne nel regimi professionali di sicurezza sociale 
  • Direttiva 86/378/CEE del Consiglio del 24 luglio 1986, relativa all'attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne nel settore dei regimi professionali di sicurezza sociale 
  • Direttiva 79/7/CEE del Consiglio del 19 dicembre 1978, relativa alla graduale attuazione del principio di parità di trattamento tra gli uomini e le donne in materia di sicurezza sociale
 
Molestie, violenze sessuali e altre forme di discriminazioni
  • Direttiva 2000/43/CE del Consiglio del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica 
  • Direttiva 97/80/CE del Consiglio del 15 dicembre 1997, riguardante l'onere della prova nei casi di discriminazione basata sul sesso 
  • Dichiarazione del Consiglio del 19 dicembre 1991, relativa all'applicazione della Raccomandazione della Commissione sulla tutela della dignità delle donne e degli uomini nel mondo del lavoro, compreso il Codice di condotta relativo ai provvedimenti da adottare nella lotta contro le molestie sessuali


Fonti costituzionali


Detenute madri

Violenza contro le donne
  • Legge Delega n. 183/2014(Jobs Act): Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell'attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro.
  • Legge 15 ottobre 2013, n. 119, disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere, nonche' in tema di protezione civile e di commissariamento delle province. 
  • Legge 27 giugno 2013, n. 77, Ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, fatta a Istanbul l'11 maggio 2011.
  • L. 23 aprile 2009, n. 38, Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonche' in tema di atti persecutori
  • Legge 4 aprile 2001, n. 154, "Misure contro la violenza nelle relazioni familiari"


Immigrazione e cittadinanza


IMMIGRAZIONE
  • D.lgs 25 luglio 1998, n. 286,"Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero"
  • L. 28 febbraio 1990, n. 39,” Norme urgenti in materia di asilo politico, di ingresso e soggiorno dei cittadini extracomunitari e di regolarizzazione dei cittadini extracomunitari ed apolidi già presenti nel territorio dello Stato”. 

CITTADINANZA


Tratta di esseri umani
  • D.lgs 4 marzo 2014, n. 24, "Attuazione della direttiva 2011/36/UE, relativa alla prevenzione e alla repressione della tratta di esseri umani e alla protezione delle vittime
  • Legge 11 agosto 2003, n.228, "Misure contro la tratta di persone", artt.12 e 13
  • D.lgs 25 luglio 1998, n. 286, art. 18, "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero"
  • Legge 20 febbraio 1958, n. 75, "Abolizione della regolamentazione della prostituzione e lotta contro lo sfruttamento della prostituzione altrui"
  • Codice penale:
    • art. 600 (Riduzione e mantenimento in schiavitù o in servitù)
    • art. 601 (Tratta di persone)
    • art. 602 (Acquisto o alienazione di schiavi)
    • art. 604 (Fatto commesso all'estero)

Quote di genere
Parità di genere in ambito elettorale
  • L. 23 novembre 2012, n. 215, "Disposizioni per promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali. Disposizioni in materia di pari opportunità nella composizione delle commissioni di concorso nelle pubbliche amministrazioni";
  • L. 22 aprile 2014, n. 65, "Modifiche alla legge 24 gennaio 1979, n. 18, recante norme per l'elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all'Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere, e relative disposizioni transitorie inerenti alle elezioni da svolgere nell'anno 2014".
Parità di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati
  • Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 151 - Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunita', in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. (15G00164) (GU Serie Generale n.221 del 23-9-2015 - Suppl. Ordinario n. 53)
  • DPR del 30 novembre 2012, n. 251 - Regolamento concernente la parita' di accesso agli organi di amministrazione e di controllo nelle societa'.
  • LEGGE 12 luglio 2011, n. 120 - parita' di accesso agli organi di amministrazione e di controllo delle societa' quotate in mercati regolamentati. 
  • Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198 - Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n.246



Parità di trattamento e non discriminazione

  • D.lgs 9 luglio 2003, n. 215,"Attuazione della direttiva 2000/43/CE per la parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica"
  • D.lgs 9 luglio 2003, n. 216, "Attuazione della direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro"
  • Legge 25 giugno 1993, n. 205, Misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa.
  • Legge 10 aprile 1991, n. 125. Azioni positive per la realizzazione della parita' uomo donna
  • Legge 13 ottobre 1975, n. 654, "Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966"

Istituzioni e organismi di parità
  • Direttiva P.C.M. 27 marzo 1997, "Azioni volte a promuovere l'attribuzione di poteri e responsabilità alle donne, a riconoscere e garantire libertà di scelte e qualità sociale a donne e uomini" (c.d. "Direttiva Prodi-Finocchiaro")
COMITATI UNICI DI GARANZIA PER LE PARI OPPORTUNITA', LA VALORIZZAZIONE DEL BENESSERE DI CHI LAORA E CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
D.P.R. 16-4-2013 n. 62
Regolamento recante codice di comportamento dei dipendenti pubblici, a norma dell'articolo 54 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
  • Art. 21, comma 1 L. 4-11-2010, n. 183, (Misure atte a garantire pari opportunità, benessere di chi lavora e assenza di discriminazioni nelle amministrazioni pubbliche), recante istituzione dei "Comitati unici di garanzia per le pari opportunità, la valorizzazione del benessere di chi lavora e contro le discriminazioni" della, (Deleghe al Governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l'impiego, di incentivi all'occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro).


Mutilazioni Genitali Femminili

Diritto di famiglia

LEGGE REGIONALE 11 febbraio 2015, n. 2 (art.1 comma 2 lett. B, comma 3 lett. I e L)
Modifiche alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 36 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale 2015 e pluriennale 2015/2017 della Regione. Legge finanziaria 2015” e alla legge regionale 30 dicembre 2014, n. 37 “Bilancio di previsione per l’anno 2015 ed adozione del bilancio pluriennale per il triennio 2015/2017

LEGGE REGIONALE 01 dicembre 2014, n. 32
Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia

LEGGE REGIONALE 23 luglio 2012, n. 23
Integrazione delle politiche di pari opportunità di genere nella Regione. Modifiche alla Legge regionale 5 agosto 1996, n. 34 “Norme per le nomine e designazioni di spettanza della Regione” e alla Legge regionale 11 novembre 2008, n. 32 “Interventi contro la violenza sulle donne”.

LEGGE REGIONALE 11 febbraio 2010, n. 8
Disposizioni contro le discriminazioni determinate dall'orientamento sessuale o dall'identità di genere

LEGGE REGIONALE 11 novembre 2008, n. 32
Interventi contro la violenza sulle donne

LEGGE STATUTARIA 08 marzo 2005, n. 1 (Art.3 comma 2) Statuto della Regione Marche
La Regione valorizza la differenza di genere in ogni campo ed attività operando al fine di  accesso a donne e uomini alle cariche elettive e negli enti, negli organi e in tutti gli incarichi di nomina del Consiglio e della Giunta.

REGOLAMENTO REGIONALE 8 marzo 2004, n. 1
Disciplina in materia di autorizzazione delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e    semiresidenziale.

LEGGE REGIONALE 15 ottobre 2001, n. 20 ( art. 24 bis)
Norme in materia di organizzazione e di personale della Regione.

LEGGE REGIONALE 6 novembre 2002, n. 20 ( art.3 comma 3 lettera D)
Disciplina in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture e dei servizi sociali a ciclo residenziale e semiresidenziale

LEGGE REGIONALE 13 novembre 2001, n. 27
Interventi per il coordinamento dei tempi delle città e la promozione dell'uso del tempo per fini di solidarietà sociale.

LEGGE REGIONALE 18 aprile 1986, n. 9
Commissione regionale per le pari opportunità tra uomo e donna.

LEGGE REGIONALE 16 gennaio 1985, n. 2
Esercizio delle funzioni in materia di consultori familiari.

 

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
DIPARTIMENTO PER LE PARI OPPORTUNITA’
    www.pariopportunita.gov.it

REGIONE MARCHE
Sito: www.regione.marche.it

CONSIGLIO REGIONALE
Sito: www.consiglio.marche.it

OSSERVATORIO REGIONALE POLITICHE SOCIALI
Sito: http://orps.regione.marche.it/Attivita/Ricerche.aspx


PROVINCIA DI ANCONA
Sito: www.provincia.ancona.it

PROVINCIA DI PESARO E URBINO
Portale "La Provincia delle Donne"    www.laprovinciadelledonne.it

PROVINCIA DI MACERATA
Sito: www.provincia.mc.it

PROVINCIA DI FERMO
Sito: www.provincia.fermo.it

PROVINCIA DI ASCOLI PICENO
Sito: www.provincia.ap.it

DIFFERENZA DONNA
Ass. di donne contro la violenza - Roma    www.differenzadonna.it

CASA DELLE DONNE
Centro Anti Violenza - Bologna
www.casadonne.it

IOTUNOIVOI
Donne Insieme Centro Anti Violenza - Udine    
www.iotunoivoi.it

ARTEMISIA
Centro Anti Violenza - Firenze    
www.artemisiacentroantiviolenza.it

WEB AL FEMMINILE

  www.webalfemminile.it

CONSIGLIERA DI PARITA'
Servizio Consigliera di parità


Indirizzi utili:
Associazioni femminili nelle Marche: Associazioni Femminili AN.doc
                                                Associazioni Femminili MC.doc
                                                Associazioni Femminili PU.doc
                                                Associazioni Femminili AP e FM.doc
Consultori familiari nelle MarcheCONSULTORI FAMILIARI NELLE MARCHE.pdf

1522

numero telefonico gratuito dedicato al supporto, alla protezione e all'assistenza delle donne vittime di maltrattamenti e violenza

 

 


 

Compiti e funzioni

Le consigliere e d i consiglieri hanno compiti di promozione, di diffusione  della conoscenza delle pari opportunità, di vigilanza e rilevazione di  situazioni di discriminazione basata sul sesso nel mondo del lavoro.

 

Nell’esercizio delle proprie funzioni  la/il consigliere di parità è un pubblico ufficiale ed ha l’obbligo di segnalazione all’autorità giudiziaria dei reati di cui viene a conoscenza (art. 13 D.Lgs. 198/2006).

E’ nominata/o a livello nazionale, regionale e provinciale, ai sensi dell’art. 12 del Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n 198 con decreto del Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro per le Pari opportunità.

Dura in carica 4 anni e il suo mandato è rinnovabile per non più di 2 volte.

 

Perché rivolgersi alle Consigliere di Parità

Le consigliere di parità offrono un servizio di consulenza gratuito, riservato e per chi lo desidera anonimo a:

 

  • lavoratrici e lavoratori che hanno subito discriminazioni nell'accesso al lavoro o sul luogo di lavoro,  nello sviluppo della carriera, nel livello di retribuzione
  • lavoratrici e lavoratori che hanno avuto difficoltà a conciliare il lavoro con la maternità/paternità oppure con la cura di familiari
  • imprenditrici e imprenditori che vogliono promuovere azioni positive per realizzare le pari opportunità nella propria azienda anche attraverso progetti e finanziamenti
  • enti che devono costituire i Comitati Unici di Garanzia (CUG) e presentare il Piano di Azioni Positive

 

CONCILIAZIONE DEI TEMPI DI VITA E DI LAVORO
PROGETTO “MATERNITA’ COME OPPORTUNITA’”


Il tema della conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro è uno dei temi centrali nelle politiche dell’Unione Europea. L’attività che la Regione Marche sta da alcuni anni effettuando sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro si inserisce nel percorso di riforma e sviluppo che sta affrontando il modello di welfare italiano che pone al centro della propria politica le persone e le famiglie, favorendo relazioni tra i diversi attori, promuovendo la dimensione territoriale delle risposte ai bisogni e l’empowerment dei cittadini e dei corpi intermedi.
In data 25 ottobre 2012 tra il Governo, le Regioni, le Province autonome di Trento e Bolzano e le Autonomie locali è stata stipulata l’Intesa “Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro” connessa al progetto nazionale “Maternità come opportunità” che vede la Regione Marche, sulla base del riparto approvato, beneficiare di complessivi euro 397.500,00, di cui 15.900,00 per assistenza tecnica e 381.600,00 per sostenere progetti conformi alle finalità dell’Intesa, prevedendo un sostegno per progetti di conciliazione fra tempi di vita e di lavoro presentati da imprese.


Il 05/02/2014 è stato firmato dalla Regione un protocollo di intesa con Anci, Upi, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali, che prevede che ogni progetto sia dotato di uno specifico accordo sindacale
La Regione Marche ha pubblicato un avviso rivolto alle PMI aventi come destinatari delle azioni lavoratrici e lavoratori con figli di età inferiore a 10 anni, con priorità per quei dipendenti con figli di età compresa da 0-3 anni. 
I progetti, della durata minima di 12 mesi, sono finalizzati all’attuazione di iniziative in grado di sostenere modalità di prestazione di lavoro e di tipologie contrattuali flessibili, promuovendo anche l’adozione di modelli e soluzioni organizzative “family friendly”.
Sono stati ammessi a contributo 13 progetti, di cui:
  • n. 7 progetti (di cui n. 5 proposte di reti di imprese) con il primo Avviso del 02/ 04/2014;
  • n. 6 progetti (di cui n.3 proposte di reti di imprese) con il rinnovo dell’Avviso del 12/11/2014.

 

N. totale progetti

ammessi a contributo

N. progetti in rete

N. progetti di imprese singole

N. imprese coinvolte

Dipendenti beneficiari delle azioni

Provincia Pesaro Urbino

2

1

1

n. 2 imprese

n. 5 cooperative

130

Provincia Ancona

3

3

-

n. 4 imprese

n. 11 cooperative

n. 2 ditta individuale

180

Provincia Macerata

5

2

3

n. 7 imprese

n. 1 ditta individuale

24

Provincia

Fermo

1

-

1

n. 1 impresa

1

Provincia

Ascoli Piceno

2

2

-

n. 8 imprese

n. 1 cooperativa

43

TOTALE

13

8

5

42

378


I progetti ammessi a contributi prevedono, in corso di attuazione, una o più delle seguenti finalità:
  • Assunzioni di nuove unità lavorative in sostituzione, rispetto a lavoratrici/lavoratori part- time concessi a dipendenti padri/madri di bambino 0-10 anni;
  • Telelavoro;
  • Spazi aree giochi per i figli dei dipendenti e asili interaziendali;
  • Mentoring;
  • Corsi di formazione aggiornamento a madri che rientrano dalla maternità;
  • Baby sitting;
  • Lavanderie interaziendali;
  • Maggiordomo aziendale;
  • Fidelity card.
I progetti si concluderanno entro il 2015 o entro i primi mesi del 2016

Atti di Riferimento 
  • DGR n.44/2013 “Approvazione programma attuativo regionale previsto dall'intesa in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro - anno 2012” 
  • DGR n.1727/2013 “Criteri e modalità per l'attuazione del progetto "Maternità come opportunità" approvato dall'Intesa Stato Regioni "Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro" (Intesa2)”.
  • Protocollo reg. int. n. 17432 del 05.02.2014: Protocollo di Intesa con Anci, Upi, le Organizzazioni Sindacali e le Associazioni datoriali di lavoro regionali per la promozione di azioni positive volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
  • DDPF 5/PAO del 02/04/2014 “Progetto “Maternità come opportunità”: avviso pubblico per la presentazione di progetti aziendali a sostegno della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro – importo € 381.600,00”. 
  • DDS 162/SPO del 12/11/2014 “Maternità come opportunità DDPF 5/PAO del 02/04/2014 avviso pubblico per presentazione di progetti aziendali a sostegno della conciliazione tra tempi vita e lavoro – soggetti ammessi a contributo - rinnovo avviso € 148.031,18.”

14 FEBBRAIO 2017 LA POLIZIA DI STATO CONTRO LE VIOLENZE SULLE DONNE

 
“Se ti offende, se ti zittisce, se ti controlla, se ti fa del male fisico, se minaccia la tua libertà, anche economica…..questo non è amore!” E’ lo slogan scelto dalla Polizia di Stato per il nuovo progetto contro la violenza sulle donne. 
Un’iniziativa che domani pomeriggio si concretizzerà anche ad Ancona con la presenza in piazza Roma di un camper della Polizia dove gli agenti altamente specializzati della Divisione Anticrimine, della Squadra Mobile, dell’Ufficio Denunce e dell’Ufficio Sanitario della Questura saranno disponibili dalle ore 14.00 alle ore 20.00 ad accogliere la cittadinanza, soprattutto le donne, per dare consigli, raccogliere segnalazioni, denunce in merito al reato di violenza di genere. 
“La Polizia di Stato decide di scendere in piazza per dare un aiuto a chi vuole denunciare le violenze che subisce o semplicemente per parlare con persone esperte, per ricevere un consiglio, per liberarsi dai “lacci” della violenza. Domani saremo noi poliziotti ad andare in strada per avvicinarci ulteriormente alle donne che spesso, per paura o per vergogna non varcano le soglie della Questura” – così il Questore Oreste Capocasa ha voluto ricordare l’appuntamento per domani, una data non scelta a caso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza, ma il 14 febbraio, una data che festeggia l’amore, quello vero!
Il progetto nasce per dare coraggio ed essere vicino a chi denuncia per combattere il fenomeno della violenza contro le donne e i maltrattamenti in famiglia.
Gli agenti impegnati in questa iniziativa distribuiranno anche dei volantini scritti in tutte le lingue.
La flessione negli ultimi due anni dei delitti tipici (dai femminicidi, alle violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori) non ferma l’impegno di prevenzione: non solo perché il numero assoluto delle vittime continua ad essere inaccettabile, ma perché l’esperienza di polizia e delle associazioni da tanti anni impegnate su questi temi mostra l’esistenza di un “sommerso” che troppo spesso non si traduce in denuncia. Un quotidiano fatto di attenzioni morbose, di comportamenti aggressivi e intimidatori che vengono letti come espressione di un amore appassionato e di una gelosia innocua, anche da madri, sorelle e amiche, ma che è spesso il triste copione di un crescendo di violenza che si alimenta con l’isolamento.Ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.

Questi più in dettaglio i dati di tutte le forze di polizia: 

-           gli omicidi di donne in ambito familiare sono stati 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016;
-           gli atti persecutori (circa il 76% in danno delle donne) 12.446 nel 2014, 11.758 nel 2015, 11.400 nel 2016;
-           i maltrattamenti in famiglia (circa l’81% in danno delle donne) 13.261 nel 2014, 12.890 nel 2015, 12.829 nel 2016; 
-           le percosse (circa il 46% in danno delle donne)  15.285 nel 2014, 15.249 nel 2015, 13.146 nel 2016;
-           le violenze sessuali (oltre il 90% in danno delle donne) 4257 nel 2014, 4000 nel 2015, 3759 nel 2016.

 
 Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.
In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio dell’anno del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.  
Ispettore S. SUPS Tiziana Maccari 
Squadra Mobile della Questura di Ancona 
0712288542

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Venerdì 10 febbraio ore 21 Teatro della Fortuna

L'AMORE RUBATO
Proiezione del film al Teatro della Fortuna, in anteprima nazionale ed in collaborazione con il Comune di Fano Assessorato Cultura e Turismo. Biglietti gratuiti, riserva subito il tuo posto.

Al film seguirà un dibattito al quale parteciperanno rappresentanti delle forze dell’ordine, referenti del centro provinciale antiviolenza “Parla con Noi” e il regista del film Irish Braschi. L’obiettivo è fornire elementi utili a contrastare qualsiasi forma di violenza, perché spesso il primo complice è proprio il silenzio o, ancora peggio, l’indifferenza di fronte a determinate situazioni.  
 Se c’è violenza di qualsiasi genere, fisica, verbale o morale, non c’è amore. Si leva alto da Fano il grido contro la violenza e gli abusi sulle donne: a sensibilizzare in maniera forte e convinta la cittadinanza è la Banca di Credito Cooperativo di Fano che per il prossimo 10 febbraio alle 21, nella cornice del Teatro della Fortuna, ha organizzato la proiezione gratuita e aperta alla città (previa prenotazione tramite sito), del film-denuncia “L’Amore rubato” (Anthos produzioni, Rai Cinema, ICCREA Banca, con il sostegno del Mibact), liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Dacia Maraini e diretto dal regista Irish Braschi. Eccezionale anche il cast che, tra gli altri, vede grandi nomi del cinema come Elena Sofia Ricci, Gabriella Pession, Massimo Poggio, Alessandro Preziosi, Antonello Fassari, Stefania Rocca.

In caso di impossibilità a partecipare dopo aver riservato il proprio biglietto, si prega gentilmente di informare gli organizzatori con una email all'indirizzo ufficiosoci@fano.bcc.it così da liberare il posto e permettere ad altri di partecipare.


ONE BILLION RISING 2017
      per dire
BASTA ALLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE E LE BAMBINE
Domenica 12 febbraio 2017 ore 17,00
Pesaro, piazza del Popolo

ONE BILLION RISING 2017 programma dell'evento


Lui contro Lei - La violenza nelle relazioni intime

Sabato 28 Gennaio 2017 ore 16.30 -  Auditorium Palazzo Montani Antaldi - Pesaro



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Violenza sulle donne raccontata e illustrata dalle donne 

Sabato 21 Gennaio 2017 presso Piccola Galleria Comunale, via Branca 5, Pesaro


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Rapporto 2016 violenza di genere - In data 29 novembre 2016 l’Assemblea legislativa ha dedicato parte della seduta alla disamina del Rapporto 2016 sul fenomeno della violenza di genere nelle Marche (dati al 31.12.2015), come disposto dalla legge regionale n.32/2008 ad oggetto Interventi contro la violenza sulle donne.

Il Rapporto è stato curato dall’ Osservatorio regionale politiche sociali in collaborazione con le operatrici dei cinque Centri antiviolenza, la PF Pari Opportunità e la PF Sistemi informativi e telematici, poiché dal 2014 è stata definita congiuntamente una scheda informatizzata all’interno di un web-service predisposto dalla struttura regionale. Scarica il documento (pdf.)

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Progetto “Maternità come opportunità” (2014-2016) – riunione del Tavolo per la promozione di azioni positive volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Giovedì  01 dicembre 2016 si è riunito il Tavolo istituito con il Protocollo d’Intesa 2014 per la promozione di azioni positive volte a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro di cui fanno parte rappresentanti istituzionali (Anci e Upi), sindacali (Cgil, Cisl, Uil) e datoriali (Confapi, Confesercenti, Cgia,  Cna, Cia, Coldiretti, Confcooperative, Confindustria).
Nell’incontro, convocato dall’Assessora alle pari opportunità, sono stati illustrati i risultati del Progetto regionale, finanziato con risorse rese disponibili dal Dipartimento nazionale Pari opportunità e concluso a metà 2016, che ha visto sostenuti 13 progetti presentati da 41 imprese che hanno promosso e realizzato interventi di flessibilità organizzativa del personale, di facilitazione dei tempi di lavori con quelli della vita privata e di miglioramento organizzativo in un’ottica di concilizione “family friendly”. Tale Progetto ha coinvolto 326 persone, di cui 259 (79%) donne e 67 (21%) uomini, insieme a ben 413 bambini tra 0  e 10 anni beneficiari.
Di seguito è possibile scaricare il file che illustra sinteticamente il Progetto presentato dalla Responsabile della PF pari opportunità, referente per la Regione Marche, in occasione di uno specifico “Focus Group” promosso dal Dipartimento nazionale Pari Opportunità lo scorso 22 giugno. Il prossimo 14 dicembre la Regione Marche è stata invitata al Convegno “Tempi di vita e di lavoro: un equilibrio possibile”, organizzato dallo stesso Dipartimento, in cui verranno presentati i dati di monitoraggio quali-quantitativo delle due Intese di Conciliazione 2010 e 2012.

Slides progetto "Maternità"

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Bando di ammissione al corso propedeutico all'occupazione di donne nel settore turistico: prorogata la scadenza al 13 dicembre 2016 per la presentazione delle domande. Scarica il bando.

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25 NOVEMBRE 2016

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE 

Azioni di contrasto alla violenza di genere

La Regione Marche è attiva da anni nel contrastare la violenza sulle donne, fenomeno che purtroppo è presente anche nella nostra regione.
La Legge regionale 11 novembre 2008, n.32 avente ad oggetto “Interventi contro la violenza sulle donne” ha definito le funzioni della Regione, quali:
- promuovere iniziative di prevenzione della violenza sulle donne;
- assicurare alla donne maltrattate un sostegno  “per consentire loro di recuperare e rafforzare la propria autonomia, materiale e psicologica”;
- garantire adeguata accoglienza , protezione, solidarietà, sostegno e soccorso alle persone vittime di violenza fisiche, sessuali e piscologiche , di persecuzioni o vittime di minaccia di tali atti, indipendentemente dalla loro cittadinanza; 
- promuovere e sostenere l’attività dei Centri Antiviolenza, uno per ogni territorio provinciale, e delle Case di Accoglienza (ad indirizzo anonimo);
- promuovere la formazione specifica del personale;
- raccogliere ed elaborare i dati relativi al fenomeno della violenza attraverso l’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali.
In particolare ha previsto che gli enti locali concorrano finanziariamente a coprire almeno il 30% dei costi di gestione dei Centri Antiviolenza.


Con la Legge regionale 01 dicembre 2014, n.32, ad oggetto Sistema regionale integrato dei servizi sociali a tutela della persona e della famiglia, sono state apportate alcune modifiche ed integrazioni alla stessa LR n.32/2008 che prevedono:
- l’inserimento di specifiche risorse per il contrasto alla violenza di genere all’interno del “Fondo delle politiche sociali” (art.14);
- il raccordo fra criteri e modalità di concessione dei contributi e le indicazioni del “Piano sociale regionale”(art.12) di durata triennale;
- il coordinamento degli “Indirizzi attuativi” previsti dalla LR n.32/2008 con la programmazione regionale nei settori del lavoro e della formazione (art.11).

Rapporto annuale sul fenomeno della violenza di genere nelle Marche
Ogni anno l’Osservatorio Regionale delle Politiche Sociali (operante presso l’Agenzia Regionale Sanitaria) redige, in collaborazione con le operatrici dei Centri antiviolenza, un rapporto sul fenomeno della violenza di genere trasmesso dalla Giunta all’Assemblea legislativa che lo esamina in un’apposita seduta.


La recente normativa nazionale e le prime risorse statali trasferite alle Regioni
La legge nazionale n.119 del 15 ottobre 2013
, a seguito di dati nazionali sempre più allarmanti sul cosiddetto “femminicidio” (1 donna uccisa ogni 3 giorni), ha previsto:
- uno specifico Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere (in capo al Dipartimento nazionale Pari Opportunità presso la presidenza del Consiglio dei Ministri) - art.5;
- azioni di sostegno ai centri antiviolenza e alle case rifugio in rapporto alla programmazione regionale (art. 5 bis) da finanziare con specifiche risorse ivi previste per il triennio 2013/2014/2015.


Nel corso del 2014 sono stati emanati due importanti provvedimenti attuativi della legge nazionale n.119/2013:
- il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24/07/2014  ha destinato alle regioni apposite risorse per azioni di contrasto alla violenza di genere - annualità 2013 e 2014, sulla piattaforma regionale www.goodpa.marche.it (open data) è possibile vedere e scaricare la tabella sintetica illustrativa della programmazione regionale relativa all’utilizzo di tali prime risorse statali trasferite alla Regione Marche a fine 2014, in parte integrate anche con risorse regionali, bilancio 2014
- l’Intesa Stato-Regioni del 27.11.2014 che ha definito i “requisiti minimi” per i Centri Antiviolenza e le Case Rifugio (altrimenti denominate Case di accoglienza), fissando i requisiti di qualificazione dei soggetti del privato sociale operanti in tali strutture; le caratteristiche di funzionamento delle stesse (servizi minimi garantiti), compreso il “lavoro in rete” con i diversi soggetti pubblici e privati che a diverso titolo sono coinvolti nel contrasto alla violenza di genere. Tali requisiti sono cogenti per le nuove dotazioni; per quelle esistenti la Giunta ha fissato un anno di tempo dalla data di approvazione dell’atto di recepimento DGR n……del 28/05/2015
Per ulteriori approfondimenti si possono scaricare sul sito regionale www.norme.marche.it/delibere di Giunta i seguenti atti:
- DGR n.1022 del 15.09.2014 
- DGR n.1233 del 10.11.2014
- DGR n.1407 del 22.12.2014.
Tali atti sono stati assunti avendo acquisito preventivamente i pareri del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, della Commissione consiliare competente e del Consiglio delle Autonomie Locali. Nel corso del 2015 sono stati già assunti alcuni atti per l’impegno di tali risorse ed altri ne saranno emanati (avvisi pubblici). 


A seguito dell’approvazione della L.R. n. 32 del 11/11/2008 e s.m.i., la Regione Marche ha promosso e finanziato la costituzione di nuovi centri antiviolenza – uno per ogni Provincia – avvalendosi delle competenze delle associazioni di volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus) e delle cooperative sociali che hanno come scopo la lotta, la prevenzione e l’assistenza delle donne vittime di violenze.

Perché
La violenza sessuale, i maltrattamenti fisici e psicologici, i ricatti e le molestie sessuali, sono reati particolarmente gravi perché colpiscono la donna nella sua identità, oltre che nella sua integrità fisica e psicologica.Per questo, i centri antiviolenza vogliono essere un punto di riferimento per tutte le donne che vivono situazioni di marginalità o di violazione con lo scopo di promuovere la prevenzione, l’accoglienza ed il reinserimento sociale delle vittime.

A chi sono rivolti
Sono a disposizione di tutte le donne italiane, straniere o apolidi vittime di violenza e maltrattamenti fisici e psicologici, stupri e abusi sessuali extra o intrafamiliari. Gli esperti dei centri antiviolenza forniscono gratuitamente consulenza ed informazioni sui servizi alle vittime e anche alle persone che, nella loro sfera privata o di lavoro, sono in contatto con donne che hanno subito violenza; con loro valuteranno come poter sostenere la donna in difficoltà, informarla ed incoraggiarla a cercare aiuto.

Offrono
I centri antiviolenza offrono consulenza gratuita e supporto alle donne vittime di violenza attraverso servizi quali:
• il sostegno psicologico;
• la consulenza legale;
• l’attivazione di interventi di rete e degli interventi nell’emergenza;
• l’accompagnamento in strutture sanitarie, tribunali, polizia, etc…
• totale rispetto delle decisioni personali di ogni donna

I centri antiviolenza garantiscono:
• riservatezza ed anonimato;
• ascolto telefonico;
• colloqui con assistenti sociali e psicologi;
• analisi della domanda con esplicitazione dei bisogni;
• ideazione e realizzazione di un progetto individuale;
• consulenza legale e psicologica con esperti sia interni che esterni con cui i Centri hanno attivato rapporti di collaborazione (servizi sociali, pronto soccorso, ospedali, forze dell’ordine, tribunali, etc.).

Sostegno psicologico
Colloqui di accoglienza, percorsi individuali e di gruppo di elaborazione del trauma.

Consulenza legale
I centri antiviolenza offrono consulenze legali, civili, penali e minorili per aiutare le donne nel loro percorso di uscita dalla violenza affrontando e risolvendo i principali problemi esposti dalle vittime.

Interventi di rete
Questi centri antiviolenza collaborano con altri servizi e strutture socio-sanitarie del territorio per aiutare a sostenere nel miglior modo possibile ogni percorso di uscita dalla violenza.

Assistenza
Gli operatori dei centri antiviolenza accompagnano le donne, qualora lo vogliano, al pronto soccorso ed in strutture sanitarie, alle forze dell’ordine, al tribunale, etc.

È bene sapere che
• l’accoglienza è svolta da personale femminile e si garantisce anonimato e riservatezza
• dopo il primo contatto telefonico, se necessario, si prevede un programma finalizzato ad intraprendere il percorso di uscita dalla violenza

Aggiornamento sull’utilizzo delle risorse statali - annualità 2013-2014 - assegnate alla Regione Marche per il contrasto alla violenza di genere (dati al 30.09.2016):

Aggiornamento sett 2016 utilizzo risorse statali DPCM 24 7 2014

Tabella indicatori

Tabella utilizzo risorse – Cav e case esistenti

Tabella utilizzo risorse – due nuove case rifugio

Documenti correlati:

Rapporto 2015:report 4
Rapporto 2014: report 3
Rapporto 2013: report 2
Rapporto 2010: report 1

 

Centri Antiviolenza e Case Rifugio: trasferimento risorse regionali agli Ambiti Territoriali Sociali

Con  decreto n. 24/PAO del 22 novembre 2016 è stato disposto il trasferimento delle risorse regionali per un totale di € 219.771,00  ai Comuni capofila degli Enti locali associati in Ambiti Territoriali Associati, per il sostegno ai  cinque Centri Antiviolenza (uno per ogni territorio provinciale)  e alle Case Rifugio ad essi connesse, in attuazione della L.R. 32/2008 e della DGR 461/2016, relative ad Interventi per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere nelle Marche, a garanzia della prosecuzione dei servizi resi da queste strutture finalizzate all’ascolto e orientamento delle donne nel percorso di fuoriuscita dalla violenza (psicologica, fisica, economica, sessuale, persecutoria)  e di accoglienza protetta in strutture ad indirizzo anonimo.

Tale atto è frutto di un percorso di condivisione territoriale in collaborazione con i diversi soggetti che a vario titolo operano per il contrasto alla violenza contro le donne,  a seguito del passaggio di competenze in materia sociale dalle Province agli Ambiti Territoriali Sociali avvenuto gradualmente nel corso del 2016.

In occasione del rinnovo del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere, sede di confronto e di consultazione per la materia, la Regione ha integrato la sua composizione con la presenza dei cinque Coordinatori degli Ambiti Territoriali Sociali dei Comuni capoluogo di provincia quali referenti territoriali per tali politiche, come indicato dal Consiglio delle autonomie locali.

   Tabella trasferimento risorse

Beneficiario                       Centri Antiviolenza           CASE Rifugio       Casa di emergenza                    Importo

                                                                                                                       a valenza regionale

Comune di Ancona           € 38.562,00                          € 33.592,50                                                            € 72.154,50
Comune di Macerata        *vedi nota                            €  9.625,00                                                             €   9.625,00
Comune di Pesaro            € 36.475,00                          € 33.592,50           € 16.425,00                             € 86.492,50
Comune di Fermo             € 25.651,00                                                                                                           € 25.651,00
Comune di Ascoli P.          € 25.848,00                                                                                                           € 25.848,00

Totale                                 € 156.765,00                          € 76.810,00           € 16.425,00                            € 219.771,00
  (*)Al Centro Antiviolenza di Macerata sono destinati € 30.229,00 che verranno trasferiti dopo il completamento delle procedure in corso per l’individuazione del soggetto gestore del servizio.

MODULISTICA PER CONTRIBUTI  L.R. N.32/2008 E DPCM 24/07/2014 - PREVENZIONE E CONTRASTO ALLA VIOLENZA DI GENERE

Contributi regionali e statali per Case di Accoglienza per donne vittime di violenza – annualità 2015 – avviso pubblico DDPF 24/PAO del 22/12/2014

modello scaricabile

Contributi regionali e statali  per Centri Antiviolenzaannualità 2015 e prosecuzione Province 2016 –avviso pubblico DDPF 23/PAO del 02/12/2014 e DDPF n. 3/PAO del 06/04/2016

modulistica scaricabile

Contributi statali per due nuove Case Rifugio per donne vittime di violenza nel territorio maceratese e fermano-ascolano  avviso pubblico DDPF 2/PAO del 31/03/2015

modulistica scaricabile

Contributi regionali per Centri Antiviolenza e Case Rifugio ad essi connesse destinati ai Comuni Capofila di area vasta degli Ambiti Territoriali Sociali – annualità 2016 –  DDPF 10/PAO del 31/05/2016

Allegato 1 Presentazione progetto

Allegato 2 Richiesta contributo

Allegato 3 Rendicontazione

 

Contributo per Casa di emergenza a valenza regionale per donne vittime di violenza – DDPF n. 3/PAO del 17/04/2015 e DDPF n. 4/PAO del 28/04/2016

casa di emergenza Pesaro - modulistica

modulistica scaricabile

Contributo per nuova Casa Rifugio nel territorio fermano-ascolano per donne vittime di violenza – DDPF n. 6/PAO del 03/05/2016

Nuova Casa fermano-ascolano - modulistica

modulistica scaricabile

 

FORUM PERMANENTE CONTRO LE MOLESTIE E LA VIOLENZA DI GENERE

DGR n. 486 del 23/05/2016 "Criteri e modalità per la composizione ed il funzionamento del Forum Permanente contro le molestie e la violenza di genere - art. 3 L.R. 32/2008

L’istituzione del Forum è stata prevista dalla L.R. 11.11.2008 n° 32 per prevenire ogni tipo di violenza contro le donne, fisica, sessuale, psicologica o economica, definendolo come la sede di dialogo e confronto tra le istituzioni e la società in materia di prevenzione e contrasto alle molestie e alla violenza di genere.Le modifiche ed integrazioni apportate alla LR n.32/2008 dalla LR n.32/2014 correlano le politiche di contrasto alla violenza di genere a quelle del “settore” sociale inserendole nella relativa strumentazione programmatoria ai diversi livelli,  individuando quindi gli Ambiti Territoriali Sociali quali referenti per la Regione per tali politiche
Il Forum esprime parere sui criteri e modalità per la concessione dei contributi, nonché sugli indirizzi applicativi della L.R. n° 32/2008 e s.m.i.

Composizione

Presidente del Forum: Assessora/e alle Pari Opportunità

Supplente del Forum: Dirigente della Posizione di Funzione Pari Opportunità, adozione e affidamento familiare

Componenti:

Rappresentante di ciascun Comune Capofila degli Ambiti Territoriali Sociali per ogni territorio provinciale quali referenti per la Regione, individuato tra i/le coordinatori/trici d'Ambito Territoriale Sociale;

Rappresentante delle Prefetture delle Marche;

Rappresentante dell’ANCI-Marche;

Rappresentante dell'UPI-Marche;

Rappresentante dell’UNCEM-Marche;

Rappresentante di ogni centro antiviolenza

Rappresentante delle associazioni femminili/cooperative sociali/onlus operanti da almeno cinque anni in materia di contrasto alla violenza di genere, gestori delle case rifugio;
Rappresentante delle associazioni che si occupano di contrasto alla violenza legate all'identità e all'orientamento sessuale;

Rappresentante dell’Ufficio scolastico regionale;

Rappresentante dell’ASUR

Rappresentante delle Aziende Ospdedaliere - Pronto Soccorso nei quali è operante il "codice rosa"

Rappresentante delle organizzazioni sindacali dei lavoratori;

Rappresentante delle organizzazioni sindacali imprenditoriali;

Rappresentante della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche;

Consigliere/a regionale di maggioranza;

Consigliere/a regionale di minoranza;

Consigliera regionale di parità;

Rappresentante dell'Osservatorio Regionale Politiche Sociali

Ogni componente individua un/una proprio/a supplente.


Decreto n. 20 del 18/10/2016 Rinnovo della composizione del Forum permanente contro le molestie e la violenza di genere.

 

Progetti alla violenza di genere CAV...

I Piani triennali, in particolare, previsti dall’art. 48 del D.Lgs.  198/2006, hanno l’obiettivo di favorire il riequilibrio della presenza femminile nelle attività e nelle posizioni gerarchiche nell’ambito lavorativo dell’ente, ove sussiste un divario fra generi, attraverso la promozione delle donne nei settori e nei livelli professionali nei quali esse sono sottorappresentate.
Dove il divario tra donne e uomini è superiore ai due terzi, in occasione tanto di assunzioni quanto di promozioni e a fronte di analoga qualificazione e preparazione professionale tra candidati di sesso diverso, l’eventuale scelta del candidato di sesso maschile è accompagnata da un’esplicita ed adeguata motivazione.

L’organizzazione della Regione Marche vede una forte presenza femminile per questo è necessario nella gestione del personale un’attenzione particolare e l’attivazione di strumenti per promuovere le reali pari opportunità come fatto significativo di rilevanza strategica.

La Regione Marche, con il nuovo Piano di Azioni Positive, intende dunque procedere nell’intento di superare gli stereotipi di genere integrando il principio di parità di trattamento nei processi che regolano tutte le fasi della vita professionale  e della valorizzazione delle risorse umane, sensibilizzando e formando adeguatamente tutti i livelli dell’organizzazione sul valore della diversità e sulle modalità di gestione delle stesse. È inoltre fondamentale fornire strumenti concreti per favorire la conciliazione dei tempi di vita e lavoro facilitando l’incontro tra domanda e offerta di flessibilità aziendale e delle persone, come riportato dalla “Carta per le pari opportunità e l’uguaglianza sul lavoro”, presentata in Italia il 5 ottobre 2009.

Il Piano è quindi strumento ed occasione per rimuovere stereotipi indotti anche solo da consuetudini che però fanno incontrare alle donne, nei percorsi lavorativi, non pochi disagi e difficoltà. Questo strumento, se compreso e ben utilizzato, potrà permettere all’Ente di agevolare le sue dipendenti e i suoi dipendenti dando la possibilità a tutte le lavoratrici e i lavoratori di svolgere le proprie mansioni con impegno, entusiasmo e senza particolari disagi, anche solo dovuti a situazioni di malessere ambientale.

Come indicato dalla Direttiva del 24 maggio 2007, le azioni da seguire per attuare pari opportunità nelle amministrazioni pubbliche seguono delle specifiche linee guida che riguardano:
- l’eliminazione delle discriminazione;
- la formazione del personale;
- l’organizzazione del lavoro;
- la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro;
- la promozione di analisi di bilancio.

Documenti correlati:
Approvazione Piano Triennale: delibera 1743_11.pdf
Piano triennale (delibera n. 1445 del 2013)

La “Carta europea per l'eguaglianza e parità delle donne e degli uomini nella vita locale” è stata approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione n 370 del 19.04.2007 con l'impegno di inserire nella programmazione regionale delle Marche l'attuazione del piano di azione per le parità contenuta nella Carta, nonché di coinvolgere tutte le istituzioni e porre le prime basi verso l'adozione e la sottoscrizione del documento da parte di tutti gli enti locali regionali.

La Carta europea è stata elaborata dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE) in collaborazione con numerosi partner e con il sostegno della Commissione Europea. È stata poi adottata e sottoscritta dagli stati generali del CCRE il 12/05/06 ad Innsbruck, identificando metodologie e buone prassi per l'attuazione concreta di politiche per le pari opportunità a livello locale e regionale.

La Carta europea per la parità fra donne e uomini nella vita locale é destinata agli enti locali e regionali d'Europa che sono invitati a firmarla, a prendere pubblicamente posizione sul principio della parità fra donne e uomini e ad attuare, sul proprio territorio, gli impegni definiti nella Carta.
Per assicurare la messa in atto degli impegni, ogni firmatario deve redigere un Piano d'azione per la parità che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione.
Inoltre, ogni autorità firmataria s'impegna a collaborare con tutte le Istituzioni e Organizzazioni del territorio per promuovere concretamente l'instaurarsi di una vera uguaglianza.

La Carta contiene i principi da seguire per il superamento degli stereotipi sessuali, nonché la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alle decisioni di ogni campo d'azione dell'Ente locale, partendo proprio dalla politica.

Gli enti locali e regionali, che sono gli ambiti di governo più vicini ai cittadini, rappresentano i livelli d'intervento più idonei per combattere il persistere e il riprodursi delle disparità e per promuovere una società veramente equa. Essi possono, nelle loro sfere di competenza ed in cooperazione con l'insieme degli attori locali, intraprendere azioni concrete a favore della parità.

La democrazia locale e regionale deve permettere che siano effettuate le scelte più appropriate per quanto riguarda gli aspetti più concreti della vita quotidiana quali la casa, la sicurezza, i trasporti pubblici, il mondo del lavoro o la sanità. Inoltre, il pieno coinvolgimento delle donne nello sviluppo e nell'attuazione di politiche locali e regionali permette di prendere in considerazione la loro esperienza vissuta, il loro modo di fare e la loro creatività.

Per giungere all'instaurarsi di una società fondata sulla parità, è fondamentale che gli enti locali e regionali integrino completamente la dimensione di genere nelle proprie politiche, nella propria organizzazione e nelle relative procedure. Nel mondo di oggi e di domani, una effettiva parità tra donne e uomini rappresenta inoltre la chiave del successo economico e sociale - non soltanto a livello europeo o nazionale ma anche nelle nostre Regioni, nelle nostre Città e nei nostri Comuni.

Documenti correlati:
Adesione alla Carta Europea: delibera 0370_07.pdf
Pubblicazione: carta europea.pdf

La “Carta europea per l'eguaglianza e parità delle donne e degli uomini nella vita locale” è stata approvata dalla Giunta Regionale con deliberazione n 370 del 19.04.2007 con l'impegno di inserire nella programmazione regionale delle Marche l'attuazione del piano di azione per le parità contenuta nella Carta, nonché di coinvolgere tutte le istituzioni e porre le prime basi verso l'adozione e la sottoscrizione del documento da parte di tutti gli enti locali regionali.

La Carta europea è stata elaborata dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa (CCRE) in collaborazione con numerosi partner e con il sostegno della Commissione Europea. È stata poi adottata e sottoscritta dagli stati generali del CCRE il 12/05/06 ad Innsbruck, identificando metodologie e buone prassi per l'attuazione concreta di politiche per le pari opportunità a livello locale e regionale.

La Carta europea per la parità fra donne e uomini nella vita locale é destinata agli enti locali e regionali d'Europa che sono invitati a firmarla, a prendere pubblicamente posizione sul principio della parità fra donne e uomini e ad attuare, sul proprio territorio, gli impegni definiti nella Carta.
Per assicurare la messa in atto degli impegni, ogni firmatario deve redigere un Piano d'azione per la parità che fissi le priorità, le azioni e le risorse necessarie alla sua realizzazione.
Inoltre, ogni autorità firmataria s'impegna a collaborare con tutte le Istituzioni e Organizzazioni del territorio per promuovere concretamente l'instaurarsi di una vera uguaglianza.

La Carta contiene i principi da seguire per il superamento degli stereotipi sessuali, nonché la partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alle decisioni di ogni campo d'azione dell'Ente locale, partendo proprio dalla politica.

Gli enti locali e regionali, che sono gli ambiti di governo più vicini ai cittadini, rappresentano i livelli d'intervento più idonei per combattere il persistere e il riprodursi delle disparità e per promuovere una società veramente equa. Essi possono, nelle loro sfere di competenza ed in cooperazione con l'insieme degli attori locali, intraprendere azioni concrete a favore della parità.

La democrazia locale e regionale deve permettere che siano effettuate le scelte più appropriate per quanto riguarda gli aspetti più concreti della vita quotidiana quali la casa, la sicurezza, i trasporti pubblici, il mondo del lavoro o la sanità. Inoltre, il pieno coinvolgimento delle donne nello sviluppo e nell'attuazione di politiche locali e regionali permette di prendere in considerazione la loro esperienza vissuta, il loro modo di fare e la loro creatività.

Per giungere all'instaurarsi di una società fondata sulla parità, è fondamentale che gli enti locali e regionali integrino completamente la dimensione di genere nelle proprie politiche, nella propria organizzazione e nelle relative procedure. Nel mondo di oggi e di domani, una effettiva parità tra donne e uomini rappresenta inoltre la chiave del successo economico e sociale - non soltanto a livello europeo o nazionale ma anche nelle nostre Regioni, nelle nostre Città e nei nostri Comuni.

Documenti correlati:
Adesione alla Carta Europea: delibera 0370_07.pdf
Pubblicazione: carta europea.pdf