L’obiettivo generale del progetto S.O.L.E.I.L è di contrastare lo sfruttamento lavorativo, riducendo l’incidenza del c.d. lavoro nero e grigio attraverso un insieme di interventi multistakeholder e multilivello volti a creare cambiamenti di sistema, tanto dal punto di vista delle azioni di governance regionale quanto di politica attiva, finalizzata a sostenere percorsi individualizzati di accompagnamento all’autonomia e all’integrazione socio-lavorativa di soggetti provenienti da Paesi Terzi vittime e potenziali vittime di sfruttamento lavorativo, promuovendo inoltre azioni di sensibilizzazione della popolazione residente.
Gli obiettivi specifici del progetto sono:
a) Rafforzare la governance multiregionale, definendo un modello di intervento integrato da declinare nei diversi territori regionali, finalizzato a promuovere azioni ed interventi coordinati tra i principali stakeholder regionali al fine di contrastare efficacemente il fenomeno dello sfruttamento in ambito lavoratori dei beneficiari;
b) Attivare misure di presa in carico e accoglienza emancipanti, collocando al centro dell’intero sistema la persona migrante quale beneficiaria attiva del proprio percorso di accoglienza e inclusione socio-lavorativa;
c) Promuovere, su tutto il territorio interregionale, azioni volte a favorire l’inserimento socio-lavorativo di persone vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo attraverso una presa in carico integrata (con rafforzamento o istituzione di One Stop Shop dotati di EE.MM. o di Punti Unici di Accesso tra servizi sociali e centri per l’impiego);
d) Attivare dalle primissime fasi di accoglienza un progetto personalizzato e condiviso che conduca all’emersione dal lavoro nero sviluppando le capacità previsionali e attivando le risorse personali di ciascun/a beneficiario/a;
e) Lavorare con le imprese presenti nel territorio regionale attraverso interventi di formazione specifici, sulla responsabilità sociale delle imprese, sulle offerte di lavoro dignitoso per migranti, sulle opportunità di fondi nazionali e comunitari per offrire opportunità di lavoro;
f) Attuare interventi di prevenzione con azione di comunicazione e campagna di sensibilizzazione sullo sfruttamento lavorativo, incontri nelle scuole superiori, incontri con la società civile, con le reti del Terzo Settore e con le associazioni di migranti presenti nel territorio regionale;
g) Attivare percorsi di formazione professionale e laboratori di occupabilità;
h) Favorire l’engagement nel mondo datoriale.