(Verona, 13 aprile 2026). Le Marche leader del vino biologico in Italia con quasi il 40% dei vigneti che oggi è certificato “organic”. Sul podio la provincia di Ascoli Piceno (dove insistono le produzioni Dop di Offida, Rosso Piceno, Falerio e Terre di Offida), con la superficie bio che incide per oltre il 60%, seguita da Ancona (zona di produzione del Verdicchio dei Castelli Jesi, Conero e Lacrima di Morro d’Alba) col 55%, Macerata (area del Verdicchio di Matelica, Serrapetrona, Colli Maceratesi) con una quota al 45%, e Pesaro Urbino (Bianchello del Metauro e Marche Igt) e Fermo (Falerio, Rosso Piceno, Passerina e Pecorino), che si attestano con oltre il 35% dei vigneti bio.
Un primato nazionale nell’incidenza bio sul vigneto – secondo i dati oggi diffusi a Vinitaly dalla Regione Marche - testimoniato da un trend di crescita degli operatori biologici nell’ordine del +71,5% nel decennio 2015-2024. Le Marche contano circa 7.000 ettari vitati a conduzione biologica su oltre 17.500 ettari di superficie vitata regionale, con addirittura il 44% degli imprenditori vitivinicoli marchigiani che hanno scelto la strada del bio, a conferma di una sensibilità diffusa verso la tutela dell’ambiente e la sostenibilità dei processi produttivi, elementi molto spesso vincenti sui mercati internazionali più evoluti come Nord Europa, Nord America, Giappone.