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lunedì 9 gennaio 2017  03:55 

Il grande patrimonio di opere d’arte colpito dal sisma è il presupposto per la rinascita del territorio e nel territorio resta.

E’ questa la sintesi dell’incontro, tenutosi nei giorni scorsi a Macerata nella sede dell’Ufficio Ricostruzione Terremoto, con il Presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, l'assessore regionale ai beni culturali Moreno Pieroni, il Commissario straordinario per il sisma Vasco Errani, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabrizio Curcio, il segretario generale del MIBACT (Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) Antonia Pasqua Recchia, il soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma Paolo Iannelli, Anci Marche, le Diocesi e numerosi sindaci delle zone terremotate. Una riunione operativa per dare sostanza alla richieste provenienti dal territorio di preservare celermente e conservare il patrimonio artistico nei luoghi d’origine.

Le Marche hanno un patrimonio artistico così capillarmente diffuso ed esteso che il recupero e la gestione dei beni mobili e immobili colpiti dal sisma è tanto complesso quanto urgente. Non ci sarà nessuna “spoliazione'' delle opere culturali dai centri terremotati delle Marche a favore di un unico deposito temporaneo in attesa della ricostruzione, le opere resteranno nei territori, in tre-quattro o forse più depositi, adeguati e sicuri, in modo che possano essere conservate, restaurate e possibilmente fruite dai residenti e dai turisti.

L’obiettivo condiviso, al quale segue un programma operativo di gestione e valorizzazione che tiene conto delle opportunità già presenti e della valenza anche simbolica dei luoghi, è mantenere l'integrità delle collezioni d'arte e la permanenza delle opere nei luoghi che da sempre li ospitano e, dove non sia possibile nei comuni limitrofi, per far ripartire l’economia e il turismo. I beni culturali sono elemento identitario del territorio, sono le leve fondamentali per tornare al più presto alla normalità. La proposta, approvata anche dal MIBAC, prevede la valutazione, da parte di tutti i soggetti impegnati nella ricostruzione, enti e amministrazioni locali, di progetti per la promozione e la gestione strategica del patrimonio storico culturale quale volano imprescindibile per la ripresa socio economica del territorio. 

 

Foto di Lucia Paciaroni

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