Paesaggio, Territorio, Urbanistica, Genio Civile

Contatti

P.F. Tutela del territorio di Pesaro-Urbino

Dirigente: Dott. Geol. Mario Smargiasso


 P.F. Tutela delle acque e tutela territorio di Ancona

 Dirigente: Dott.ssa Ing. Stefania Tibaldi


P.F. Tutela del territorio di Macerata

Dirigente: Dott. Ing. Vincenzo Marzialetti


P.F. Tutela del territorio di Fermo

Dirigente: Dott. Giuseppe Serafini


P.F. Tutela del territorio di Ascoli Piceno

Dirigente: Dott. Ing. Stefano Babini

 

Invasi e attingimenti

La tutela qualitativa delle acque ha come obiettivo l'uso sostenibile della risorsa acqua, che viene assicurato dall'attività di autorizzazione e controllo dei prelievi idrici.Le funzioni che la Regione Marche  svolge in questo ambito riguardano in particolare, quanto disciplinato con L.R. del 9 giugno 2006 n. 5 “Disciplina delle derivazioni di acqua pubblica e delle occupazioni del demanio idrico”

  • rilascio di concessioni di derivazione di acqua pubblica superficiale;
  • rilascio di autorizzazioni alla ricerca e concessioni uso di acque sotterranee;
  • rilascio di licenze di attingimento annuali.

 Oltre che:

  • Controllo, vigilanza e verifica delle utilizzazioni d'acqua;
  • Gestione del sistema informativo integrato sulle risorse idriche e relativo Catasto delle Utenze Idriche;
  • Procedure autorizzative per il riconoscimento d'uso di utenze esistenti.

Concessione d'acqua pubblica superficiale o sotterranea (PICCOLE DERIVAZIONI)
Appartengono allo Stato e fanno parte del demanio pubblico (cioè sono “acque pubbliche”) tutte le acque sotterranee e le acque superficiali, anche raccolte in invasi o cisterne.
Il prelievo e l’utilizzo delle acque pubbliche sono regolamentati da Leggi dello Stato (Regio Decreto n.1775 del 11/12/1933 e s.m.i) e della Regione Marche (L.R 5/2006).
Per il prelievo e l’utilizzo delle acque è necessario un Provvedimento di concessione rilasciato dalla Regione Marche
Non necessitano di alcun tipo di autorizzazione i seguenti utilizzi:

  • l’utilizzo dell’acqua piovana raccolta in invasi e cisterne a servizio di fondi agricoli o di singoli edifici,
  • i prelievi da parte delle autorità preposte alla salvaguardia del patrimonio forestale per la costituzione di scorte antincendio,
  • le utilizzazioni d’acqua effettuate presso lavatoi pubblici accessibili liberamente da parte dell’utenza purché detti lavatoi non siano oggetto di gestione avente finalità di lucro e le utilizzazioni delle acque calde geotermiche di cui alla Legge 896/1986.

Descrizione sintetica del procedimento:

  • L’Ufficio Istruttore del Presidio Territoriale esamina l'istanza e la documentazione tecnica allegata;
  • l'Ufficio Istruttore chiede la pubblicazione dell'istanza sul BURM – al fine di comunicare l’avvio del procedimento - ed all'Albo Pretorio del Comune/Comuni interessato/i; la pubblicazione sul BURM può essere verificata consultando il sito internet della Regione Marche;
  • dopo almeno 30 giorni dalla data di pubblicazione sul BURM l'Ufficio Istruttore effettuerà una visita locale di istruttoria;
  • in caso di derivazione da pozzo l’ufficio rilascia la relativa autorizzazione a cui farà seguito il collaudo dell’opera e l’approvazione del certificato di collaudo;
  • acquisiti tutti i pareri necessari (Autorità di Bacino competente e eventualmente altri pareri) l'Ufficio Istruttore conclude l’istruttoria redigendo una relazione contenente, tra l’altro, indicazioni relative alla quantità d’acqua che si può concedere, alle opere da realizzarsi, alle cautele e prescrizioni da imporre al concessionario e alla domanda da preferire in caso di concorrenza;
  • Firma, da parte del richiedente la concessione, del disciplinare di concessione ed emissione del decreto di concessione che verrà pubblicato sul BURM.
  • La Regione Marche è competente sulle Autorizzazioni e Controlli delle Dighe con altezza massima di metri 15,00 e volume di invaso non superiore ad 1.000.000 di metri cubi.
  • Per gli sbarramenti la cui altezza non supera i 10 metri e che determinano un volume di invaso non superiore a 100.000 metri cubi, l’Amministrazione competente alla vigilanza sulla sicurezza, nella Regione Marche, è il Servizio Infrastrutture Trasporti ed Energia – P.F. ex Genio Civile. Tali uffici potranno, come previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 1 novembre 1959, n. 1363 e dal Decreto ministeriale 26 giugno 2014, caso per caso e in relazione alle caratteristiche dell’impianto di ritenuta, stabilire quali delle norme di riferimento delle grandi dighe siano da applicare.
  • Sono escluse opere che non necessitano di rilevato o diga di contenimento, bacini di accumulo totalmente ricavati in trincea nonché vasche e serbatoi totalmente interrati. Per eventuali verifiche di assoggettabilità alla normativa dighe, può essere comunicata la realizzazione alla P.F. ex Genio Civile territorialmente competente, allegando gli elaborati progettuali del manufatto. Tali manufatti sono, tuttavia, soggetti alle autorizzazioni previste dalle norme urbanistico edilizie, sismiche e quelle specifiche di settore, ecc. .
  • Sono, inoltre, escluse dalla normativa dighe in interesse, tutte le opere di sbarramento che determinano invasi adibiti, esclusivamente, a deposito o decantazione o lavaggio di residui industriali, che restano di competenza del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato.
  • Le opere di sbarramento, dighe o traverse, che superano i 15 metri di altezza o che determinano un volume di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi, sono soggette, ai fini della pubblica incolumità, all'approvazione tecnica del progetto da parte della Direzione Generale per le Dighe e le Infrastrutture idriche ed elettriche del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

 

Soggetti Interessati

  • Aziende o privati cittadini che intendono realizzare laghi artificiali adibiti a qualsiasi uso, irriguo, industriale, pesca sportiva ed altro, mediante la costruzione di dighe o sbarramenti di ritenuta che possono essere eseguiti con materiali e tecnologie diverse, terra, cemento armato, muratura ecc..

Iter e procedure

Autorizzazione alla Costruzione

  1. Presentazione istanza e relativa documentazione progettuale (è stato predisposta modulistica con modello di domanda ed elenco degli allegati tecnici - progettuali).
  2. Verifica istanza da parte della P.F. Ex Genio Civile territorialmente competente.
  3. Eventuali sopralluoghi preventivi nella zona di realizzazione.
  4. Richiesta nulla osta militare.
  5. Rilascio autorizzazione alla Costruzione.

Autorizzazione all'Esercizio

  1. Verifiche discrezionali durante l'esecuzione dei lavori ed eventuali prescrizioni.
  2. Invio Certificazione di regolare esecuzione delle opere e Richiesta di verifica finale a lavori ultimati.
  3. Verifica finale del manufatto e rilascio dell'Autorizzazione all'Esercizio.

Vigilanza durante l'esercizio ed eventuali prescrizioni ed ordinanze

  1. Sopralluoghi periodici dell'ufficio competente onde verificare la corretta manutenzione e stabilità dello sbarramento, efficienza degli organi di scarico e situazione idrogeologica della zona circostante.
  2. Emanazione di prescrizioni o ordinanze relative a provvedimenti ordinari o d'urgenza a tutela della pubblica incolumità.

Enti interessati oltre al Servizio Infrastrutture Trasporti ed Energia – P.F. Presidio Territoriale ex Genio Civile:

  • Amministrazione comunale competente per territorio.
  • Comando Regionale Militare RFC "Marche".
  • Autorità di Bacino Regionale.
  •  In relazione alla consistenza, localizzazione, uso dell'opera ed approvvigionamento idrico, potranno essere interessati tutti gli enti ed uffici ai quali competono: Valutazioni di impatto ambientale, assetti idrografici, interessi urbanistici, paesaggistici, artistici, storico archeologici, sanitari, demaniali, della difesa nazionale, dell'ordine pubblico e della pubblica sicurezza nonché i relativi vincoli e prescrizioni.


Nel caso in cui il collegamento alle norme nazionali  non funzioni correttamente è possibile utilizzare la RICERCA del sito www.normattiva.it .

Invece, per le leggi regionali RICERCA nel sito www.consiglio.marche.it, mentre per le delibere di giunta regionale nel sito www.norme.marche.it .

 

NORMATIVA riferita agli ATTINGIMENTI ACQUE

Norme nazionali


 Norme regionali


 Atti d'indirizzo, direttive, circolari

  • Direttiva CE 2000/60 - Direttiva quadro per l'azione comunitaria di acque (direttiva Quadro sulle Acque - DQA)

 



NORMATIVA riferita agli INVASI

 

Norme nazionali

  • D.P.R. 1 novembre 1959 n. 1363 - Pubblicato sulla G.U. n. 72 del 24.3.1960 – costituisce il Regolamento base per la progettazione, costruzione ed esercizio degli sbarramenti di ritenuta;
  • D.M. LL.PP. 24 marzo 1982 (Suppl. alla G.U. 04/08/1982 n. 212)  -  Detta le Norme tecniche per la progettazione e la costruzione delle dighe di sbarramento collegando i provvedimenti con le prescrizioni per le zone sismiche, di cui alla L. 2.2.1974 n. 64. La normativa sostituisce il testo delle “Norme per il calcolo e la costruzione dei diversi tipi di sbarramento” di cui alla seconda parte del “Regolamento per la compilazione dei progetti, la costruzione e l’esercizio degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse)” approvato con il D.P.R. 1.11.1959 n. 1363 .
  •  L. 21 ottobre 1994 n. 584  - è la conversione in legge, con modificazioni, del decreto - legge 8 agosto 1994 n. 507, recante misure urgenti in materia di dighe. – All’Art. 1 comma 3 viene sancito: Il comma 4 dell’articolo 10 della legge 18 maggio 1989 n. 183, è sostituito dal seguente “4. Rientrano nella competenza delle regioni a statuto ordinario e a statuto speciale e delle provincie autonome di Trento e Bolzano le attribuzioni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 1° novembre 1959, n. 1363, per gli sbarramenti che non superano i 15 metri di altezza e che determinano un invaso non superiore a 1.000.000 di metri cubi. ….. . La legge prevede l'emanazione di regolamenti nazionali e regionali per la disciplina del procedimento di approvazione dei progetti e del controllo sulla costruzione e l’esercizio delle dighe che, a tutt’oggi sopra richiamati non sono stati ancora emanati, mentre l’ampliamento delle competenze è stato attuato;
  • D.lgs 31 marzo 1998 n. 112 - Conferisce funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59 - All'art. 89 comma 1 lett. B, cita il trasferimento alle regioni e agli enti locali relativo alle dighe non comprese tra quelle indicate all’art. 91 comma  1 della legge 21 ottobre 1994, n. 584 - Sbarramenti di ritenuta che non superano i 15 metri di altezza o che determinano un invaso con volumetrie non superiori a 1.000.000 di metri cubi;
  • D.M. LL.PP. 24 giugno 2014 (G.U. 04/08/1982 serie generale n. 156 del 08/07/2014) - Detta le nuove Norme tecniche per la progettazione e la costruzione degli sbarramenti di ritenuta (dighe e traverse) collegando i provvedimenti con le prescrizioni per le zone sismiche, di cui alla L. 2.2.1974 n. 64, all’art. 52 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380. La normativa sostituisce il testo del D.M. 24.03.1982.

 

REGIONE MARCHE
Servizio Tutela, Gestione e Assetto del Territorio
P.F. Tutela del Territorio di Pesaro-Urbino
P.F. Tutela delle Acque e Tutela Territorio di Ancona
P.F. Tutela del Territorio di Macerata
P.F. Tutela del Territorio di Fermo
P.F. Tutela del Territorio di Ascoli Piceno

Modulistica unificata:

ATTINGIMENTI DI ACQUE PUBBLICHE

Canone annuo

Le utenze di acqua pubblica sono sottoposte al pagamento di un canone annuo ai sensi di quanto previsto all’art. 35 del R.D. 1775/1933 secondo la tabella sotto riportata.

Tariffe canoni derivazioni.pdf

 

Spese di istruttoria

Le istanze per l’utilizzo di acque pubbliche ed occupazioni/autorizzazioni del demanio idrico, sono sottoposte al versamento di un contributo alle spese di istruttoria secondo gli importi determinati dalla Delibera di Giunta Regionale n. 1332 del 03/11/2016 e nelle modalità riepilogate nella tabella sotto riportata.

Tariffe spese istruttoria.pdf

DGR1332_16_diritti istruttori.pdf

 

Contributo idrografico

Ai sensi dell'art.7 del R.D. 1775/33 ogni richiedente di nuove concessioni deve depositare al momento dell’istanza una somma pari ad un quarantesimo del canone annuo nella misura minima di Euro 30,99 quale contributo idrografico, da versare sul conto corrente postale n. 1034627750 intestato a: “REGIONE MARCHE PROV. UTILIZZO DEM. IDRICO ART. 46 L.R.  5/2006 S.T.” indicando la causale "ID pratica o codice identificativo dell'utenza, contributo idrografico capitolo 1301020021.

 

IN FASE DI ALLESTIMENTO