Protezione Civile e Sicurezza

Monitoraggio inquinamento incidenti marini

Descrizione della Struttura

La Posizione di funzione “TUTELA DEL MARE” è stata istituita con Deliberazione della Giunta Regione Marche n. 1416 del 27 Settembre 2010 con le seguenti competenze:

  • Coordinamento delle iniziative per la sicurezza delle attività in ambito marittimo.
  • Prevenzione dei danni conseguenti agli sversamenti dei materiali inquinanti o dannosi.
  • Pianificazione delle attività di competenza degli Enti Locali in caso di spiaggiamento di materiali pericolosi per l’ambiente e la salute.
  • Partecipazione alle attività riguardanti la tutela del mare Adriatico.
  • Sviluppo di progetti europei in tema di difesa e sicurezza del mare e della costa da disastri di origine antropica (es: naufragi, collisioni ecc..).

Tale struttura è dedicata alla difesa e tutela del mare Adriatico e della fascia costiera, finalizzata alla salvaguardia dell'ambiente marino da potenziali inquinameti da sostanze pericolose per la salute dell'uomo, conseguenti all'intenso traffico marittimo, e per la incolumità delle persone in caso di disastri (naufragi, collisioni, incidenti).

La struttura è dotata di risorse umane competenti nella gestione delle tecnologie utilizzate nelle attività di previsione e prevenzione nell'ambito delle iniziative di "safety and security" marine. La  Safety implica la salvaguardia o la protezione da eventi accidentali che comportano alta potenzialità lesiva nei confronti dell'ambiente e/o dell'uomo.  La Security implica la salvaguardia o la protezione da azioni volontariamente perpretate da individui o gruppi di persone. Tutte le iniziative di prevenzione da tali atti, quali l’errore (o comportamento inappropriato) o l’azione volontaria (criminale o terroristica) rappresentano la capacità di difendersi del territorio in un particolare scenario di rischio come l’ambiente marino, in riferimento agli sversamenti, intenzionali o accidentali, di idrocarburi o altre sostanze inquinanti conseguenti all’intenso traffico marittimo, 
E' inoltre dotata di una postazione di monitoraggio in località "Fornetto" di Ancona (sulla collina di Posatora) ad una altezza di circa 146 metri sul livello del mare e costituita da un sistema integrato di rilevamento ed archiviazione dei dati composto da un sensore radar di media potenza, un telescopio rettificato ed una videocamera ad alta risoluzione, nonchè di una struttura logistica al servizio dell'impianto.

In tema di inquinamento da idrocarburi la Giunta Regionale ha approvato la legge regionale n. 2/2014 “Sistema regionale per la difesa dell’inquinamento da idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini”.
Questa legge riprende alcune disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 novembre 2010 “Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamento di idrocarburi e di altre sostanze nocive causato da incidenti marini”.
Questo “Piano” disciplina le modalità operative di intervento del Dipartimento Nazionale della Protezione civile per la difesa dell’inquinamento da idrocarburi o altre sostanze nocive e sancisce che:  le Regioni e gli enti locali collaborino nella esecuzione degli interventi al fine di conseguire il massimo risultato possibile (cfr. punto 2.1-Piano operativo), che elaborino degli indirizzi regionali per il concorso delle attività in emergenza (cfr. punto 2.4.1 -Piano operativo). Inoltre, nell’allegato 5, viene indicato nei modelli di simulazione lo strumento idoneo per la previsione del movimento delle macchie e la valutazione della loro estensione (cfr. Allegato 5 Previsione degli spiaggiamenti).  Nello stesso Piano si fa riferimento a panne mobili, skimmers e ad attività di decontaminazione manuale per operazioni di disinquinamento costiero con elevato impiego di mano d’opera coordinata da team leader (cfr punto 3 utilizzo dei mezzi).

Va precisato che: In caso di incidente in mare, la normativa vigente affida le competenze allo Stato attraverso la Direzione Marittima, la Capitaneria di porto e la Guardia Costiera che attuano i propri piani di pronto intervento.  Nel caso in cui le sostanze disperse in mare raggiungano la costa, sono gli enti locali (Comuni, Province e Regioni) che devono intervenire mediante gli strumenti di pianificazione di cui dispongono. In questo caso è quindi il territorio a subire le conseguenze di una attività accaduta in mare. 
La Legge Regionale n. 2/2014 affronta questo secondo aspetto promuovendo attività di previsione e prevenzione idonee a contenere gli effetti a terra di un evento innescato in mare. 
Infatti con la Legge Reg. n. 2/2014 la Regione Marche dà attuazione al DPCM 2010 negli aspetti di sua competenza ed è la prima Regione italiana ed unica regione nell’ambito del bacino Adriatico-Jonico, a dotarsi di un sistema: 
a)    in grado di monitorare il mare e le coste (sistema di previsione con radar e A.I.S. e modello di simulazione delle correnti marine e moto ondoso); 
b)    di dare una risposta operativa in caso di emergenza (Pulizia e bonifica arenili con strumentazioni idonee e personale preparato e protetto con specifici Dispositivi di Protezione individuale);
c)    di formare personale (volontario e non) in grado di intervenire nelle aree eventualmente interessate da uno spiaggiamento. 

Le attività della struttura si sviluppano in tre direzioni:

1)    monitoraggio del mare (traffico marittimo) e della costa (spiaggiamenti):
•    è in grado di assegnare un indice di pericolosità  ad ogni  nave in transito (denominato COMADEX elaborato nell’ambito del progetto HAZADR) in rapporto al tipo di nave, bandiera, vetustà dello scafo, registro, tonnellaggio e condizioni meteo marine;
•    è in grado di monitorare la rotta mediante rilevazione radar ed elaborazione dei segnali A.I.S. provenienti da ogni nave;
•    è in grado di prevedere, fino a 72 ore di anticipo, la direzione e l’intensità delle correnti e del moto ondoso mediante un modello oceanografico realizzato in collaborazione con l’UNIVERSITA' Politecnica delle Marche-DI.S.V.A.;
•   è in grado di simulare una previsione della traiettoria di eventuale oil spill (sversamento di idrocarburi) in modo da allertare preventivamente le autorità locali sulla possibile zona di spiaggiamento e allestire, in anticipo, gli interventi di bonifica.  
•  è in grado di rilevare possibili inquinamenti mediante apparati mobili (smartphone opportunamente modificati) assegnati a pescatori/velisti che volontariamente inviano in sede immagini, coordinate/tempi di rilevazione (sistema mobile di rilevamento denominato MARMMO);
•   è in grado di rilevare lo spiaggiamento di qualsiasi sostanza mediante videocamere installate lungo la fascia costiera (sistema fisso di rilevamento).

2)    intervento costiero in caso di spiaggiamento :
può dislocare una “unità mobile di pronto intervento” provvista delle dotazioni necessarie per l’allestimento di un “modulo” operativo di intervento costiero con possibilità di operare sulla costa mediante panne galleggianti (convenzione con Comuni di Ancona, Senigallia, Massignano e Numana) e skimmer e con  gruppi  operativi  addestrati ad operare nelle aree di crisi  (n.2 squadre di 3/4  unità);

3)     addestramento di personale, professionista e volontario, sulla base delle tecniche e delle procedure stabilite a livello internazionale (REMPEC) per questo tipo di emergenze.
E' stata allestita, nell’ambito della struttura, la “Sala di Controllo” Mare Adriatico ed allertamento costiero denominata ACCRA (Adriatic Coastal Control Room Ancona) dove affluiscono tutti i dati  del “Sistema regionale per la difesa dell’inquinamento da idrocarburi o altre sostanze nocive causato da incidenti marini”  per la successiva elaborazione e diffusione.
In questa sede viene composto il quadro complessivo delle situazioni di tutto il bacino Adriatico. Va tenuto presente che la difesa costiera dall’inquinamento da idrocarburi o altre sostanze nocive è impostata su scala di bacino in quanto un incidente innescato in qualunque punto dell’area (es. Croazia o Veneto), per il movimento delle correnti, potrebbe interessare la costa marchigiana.  

Le dotazioni tecnologiche (hardware e software) impiegate per le attività di previsione (di proprietà della Regione) sono attualmente:

-    n. 7 telecamere ottiche brandeggiabili installate lungo la costa in punti strategici di alcuni dei 23 Comuni rivieraschi ed indicati nel piano del monitoraggio costiero (numero ottimale 13) ; 

-    n. 1 radar fisso installato in Località Fornetto di Ancona (146 mslm) in grado di monitorare il Golfo di Ancona e di individuare i bersagli nell’area prospiciente il porto di Ancona (porto di classe A) e in avvicinamento alla raffineria di Falconara (AERCA Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale). Il golfo di Ancona  è una zona  che richiede un monitoraggio specifico in quanto include una area designata dalle Autorità Marittime “luogo di rifugio” dove accogliere navi che necessitino di assistenza (Direttiva 2009/17/CE). Il  radar installato è del tipo a polarizzazione orizzontale e fornisce in tempo reale la situazione del Golfo relativa alle navi presenti (coordinate dei bersagli).  

-     n. 1 radar mobile per il rilevamento di bersagli. In emergenza il radar viene dislocato sulla costa in prossimità dell’area interessata dagli oil spill. 

-    n.  9  (n. 10 ottimali) antenne per il rilevamento del segnale AIS  posizionate, oltre che lungo le coste marchigiane, anche in punti strategici del bacino Adriatico (Gargano, Salento, Trieste, Spalato, Kotor, Durazzo)  così come indicato nel piano di monitoraggio. La costellazione di antenne è finalizzata alla individuazione delle navi presenti (posizione) ed alla loro identificazione (IMO number) necessaria per il calcolo dell’indice COMADEX (COastal MArche region Dangerousness EXposure ).  

-    n. 30 apparati mobili di monitoraggio che costituiscono il sistema MAR.M.MO (MARitime Mobile MOnitoring) ed  utilizzano le tecnologie GSM/GPRS/UMTS.  Ciascun apparato è affidato a personale volontario: pescatori professionisti e diportisti che hanno seguito un breve percorso informativo tenuto dal personale della Struttura. Per mezzo di questi apparati vengono segnalate situazioni ritenute potenzialmente pericolose. Attivando i dispositivi i volontari, coinvolti nel sistema di rilevamento mobile, inviano immagini georiferite con livello di definizione non inferiore a 5 mega pixel.

-    n. 1 telescopio opportunamente modificato per impiego terrestre con applicata videocamera ad alta risoluzione per il monitoraggio del golfo di Ancona;

-    n. 1 carrello furgonato per il ricovero attrezzature di pulizia per il pronto intervento o per addestramento;

-    n. 1 disoleatore “skimmer” a 4 rulli mod. ARON, completo di motocompressore ed accessori, con  portata recupero olio 20 mc/h, idoneo all’impiego per eventuale emergenza e/o addestramento;

-   modello matematico predittivo delle correnti marine e del moto ondoso in Adriatico finalizzato alla previsione dei movimenti di “oil spill” eventualmente dispersi.
 
Tale sistema regionale di monitoraggio, previsione e allertamento così strutturato per la difesa costiera dall’inquinamento idrocarburi  ha carattere innovativo e si configura come un vero e proprio DSS (Decision Support System) che consente di prevedere scenari di rischio, con la modellizzazione degli oil spill, e di stabilire priorità di intervento costiero.
Tale sistema, coinvolgendo tutto il bacino adriatico, può essere utilizzato nell’ambito delle strategie comuni della MACRO-REGIONE ADRIATICO JONICA dedicate alla gestione delle emergenze derivanti dalla dispersione in mare di sostanze inquinanti.   

           Sala Controllo