Protezione Civile e Sicurezza

Incendi boschivi

Il Territorio
Circa l’89% del territorio della  Regione Marche è costituito da  aree collinari o montane, ricoperte in gran parte (circa il 30%) da boschi. Negli ultimi anni sono stati condotti, in collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, studi che hanno riguardato gli aspetti geomorfologici, botanici e climatici del territorio regionale. A seguito della elaborazione dei dati così ricavati il C.F.S. ha prodotto la  carta del rischio incendi boschivi, dalla quale in pratica si rileva, per ogni zona del territorio, quanto sia elevato il rischio incendi boschivi. (link con la cartina del rischio incendi) 

Il fenomeno degli incendi è strettamente collegato con l’andamento delle stagioni e con le condizioni meteorologiche. Nelle Marche gli incendi si sviluppano principalmente nel periodo  estivo, mentre in alcune altre regioni è molto importante anche il numero degli incendi che si sviluppano nelle stagioni invernali caratterizzate da scarsa piovosità.

Normativa regionale
L’atto fondamentale che stabilisce le linee di indirizzo di tutte le attività connesse con la lotta contro gli incendi boschivi nella Regione Marche è  la Delibera Giunta della regionale n. 1462 del 2/8/2002 ( adottata in attuazione della legge 353 del 21/11/2000)  con la quale si approva il "Piano Regionale per la programmazione delle attività di previsione e prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi".

Il volontariato A.I.B.
Per fornire un adeguato supporto al Corpo Forestale dello Stato ed al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco nelle attività di bonifica dei luoghi percorsi da incendio e, nel tempo, anche nelle attività di spegnimento, il servizio ha in corso di attuazione un programma specifico per la formazione del volontariato di protezione civile.

L’attività connessa con gli incendi boschivi è, ovviamente, una attività a rischio ed è quindi necessario che gli operatori sia adeguatamente formati e dotati di dispositivi di protezione individuale (D.P.I.). sono stati dunque realizzati (e continueranno ad essere organizzati) numerosi corsi di addestramento-formazione di I° e II livello per i volontari, dando la priorità a quelli appartenenti ai territori maggiormente esposti al rischio, e, ai volontari così addestrati, sono stati forniti i necessari D.P.I.. 

Ad oggi si può contare su circa 550 volontari distribuiti sul territorio regionale, e, per ottimizzarne l’intervento, si è lavorato per  definire, in collaborazione con le Comunità Montane che sono gli Enti nel cui territorio si trovano la maggior parte delle zone a rischio, procedure di allertamento e di reperibilità.

Attività di previsione incendi

L’attività di previsione degli incendi boschivi è complessa, in quanto le condizioni metereologiche  ed il tipo di vegetazione presente sono condizione necessaria ma non sufficiente. 

La maggior parte degli incendi boschivi infatti è causata da fattori antropici, ovvero dall’opera dell’uomo, in maniera volontaria o involontaria. Gli incendi vengono appiccati volontariamente per molti motivi, problemi psicologici (piromania), vendetta, cause economiche sono i più frequenti. Sono moltissimi gli incendi che vengono appiccati in maniera involontaria da persone che tengono comportamenti non corretti (fuochi non controllati, abbruciamento di stoppie, sigarette accese gettate sul ciglio della strada) o, ad esempio, da scintille emesse dai treni.

Le condizioni meteorologiche però sono un fattore determinante. Un nuovo strumento per valutare l’indice di pericolosità è stato di recente messo a punto; dopo l’istituzione del Centro Funzionale, nel periodo di massima pericolosità per gli incendi boschivi, viene emesso il bollettino di vigilanza per gli incendi boschivi che riporta le previsioni meteorologiche ( temperatura al suolo, umidità, velocità del vento) che consentono di valutare l’opportunità di rafforzare la vigilanza e la maggiore o minore difficoltà nello spegnimento di eventuali incendi.

Molto si sta facendo anche per ridurre le cause degli incendi. Campagne informative su quali siano i comportamenti a rischio, normative specifiche per far sì che non vi siano vantaggi economici a seguito degli incendi sono tra le attività principali intraprese per modificare i comportamenti dai quali derivano gli incendi. 
Attività di prevenzione degli incendi

L’attività di prevenzione per quanto attiene gli incendi boschivi si realizza prioritariamente attraverso la corretta gestione della risorsa forestale utilizzando tecniche colturali compatibili con il rischio incendi boschivi, quali, ad esempio:

 

  • taglio programmato dei boschi con tecniche e strumenti idonei;
  • pulizia del bosco, effettuato con tecniche ambientali compatibili;
  • mantenimento della viabilità minore di penetrazione nelle aree densamente boscate;
  • reintroduzione pianificata della pastorizia.
Molto utili si sono rivelate le campagne informative sui comportamenti a rischio, e buoni risultati sono derivati anche dalla messa in opera di strumenti di difesa (ad esempio posizionare barriere di difesa nei luoghi dove, sistematicamente, le scintille provocate dal passaggio dei treni provocavano incendi) Altra componente importante di tale attività di prevenzione è l'attenta opera di monitoraggio ed avvistamento degli incendi. La competenza dell’avvistamento, nella nostra regione è affidata alle Amministrazioni Provinciali, che la espletano organizzando un avvistamento “fisso” ed un avvistamento “mobile”. Il primo viene realizzato con delle postazioni di osservazione fisse posizionate in luoghi particolarmente panoramici, che all’avvistamento dei segnali premonitori lanciano l’allarme alle strutture provinciali. Negli ultimi anni tale metodologia si è dimostrata sempre meno efficace ed i numeri di tali postazioni stanno lentamente diminuendo. L’avvistamento mobile viene realizzato con pattuglie che a bordo di automezzi pattugliano le aree più a rischio del territorio, ottenendo il duplice obbiettivo sia di immediato intervento in caso di avvistamento di un fumo sia quello della vigilanza – deterrenza nei confronti di chi assumesse “atteggiamenti a rischio”. 
La pianificazione per la gestione delle emergenze legate alla lotta A.I.B. sono state codificate nel Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. 

In particolare il Coordinamento delle operazioni, qualora queste vedano più soggetti coinvolti, Corpo Forestale dello Stato, Corpo Nazionale Vigili del Fuoco, Volontariato, Enti Locali sono sempre svolte dalla Sala Operativa Unificata Permanente, nella quale confluiscono tutte le necessarie informazioni. 

Scarica le Linee Guida in versione PDF, approvato con Decreto n. 64/PRES del 02/04/2008:

Esempi per redazione piani comunali Rischio Incendi Boschivi: