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venerdì 23 gennaio 2026  20:22 
Favorire nuovi investimenti, aumentare la competitività e rendere più semplice e rapido l’avvio delle attività economiche: sono questi gli obiettivi della Zona Economica Speciale (ZES) Unica, protagonista dell’evento di presentazione che si è svolto a Tolentino, presso il Politeama Franco Moschini.
All’incontro hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla ZES Giacomo Bugaro e il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Lucia Albano. I lavori si sono aperti con i saluti istituzionali del sindaco di Tolentino Mauro Sclavi, seguiti dall’introduzione del sottosegretario alla Presidenza della Giunta regionale Silvia Luconi. Presenti tra gli altri il Commissario alla Ricostruzione sen. Guido Castelli, l’on. Elena Leonardi, l’europarlamentare Carlo Ciccioli, i consiglieri regionali Renzo Marinelli, Pierpaolo Borroni, Mirella Battistoni, Milena Sebastiani.
L’iniziativa, promossa dalla Regione Marche, ha rappresentato un’importante occasione di confronto e approfondimento rivolta a istituzioni, imprese e operatori economici, su opportunità legate all’ingresso delle Marche nella Zona Economica Speciale: vantaggi, misure attive e prospettive per il tessuto produttivo regionale.

Gli interventi

"La Zona Economica Speciale - ha spiegato il presidente Acquaroli - rappresenta una grandissima opportunità: una misura fondamentale per il territorio, ma anche parte di una strategia nazionale fortemente voluta dal Governo Meloni per l’Italia. Si tratta di uno strumento decisivo di rilancio, crescita e attrazione degli investimenti, ma soprattutto di una leva concreta di semplificazione burocratica per le imprese marchigiane, indispensabile per restare al passo con i tempi e rafforzare competitività e capacità di sviluppo in una fase geopolitica complessa e imprevedibile. In questo contesto è essenziale che le nostre eccellenze manifatturiere possano continuare a produrre sul territorio e a esportare dal territorio verso i mercati di tutto il mondo. Stiamo lavorando con l’Unione Europea per estendere la misura 107.3.c, ovvero il credito d’imposta, all’intera regione. È un obiettivo che perseguiamo fin dall’inizio e che continueremo a sostenere nelle sedi istituzionali competenti.
Per la nostra Regione, inoltre, la Zona Economica Speciale deve essere interpretata in una logica integrata, in connessione con le altre iniziative da mettere in campo e con le politiche di sostegno ai borghi, al turismo e all’enogastronomia e soprattutto con la ricostruzione del cratere sismico, la nuova programmazione europea che andremo ad avviare nei prossimi anni e quella in fase di completamento nella quale siamo primi nella gestione del FSE e terzi nella gestione del FESR. Si è determinata una forte iniezione di opportunità, un’occasione che deve consentirci di uscire definitivamente dalla fase di transizione ed entrare nel gruppo delle regioni in crescita, come meritiamo noi tutti e, soprattutto, le giovani generazioni, che hanno la velocità nel DNA e con le quali vogliamo compiere un grande salto di qualità".

“Dal 20 novembre al 2 dicembre sono state presentate 159 domande, che hanno attivato investimenti per 69,8 milioni di euro e un recupero d’imposta pari a 18,6 milioni – ha detto l’assessore Bugaro - . Dati molto incoraggianti che confermano come la ZES Unica sia una misura concreta ed efficace per sostenere la crescita dell’economia marchigiana. La semplificazione amministrativa e lo Sportello Unico Digitale consentono alle imprese di ottenere l’Autorizzazione Unica in tempi certi e rapidi, creando un contesto più favorevole agli investimenti e allo sviluppo produttivo. L’estensione della ZES alle Marche rappresenta quindi un passaggio strategico per rafforzare la competitività del territorio. La Regione Marche sta inoltre predisponendo una proposta di aggiornamento della Carta degli aiuti, che sarà sottoposta alla Commissione europea in occasione di un prossimo incontro con la vicepresidente Teresa Ribera. Pur trattandosi di una modifica non prevista dall’attuale percorso europeo e quindi subordinata a una specifica autorizzazione della Commissione, abbiamo già lavorato a una proposta concreta e motivata, da presentare non appena sarà fissata la data dell’incontro. Un’iniziativa che coinvolge anche l’Umbria e che punta a rafforzare ulteriormente le opportunità di sviluppo per i nostri territori”.

Secondo il sottosegretario di Stato al MEF Lucia Albano: “L’estensione della ZES è una grande opportunità per le Marche, come dimostrano i risultati già raggiunti nel Mezzogiorno in termini di investimenti, crescita economica e occupazione. Dall’istituzione della misura, 18,6 miliardi di euro di investimenti diretti hanno generato un impatto economico complessivo superiore ai 48,4 miliardi di euro, con 18.464 ricadute occupazionali dirette, oltre all’indotto. Monitoreremo attentamente l’andamento della misura anche nelle Marche, assicurandoci che ci siano sempre le condizioni economiche e normative affinché la misura generi valore nel nostro territorio”.

La sottosegretaria Silvia Luconi in apertura ha sottolineato: “La ZES è una leva strategica per competitività, investimenti e occupazione. In un’area che ha subito tre crisi sovrapposte – sismica, demografica e climatica –: le agevolazioni fiscali, le semplificazioni amministrative e gli incentivi agli investimenti non sono un privilegio, ma una necessità. Il sisma ha prodotto oltre 20.000 pratiche di ricostruzione nelle Marche, con la provincia di Macerata che concentra più del 63% degli interventi, e con Tolentino e Camerino è ai primi posti. La scelta di organizzare questo convegno in questa città è anche per ricordare quanto sia cruciale questa fase, per Tolentino, che conta 1.065 decreti di ricostruzione approvati, per oltre 800 milioni di euro di contributi, ma anche per tutto l'entroterra ed in generale per il maceratese. Ma alla ricostruzione edilizia deve accompagnarsi quella economica. La ZES può ridurre il rischio percepito dagli investitori e attrarre nuove imprese, ampliamenti industriali e investimenti in innovazione. Secondo le stime del piano di rilancio del cratere, sono attesi 18.000 nuovi posti di lavoro nel triennio 2027–2029. La ZES non è assistenzialismo: è crescita, è rigenerazione del tessuto produttivo, è fiducia. Non sostituisce gli incentivi esistenti ma moltiplica il vantaggio competitivo del territorio. Se vogliamo trattenere i giovani, creare lavoro e tornare a crescere, la ZES non è un’opzione: è la strategia”.

La ZES

Le Marche sono entrate ufficialmente a far parte della ZES Unica con la legge n.171 del 18 novembre 2025. Tra i principali vantaggi la possibilità di accedere all’Autorizzazione Unica attraverso lo Sportello Unico Digitale ZES, uno strumento interamente telematico che riduce drasticamente i tempi burocratici (l’iter può essere concluso entro 60 giorni) e che sostituisce numerosi titoli abilitativi tra cui la variante urbanistica. Accanto a questo si affiancano gli incentivi fiscali: il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali nelle aree ammesse, con percentuali diversificate in base alla dimensione aziendale: 35% per le piccole imprese, 25% per le medie e 15% per le grandi. Le risorse già stanziate per il 2025 ammontano a 110 milioni di euro e a partire da quest’anno Marche e Umbria entrano stabilmente nel riparto triennale dei 2,3 miliardi destinati a livello nazionale alle aree ZES.