In questa sezione è possibile reperire materiali ed informazioni inerenti:

  • Piano Regionale Prevenzione 2014-2018
  • Vaccinazioni e Malattie infettive
  • Sicurezza sul lavoro
  • Prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita
  • Promozione della Salute e Stili di vita
  • Medicina dello Sport
  • Amianto
  • Rischio chimico (REACH e CLP)
  • Sorveglianza epidemiologica
  • Polizia mortuaria e attività funebre
  • Piscine ad uso natatorio
  • Valutazione di Impatto Ambientale e Sanitario 

 

 

 

IL PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE

Con l’atto di intesa Stato – Regioni e Province Autonome n. 156/CSR del 13 novembre 2014, è stato approvato il Piano Nazionale della Prevenzione per gli anni 2014 -2018 ().

La Giunta Regionale delle Marche ha recepito il piano con DGR n. 1434/2014 individuando i programmi regionali, integrati e trasversali rispetto ad obiettivi e azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi e a tutti gli obiettivi centrali.

 

Con DGR n. 540/2015 sono state approvate le azioni per la realizzazione del Piano stesso.

Si tratta di un “Piano” per una promozione della salute e una prevenzione attuata attraverso azioni che si dipanano in un quadro strategico di quinquennio che:


fissa obiettivi comuni prioritari supportati da strategie e azioni evidence based, in grado nel medio-lungo termine di produrre un impatto sia di salute che di sistema e quindi di essere realizzati attraverso interventi sostenibili e “ordinari”;

·         definisce un numero limitato di (macro) obiettivi di salute misurabili, e intende valutare i risultati raggiunti attraverso indicatori di outcome, ovvero indicatori di early-outcome o di output dei processi sanitari per i quali sia dimostrabile una relazione tra output e out come;

·         recepisce gli obiettivi sottoscritti a livello internazionale e incorpora gli obiettivi già decisi all’interno di Piani nazionali di settore per quanto attiene alla promozione, prevenzione e tutela della salute, nonché gli adempimenti previsti dal quadro normativo;

·         garantisce la trasversalità degli interventi: essa deve essere fortemente perseguita anche in termini di integrazione (formale e operativa), ai fini del raggiungimento degli obiettivi del PNP, tra diversi settori, istituzioni, servizi, aree organizzative; pertanto, nel definire le strategie e le azioni tiene in considerazione sia la funzione del SSN di diretta erogazione degli interventi, sia il ruolo di steward del SSN nei confronti degli altri attori e stakeholder;

·         riconosce l’importanza fondamentale della genesi e fruizione della conoscenza e pertanto riconosce la messa a regime di registri e sorveglianze come elementi infrastrutturali indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi di salute.

 

Con la DGR n. 202/2016 sono state recepite le osservazioni del Ministero della Salute e sono definiti gli Indicatori Sentinella utili per la valutazione ministeriale della Regione.

 

Attraverso 10 programmi sviluppati attraverso specifiche  linee progettuali, sulla base dell'analisi di contesto, sono state costruite azioni intersettoriali e sistemiche erogate su scala regionale e possibilmente fondate sulle migliori evidenze di efficacia, finalizzate al raggiungimento di tutti gli obiettivi centrali del Piano stesso e a quelli individuati come espressione tipica del territorio marchigiano  e dei suoi bisogni di salute.

 

Con l’Atto d’intesa n. 247 del 21.12.2017, è stata estesa al 31 dicembre 2019 la validità del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 e dei Piani Regionali della Prevenzione, sancendo che per gli anni 2018 e 2019 le Regioni e le Province Autonome procedano alla rimodulazione per l’anno 2018  e alla pianificazione per l’anno 2019 dei Piani Regionali della Prevenzione 2014-2018.

 

Con nota prot. n. 2201/Regione Marche/ARS/SPU/P del 13/03/2018 è stata pertanto  inviata al Ministero della Salute la di rimodulazione del PRP 2014-2018 Marche, nonché la pianificazione delle azioni per l’anno 2019.

 

Con nota prot. 12021 – 20.04.2018 – DGPRE – MDS – P, il Ministero della Salute ha comunicato alla PF Prevenzione e Promozione della Salute nei luoghi di vita e di lavoro ARS Marche di aver preso visione della documentazione prodotta  e di aver preso atto che il percorso di rimodulazione e proroga è stato effettuato coerentemente alle previsioni dell’Intesa Stato Regioni del 21/12/2017.

 

E’ in fase di approvazione la DGR di proroga del PRP con rimodulazione 2018 e pianificazione 2019.

 

I REGOLAMENTI  EUROPEI SULLE SOSTANZE CHIMICHE – REACH e CLP

 

Il Regolamento (CE) n.1907/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 è entrato in vigore il 1 giugno 2007 ed è noto anche come Regolamento REACH (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals).

Costituisce la più grande ed importante regolamentazione sulle sostanze chimiche mai realizzata a livello europeo ed ha sostituito gran parte delle precedenti norme della UE in materia, introducendo un sistema unico per tutte le sostanza chimiche, basato su quattro elementi fondamentali: la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione.

Tutti i processi previsti dal REACH sono governati dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), avente sede a Helsinki (Finlandia), istituita allo scopo di garantire la coerenza dell'applicazione di REACH in tutta l'Unione europea.

Il REACH ha l'obiettivo di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente attraverso il miglioramento della conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici, la promozione di metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano, rafforzando nel contempo la libera circolazione di sostanze nel mercato interno, la competitività e le capacità innovative dell'industria chimica europea.

 

Il Regolamento (CE) N. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 è entrato in vigore il 20 gennaio 2009, noto anche come Regolamento CLP (acronimo di Classification, Labelling and Packaging) è relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele, modifica ed abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e modifica il regolamento (CE) n. 1907/2006. 

Il Regolamento CLP riguarda tutte le sostanze chimiche e le miscele pericolose e introduce cambiamenti di rilievo per i fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori a valle relativamente alla classificazione di sostanze e miscele e le conseguenti riformulazioni delle etichette di pericolo e aggiornamenti delle Schede di Dati Sicurezza (SDS).

 

Il Ministero della Salute è stato individuato quale Autorità Competente Nazionale per la gestione del REACH e del CLP, opera d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi con le Regioni e Province Autonome.

Con l’Accordo di Conferenza Stato – Regioni n. 181 del 29 ottobre 2009, sono state stabilite le linee di indirizzo per sviluppare un armonico sistema dei controlli ufficiali per l’attuazione del regolamento REACH, nel rispetto della normativa vigente in materia di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele.

 

La Regione Marche ha recepito l’Accordo con DGR n. 562 del 15/03/2010, modificata ed integrata con  DGR n. 1499 del 04/11/2013.

Gli atti individuano la PF Prevenzione e Promozione della Salute nei luoghi di vita e di lavoro dell’ARS Regione Marche quale Autorità Competente regionale  per i controlli sul Regolamento REACH e CLP.

Tale Autorità regionale si avvale del supporto del Gruppo tecnico Regionale per l’implementazione del regolamento REACH nelle Marche, costituito con Decreto del Dirigente della PF Sanità Pubblica del 22/12/2009 n.43/SAP_04 e s.m.i.

 

Alcuni link utili

www.echa.europa.eu/it

www.salute.gov.it

 

 Area Prevenzione e Sicurezza Luoghi di Lavoro

Le attività di vigilanza e prevenzione nei luoghi di lavoro sono attuate dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) delle Aziende USL. La Regione attraverso il Comitato Regionale di Coordinamento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (DPCM 21 dicembre 2007), ha la responsabilità di coordinare gli Enti pubblici che tutelano la salute dei lavoratori per realizzare gli interventi programmati a livello nazionale e specifiche azioni locali, anche di natura normativa. Il Comitato rappresenta quindi il livello strategico, il luogo della programmazione e del coordinamento delle attività di prevenzione in materia di salute e sicurezza del lavoro.

 

 Comitato Regionale di Coordinamento (CRC)

Ai sensi del D.P.C.M. 21 dicembre 2007 e del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 (art. 7) è istituito nella regione Marche il Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (DGR 21 maggio 2007, n. 495 e smi), presieduto dal Presidente della Giunta regionale o suo Delegato (Assessore alla Istruzione Formazione Lavoro).

Il Comitato è composto dai rappresentanti degli Enti pubblici operanti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (come previsto dalla normativa) ma coinvolge anche le Associazioni sindacali e datoriali, le Associazioni portatrici di interessi specifici, l’Università Politecnica delle Marche di Ancona e l’Osservatorio Olympus dell’Università Carlo Bò di Urbino  (decreto direttore ARS).

Olympus è l'Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro costituito presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, nato nel 2006 da una comune iniziativa dell'Università degli Studi di Urbino, della Regione Marche e dell'Inail - Direzione regionale per le Marche.   http://www.olympus.uniurb.it/

Svolge funzioni di pianificazione e coordinamento delle attività dei suddetti Enti, in condivisione con le Parti sociali, nell’ambito della Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, della Vigilanza nei luoghi di lavoro e della Promozione della salute. Le informazioni e i documenti attestanti le attività svolte da CRC sono consultabili sul sito.


 http://www.olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=215&Itemid=146

 Ufficio Operativo

Gli indirizzi di vigilanza concordati e programmati in sede di Comitato Regionale di Coordinamento vengono sviluppati attraverso l’Ufficio Operativo, composto dai rappresentanti degli Enti preposti alla vigilanza nei luoghi di lavoro (decreto direttore ARS).

L’ufficio Operativo ha il compito di pianificare il coordinamento delle attività dei vari Enti e definire i piani operativi di vigilanza individuando obiettivi specifici, settori produttivi e risorse a disposizione. I piani operativi definiti dall’Ufficio Operativo vengono successivamente messi in atto dagli Organismi Provinciali presso le sedi dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro  delle singole Aree Vaste .

Le informazioni e i documenti attestanti le attività svolte dall’Ufficio Operativo sono consultabili sul sito

 http://www.olympus.uniurb.it/index.php?option=com_content&view=category&layout=blog&id=215&Itemid=146

 Esposti ed ex-esposti a formaldeide: prime indicazioni per un’applicazione efficace della normativa

La formaldeide è un agente chimico ubiquitario, presente anche negli ambienti di vita quale risultato della combustione di materiali organici, della degradazione di idrocarburi nell’aria, da traffico veicolare (che rappresenta la maggior fonte di inquinamento).

In ambito lavorativo può essere utilizzata tal quale o diluita con acqua sia in ambito sanitario (come disinfettante e conservante es. nei laboratori di anatomia patologica), sia a livello industriale nella produzione di vari tipi di resine (fenoliche, ureiche e melamminiche) o nell’industria del legno quale componente di adesivi.

La IARC e l’Unione Europea hanno classificato la formaldeide come cancerogena per l’uomo (gruppo 1 per la IARC e categoria 1B secondo il CLP), correlata a carcinomi del rinofaringe, del naso e dei seni paranasali, e alle leucemie.

In particolare, il regolamento UE n. 605/2014 e s.m.i. ha classificato la formaldeide come agente cancerogeno di categoria 1B e quindi, le situazioni lavorative in cui viene utilizzata la formaldeide o miscele che la contengono in percentuale >1% o dove la formaldeide venga liberata da un processo, rientrano a pieno titolo nel campo di applicazione del titolo IX capo II del D.Lgs. 81/08 (cosi come modificato dal D.Lgs 39/2016 che allinea la normativa italiana ai criteri CLP).

A questo scopo, nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione, il Gruppo di lavoro della Linea 6-2 “Cancerogeni occupazionali e tumori professionali” ha prodotto un documento dal titolo “Esposti ed ex-esposti a formaldeide: prime indicazioni per un’applicazione efficace della normativa” (Decreto 7/SPU del 17/03/2017 del Dirigente della Posizione di Funzione Prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro) con l’obiettivo di fornire alcune indicazioni utili ai vari attori della prevenzione nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, medici competenti, RLS, RSPP ecc…) per la corretta applicazione della normativa a tutela della salute dei lavoratori con esposizione occupazionale a formaldeide.

Sorveglianza sanitaria ex esposti amianto

Il D.Lgs 81/08, al Titolo IX “Sostanze Pericolose” Capo III “Protezione dei rischi connessi alla esposizione ad amianto”, l'art. 259 stabilisce che:

i lavoratori che durante la loro attività siano stati iscritti anche una sola volta nel registro degli esposti devono essere sottoposti ad una visita medica all’atto della cessazione del rapporto di lavoro; in tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le indicazioni relative all’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari”.

L’ampio utilizzo di amianto, soprattutto nel periodo 1950 -1980, ha creato molte condizioni di esposizione professionale in diversi settori produttivi con ripercussioni sulla salute degli addetti a lungo termine. Pertanto, nonostante la legge 257/1992 abbia messo al bando l’amianto, assistiamo ancora oggi ad un incremento delle malattie asbesto-correlate quali l’asbestosi, il tumore del polmone ed il mesotelioma.

Con Intesa del 22 febbraio 2018, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome ha approvato il documento “Protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex esposti a amianto” con l’obiettivo di fornire indicazioni nazionali per l’applicazione della sorveglianza  delle malattie non neoplastiche da amianto (asbestosi, placche pleuriche) al fine di:

- accertare la condizione di pregressa esposizione, valutarne la durata e l’intensità;

- informare l’ex-esposto sugli eventuali rischi aggiuntivi (es. fumo di tabacco) offrendo        sostegno per modificare stili di vita a rischio;

- informare il lavoratore ex-esposto sulle patologie correlate all’esposizione ad amianto    e sulle possibilità di diagnosi e cura, sui centri di riferimento a cui rivolgersi;

- nei soggetti con pregressa esposizione ad amianto, approfondire con visita medica ed     accertamenti strumentali la eventuale presenza/assenza di patologia asbesto-     correlata non neoplastica e indirizzarli a centri assistenziali accreditati e avviare l’iter      medico-assicurativo e medico-legale di malattia professionale;

Si precisa che la sorveglianza sanitaria per ex-esposti ad amianto non può essere utilizzata:

- a fini di diagnosi precoce di malattie maligne asbesto correlate (in particolare tumore del polmone e mesotelioma) in quanto non esistono esami di screening validati ed efficaci in tal senso;

- a fini di prevenzione primaria in quanto i soggetti sono stati esposti nel passato e non è possibile modificarne la storia di esposizione ad amianto.

 

Da diversi anni la programmazione delle attività di prevenzione a livello regionale è stabilita dal Piano Regionale della Prevenzione che è la trasposizione sul territorio regionale delle strategie e delle linee di intervento previste nel Piano Nazionale della Prevenzione.

 

 

Piano Regionale Prevenzione 2014-2018 (prorogato al 2019)

Per la parte della sicurezza e salute dei lavoratori, il programma n. 6 “Lavorare per vivere” sono attive 9 linee di intervento specifiche.

Linea 6.1: Ridefinizione dei criteri per la redazione del report regionale in funzione degli obiettivi strategici ex art. 7 D. Lgs 81/08

Linea 6.2: Cancerogeni Occupazionali e tumori professionali

Linea 6.3: Sorveglianza sanitaria ex lavoratori esposti ad amianto e controllo qualità sorveglianza sanitaria

Linea 6.4: Aggiornamento e implementazione del programma regionale sul rischio da sovraccarico biomeccanico

Linea 6.5: Prevenzione del rischio stress lavoro-correlato e promozione del benessere organizzativo nelle aziende

Linea 6.6: Prevenire gli incidenti stradali di lavoratori causati da apnee ostruttive durante il sonno (OSAS)

Linea 6.7: Sicuri di essere sicuri? Attuazione del Piano nazionale di prevenzione in edilizia

Linea 6.8: prevenzione in agricoltura

Linea 6.9: Sostenere la rete dei RLS e RLST.

 

Le singole Linee di intervento sono mirate alla prevenzione delle malattie professionali dai maggiori rischi per la salute (cancerogeni in generale, amianto, sovraccarico biomeccanico di rachide e degli arti superiori) e alla prevenzione degli infortuni sul lavoro nei comparti a maggior rischio, soprattutto di infortuni gravi e mortali (edilizia ed agricoltura).

Infine è attiva una specifica linea di intervento contro il rischio di infortuni lavorativi stradali che mira alla identificazione precoce di soggetti a rischio di apnee ostruttive del sonno. 

Particolare attenzione è data allo sviluppo del ruolo del Rappresentante di Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Gli obiettivi del PRP sono stati in tal senso ampliati con l’avvio di un nuovo progetto di assistenza/supporto a questa figura della prevenzione aziendale, in collaborazione con Univpm.

Gli obiettivi del PRP rispettano i tempi con raggiungimento degli indicatori sentinella in particolare:

-          Linea 6.2 = Graduale sistematizzazione delle informazioni provenienti dai registri esposti a cancerogeni occupazionali attraverso l’utilizzo di un programma specifico (CARMAP) da parte dei servizi PSAL dell’ASUR

-          Linea 6.7= attivazione di un sistema informativo regionale per l’invio delle notifiche preliminari on-line (informativa di inizio lavori nei cantieri edili)

 

Oltre queste, altre attività trasversali coinvolgono il mondo del lavoro:

-          Programma n. 3 “Mi prendo cura di me” alla linea 3.3 “Lavorare in stile” allaccia una serie di rapporti con le aziende “virtuose” che promuovono salute partecipando alla rete WHP (Work Health Promotion).

-          Programma n. 5 “Gli screening oncologici” alla Linea 5.4 “Il lavoro invita allo screening”, promuove la partecipazione dei lavoratori agli screening oncologici, tramite la rete dei medici competenti aziendali.

-          Programma n. 7 “Ambiente in salute” che affronta il rischio per la salute derivante da esposizione ad agenti chimici e ad amianto alla linea 7.4. “Vigilanza e controllo in materia di REACH e CLP su sostanze/miscele contenute nei fitosanitari, cosmetici, biocidi, detergenti e sulle sostanze chimiche/miscele, in genere, pericolose per l’uomo e per l’ambiente” e alla Linea 7.6 “Prevenzione amianto”.

 

DATI REGIONALI AREA LAVORO 


CONTROLLI Rapporto tra imprese controllate e imprese totali


Secondo la programmazione nazionale, le Aziende Usl devono controllare ogni anno almeno il 5% delle imprese presenti nel territorio di competenza.

INFORTUNI SUL LAVORO

Gli indicatori relativi agli infortuni sul lavoro esprimono una misura del rischio legato allo svolgimento dell’attività lavorativa.

Di seguito si riportano i dati in numeri assoluti per il quinquennio 2012-2016.

Per quanto riguarda il numero di infortuni sul lavoro denunciati relativi ai tre settori (Industria e Servizi, Agricoltura, Per conto dello Stato), nel quinquennio esaminato il trend risulta in progressivo decremento (Tabella 1).

A livello regionale, nel 2016 sono state registrate 18.706 denunce di Infortunio,  corrispondenti al 2,92% del dato nazionale,  459 in meno rispetto al 2015.

Tabella 1. Numero di Infortuni sul lavoro denunciati per gestione ed anno di accadimento. Regione Marche anni 2012-2016, settori Industria e Servizi, Agricoltura, Per conto dello Stato.

Anno di accadimento

 

Gestione

2012

2013

2014

2015

2016

Industria e Servizi

17.606

15.405

14.980

14.556

14.356

Agricoltura

1.961

1.795

1.738

1.661

1.522

Per conto dello Stato

3.392

3.341

3.294

2.948

2.828

Totale

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

 

 

Nelle Tabelle 2 e 3 si riportano, in numeri assoluti, i dati relativi agli infortuni denunciati per area geografica: Marche/Italia e per area provinciale regionale. In tabella 4  sui riportano le modalità di Accadimento degli Infortuni sul Lavoro (In occasione di Lavoro – In Itinere).

 

Tabella 2.  Infortuni sul lavoro denunciati per area (Marche, Italia) e anno di accadimento. Anni 2012-2016.

Area

2012

2013

2014

2015

2016

Marche

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

Italia

745.546

695.004

663.627

637.199

641.544

 

Tabella 3.  Infortuni sul lavoro denunciati per provincia e anno di accadimento. Anni 2012-2016.

Provincia

2012

2013

2014

2015

2016

Ancona

7.805

7.151

7.225

7.150

6.876

Ascoli Piceno

3.080

2.654

2.646

2.463

2.374

Fermo

1.851

1.743

1.594

1.574

1.437

Macerata

4.556

4.085

3.950

3.600

3.629

Pesaro Urbino

5.667

4.908

4.597

4.378

4.390

Totale

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

 

Tabella 4.   Modalità di Accadimento Infortuni sul Lavoro (In occasione di Lavoro – In Itinere), Regione Marche, anni 2012-2016


Modalità di accadimento

2012

2013

2014

2015

2016

In occasione di lavoro

19.904

17.714

17.229

16.389

15.938

Con mezzo di trasporto

939

769

669

631

688

Senza mezzo di trasporto

18.965

16.945

16.560

15.758

15.250

 

 

 

 

 

 

In itinere

3.055

2.827

2.783

2.776

2.768

Con mezzo di trasporto

1.968

2.103

2.093

2.111

2.150

Senza mezzo di trasporto

1.087

724

690

665

618

 

 

 

 

 

 

Totale

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

 

Per quanto riguarda le denunce di infortunio con esito mortale va tenuto conto che si tratta di numeri contenuti, quindi piccole variazioni possono evidenziare differenze rilevanti.

In Tabella 5 si riportano gli infortuni mortali, per anno di accadimento per i tre settori (Industria e Servizi, Agricoltura, Per conto dello Stato). 

Tabella 5.   Numero Infortuni sul lavoro denunciati Mortali, per settore. Regione Marche, anni 2012-2016

Gestione

Anno di accadimento, Infortuni Mortali

2012

2013

2014

2015

2016

Industria e Servizi

27

19

34

36

29

Agricoltura

7

10

5

8

8

Per conto dello Stato

1

1

2

1

2

Totale

35

30

41

45

39 


MALATTIE PROFESSIONALI

Per quanto riguarda le Malattie Professionali, in Tabella 6 si riportano i dati regionali definitivi, relativi al periodo 2012- 2016. Risulta evidente un trend in crescita, che però potrebbe essere condizionato da una maggior notifica di queste patologie, che risultano essere generalmente sottostimate. In particolare, nelle Marche viene prestata particolare attenzione alla denuncia delle malattie muscolo-scheletriche, patologie per le quali è stata svolta una attività importante di prevenzione.

 

Tabella 6. Malattie professionali denunciate per provincia ed anno di protocollazione. Anni 2012-2016.

Provincia

2012  

        2013

         2014

         2015

        2016

Ancona

          652

         744

          758

          789

876

Ascoli Piceno

821

1056

1137

1088

937

Fermo

438

612

727

681

700

Macerata

778

898

1.127

1.390

1.434

PesaroUrbino

832

976

1.005

1.221

1.460

Totale

3.521

4.286

4.754

5.169

5.407

 

Nel periodo gennaio-dicembre 2017 i dati provvisori indicano che le denunce di malattie professionali protocollate nelle Marche risultano 5.366, mentre i dati 2016 ne evidenziavano 5.408 (-0,78%). A livello nazionale, sempre i dati provvisori indicavano che nel 2017 le malattie professionali risultavano 58.129, quindi - 3,68% rispetto all’analogo periodo del 2016 (60.347, dati provvisori).

 

Notifiche preliminari on-line

 

La notifica preliminare di apertura di un cantiere, prevista dall'art. 99 del D.Lgs 81/08, è una comunicazione che il committente o il responsabile dei lavori deve trasmettere, prima dell'inizio dei lavori in cantiere al Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Aree Vaste ASUR e alla Direzione Territoriale del Lavoro territorialmente competenti.

Una ulteriore novità è l'obbligo che la notifica preliminare venga trasmessa alle Amministrazioni e Enti riceventi per via telematica (DGR 431 del 2 maggio 2017).

 

Pertanto, con l'obiettivo da una parte di favorire lo sviluppo di una banca dati comune fra le Istituzioni e gli Enti, al fine di sviluppare sinergie per la tutela della salute dei lavoratori, nonché per la lotta al lavoro irregolare, dall'altra di fornire un servizio all'utenza che vada nella direzione della semplificazione, della dematerializzazione e del risparmio della spesa, è stata costruita una piattaforma web. 

Il sistema di trasmissione on-line è a regime dal 1° gennaio 2018.

 

Si può accedere al sistema di registrazione entrando nel sito: www.marcheprevenzione.it .

Per richiesta accesso è possibile compilare il modulo come indicato nel sito.

 

 

 

Programma 1 - Bambini DOP: Denominazione di Origine Protetta

LINEE di INTERVENTO

1-1 Allattamento al seno: una scelta di salute per la vita

1-2 Guadagnare Salute… con le Life Skills”- Scuola dell’Infanzia

1-3 Mamme libere dal fumo e dall’alcol

1-4 Screening Neonatali

1-5 Piccoli in Sicurezza

 

Il programma “Bambini DOP” intende promuovere la salute psicofisica perinatale e infantile, recuperando e ampliando le esperienze già sviluppate nei precedenti PRP sostenendo, tramite percorsi formativi ad hoc, l’integrazione delle competenze specifiche  degli operatori coinvolti nel percorso nascita e nei servizi, sanitari, sociali, scolastici, dedicati alla prima infanzia.Le Linee progettuali del precedente PRP a cui  il Programma vuole dare continuità e sostenibilità secondo un’ ottica complessiva sono:

  • Promozione dell’allattamento al seno;
  • Mamme libere dal fumo; 
  • Screening neonatale ipovisione;
  • Screening neonatale ipoacusia;
  • Casa sicura;
  • Prevenzione delle malattie suscettibili di vaccinazione.

       Oltre al nuovo sviluppo delle linee di cui sopra, nel contenitore-quadro Bambini DOP

       trovano spazio interventi finalizzati allo sviluppo ed al potenziamento delle life skills e

     dell’empowerment degli alunni delle Scuola dell’Infanzia attraverso attività di     pedagogia attiva svolte dall’insegnante con il gruppo-classe. La fattibilità di tali    interventi viene facilitata dalla presenza di materiali (manuali per l’insegnante e opuscoli informativi per i genitori) integrati con contenuti finalizzati a  sviluppare negli alunni  la capacità di proteggersi imparando a individuare i rischi, per poterli evitare, e ricercando buone pratiche in atto a livello nazionale. Il programma “Bambini DOP” realizza interventi sulla base di metodologie riconosciute efficaci e già sperimentate in Programma di livello nazionale e/o internazionale cui la nostra Regione ha partecipato o partecipa:

  • Ospedale e Comunità amiche dei bambini – strategia OMS / UNICEF
  • Mamme Libere da Fumo – Progetto Ministero Salute/CCM
  • Programma  Genitori Più

La valutazione degli interventi che sottendono al programma sarà effettuata prevalentemente tramite sistemi di sorveglianza già validati a livello nazionale, quali PASSI, PASSI d’ARGENTO, HBSC, OKKIO alla salute.

Per gli screening udito e oftalmologico alla nascita è già attivo un sistema di registrazione regionale la cui messa a regime è oggetto della linea d’intervento.

 

 

PROMOZIONE DELLA SALUTE - Programma 3 - Linea d'intervento 3 LAVORARE IN STILE

Protocollo di intesa per la realizzazione della prima rete di aziende che promuovono salute 31/03/2017

"Lavorare in stile": riconoscimento europeo per il programma regionale che promuove salute nei luoghi di lavoro

"Lavorare in Stile" -  Primo Incontro Aziende rete WHP Regione Marche -

Ad un anno dalla presentazione della Linea 3-3 " Lavorare in Stile" del PRP 2014 - 2018, l'ASUR e le Aziende aderenti alla prima rete WHP della Regione Marche fanno un primo punto della situazione.

 

VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE E SANITARIO - Programma 7 - Linea di intervento 2 IMPATTO SULLA SALUTE DEI DETERMINANTI AMBIENTALI 

La Valutazione Ambientale Strategica (VAS), a livello nazionale, è regolata dalla Parte seconda del D.lgs. 3 aprile 2006, n. 152 così come modificata e integrata dal D.Lgs. 16 gennaio 2008, n. 4 e dal D. Lgs. 29 giugno 2010, n. 128, le finalità sono quelle di garantire un elevato livello di protezione dell’ambiente.

La Regione Marche con la L.R. 11/2019 “Disposizioni in materia di Valutazione di impatto ambientale (VIA)” ha disciplinato l'organizzazione e le modalità di esercizio delle funzioni amministrative in materia di Valutazione di impatto ambientale (VIA) attribuite alla Regione dal Titolo III della Parte seconda del D.Lgs. 152/2006: l’art. 8 prevede che per lo svolgimento delle attività istruttorie finalizzate al rilascio del provvedimento di verifica di assoggettabilità a VIA e del provvedimento di VIA, le autorità competenti si avvalgono del supporto tecnico scientifico dell'Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche (ARPAM) e dell'Azienda sanitaria unica regionale (ASUR).

Con l’atto di intesa Stato – Regioni e Province Autonome n. 156/CSR del 13 novembre 2014, è stato approvato il Piano Nazionale della Prevenzione per gli anni 2014 -2018.

Con la delibera n. 1434 del 22.12.2014, così come previsto dall’Accordo sopra citato, la Regione Marche ha proceduto al recepimento dello stesso e in data 15 luglio 2015 è stata approvata la DGR 540 avente oggetto “Interventi regionali di attuazione del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018”, con successiva DGR n. 887/2018 è stata approvata la proroga al 2019.

Il Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018, prorogato al 2019,  nel  Programma n. 7 dal titolo “Ambiente ….In Salute” ha inserito, tra le altre, la Linea di Intervento 7-2 “Impatto sulla salute dei determinati ambientali”: l’obiettivo di tale linea di intervento è quello di offrire una risposta alla crescente sensibilità rivolta alle problematiche ambientali e di salute portate dalla collettività tramite il coinvolgendo di quelle Istituzioni che sono chiamate ad esprimersi in termine di valutazioni sull’ambiente e di conseguenza sulla salute della popolazione.

A tal proposito si è scelto come strumento utile al raggiungimento dell’obiettivo, la diffusione e l’ applicazione dei principi di buona pratica nella Valutazione dell’Impatto Integrato Ambiente e Salute per le procedure di VIA, VAS, quali la predisposizione di liste di controllo per la valutazione preventiva dell’impatto sulla salute delle modifiche ambientali e dei fattori inquinanti (VIIAS) collegato con le valutazioni VIA e VAS e la predisposizione di procedure integrate per la gestione delle problematiche sanitarie da esse derivanti.

La DGR 540/2015, sopra citata, ha previsto, tra l’altro, la necessità di individuare dei soggetti che possano facilitare l’attuazione delle azioni, con DD.PF. 24/SPU/2018 è stato costituito un Gruppo di Lavoro per supportare la P.F. Prevenzione nel coordinamento e nell’implementazione delle azioni di cui sopra.

Il Gruppo di lavoro ha elaborato e condiviso il documento contenente le Linee guida regionali per la valutazione Integrata di Impatto Ambientale e sanitario nelle procedure di VIA e VIAS, approvate con l’allegato decreto del Dirigente della PF Prevenzione e Promozione della Salute nei Luoghi di Vita e di Lavoro.

 

VACCINAZIONI

Le vaccinazioni rappresentano uno dei più importanti interventi di Sanità Pubblica: non soltanto proteggono da gravi patologie, ma riducono anche la circolazione dei microrganismi e in questo modo proteggono chi è più fragile.

Le vaccinazioni sono inoltre  tra gli strumenti di Sanità Pubblica più efficaci: hanno consentito di eliminare malattie letali come il vaiolo e di ridurre notevolmente la diffusione di patologie infettive molto comuni (per esempio il morbillo). Quando la vaccinazione viene effettuata su una fetta ampia della popolazione, questo effetto protettivo si moltiplica grazie a quella che viene definita “immunità di gregge”: in sostanza le vaccinazioni di massa, riducendo il numero di persone che possono contrarre l’infezione, rendono più difficile la propagazione e la riproduzione dei microbi che ne sono responsabili. Per questa ragione le vaccinazioni sono realmente efficaci nel contrastare una malattia soltanto se si vaccina un’alta percentuale della popolazione.

La diminuzione delle coperture vaccinali ha motivato la recente normativa sull’obbligo vaccinale (Legge 119/2017).   http://www.regione.marche.it/Regione-Utile/Salute/-Prevenzione-e-Promozione-della-Salute/Servizi-vaccinali-nuovo-anno-scolastico )

Il Servizio Sanitario Regionale assicura le vaccinazioni e organizza programmi di vaccinazione rivolti a specifici gruppi di persone. Le vaccinazioni sono offerte in modo differenziato a seconda dell’età, della presenza di patologie, del tipo di attività o professione svolta, nel caso di viaggi internazionali in specifici Paesi.


Il calendario vaccinale nella Regione Marche

 

La Regione Marche ha recepito il Piano Nazionale Vaccini 2017-2019 (file in pdf, o link   http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2571_allegato.pdf )  con DGR 458/2017 (file )

Schema  +   da file word dgr capitoli

 

Coperture vaccinali

Le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale attuazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale. Gli obiettivi sono definiti a livello internazionale dal Global Vaccine Action Plan 2011-2020 - Piano d'azione globale vaccinazioni dell’OMS, approvato dai 194 Stati membri dell’OMS nel maggio 2012 e in Italia dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) 2017-2019.

Il Ministero della Salute pubblica i dati sulle coperture vaccinali per regione (http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=811&area=Malattie%20infettive&menu=vaccinazioni  )   relativamente a:

·         bambini di 24 mesi

·         bambini di 36 mesi (dal 2016)

·         bambini 5-6 anni (dal 2016)

·         adolescenti di 16 e di 18 anni (dal 2017)

Pubblica inoltre i  dati sulle coperture vaccinali contro il papillomavirus (HPV) e Vaccinazione antinfluenzale.

Per quanto riguarda la Regione Marche si riporta una nota sintetica relativa alle coperture vaccinali  ed alla copertura della vaccinazione antinfluenzale negli anziani

 

 

 

 

Piano Nazionale della Prevenzione

Atto di intesa Stato – Regioni e Province Autonome n. 156/CSR del 13 novembre 2014

PNP 2014-2018

Vaccinazioni e Malattie infettive

Sicurezza sul lavoro

Prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita

Promozione della Salute e Stili di vita

Medicina dello Sport

Amianto

Rischio chimico (REACH e CLP)

Sorveglianza epidemiologica

Polizia mortuaria e attività funebre

Piscine ad uso natatorio

 Piano della Prevenzione

Piano Regionale Prevenzione 2014 - 2018

DGR 202/16

DGR 878/18

Vaccinazioni e Malattie infettive

Sicurezza sul lavoro

Prevenzione e sicurezza negli ambienti di vita

Promozione della Salute e Stili di vita

Medicina dello Sport

Amianto

Rischio chimico (REACH e CLP)

Sorveglianza epidemiologica

Polizia mortuaria e attività funebre

Piscine ad uso natatorio

Programma  2 - Scuola e Salute …è tutto un Programma!

LINEE di INTERVENTO

2-1 I nodi della Rete

2-2 “Guadagnare Salute… con le Life Skills”- Scuola Primaria e Secondaria di I grado

2-3  Peer education: un programma di promozione della salute nelle Scuole secondarie di 1° e 2° grado

2-4 Identificazione precoce delle patologie psichica in età evolutiva e dei disturbi dello sviluppo

2-5 La giusta alimentazione …. La trovi a scuola!

2-6 Ragazzi in Gamba

2-7 Sicuri è meglio

2-8 Imparare a portare soccorso

2-9 Salute e sicurezza nella scuola 2.0

2-10 Si può fare: cellulari e raggi solari

Il contesto scolastico è uno spazio di socializzazione, apprendimento e di pratica di cittadinanza: queste tre dimensioni sono parte integrante dell’educazione e promozione della salute. Su questi assunti  Scuola & Salute - è tutto un programma,  assume un punto di vista globale, ponendosi come obiettivo generale di ridurre la mortalità e la morbosità di chi a scuola vive, apprende e lavora, attraverso lo sviluppo di capacità di empowerment e di coinvolgimento attivo del personale insegnante, ausiliario, studenti e famiglie.

Secondo l’approccio per setting  è tutto un programma si propone di affrontare e riconoscere quei fattori di rischio modificabili che spesso hanno un esordio in età scolastica e che nel contesto scolastico possono autoalimentarsi. Pertanto il Programma tratterà i principali fattori di rischio per patologie croniche contenuti nel Programma Guadagnare Salute ( alcol, fumo, attività fisica), ma anche quelli che si caratterizzano per l’esordio in età adolescenziale: l’uso di sostanze,  legali e non, le dipendenze comportamentali e i comportamenti a rischio in genere (incidenti stradali, domestici e del tempo libero). Inoltre il Programma si propone di sviluppare interventi informativi per diffondere nozioni circa il potenziale pericolo associato ai raggi UV e all’utilizzo di telefonia cellulare, nonché fornire indicazioni per la sicurezza dei lavoratori del futuro nei luoghi di lavoro. La scelta di un approccio per setting permette inoltre lo sviluppo di un’azione specifica avente come fine, attraverso azioni di sensibilizzazione rivolte alla componente scolastica e sociale, l’identificazione precoce dei bambini/ragazzi con problemi emozionali e/o comportamentali e  di disagio sociale.

Scuola, Ambito Sociale Territoriale  e componente sanitaria concorrono a sviluppare le linee d’intervento trasversali attraverso le quali il Programma si realizza, al fine di supportare lo sviluppo nella comunità delle Scuole che Promuovono Salute. Questo prevede l’integrazione multidisciplinare tra professionisti di diversa estrazione che saranno portati ad avvalersi delle migliori esperienze già attive nel territorio regionale, integrando, sviluppando, migliorando e ampliando le linee progettuali già attive nel precedente PRP2010 – 2013 , come di seguito elencate:

  • Insieme X la sicurezza

  • Più frutta più benessere

  • Sorvegliamo Comunichiamo per cambiare (Okkio –HBSC)

  • Ragazzi in Gamba

  • Peer Education – alcol e educazione alla sessualità

  • Un Plugged

  • Scuola e Salute – Rendere Operativo il Protocollo d’intesa con la scuola.

 

Nel Programma si individua una prima Linea d’Intervento di particolare valenza strategica che mira a costruire e condividere, in quadro d’insieme, lo sviluppo nella regione di una prima  Rete di Scuole che Promuovono Salute, secondo le indicazioni OMS/SHE. Tale finalità necessita di realizzare una “struttura portante”, di tipo organizzativo – formale, sui cui “poggiare” i diversi livelli che interagiscono tra loro e le azioni conseguenti.

La Linea  Intervento n. 2-1 I nodi della Rete rappresenta quindi la cornice istituzionale e metodologica per garantire la continuità e sostenibilità del Programma nel suo complesso. 

Il Programma prende quindi forma con le successive linee di intervento:

Le Linee n. 2- 2 Guadagnare Salute con le Life Skills e n. 2-3 Peer Education,  nella strutturazione complessiva di cui sopra, fungono da “pietra angolare” , avendo l’ aspirazione di diffondere  metodologie raccomandate OMS a partire dagli operatori scolastici, sanitari e sociali, affinché possano rafforzare anche le proprie risorse, tecniche, pratiche e personali. Dal momento che non è possibile concepire lo sviluppo di tali competenze indipendente dalla loro messa in pratica, relativamente al target studenti, il Programma mira al loro coinvolgimento attivo  attraverso la metodologia della peer  education, ma, altrettanto, la formazione integrata degli adulti di riferimento è pensata come “formazione tra pari”. Le azioni formative destinate ai diversi professionisti in campo, inoltre, prevedono contenuti riguardanti la resilienza (.. capacità di ricostruirsi nonostante un trauma)  partendo dall’assunto che il confine tra promuovere benessere con le Life skills e il concetto di resilienza, non è rigidamente fissato, bensì rientra in un processo di crescita di autostima e autoefficacia che si innesta in un complesso di relazioni interpersonali, tra adulti e giovani, tra gli adulti stessi, all’interno dell’ambiente circostante.Le medesime Linee di intervento inoltre forniscono supporto, ampliando il loro raggio d’azione, alle linee dedicate  alla prevenzione Incidenti Stradali n. 2 – 7 Sicuri è Meglio e agli Incidenti Domestici n. 2 – 8   Imparare a Prestare Soccorso, dove viene dato particolare spazio ad azioni finalizzate ad aumentare la percezione del rischio e alle strategie di coping (resistere alle pressioni sociali). E’ prevista l’integrazione con i professionisti della Salute Mentale (DSM, NPI, UMEE) per aumentare le conoscenze di insegnanti, operatori del sociale e genitori,  per l’individuazione precoce dei segnali di disagio psichico – linea di intervento n. 2 – 4. La promozione di un atteggiamento critico nei confronti dei rischi collegati agli stili di vita viene ulteriormente implementata con la Linea di intervento n. 2 - 9 Salute e sicurezza nella scuola 2.0 al fine aumentare nei giovani le conoscenze su temi della propria sicurezza e quella delle persone con le quali dovranno interagire, prima che entrino nel mondo del lavoro. Sempre in tema di aumento comportamenti responsabili si realizzano azioni informative su uso telefonia mobile e raggi UV  - Linea di intervento n. 2 - 10. Relativamente ai fattori di rischio sedentarietà e scorretta alimentazione sono previste 2 Linee di intervento specifiche, in quanto si ritiene che le strategie per aumentare comportamenti desiderabili debbano rispondere a motivazioni individuali differenti rispetto a quelle sottostanti alla cessazione o dissuasione (fumo, alcol). L’ambiente circostante viene fortemente coinvolto nella Linea di intervento n. 2 – 6 Ragazzi in Gamba dedicata alla promozione dell’attività fisica, dove le componenti sociali ( Ambiti Territoriali Sociali, Comuni, Associazionismo, Enti Promozione Sportiva e altri) concorrono da protagonisti principali alla realizzazione di ambienti favorevoli alla salute. Per quanto riguarda il tema dell’alimentazione la Linea di intervento n. 2 – 5 “La giusta alimentazione?....La trovi a scuola!” da prosecuzione e consolida le buone pratiche già sviluppate nel precedente PRP e da attuazione all’obiettivo relativo alla riduzione del consumo di sale.

 

Programma  3 -  Mi prendo cura di me

LINEE di INTERVENTO

3-1 Muoversi per Guadagnare Salute

3-2 Motivare al cambiamento

3-3 Lavorare …. Con stile

3-4 Gente di Cuore

3-5 Meno sale, meno pressione

3-6 Progetto di fattibilità per un programma di medicina di iniziativa in popolazione di età 50 – 60 in condizione di rischio aumentato per MCNT

La Regione Marche, con le DGR nn. 1045/09 e 940/10, ha dato impulso alla realizzazione del programma interministeriale Guadagnare Salute per il contrasto ai principali fattori di rischio delle malattie croniche non trasmissibili.  Le indicazioni presenti nelle citate DGR hanno avuto seguito nell’ambito del precedente PRP 2010 – 2012, e si sono avvalse della partecipazione, in qualità di Regione partner, a numerosi progetti nazionali o interregionali finanziati dal Ministero della Salute e coordinati dal Centro Controllo Malattie (CCM).

Con il Programma Mi prendo cura di Me, in sinergia con gli altri Programmi del presente PRP, si realizza l’occasione di ampliare le esperienze locali per la promozione di stili salutari nella popolazione adulta, realizzare accordi interistituzionali con i principali portatori d’interesse e sostenere lo sviluppo di reti integrate  territoriali per la promozione della salute secondo un approccio di comunità. L’obiettivo è il mantenimento dello stato di salute dell’individuo e della popolazione, o il suo miglioramento, attraverso lo sviluppo di competenze e la scelta consapevole (empowerment) di stili di vita salutari nel rispetto della definizione di promozione della salute presente nella Carta di Ottawa (1986) e successivi documenti.

Secondo la logica “life course” Mi prendo cura di Me, si indirizza specificatamente verso quella fascia di popolazione che, nell’ambito del proprio ciclo vitale,  è già raggiunta “indirettamente” dagli interventi di Bambini DOP e Scuola & Salute, come il Programma Salute d’Argento beneficia di alcune delle sue linee d’intervento come ad esempio la Linea d’Intervento n. 3-2 Si Muove la Città.

Il presente Programma si avvale quindi di un approccio di Comunità al fine di raggiungere il più alto numero possibile di destinatari, proponendosi di attivare le comunità stesse tramite il coinvolgimento prioritario delle realtà amministrative locali e dell’associazionismo.

In questo senso la linea d’Intervento già citata n. 3-2 Si muove la Città, dedicata alla promozione dell’attività fisica, vede il rilevante contributo da parte delle amministrazioni comunali in integrazione i maggiori portatori d’interesse quali CONI, Comitato Paralimpico e  Enti di Promozione Sportiva.

In adesione a quanto già previsto dalla DGR n. 347 del 24/3/2014 “Linee d’indirizzo per la promozione dell’attività fisica nelle Marche, la linea d’intervento mira a realizzare attività integrabili nelle vita quotidiana, sostenibili dal punto di vista economico e che privilegino l’utilizzo degli spazi pubblici, nella consapevolezza che queste attività possono offrire l’opportunità di prevenire le malattie croniche attivando, al tempo stesso, strumenti di integrazione sociale.

La linea d’intervento n. 3-4 Gente di Cuore individua un primo target nei  professionisti sanitari del Dipartimento Regionale Trasfusionale, verso cui indirizzare azioni formative sia per diffondere l’uso della Carta del Rischio Cardiovascolare che per diffondere l’intervento motivazionale breve per il sostegno al cambiamento di stili di vita scorretti (v. a seguire linea d’intervento n. 3-1 Motivare al Cambiamento). Il secondo target è rappresentato dai volontari AVIS, quali moltiplicatori delle azioni preventive, oltre che alleati strategici nella costruzione delle reti locali.

La logica della Rete viene amplificata dalla linea d’intervento n. 3-3 Lavorare in Stile; in questo caso, con la DGR 270/2017 si sta realizzando la prima  Rete di Aziende che Promuovono Salute, secondo la metodologia Health Workplace Promotion – WHP, similmente a quanto previsto nel Programma Scuola & Salute per la Rete delle Scuole che Promuovono Salute, volta sia ad aumentare l’attenzione ai fattori di rischio nell’ambito del lavoro quotidiano sia al sostegno di un cambiamento verso comportamenti salutari tramite la metodologia dell’intervento motivazionale breve. Oltre ai Fattori di rischio come fumo, alcol, sedentarietà e scorretta alimentazione, viene data particolarmente attenzione all’uso del sale con la linea d’intervento n. 3-5 meno Sale meno Pressione.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha da tempo sottolineato l’importanza della sorveglianza dei fattori di rischio correlati alle principali malattie croniche non     trasmissibili  (malattie cardiovascolari, ictus, diabete, tumori, e malattie respiratorie)      che, soprattutto nei paesi sviluppati hanno visto in questi decenni un forte aumento.       In particolare, le malattie cardiovascolari comprendono un ventaglio di patologie       gravi e diffuse (le più frequenti sono infarto miocardico e ictus cerebrale) e      rappresentano la prima causa di morte nella nostra regione e, più in generale, nel      mondo occidentale. Hanno inoltre un notevole impatto in termini di disabilità. Di      notevole rilevanza, in termini di sanità pubblica, risulta quindi la possibilità di      prevenire i fattori di rischio associati a queste patologie. Infatti, i fattori di rischio      modificabili per le malattie cardiovascolari sono numerosi: ipertensione arteriosa,      ipercolesterolemia, diabete, fumo di tabacco, sovrappeso/obesità, sedentarietà, dieta      (scarso consumo di frutta e verdura e di pesce, eccessivo contenuto di sale e grassi      saturi nei cibi, ecc). La linea d’intervento 3-6 Progetto di fattibilità per un programma     di medicina di iniziativa  in popolazione di età 50-60 in condizione di     rischio  aumentato per MCNT  ha come obiettivo la realizzazione di uno studio di      fattibilità a livello regionale di un programma di popolazione per l’identificazione      precoce dei soggetti in fascia d’età 50-60 anni in condizioni di rischio aumentato per      MCNT.

 

     

 

 

  

 

 

Programma  4 - Salute d’Argento

LINEE di INTERVENTO

4-1 manTeniamoci

4-2 Ossi duri si diventa

4-3 Attività Fisica Adattata (AFA) per pazienti over 65

 

Gli anziani sono storicamente visti principalmente come beneficiari di cure e assistenza ma,  l’allungarsi della speranza di vita e l’impatto economico delle risorse richieste dalla cronicità,  richiedono di identificare strategie utili a aggiungere “vita agli anni” e garantire più a lungo possibile la salute e la qualità della vita.

In base a tali presupposti il Programma  Salute D’Argento prevede azioni  collettive di prevenzione e promozione della salute che, in una logica di intersettorialità e trasversalità, tendono a  rafforzare i comportamenti salutari e protettivi per “ invecchiare bene”, con un approccio globale che tenga conto degli aspetti individuali, sociali ed ambientali.

Il Programma si sviluppa su tre linee d’intervento che concentrano le loro azioni nel contrasto alla fragilità, alla perdita di autonomia e isolamento.

Questo Programma si avvale anche delle azioni contenute nel Programma n. 3 Mi Prendo Cura di Me, al quale si rimanda, e in particolare alla  linea d’intervento n.3 - 2. Si Muove la Città.

Nella linea d’intervento n. 4 - 1 manTeniamoci, dedicata alla  prevenzione degli Incidenti Domestici, tra i portatori d’interesse individuati risultano strategici i Servi Distrettuali che, con le loro articolazioni,  sono un  nodo “prossimo” alla popolazione anziana più fragile. Nell’ambito del Programma è quindi prevista una formazione destinata a tali operatori secondo la logica dei  “moltiplicatori dell’azione preventiva” e della intersettorialità,” sono previste iniziative formative destinate  ai referenti sindacali dei pensionati e a quelli degli Enti di promozione Sportiva e/o associazioni di Promozione sociale, consolidando la positiva esperienza già realizzata a partire dal 2012 su impulso delle organizzazioni sindacali dei pensionati CGIL/CISL/UIL, e dei rispettivi Coordinamenti Donne nell’ambito del progetto regionale di prevenzione dell’osteoporosi Ossi Duri si Diventa: a partire da un forte coinvolgimento dal basso, anche attraverso una raccolta di 5000 firme, sono state avviate stesura e sperimentazione della prima fase del progetto ed è stato costituito un gruppo di lavoro funzionale con operatori  del Servizio Sanitario Regionale, che ha visto la presenza di componenti rappresentative di tutte le professionalità coinvolte nella gestione della tematica. Il gruppo ha visto altresì presenti, in maniera altamente collaborativa e propositiva, le rappresentanti dei Coordinamenti Donne Pensionate ( SPI- CGIL; FNP – CISL ; UILP – UIL )  promotrici  dell’iniziativa;

lo stesso gruppo, nel portare avanti il progetto,

ha individuato le linee di azione di seguito elencate:

  •  informazione e sensibilizzazione della popolazione generale sulla importanza dei corretti stili di vita per la prevenzione della osteoporosi e diffusione di strumenti semplici per la valutazione del rischio di frattura a 10 anni che può anche essere autosomministrato (algoritmo Defra);
  • identificazione dei soggetti con rischio più elevato di frattura, al fine di investire su di loro le limitate risorse economiche disponibili sia in tema di diagnosi precoce che della terapia più appropriata;

  • informazione generale, mediante gli Ordini dei Medici marchigiani, sul progetto ed i suoi obiettivi, in particolare quelli relativi alla formazione e sensibilizzazione della categoria dei medici, sulle tematiche della diagnosi, successiva terapia ed eventuale profilassi con vit D;

  • informazione/formazione sui corretti  criteri di accesso alla densitometria dei MMG e degli specialisti, coinvolti nella gestione di prevenzione, diagnosi e cura dell’osteoporosi.

Tale progetto viene ripreso nel PRP 2014 - 2018 e sviluppato  nella omonima Linea d’intervento n. 4 - 2. in aggiunta a obiettivi di promozione di stili di vita sani.  

Tra le varie iniziative, è stata realizzata una campagna informativa regionale “Ossi Duri si diventa”,  composta dalla produzione di un opuscolo informativo (- ) da parte del gruppo tecnico regionale e dell’Ufficio Comunicazione formazione dell’ASUR, e da  incontri informativi rivolti alla popolazione, svolti in tutto il territorio regionale (Ancona, Fermo, Macerata, Offida, Pesaro) . Metodologicamente gli incontri sono stati organizzati a cura delle OO.SS. ed hanno avuto un format con contenuti informativi unificati illustrati da personale del SSR addestrato.

La terza ed ultima linea d’intervento  4-3 del presente Programma è dedicata alla sperimentazione dell’Attività Fisica Adattata per pazienti over 65. In Italia ed in particolare nelle Marche, si assiste ad un tendenziale invecchiamento della popolazione, che richiede un adeguamento delle risposte socio-sanitarie alle esigenze della persona in età longeva, per garantire la miglior salute possibile anche attraverso la prevenzione ed il rallentamento delle patologie croniche in condizioni di stabilità clinica (come ad esempio l’osteoartrosi, osteoporosi, il diabete mellito, i disturbi metabolici, malattie respiratorie e cardiovascolari, tumori, ecc…). Per i pazienti portatori di tali problemi di salute, diversi studi scientifici hanno dimostrato che l’introduzione di un’attività fisica attentamente progettata e condotta sotto la guida del laureato in scienze motorie, denominata appunto “attività  fisica adattata” (AFA), si accompagna a una riduzione dei fattori di rischio, con vantaggi diretti sui sintomi specifici nonché sulla qualità di vita e la partecipazione.

Tenuto conto dei dati forniti dalla letteratura anche la recente normativa nazionale e regionale considera l’attività fisica  sia come strategia di promozione della salute, che come strategia di prevenzione primaria in gruppi a rischio, attribuendole un’azione fondamentale di contrasto nel determinismo della cronicità e disabilità, in questo rappresentando un logico e fisiologico proseguimento della riabilitazione.  A tali categorie di pazienti portatori di patologie croniche in condizioni di stabilità clinica è rivolta la linea di intervento, che si pone come  una  sperimentazione dell’AFA nella Regione Marche. L’ obiettivo è quello di:

  • Spostare ed esternalizzare parte degli interventi di prevenzione primaria e secondaria da un ambito sanitario ad un ambito più ampiamente socio-assistenziale e sociale;

  • Definire, in una logica di continuità assistenziale, un percorso di facile accesso riservato a soggetti che, a rischio di malattia o clinicamente stabili in uscita da una fase di cure sanitarie, abbiano indicazione ad un programma di attività fisica adattata;

  • Costruire un profilo di “paziente esperto” (riguardo alla propria condizione di rischio o di malattia ed ai trattamenti igienico-dietetici raccomandati);

  • Valorizzare e diffondere le competenze in materia di prevenzione primaria e secondaria, attraverso un programma di formazione  integrato tra le Aziende del SSR ed  Ambiti sociali Territoriali.


IL PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE 2014 - 2018


Con l’atto di intesa Stato – Regioni e Province Autonome n. 156/CSR del 13 novembre 2014, è stato approvato il Piano Nazionale della Prevenzione per gli anni 2014 -2018 .

La Giunta Regionale delle Marche ha recepito il piano con DGR n. 1434 del 22/12/2014, individuando i programmi regionali, integrati e trasversali rispetto ad obiettivi e azioni, con i quali si intende dare attuazione a tutti i macro obiettivi e a tutti gli obiettivi centrali.

Con DGR n. 540/2015 sono state approvate le azioni per la realizzazione del Piano stesso.

Si tratta di un “Piano” per una promozione della salute e una prevenzione attuata attraverso azioni che si dipanano in un quadro strategico di quinquennio che:
fissa obiettivi comuni prioritari supportati da strategie e azioni evidencebased, in grado nel medio-lungo termine di produrre un impatto sia di salute che di sistema e quindi di essere realizzati attraverso interventi sostenibili e “ordinari”;

  • definisce un numero limitato di (macro) obiettivi di salute misurabili, e intende valutare i risultati raggiunti attraverso indicatori di outcome, ovvero indicatori di early-outcome o di output dei processi sanitari per i quali sia dimostrabile una relazione tra output e out come;
  • recepisce gli obiettivi sottoscritti a livello internazionale e incorpora gli obiettivi già decisi all’interno di Piani nazionali di settore per quanto attiene alla promozione, prevenzione e tutela della salute, nonché gli adempimenti previsti dal quadro normativo;
  • garantisce la trasversalità degli interventi: essa deve essere fortemente perseguita anche in termini di integrazione (formale e operativa), ai fini del raggiungimento degli obiettivi del PNP, tra diversi settori, istituzioni, servizi, aree organizzative; pertanto, nel definire le strategie e le azioni tiene in considerazione sia la funzione del SSN di diretta erogazione degli interventi, sia il ruolo di steward del SSN nei confronti degli altri attori e stakeholder;
  • riconosce l’importanza fondamentale della genesi e fruizione della conoscenza e pertanto riconosce la messa a regime di registri e sorveglianze come elementi infrastrutturali indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi di salute.

Con la DGR n. 202 del 18/03/2016 sono state recepite le osservazioni del Ministero della Salute e sono definiti gli Indicatori Sentinella utili per la valutazione ministeriale della Regione.

 

Attraverso 10 programmi sviluppati attraverso specifiche  linee progettuali, sulla base dell'analisi di contesto, sono state costruite azioni intersettoriali e sistemiche erogate su scala regionale e possibilmente fondate sulle migliori evidenze di efficacia, finalizzate al raggiungimento di tutti gli obiettivi centrali del Piano stesso e a quelli individuati come espressione tipica del territorio marchigiano  e dei suoi bisogni di salute.





PROROGA DEL PRP 2014/2018 AL 31/12/2019: RIMODULAZIONE 2018 E PIANIFICAZIONE 2019 LA SITUAZIONE AL MARZO 2018 (RIMODULAZIONE)

 

Con l’Atto d’intesa n. 247 del 21.12.2017, è stata estesa al 31 dicembre 2019 la validità del Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 e dei Piani Regionali della Prevenzione

E’ in fase di approvazione la DGR di proroga del PRP con rimodulazione 2018 e pianificazione 2019.

 

 

 

 

 



VACCINAZIONI  

Le vaccinazioni rappresentano uno dei più importanti interventi di Sanità Pubblica: non soltanto proteggono da gravi patologie, ma riducono anche la circolazione dei microrganismi e in questo modo proteggono chi è più fragile.

Le vaccinazioni sono inoltre  tra gli strumenti di Sanità Pubblica più efficaci: hanno consentito di eliminare malattie letali come il vaiolo e di ridurre notevolmente la diffusione di patologie infettive molto comuni (per esempio il morbillo). Quando la vaccinazione viene effettuata su una fetta ampia della popolazione, questo effetto protettivo si moltiplica grazie a quella che viene definita “immunità di gregge”: in sostanza le vaccinazioni di massa, riducendo il numero di persone che possono contrarre l’infezione, rendono più difficile la propagazione e la riproduzione dei microbi che ne sono responsabili. Per questa ragione le vaccinazioni sono realmente efficaci nel contrastare una malattia soltanto se si vaccina un’alta percentuale della popolazione.

La diminuzione delle coperture vaccinali ha motivato la recente normativa sull’obbligo vaccinale Legge 119/2017.

Il Servizio Sanitario Regionale assicura le vaccinazioni e organizza programmi di vaccinazione rivolti a specifici gruppi di persone. Le vaccinazioni sono offerte in modo differenziato a seconda dell’età, della presenza di patologie, del tipo di attività o professione svolta, nel caso di viaggi internazionali in specifici Paesi.

Il calendario vaccinale nella Regione Marche

La Regione Marche ha recepito il Piano Nazionale Vaccini 2017-2019 (http://www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_2571_allegato.pdf )  con DGR n.  458 del 15/05/2017 

Coperture vaccinali

Le coperture vaccinali rappresentano l’indicatore per eccellenza delle strategie vaccinali, poiché forniscono informazioni in merito alla loro reale attuazione sul territorio e sull’efficienza del sistema vaccinale. Gli obiettivi sono definiti a livello internazionale dal Global Vaccine Action Plan 2011-2020 - Piano d'azione globale vaccinazioni dell’OMS, approvato dai 194 Stati membri dell’OMS nel maggio 2012 e in Italia dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale (PNPV) 2017-2019.

Il Ministero della Salute pubblica i dati sulle coperture vaccinali per regione (linkhttp://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?id=811&area=Malattie%20infettive&menu=vaccinazioni  )relativamente a:

·         bambini di 24 mesi

·         bambini di 36 mesi (dal 2016)

·         bambini 5-6 anni (dal 2016)

·         adolescenti di 16 e di 18 anni (dal 2017)

Pubblica inoltre i dati sulle coperture vaccinali contro il papillomavirus (HPV) e Vaccinazione antinfluenzale.

Per quanto riguarda la Regione Marche si riporta una nota sintetica relativa alle coperture vaccinali ed alla copertura della vaccinazione antinfluenzale negli anziani.

 

 

Decreto n.9 del 15/7/2019 - Approvazione Piano Regionale Prevenzione in Edilizia 2015-2019

Allegato A - Piano Regionale Prevenzione in Edilizia 2015/2019

 

Prevenzione e Sicurezza Luoghi di Lavoro

Le attività di vigilanza e prevenzione nei luoghi di lavoro sono attuate dai Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPSAL) delle Aziende USL. La Regione attraverso il Comitato Regionale di Coordinamento per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (DPCM 21 dicembre 2007), ha la responsabilità di coordinare gli Enti pubblici che tutelano la salute dei lavoratori per realizzare gli interventi programmati a livello nazionale e specifiche azioni locali, anche di natura normativa. Il Comitato rappresenta quindi il livello strategico, il luogo della programmazione e del coordinamento delle attività di prevenzione in materia di salute e sicurezza del lavoro.

 

Comitato Regionale di Coordinamento (CRC)

Ai sensi del D.P.C.M. 21 dicembre 2007 e del decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 (art. 7) è istituito nella regione Marche il Comitato Regionale di Coordinamento delle attività di prevenzione e vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro (DGR 21 maggio 2007, n. 495 e smi), presieduto dal Presidente della Giunta regionale o suo Delegato (Assessore alla Istruzione Formazione Lavoro).


Il Comitato è composto dai rappresentanti degli Enti pubblici operanti in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro (come previsto dalla normativa) ma coinvolge anche le Associazioni sindacali e datoriali, le Associazioni portatrici di interessi specifici, l’Università Politecnica delle Marche di Ancona e l’Osservatorio Olympus dell’Università Carlo Bò di Urbino 


Olympus è l'Osservatorio per il monitoraggio permanente della legislazione e giurisprudenza sulla sicurezza del lavoro costituito presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Urbino Carlo Bo, nato nel 2006 da una comune iniziativa dell'Università degli Studi di Urbino, della Regione Marche e dell'Inail - Direzione regionale per le Marche.  


Svolge funzioni di pianificazione e coordinamento delle attività dei suddetti Enti, in condivisione con le Parti sociali, nell’ambito della Prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, della Vigilanza nei luoghi di lavoro e della Promozione della salute.

Le informazioni e i documenti attestanti le attività svolte da CRC sono consultabili sul sito.


Ufficio Operativo

Gli indirizzi di vigilanza concordati e programmati in sede di Comitato Regionale di Coordinamento vengono sviluppati attraverso l’Ufficio Operativo, composto dai rappresentanti degli Enti preposti alla vigilanza nei luoghi di lavoro (Decreto n. 6/2018).

L’ufficio Operativo ha il compito di pianificare il coordinamento delle attività dei vari Enti e definire i piani operativi di vigilanza individuando obiettivi specifici, settori produttivi e risorse a disposizione. I piani operativi definiti dall’Ufficio Operativo vengono successivamente messi in atto dagli Organismi Provinciali presso le sedi dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza degli Ambienti di Lavoro  delle singole Aree Vaste .

Esposti ed ex-esposti a formaldeide: prime indicazioni per un’applicazione efficace della normativa

La formaldeide è un agente chimico ubiquitario, presente anche negli ambienti di vita quale risultato della combustione di materiali organici, della degradazione di idrocarburi nell’aria, da traffico veicolare (che rappresenta la maggior fonte di inquinamento).

In ambito lavorativo può essere utilizzata tal quale o diluita con acqua sia in ambito sanitario (come disinfettante e conservante es. nei laboratori di anatomia patologica), sia a livello industriale nella produzione di vari tipi di resine (fenoliche, ureiche e melamminiche) o nell’industria del legno quale componente di adesivi.

La IARC e l’Unione Europea hanno classificato la formaldeide come cancerogena per l’uomo (gruppo 1 per la IARC e categoria 1B secondo il CLP), correlata a carcinomi del rinofaringe, del naso e dei seni paranasali, e alle leucemie.

In particolare, il regolamento UE n. 605/2014 e s.m.i. ha classificato la formaldeide come agente cancerogeno di categoria 1B e quindi, le situazioni lavorative in cui viene utilizzata la formaldeide o miscele che la contengono in percentuale >1% o dove la formaldeide venga liberata da un processo, rientrano a pieno titolo nel campo di applicazione del titolo IX capo II del D.Lgs. 81/08 (cosi come modificato dal D.Lgs 39/2016 che allinea la normativa italiana ai criteri CLP).

A questo scopo, nell’ambito del Piano Regionale della Prevenzione, il Gruppo di lavoro della Linea 6-2 “Cancerogeni occupazionali e tumori professionali” ha prodotto un documento dal titolo “Esposti ed ex-esposti a formaldeide: prime indicazioni per un’applicazione efficace della normativa” (Decreto 7/SPU del 17/03/2017 del Dirigente della Posizione di Funzione Prevenzione e promozione della salute nei luoghi di lavoro) con l’obiettivo di fornire alcune indicazioni utili ai vari attori della prevenzione nei luoghi di lavoro (datori di lavoro, medici competenti, RLS, RSPP ecc…) per la corretta applicazione della normativa a tutela della salute dei lavoratori con esposizione occupazionale a formaldeide. 

Sorveglianza sanitaria ex esposti amianto

Il D.Lgs 81/08, al Titolo IX “Sostanze Pericolose” Capo III “Protezione dei rischi connessi alla esposizione ad amianto”, l'art. 259 stabilisce che:

i lavoratori che durante la loro attività siano stati iscritti anche una sola volta nel registro degli esposti devono essere sottoposti ad una visita medica all’atto della cessazione del rapporto di lavoro; in tale occasione il medico competente deve fornire al lavoratore le indicazioni relative all’opportunità di sottoporsi a successivi accertamenti sanitari”.

L’ampio utilizzo di amianto, soprattutto nel periodo 1950 -1980, ha creato molte condizioni di esposizione professionale in diversi settori produttivi con ripercussioni sulla salute degli addetti a lungo termine. Pertanto, nonostante la legge 257/1992 abbia messo al bando l’amianto, assistiamo ancora oggi ad un incremento delle malattie asbesto-correlate quali l’asbestosi, il tumore del polmone ed il mesotelioma.

Con Intesa del 22 febbraio 2018, la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e Province autonome ha approvato il documento “Protocollo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex esposti a amianto” con l’obiettivo di fornire indicazioni nazionali per l’applicazione della sorveglianza  delle malattie non neoplastiche da amianto (asbestosi, placche pleuriche) al fine di:

- accertare la condizione di pregressa esposizione, valutarne la durata e l’intensità;

- informare l’ex-esposto sugli eventuali rischi aggiuntivi (es. fumo di tabacco) offrendo sostegno per modificare stili di vita a rischio;

- informare il lavoratore ex-esposto sulle patologie correlate all’esposizione ad amianto e sulle possibilità di diagnosi e cura, sui centri di riferimento a cui rivolgersi;

- nei soggetti con pregressa esposizione ad amianto, approfondire con visita medica ed accertamenti strumentali la eventuale presenza/assenza di patologia asbesto-correlata non neoplastica e indirizzarli a centri assistenziali accreditati e avviare l’iter medico-assicurativo e medico-legale di malattia professionale.

Si precisa che la sorveglianza sanitaria per ex-esposti ad amianto non può essere utilizzata:

- a fini di diagnosi precoce di malattie maligne asbesto correlate (in particolare tumore del polmone e mesotelioma) in quanto non esistono esami di screening validati ed efficaci in tal senso;

- a fini di prevenzione primaria in quanto i soggetti sono stati esposti nel passato e non è possibile modificarne la storia di esposizione ad amianto. 

Da diversi anni la programmazione delle attività di prevenzione a livello regionale è stabilita dal Piano Regionale della Prevenzione che è la trasposizione sul territorio regionale delle strategie e delle linee di intervento previste nel Piano Nazionale della Prevenzione.

 

Piano Regionale Prevenzione 2014-2018 (prorogato al 2019)

Per la parte della sicurezza e salute dei lavoratori, il programma n. 6 “Lavorare per vivere” sono attive 9 linee di intervento specifiche.

Linea 6.1: Ridefinizione dei criteri per la redazione del report regionale in funzione degli obiettivi strategici ex art. 7 D. Lgs 81/08

Linea 6.2: Cancerogeni Occupazionali e tumori professionali

Linea 6.3: Sorveglianza sanitaria ex lavoratori esposti ad amianto e controllo qualità sorveglianza sanitaria

Linea 6.4: Aggiornamento e implementazione del programma regionale sul rischio da sovraccarico biomeccanico

Linea 6.5: Prevenzione del rischio stress lavoro-correlato e promozione del benessere organizzativo nelle aziende

Linea 6.6: Prevenire gli incidenti stradali di lavoratori causati da apnee ostruttive durante il sonno (OSAS)

Linea 6.7: Sicuri di essere sicuri? Attuazione del Piano nazionale di prevenzione in edilizia

Linea 6.8: prevenzione in agricoltura

Linea 6.9: Sostenere la rete dei RLS e RLST.

 

Le singole Linee di intervento sono mirate alla prevenzione delle malattie professionali dai maggiori rischi per la salute (cancerogeni in generale, amianto, sovraccarico biomeccanico di rachide e degli arti superiori) e alla prevenzione degli infortuni sul lavoro nei comparti a maggior rischio, soprattutto di infortuni gravi e mortali (edilizia ed agricoltura).

Infine è attiva una specifica linea di intervento contro il rischio di infortuni lavorativi stradali che mira alla identificazione precoce di soggetti a rischio di apnee ostruttive del sonno. 

Particolare attenzione è data allo sviluppo del ruolo del Rappresentante di Lavoratori per la Sicurezza (RLS). Gli obiettivi del PRP sono stati in tal senso ampliati con l’avvio di un nuovo progetto di assistenza/supporto a questa figura della prevenzione aziendale, in collaborazione con Univpm.

Gli obiettivi del PRP rispettano i tempi con raggiungimento degli indicatori sentinella in particolare:

Linea 6.2 = Graduale sistematizzazione delle informazioni provenienti dai registri esposti a cancerogeni occupazionali attraverso l’utilizzo di un programma specifico (CARMAP) da parte dei servizi PSAL dell’ASUR

Linea 6.7= attivazione di un sistema informativo regionale per l’invio delle notifiche preliminari on-line (informativa di inizio lavori nei cantieri edili)

Oltre queste, altre attività trasversali coinvolgono il mondo del lavoro:

Programma n. 3 “Mi prendo cura di me” alla linea 3.3 “Lavorare in stile” allaccia una serie di rapporti con le aziende “virtuose” che promuovono salute partecipando alla rete WHP (Work Health Promotion).

Programma n. 5 “Gli screening oncologici” alla Linea 5.4 “Il lavoro invita allo screening”, promuove la partecipazione dei lavoratori agli screening oncologici, tramite la rete dei medici competenti aziendali.

Programma n. 7 “Ambiente in salute” che affronta il rischio per la salute derivante da esposizione ad agenti chimici e ad amianto alla linea 7.4. “Vigilanza e controllo in materia di REACH e CLP su sostanze/miscele contenute nei fitosanitari, cosmetici, biocidi, detergenti e sulle sostanze chimiche/miscele, in genere, pericolose per l’uomo e per l’ambiente” e alla Linea 7.6 “Prevenzione amianto”.

 

DATI REGIONALI AREA LAVORO


CONTROLLI Rapporto tra imprese controllate e imprese totali

Secondo la programmazione nazionale, le Aziende Usl devono controllare ogni anno almeno il 5% delle imprese presenti nel territorio di competenza.

 

 


 INFORTUNI SUL LAVORO

Gli indicatori relativi agli infortuni sul lavoro esprimono una misura del rischio legato allo svolgimento dell’attività lavorativa.

Di seguito si riportano i dati in numeri assoluti per il quinquennio 2012-2016.

Per quanto riguarda il numero di infortuni sul lavoro denunciati relativi ai tre settori (Industria e Servizi, Agricoltura, Per conto dello Stato), nel quinquennio esaminato il trend risulta in progressivo decremento (Tabella 1).

A livello regionale, nel 2016 sono state registrate 18.706 denunce di Infortunio,  corrispondenti al 2,92% del dato nazionale,  459 in meno rispetto al 2015.

Tabella 1. Numero di Infortuni sul lavoro denunciati per gestione ed anno di accadimento. Regione Marche anni 2012-2016, settori Industria e Servizi, Agricoltura, Per conto dello Stato.

Anno di accadimento

 

Gestione

2012

2013

2014

2015

2016

Industria e Servizi

17.606

15.405

14.980

14.556

14.356

Agricoltura

1.961

1.795

1.738

1.661

1.522

Per conto dello Stato

3.392

3.341

3.294

2.948

2.828

Totale

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

  

Nelle Tabelle 2 e 3 si riportano, in numeri assoluti, i dati relativi agli infortuni denunciati per area geografica: Marche/Italia e per area provinciale regionale. In tabella 4 sui riportano le modalità di Accadimento degli Infortuni sul Lavoro (In occasione di Lavoro – In Itinere).

 

Tabella 2.  Infortuni sul lavoro denunciati per area (Marche, Italia) e anno di accadimento. Anni 2012-2016.

Area

2012

2013

2014

2015

2016

Marche

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

Italia

745.546

695.004

663.627

637.199

641.544

 

Tabella 3.  Infortuni sul lavoro denunciati per provincia e anno di accadimento. Anni 2012-2016.

Provincia

2012

2013

2014

2015

2016

Ancona

7.805

7.151

7.225

7.150

6.876

Ascoli Piceno

3.080

2.654

2.646

2.463

2.374

Fermo

1.851

1.743

1.594

1.574

1.437

Macerata

4.556

4.085

3.950

3.600

3.629

Pesaro Urbino

5.667

4.908

4.597

4.378

4.390

Totale

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

 

Tabella 4.   Modalità di Accadimento Infortuni sul Lavoro (In occasione di Lavoro – In Itinere), Regione Marche, anni 2012-2016


Modalità di accadimento

2012

2013

2014

2015

2016

In occasione di lavoro

19.904

17.714

17.229

16.389

15.938

Con mezzo di trasporto

939

769

669

631

688

Senza mezzo di trasporto

18.965

16.945

16.560

15.758

15.250

 

 

 

 

 

 

In itinere

3.055

2.827

2.783

2.776

2.768

Con mezzo di trasporto

1.968

2.103

2.093

2.111

2.150

Senza mezzo di trasporto

1.087

724

690

665

618

 

 

 

 

 

 

Totale

22.959

20.541

20.012

19.165

18.706

 

Per quanto riguarda le denunce di infortunio con esito mortale va tenuto conto che si tratta di numeri contenuti, quindi piccole variazioni possono evidenziare differenze rilevanti.

In Tabella 5 si riportano gli infortuni mortali, per anno di accadimento per i tre settori (Industria e Servizi, Agricoltura, Per conto dello Stato).

 

Tabella 5.   Numero Infortuni sul lavoro denunciati Mortali, per settore. Regione Marche, anni 2012-2016

Gestione

Anno di accadimento, Infortuni Mortali

2012

2013

2014

2015

2016

Industria e Servizi

27

19

34

36

29

Agricoltura

7

10

5

8

8

Per conto dello Stato

1

1

2

1

2

Totale

35

30

41

45

39


 

MALATTIE PROFESSIONALI

Per quanto riguarda le Malattie Professionali, in Tabella 6 si riportano i dati regionali definitivi, relativi al periodo 2012- 2016. Risulta evidente un trend in crescita, che però potrebbe essere condizionato da una maggior notifica di queste patologie, che risultano essere generalmente sottostimate. In particolare, nelle Marche viene prestata particolare attenzione alla denuncia delle malattie muscolo-scheletriche, patologie per le quali è stata svolta una attività importante di prevenzione.

 

Tabella 6. Malattie professionali denunciate per provincia ed anno di protocollazione. Anni 2012-2016.

 

Provincia

2012

2013

2014

2015

2016

Ancona

652

744

758

789

876

Ascoli Piceno

821

1056

1137

1088

937

Fermo

438

612

727

681

700

Macerata

778

898

1.127

1.390

1.434

Pesaro Urbino

832

976

1.005

1.221

1.460

Totale

3.521

4.286

4.754

5.169

5.407

Nel periodo gennaio-dicembre 2017 i dati provvisori indicano che le denunce di malattie professionali protocollate nelle Marche risultano 5.366, mentre i dati 2016 ne evidenziavano 5.408 (-0,78%). A livello nazionale, sempre i dati provvisori indicavano che nel 2017 le malattie professionali risultavano 58.129, quindi - 3,68% rispetto all’analogo periodo del 2016 (60.347, dati provvisori).

 

Notifiche preliminari on-line

 

La notifica preliminare di apertura di un cantiere, prevista dall'art. 99 del D.Lgs 81/08, è una comunicazione che il committente o il responsabile dei lavori deve trasmettere, prima dell'inizio dei lavori in cantiere al Servizio di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle Aree Vaste ASUR e alla Direzione Territoriale del Lavoro territorialmente competenti.

Una ulteriore novità è l'obbligo che la notifica preliminare venga trasmessa alle Amministrazioni e Enti riceventi per via telematica (DGR n. 431 del 02/05/2017).

 

Pertanto, con l'obiettivo da una parte di favorire lo sviluppo di una banca dati comune fra le Istituzioni e gli Enti, al fine di sviluppare sinergie per la tutela della salute dei lavoratori, nonché per la lotta al lavoro irregolare, dall'altra di fornire un servizio all'utenza che vada nella direzione della semplificazione, della dematerializzazione e del risparmio della spesa, è stata costruita una piattaforma web. 

Il sistema di trasmissione on-line è a regime dal 1° gennaio 2018.

 

Si può accedere al sistema di registrazione entrando nel sito: www.marcheprevenzione.it.

Per richiesta accesso è possibile compilare il modulo come indicato nel sito.

 

 

 

 

I REGOLAMENTI  EUROPEI SULLE SOSTANZE CHIMICHE – REACH e CLP

 

Il Regolamento (CE) n.1907/2006del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006 è entrato in vigore il 1 giugno 2007 ed è noto anche come Regolamento REACH (acronimo di Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals).

Costituisce la più grande ed importante regolamentazione sulle sostanze chimiche mai realizzata a livello europeo ed ha sostituito gran parte delle precedenti norme della UE in materia, introducendo un sistema unico per tutte le sostanza chimiche, basato su quattro elementi fondamentali: la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la restrizione.

Tutti i processi previsti dal REACH sono governati dall'Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), avente sede a Helsinki (Finlandia), istituita allo scopo di garantire la coerenza dell'applicazione di REACH in tutta l'Unione europea.

Il REACH ha l'obiettivo di assicurare un elevato livello di protezione della salute umana e dell'ambiente attraverso il miglioramento della conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici, la promozione di metodi alternativi per la valutazione dei pericoli che le sostanze comportano, rafforzando nel contempo la libera circolazione di sostanze nel mercato interno, la competitività e le capacità innovative dell'industria chimica europea.

 

Il Regolamento (CE) N. 1272/2008del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008 è entrato in vigore il 20 gennaio 2009, noto anche come Regolamento CLP (acronimo di Classification, Labelling and Packaging) è relativo alla classificazione, all'etichettatura e all'imballaggio delle sostanze e delle miscele, modifica ed abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CE e modifica il regolamento (CE) n. 1907/2006. 

Il Regolamento CLP riguarda tutte le sostanze chimiche e le miscele pericolose e introduce cambiamenti di rilievo per i fabbricanti, gli importatori e gli utilizzatori a valle relativamente alla classificazione di sostanze e miscele e le conseguenti riformulazioni delle etichette di pericolo e aggiornamenti delle Schede di Dati Sicurezza (SDS).

 

Il Ministero della Salute è stato individuato quale Autorità Competente Nazionale per la gestione del REACH e del CLP, opera d’intesa con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero dello Sviluppo Economico e il Dipartimento per le Politiche Comunitarie della Presidenza del Consiglio dei Ministri, coordinandosi con le Regioni e Province Autonome.

Con l’Accordo di Conferenza Stato – Regioni n. 181 del 29 ottobre 2009, sono state stabilite le linee di indirizzo per sviluppare un armonico sistema dei controlli ufficiali per l’attuazione del regolamento REACH, nel rispetto della normativa vigente in materia di classificazione, etichettatura ed imballaggio delle sostanze e delle miscele.

 

La Regione Marche ha recepito l’Accordo con DGR n. 562 del 15/03/2010, modificata ed integrata con  DGR n. 1499 del 04/11/2013.

Gli atti individuano la PF Prevenzione e Promozione della Salute nei luoghi di vita e di lavoro dell’ARS Regione Marche quale Autorità Competente regionale  per i controlli sul Regolamento REACH e CLP.

Tale Autorità regionale si avvale del supporto del Gruppo tecnico Regionale per l’implementazione del regolamento REACH nelle Marche, costituito con Decreto del Dirigente della PF Sanità Pubblica del 22/12/2009 n.43/SAP_04 e s.m.i.

 

Alcuni link utili

www.echa.europa.eu/it

www.salute.gov.it

 

da sito Regione

D.Lgs.626/94 - Titolo VII e VII bis
Protezione da agenti cancerogeni mutageni e da agenti chimici 


Il D.Lgs. 626/94 e ss.mm. relativo al miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro, ha previsto delle misure generali di tutela tra le quali la valutazione, eliminazione e riduzione dei rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

Il D. Lgs. 25/2002 ha introdotto diverse precisazioni e specifiche al dettato generale sul "rischio chimico" negli ambienti di lavoro; per facilitare l'applicazione di detto decreto il Coordinamento Tecnico per la Sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e Province autonome, di cui fa parte la Regione Marche, ha elaborato le seguenti linee-guida:

1. protezione da agenti chimici; 
2. protezione da agenti cancerogeni e/o mutageni; 
3. protezione da agenti cancerogeni - lavorazioni che espongono a polveri di legno duro.



  Linee Guida AGENTI CHIMICI Regioni

  Linee guida Legno duro

  Linee Guida AGENTI CANCEROGENI MUTAGENI Regioni

 

 


Le Azione della REGIONE MARCHE in materia di Amianto

 

Contesto nazionale:

Dalla seconda “conferenza nazionale amianto” tenutasi a Venezia nel 2012, sono state riavviate una serie di iniziative di carattere nazionale, concordate tra Ministero della Salute e Regioni, che hanno recentemente portato (o stanno portando) risultati importanti:

-          accordo stato regioni del 2015 sulla qualificazione dei laboratori di analisi per la ricerca di fibre

-          accordo stato regioni del gennaio 2016 sulla informatizzazione delle relazioni dovute da parte delle aziende che bonificano (art.9 L. 257/92) e informatizzazione notifiche e piani di bonifica (art. 250 e 256 del D. L.gs 81/08)

-          completamento di progetto CCM per definire ed uniformare la sorveglianza sanitaria degli ex esposti che si tradurrà, entro breve, in accordo stato regioni

-          stesura tecnica di un “piano nazionale amianto” che, pur non essendo stato approvato per problemi collegati a coperture finanziarie nazionali, viene richiamato all’interno del Piano Nazionale prevenzione 2014 -2018, con l’obiettivo generale diretto a “Migliorare la tutela della salute e la qualità degli ambienti di vita e di lavoro in relazione al rischio rappresentato dall’esposizione ad amianto”.

 

Contesto regionale:

Storicamente la Regione Marche ha prestato particolare attenzione ala tematica dell’amianto, a partire dalla L. 257/92. In particolare ha effettuato una prima mappatura tra le più complete a livello nazionale nel periodo dal 2001 al 2007 ed è stata una delle prime regioni in Italia ad istituire i corsi di formazione abilitante sia per operatori addetti alla rimozione che per gestori, affidandolo al dipartimento di Prevenzione dell’allora ASL di Urbino.

Dal 2003 è operativo, presso la Università di Camerino, il Centro di Osservazione Regionale (COR) dei tumori da amianto, aderente alla rete nazionale coordinata da INAIL. Il centro riceve un contributo annuale dalla Regione Marche.

Recentemente, nell’ambito della DGRM n. 540 del 15 luglio 2015, con la quale sono state approvate le linee operative del PRP (Piano Regionale Prevenzione), sono state previste due linee di intervento specifiche in materia di amianto: la prima denominata «Prevenzione Amianto», la seconda relativa “all’assistenza sanitaria per gli ex lavoratori esposti ad amianto” che hanno rivalutato lo stato di attuazione della normativa, ponendosi come obiettivo il completamento nel triennio 2016 – 2018 delle azioni in sospeso.

    Al fine di coordinare e implementare tutte le azioni regionali e di supportare la specifica PF Prevenzione e Promozione degli Ambenti di Vita e di Lavoro dell’ARS, è stato ricostituito il Gruppo di Lavoro Regionale in materia di Amianto come indicato dal PRP.

 

PRP - La linea di intervento Prevenzione Amianto

A fianco della ordinaria attività di prevenzione e controllo (si riporta in tabella 1 il quadro riassuntivo dell’ordinaria attività svolta dai Dipartimenti di Prevenzione nei cantieri di bonifica), la linea di intervento “Prevenzione Amianto” del PRP ha lo scopo di riprendere una attività programmata di medio termine, coerente con la ripresa della attività programmatoria nazionale interrotta per diversi anni. Si è fatto riferimento pertanto agli atti di programmazione Regionale relativi al “Censimento Amianto – Imprese ed Edifici” avviato nel 2001, non completato nella 5^ ed ultima fase (Detta fase prevede le seguenti azioni di ispezione e monitoraggio ambientale da mettere in atto con il contributo Dipartimenti di Prevenzione dell’ASUR e dell’A.R.P.A.M.).

Nel quadro delineato, il PRP dal 2016 al 2018 prevede dunque:

·         Attuazione della 5^ fase del Piano Regionale Amianto, laddove è prevista la verifica ispettiva sulle situazioni a maggior rischio pesate in termini di gravità (con circa 800 controlli nei siti censiti da effettuarsi nei tre anni).

·         elaborazione di linee guida finalizzate ad uniformare gli interventi di vigilanza (compresa la formazione degli operatori dell’ASUR e dell’ARPAM);

·         aggiornamento del censimento/mappatura regionale mediante inserimento nel data base dei dati delle notifiche e dei piani di lavoro (ex artt.250/256 del D.Lgs. n. 81 del 09.04.2008) pervenuti ai Servizi dell’ASUR successivamente alla realizzazione del censimento;

·         implementazione della nuova graduatoria Regionale sugli edifici a rischio (in totale circa 15000 edifici censiti di cui in particolare n. 96 in classe 1 e n. 1549 edifici in classe 2);

·         attività di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle conseguenze ambientali e sanitarie della presenza di amianto;

·         attività di formazione dei dirigenti e lavoratori delle imprese di bonifica dell’amianto e del Responsabile Rischio Amianto (RRA); Per quest’ultimo aspetto si ritiene opportuno mantenere i format organizzativi già sperimentati e consolidati positivamente da molti anni, che hanno permesso  anche di essere la prima Regione Italiana nello sviluppo della formazione per la figura del Responsabile Rischio Amianto (RRA).

·         Attivazione di forme di informazione e assistenza qualificata nei confronti di tutti i portatori di interesse (lavoratori, datori di lavoro, cittadini, ecc…) che coinvolgano diffusamente le organizzazioni di rappresentanza imprenditoriale e dei lavoratori, i Comuni e le istituzioni scolastiche.

·        

Mantenimento delle attività del Centro Osservazione Regionale (COR) – RENAM (registro mesoteliomi) e restituzione dati alla popolazione, attivo fin dal 2003 presso l’Università di Camerino.

Tabella 1. Prevalenza di cantieri ispezionati per amianto sul totale dei cantieri vigilati nella Regione Marche nel periodo 2009-2015

 

 

Anno

Cantieri ispezionati

Cantieri ispezionati per Amianto

 

N.

N.

%

2009

1580

433

27,4

2010

1579

383

24,2

2011

1979

457

23,1

2012

1933

673

34,8

2013

1713

483

28,1

2014

1505

396

26,3

2015

1692

497

29,4

Totale

11981

3322

27,8

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispetto a quanto programmato con la linea di intervento “Prevenzione Amianto”, nel corso del 2016 sono state realizzate le seguenti azioni previste dal PRP:

1)        Formazione: Sono stati effettuati gli incontri tecnico-informativi con gli operatori individuati dai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione dedicati all’attività di aggiornamento del  data base di censimento.  

2)        Elaborazione di due atti di Indirizzo regionale (1. vigilanza su bonifiche, 2. Gestione segnalazioni / esposti): Sono stati elaborati entrambi gli indirizzi operativi che sono stati approvati dal gruppo regionale amianto e dai Direttori dei Dipartimenti di Prevenzione. 

3)        Aggiornamento database  Censimento / Mappatura:  Il valore atteso per il 2016  di inserimento del 33% dei piani Piani/notifiche arretrati è stato raggiunto ed in alcune AAVV dell’ASUR è stato superato.

4)        Verifiche sulle situazioni a  maggior rischio pesate in termini di gravità – Controllo edifici in classe 1: Il valore atteso per il 2016 di verifica sul campo dei 96 siti risultanti dal censimento in classe 1 è stato raggiunto. Gli accertamenti effettuati hanno consentito di verificare la riduzione del numero degli edifici in Classe 1 di circa il 30%; tale riduzione è dovuta alle  bonifiche effettuate nel corso degli anni e, in parte, a determinazioni analitiche di approfondimento attestanti l’assenza di amianto nei manufatti a suo tempo censiti. Sugli edifici in Classe 1 ancora presenti, sono stati effettuati controlli finalizzati alla verifica dello stato di conservazione dei materiali e nei casi di criticità dello stato di conservazione sono stati adottati provvedimenti specifici sia a tutela della salute pubblica sia a tutela dei lavoratori.

5)         Aggiornamento report COR: L’Università di Camerino sta redigendo il report d’aggiornamento relativo all’anno 2016

 

PRP - La linea di intervento “Sorveglianza sanitaria  per gli ex  lavoratori esposti ad amianto”

 

Questa linea di intervento prevede un percorso di assistenza sanitaria dei ex lavoratori esposti ad amianto nella Regione Marche secondo criteri condivisi anche con le parti sociali e  con  protocolli sanitari di intervento condivisi e validati a livello nazionale, per i quali è in corso di approvazione Accordo Stato Regioni.

Già da alcuni anni nella Regione Marche in alcune realtà, in cui  erano presenti attività lavorative con un ‘esposizione diretta ad amianto, esempio la  zona portuale di Ancona, lo  stabilimento di produzione di manufatti in cemento-amianto a Senigallia etc. , dai Servizi PSAL sono state attivate esperienze di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ma con l’attivazione di questa linea di intervento si vuole rendere più strutturato ed omogeneo nel territorio regionale l’approccio  all’ex lavoratore esposto ad amianto

I lavoratori ex esposti ad amianto rappresentano  una popolazione che necessita di risposte sia sanitarie che etico-sociali da parte del SSN, pertanto un programma di  sorveglianza sanitaria  dovrà avere i seguenti obbiettivi:

  • etici-sociali, al fine di rendere il soggetto un attore consapevole nella tutela della propria salute in rapporto all’esposizione pregressa;

§  medico-assicurativi e medico-legali, consistenti in un riconoscimento da parte dell’'INAIL di malattia professionale nel caso venga identificata una patologia correlata all’amianto;

§  epidemiologici,  al fine di monitorare nei prossimi anni l’estensione, in rapporto a livello di esposizione, dei danni alla salute derivanti dall’ amianto in ambito lavorativo;

§  sanitari veri e propri al fine di incidere sull’evoluzione delle patologie respiratori tenendo sotto controllo altri fattori concomitanti come infezioni respiratorie (accesso gratuito a campagne di  vaccinazioni quali antiinfluenzale e antipneumococcica) per i soggetti individuati ex esposti ad amianto

Tale approccio permetterà di implementare la conoscenza di  quale è stato l’impatto dell’amianto sulla salute dei lavoratori e l’emersione delle patologie asbesto correlate che sono caratterizzate da una lunga latenza prima di evidenziarsi

Il percorso di assistenza prevede una identificazione dell’ex lavoratore in rapporto anche all’entità di esposizione , attività di counseling ed accertamenti sanitari, eventualmente anche medico-legali,  da parte del SPSAL afferente per territorio.  L’attività di counseling, di promozione della salute e di diagnosi precoce delle patologie asbesto correlate non neoplastiche  potrà ridurre la morbilità delle patologie respiratorie e le relative complicanze.

Per gli attuali lavoratori addetti alla bonifica e smaltimento amianto, le cui norme legislative prevedono misure di prevenzione stringenti in cui l’eventuale potenziale esposizione potrà avvenire per cause accidentali , oltre ai controlli ispettivi sull’adozione di tali misure, è previsto un controllo sulla qualità della sorveglianza sanitaria a cui sono sottoposti questi lavoratori nel corso della loro vita lavorativa.

 

Altre azioni in materia di AMIANTO

 

Recentemente  la Conferenza Stato – Regioni con Atto n. 5 del 20.01.2016 ha approvato l’Accordo finalizzato alla completa informatizzazione degli adempimenti previsti dall’articolo 9, della legge 27 marzo 1992, n. 257 e dagli articoli 250 e 256, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, concernente le imprese che utilizzano amianto nei processi produttivi o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell’amianto.

L’Accordo prevede la trasmissione e la raccolta in via telematica, da parte delle imprese alle regioni, dei piani di lavoro, delle notifiche e delle relazioni annuali, che avverrà attraverso i rispettivi portali regionali  con software dedicato, messo a disposizione dal Ministero della salute.

L’implementazione di tale software assolve alla duplice funzione di:

·         consentire all’ASUR di avere a disposizione dati sempre aggiornati sulle attività di bonifica dell’amianto e sull’utilizzo dell’amianto nei processi produttivi; il tutto finalizzato ad una programmazione dell’attività di vigilanza mirata alle situazioni considerate a maggiore rischio di esposizione;

·         favorire la crescita della cultura digitale, promuovendo l'alfabetizzazione informatica, nonché i servizi digitali quali fattori essenziali di progresso e nel  contempo, di rilancio della competitività delle imprese che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell’amianto; da ultimo, consente anche di attuare processi di semplificazione degli adempimenti delle imprese.

Nella Regione Marche, allo stato attuale è già stato attivato il SERVER WEB che consentirà la compilazione on-line della documentazione e l’allineamento con il data base del censimento amianto.   L’avvio del sistema, che dovrebbe avvenire nel medio periodo, sarà preceduto da una prima necessaria fase di sperimentazione che sarà effettuata in alcune sedi di Servizio PSAL nel corso del 2017.

 


INCIDENTI DOMESTICI

Una parte degli incidenti domestici avviene a causa di distrazione, scarsa consapevolezza delle proprie capacità di reazione, scarsa conoscenza e/o inosservanza delle norme di sicurezza, la presenza in casa di apparecchi o sostanze chimiche pericolosi, ma anche, e forse soprattutto, a causa di un'inadeguata cultura della sicurezza e della prevenzione.

Per quanto riguarda le Marche, i dati della sorveglianza SINIACA (accessi ai PS per ID), effettuata presso alcuni PS della regione, evidenziano che il 25% degli incidenti giunti nelle strutture sanitarie si verifica in soggetti con più di 70 anni di età e l’11% in soggetti di età 1-10 anni. Gli ID in soggetti con meno di 1 anno sono poco numerosi ma, come risulta per le età più giovani, gli effetti risultano più gravi.

Altri dati interessanti sono forniti dal sistema di sorveglianza PASSI, che si basa su interviste alle persone di età 18-69 anni.

Il Progetto Casa sicura che  ne fa parte ha come scopo la riduzione degli incidenti domestici (ID) nei bambini attraverso la diffusione e l'utilizzo di materiale informativo ai soggetti significativi che possono agire sul target (genitori, familiari, pediatri di libera scelta) e lo sviluppo di pratiche di protezione e promozione della salute.

 


Medicina dello Sport


Le funzioni attribuite alle strutture di Medicina dello sport, nella Regione Marche, si articolano in due ambiti di intervento:  

a)  tutela sanitaria delle attività sportive agonistiche;

b) promozione dell’attività fisica nella popolazione generale e tutela sanitaria delle attività sportive non agonistiche.

L’art. 5 della legge 14.12.2000, n. 376 “Disciplina della tutela delle attività sportive e della lotta contro il doping” pone in capo alle Regioni la programmazione, nell’ambito dei piani sanitari regionali, delle attività di prevenzione e tutela della salute nelle attività sportive.

L’art. 7 ter del D.Lgs. n. 502/92 e s.m.i. stabilisce che l’attività di tutela della salute nelle attività sportive rientra tra le funzioni di competenza dei Dipartimenti di Sanità Pubblica.

La Regione Marche con la L.R. 12 agosto 1994 n. 33 ha disciplinato la Medicina dello sport e la tutela delle attività sportive nella Regione Marche e con successiva D.G.R. 1438/2007 ha disposto il “RIORDINO DELLE ATTIVITA' DI MEDICINA DELLO SPORT” in attuazione della L.R. sopra citata ed ai sensi del D.M. 18.02.82 e D.M. 28.02.1983 (quest’ultimo abrogato dal D.M. 24.04.2013). Tale DGR è stata revocata con la DGR n. 125/2019 e successivo DDPF n.6/2019.

La L.R. sopra citata prevede, tra l’altro, che I centri di medicina dello sport devono essere autorizzati ai sensi dell'articolo 4 della L.R. 23/1984, quest’ultima è stata abrogata dalla L.R. 21/2016.

In attuazione della DGR 1438/2007, sopra citata, sono stati adottati i DD.PF nn. 32/2009 e 20/2013 che hanno disposto le modalità di richiesta di accesso al “Registro Regionale informatico Centralizzato”.

Con la L.R. 5/2012 “Disposizioni regionali in materia di sport e tempo libero” ed il successivo R.R. 4/2013 “Disposizioni di attuazione della Legge Regionale 2 Aprile 2012, n. 5 (disposizioni regionali in materia di sport e tempo libero) la Regione Marche ha inteso promuovere lo sport e le attività motorio-ricreative in genere quale strumento fondamentale per la formazione e la salute della persona, per il miglioramento degli stili di vita individuali e collettivi nonché per lo sviluppo delle relazioni sociali e dell'integrazione interculturale ed ha, inoltre, apportato una modifica alla L.R. 33/94, di cui sopra, aggiungendo l’art. 4 bis.

Tale modifica ha previsto l’istituzione del registro regionale delle idoneità sportive, del libretto sanitario sportivo per ogni atleta e del “passaporto ematochimico” per ogni atleta di età compresa tra i quattordici e i diciotto anni.

Con la DGR 1287/2013 è stato disposto che l’ASUR dovesse assicurare, tra, l’altro, nell’ambito della organizzazione dei Dipartimenti di Prevenzione, lo svolgimento delle funzioni di “medicina dello sport”.

Con DGR 1507/2016 è stata apportata una modifica al Nomenclatore Regionale delle Prestazioni di Assistenza Specialistica Ambulatoriale per gli erogatori pubblici e privati accreditati della Regione Marche e relative tariffe  introducendo dei pacchetti di prestazioni inerenti l'attività di certificazione per la idoneità agli sport agonistici.

 

 


Polizia Mortuaria e attività funebre


Norme in materia di attività e servizi necroscopici funebri e cimiteriali

Regolamento ai sensi dell'articolo 11 della legge regionale 1° febbraio 2005

Registro Esercenti Attivita' Funebri

Formazione D.G.R. 1397/2009


Aspetti igienico sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine 


La Giunta Regionale con la deliberazione n. 874 ha approvato nella seduta del 24.07.06 le linee guida relative agli aspetti igienico sanitari per la costruzione, la manutenzione e la vigilanza delle piscine a uso natatorio, tale delibera è stata pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Marche n. 82 del 10.08.2006.

Successivamente sono state apportate delle modifiche, l'ultima delibera è stata approvata nell'anno 2013 - DGR 1431-

Accordo Stato - Regioni 16/01/2003


PROMOZIONE DELLA SALUTE

La Promozione della Salute è il processo che consente alle persone di esercitare un maggiore controllo sulla propria salute e di migliorarla (Ottawa Charter for Health Promotion. WHO, Geneva, 1986).

Le strategie individuate per promuovere la salute sono tre (OMS - glossario- DORS) :

advocacy    al fine di creare le condizioni essenziali per la salute precedentemente indicate;

enabling    per abilitare le persone a raggiungere il loro massimo potenziale di salute;

mediating   per mediare tra i diversi interessi esistenti nella società nel perseguire obiettivi di salute.

Il Ministero della Salute, con DPCM del 4 maggio 2007, ha promosso il programma “Guadagnare Salute: rendere facili le scelte salutari” che rappresenta la strategia nazionale per promuovere la salute come bene pubblico, attraverso l’integrazione tra le azioni che competono alla collettività e quelle di cui sono responsabili i singoli cittadini.

Il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2014-2018ha fatto proprio l’approccio intersettoriale di “Guadagnare salute”, per l’attuazione di politiche e azioni integrate, volte sia a modificare i comportamenti individuali non salutari (consumo di tabacco, inattività fisica/sedentarietà, scorretta alimentazione, consumo rischioso e dannoso di alcol), sia a creare condizioni ambientali atte a favorire il cambiamento dello stile di vita (migliorare la qualità dell’aria, ridefinire l’assetto urbanistico, bonificare territori contaminati, migliorare la qualità dei prodotti alimentari, garantire ambienti di lavoro sicuri e sani, ecc.).

 

VISION E PRINCIPI  del Piano Regionale della Prevenzione 2014 - 2018 (DGR 540/15)

 

La DGR 1434 del 22.12.15, nel recepire il Piano Nazionale della Prevenzione 2014-2018 e in coerenza con esso, indica alcuni elementi che caratterizzano il nuovo Piano Regionale della Prevenzione 2014-2018. In particolare:

  • l’adesione alla vision e principi generali del PNP 2014-2018 (par. 1.2.1 e 1.2.2);
  • la scelta di raccordare le molteplici linee di intervento all’interno di un limitato numero di programmi con la finalità di favorire il superamento della logica dell’intervento singolo, caratteristica dei precedenti piani;
  • l'individuazione di un modello territoriale omogeneo per l' attuazione in ciascuna Area Vasta dell’ASUR di interventi che, sulla base di sperimentazioni già realizzate, favoriscano il riconoscimento di ruoli specifici e, al contempo,  il raccordo tra le reti formali ed informali, interne ed esterne al SSR, istituzionali e dei portatori di interesse.

I tre elementi richiamati tendono in particolare a perseguire:

strategie di empowerment, in particolare organizzativo e di comunità, utili sia alla maggior efficacia e razionalità degli interventi,  sia al recupero di risorse complessive da tutto il sistema sociale e sanitario.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


I programmi 1 - 2 - 3 -  4 sono stati definiti in base alle tre fasce di età, bambini 0-3 anni, adulti, anziani e per il setting “scuola” 3 -18 anni.

 

 

 

Si sono costituiti gruppi di lavoro integrati (con referenti dei precedenti progetti trasversali di promozione degli stili di vita dell’ASUR, referenti di Area Vasta degli Ambiti Territoriali Sociali, referenti identificati in accordo tra ARS – Regione Marche ed Az. del SSR e dei portatori di interesse, in relazione alle specifiche linee di intervento) con l’obiettivo di valutare,  in particolare, i limiti e gli sviluppi potenziali della capacità di intervento, con modalità intersettoriali ed interprofessionali, nella ‘Comunità’ in generale e, più nello specifico,  nel sistema sanitario e sociale.

Nella stesura dei programmi e, soprattutto, delle azioni di piano (linee di intervento) si è tenuto conto, ove possibile, delle evidenze di efficacia, di azioni già svolte nel contesto locale (tenendo conto dei precedenti piani regionali della prevenzione) e nazionale, delle programmazioni nazionali di settore, con uno sguardo agli studi di valutazione di impatto internazionali. Sono state inoltre considerate le ‘buone prassi’ che nelle piattaforme nazionali evidenziano azioni utili ad una efficace prevenzione e promozione della salute.