RETI CLINICHE
Le reti cliniche, sono sistemi organizzativi complessi che consentono ai professionisti di più discipline di lavorare in modo coordinato nel contesto di più setting assistenziali, superando le consuete restrizioni dovute ai confini professionali ed organizzativi esistenti Le reti cliniche si focalizzano soprattutto su gruppi di patologie (ad esempio tumori, ictus, disturbi respiratori, ecc.), che richiedono risposte continuative e di alta qualità, ai tanti bisogni, attraverso i vari setting di cura ed assistenza La Regione Marche ha intrapreso un processo di sviluppo del sistema delle Reti (RSR) nella realtà territoriale utilizzando un modello di strategia e di implementazione basata sui risultati ottenuti dalle migliori esperienze nazionali ed internazionali, per facilitare uno sviluppo agevole, efficace ed uniforme delle RSR, così come definite dalla DGR n.1219/2014.

Una rete clinica, serve per facilitare la costituzione di una struttura organizzativa di integrazione che consenta ai team di professionisti di creare un flusso continuo di conoscenze cliniche e organizzative utili a promuovere la qualità, la sicurezza e a facilitare l’accesso alle cure. Le reti sono, quindi, utilizzate come strumento di sistema per promuovere modelli di cura efficaci, equi, sicuri, integrati ed efficienti, di evidenze scientifiche multidisciplinari ed appropriati. Tale processo viene reso operativo attraverso i percorsi diagnostico-terapeutico e assistenziali (PDTA).

PERCORSI DIAGNOSTICO TERAPEUTICI
I percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA) sono interventi complessi basati sulle migliori evidenze scientifiche e caratterizzati dall’organizzazione del processo di assistenza per gruppi specifici di pazienti, attraverso il coordinamento e l’attuazione di attività consequenziali standardizzate da parte di un team multidisciplinare. Da diversi anni, i PDTA vengono utilizzati per migliorare la qualità ed efficienza delle cure, ridurre la variabilità nelle cure e garantire cure appropriate al maggior numero di pazienti. Agire sull’appropriatezza degli interventi terapeutico-assistenziali, riorganizzando e standardizzando i processi di cura e monitorandone l’impatto non solo clinico ma anche organizzativo ed economico, consentirà non implementati solo di migliorare la qualità delle cure ma anche di affrontare il tema generale della limitatezza delle risorse attraverso una razionalizzazione dell’offerta e non solo una loro riduzione. Obiettivo generale del progetto sarà utilizzare lo strumento PDTA per promuovere percorsi di miglioramento delle cure ed assicurare l’effettiva presa in carico di determinate categorie di pazienti unitamente alla maggiore integrazione dei servizi. Verranno altresì sviluppati sistemi di valutazione che consentiranno di monitorare e valutare l’impatto clinico ed economico dei percorsi

 

Raccomandazioni sulla gestione del paziente affetto da Infarto Miocardico Acuto con ST sopraslivellato (STEMI)

 

 

LINK
Link suggeriti per Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA)

http://www.norme.marche.it/attiweb
European Pathway Association (E-P-A)
International Foundation for Integrated Care (IFIC)
Scottish Pathways Association
Journal of Clinical Pathway
International Journal of Care Coordination (ex International Journal of Care Pathways)

 


DIAGNOSI E CURA DEL DIABETE MELLITO: UNA ECCELLENZA MARCHIGIANA

LA STORIA
La Regione Marche è stata tra le prime regioni a dotarsi di una propria legge (L.R. n° 38/1987) già pochi mesi dopo la pubblicazione in G.U. della legge Nazionale n° 115/1987 sulla problematica DIABETE MELLITO.
Grazie a questo atto è stato possibile creare fin da subito i Centri di Diabetologia con una distribuzione capillare sul nostro territorio coprendo i fabbisogni delle grandi città (Pesaro, Fano, Ancona, Macerata, Fermo, Ascoli Piceno), della costa (Senigallia, Civitanova Marche, San Benedetto del Tronto) ed anche delle zone montane (Urbino, Fabriano, Jesi, Camerino). Inoltre veniva, sin da subito, riconosciuto il ruolo di Centro di Riferimento al reparto di Diabetologia e Malattie del Ricambio dell’INRCA di Ancona e individuato un Centro Regionale di Diabetologia pediatrica, all’interno della divisione di pediatria. Veniva altresì istituito il Comitato Diabetologico delle Marche composto oltre che dai responsabili dei centri di Diabetologia (CAD) dalle rappresentanze degli stakeholder quali Università, Associazioni diabetici e Medici di medicina Generale (MMG).
Negli anni, l’Agenzia Regionale Sanitaria (ARS) ha coordinato e dato impulso al sunnominato Comitato. Dal confronto costruttivo dei vari professionisti sono nati importanti spunti e progetti che l’ARS ha saputo cogliere e trasformare in atti sotto forma di delibere che hanno permesso la formazione e la crescita di una rete diabetologica marchigiana che è arrivata ad essere considerato un “modello” anche a livello nazionale.
In particolare, nel 2002-2003 alcuni Centri di diabetologia si mettono in rete utilizzando lo stesso software per la gestione dei dati clinici dei pazienti.

Negli anni successivi i CAD aderiscono al progetto e ad oggi sono tutti collegati in rete. Questa organizzazione garantisce a ciascun cittadino della Regione Marche di poter essere seguito in qualsiasi centro della regione, senza doversi portare dietro pesanti faldoni con tutti gli esami e le terapie precedenti. La sua storia clinica è sul server ed è disponibile (garantendo il massimo rispetto delle leggi sulla privacy) al sanitario che ha in cura il paziente in quel momento (per esempio un paziente dell’entroterra che si ricovera presso l’ospedale regionale di Torrette di Ancona). Ne consegue un miglior inquadramento diagnostico, una sicurezza sulla terapia assunta e l’immediata registrazione di ogni eventuale cambiamento di terapia, in modo che il diabetologo che aveva già in cura il paziente prima del ricovero troverà già aggiornata la cartella del suo paziente al momento della dimissione, indipendentemente dal fatto che il paziente stesso si ricordi di comunicargli le variazioni subite.

La LEGGE REGIONALE n° 1/2009, riconosce la necessità di un centro diabetologico di secondo livello per ogni provincia marchigiana e conferma la presenza di un centro diabetologico di primo livello per ogni zona territoriale allora esistente. Inoltre riconosce due eccellenze della nostra regione, elevandole a strutture complesse: Centro di riferimento regionale per la Diabetologia pediatrica istituito presso l’Azienda ospedaliero-universitaria Ospedali Riuniti Ancona, e il Centro di riferimento regionale del Piede diabetico, dotato di posti letto ed ubicato presso l’INRCA di Ancona. Viene altresì disposta la collaborazione ed interazione con i medici di medicina generale per la gestione integrata dei pazienti con un flusso bidirezionale per pazienti di gravità e complessità differenti.

La DGR n.1328/2006 fornisce le linee guida per il corretto utilizzo dei presidi per infusione continua di insulina sottocutanea (CSII o Microinfusori) per particolari classi di pazienti. Nella stessa delibera vengono ricompresi i sensori (per il controllo glicemico) associati al microinfusore. Questo ha permesso, nel corso dell’avanzare della tecnologia, di poter utilizzare anche i nuovi sistemi con sospensione automatica dell’infusione di insulina in caso di prevista ipoglicemia (e ripartenza dell’infusione al rialzarsi dei valori di glucosio).

La DGR n.1480/2013, nell’ambito del recepimento dell’Accordo Stato Regioni sulla malattia diabetica, si individuano in maniera più dettagliata le modalità della gestione integrata tra medico di medicina generale (MMG) e Centri di diabetologia (sfruttando un software dedicato, in grado di far interagire il software dei diabetologi con quello in uso presso la maggior parte dei MMG senza che nessuno dei due soggetti debba modificare il suo operato). E’ quindi stata avviata una sperimentazione che ha dato buoni risultati e che l’ARS ha intenzione di trasformare in un sistema permanente di collaborazione tra queste due figure fondamentali per la corretta gestione integrata del paziente diabetico.

Nel 2015 la LEGGE REGIONALE n° 9/2015 sottolinea con forza la necessità di una forte integrazione tra professionisti e MMG e pone le basi per un Dipartimento Diabetologico dei Centri della Azienda Sanitaria Unica Regionale (ASUR).

La DGR n.888/2017 fornisce ulteriori utili indicazioni per l’utilizzo dei sensori per il monitoraggio della glicemia anche in pazienti che non hanno un microinfusore, ma rispettano dei criteri di gravità per i quali è importante un monitoraggio continuo con o senza la presenza di allarmi per variazioni improvvise ed importanti della glicemia.

La DGR n.1149/2017 ha deliberato le “Linee guida per la accoglienza/assistenza del minore con diabete a scuola”, aggiornando ed integrando delibere simili emanate negli anni precedenti che nel settore hanno costituito un punto di riferimento a livello nazionale. In particolare nel documento vengono chiariti e ribaditi i ruoli, le competenze e le azioni dei singoli soggetti coinvolti nel processo: Famiglia, Dirigente Scolastico ed insegnanti, Centro diabetologia Pediatrica, Servizio Sanitario Regionale (pediatra di libera scelta, distretto sanitario, infermiere della assistenza integrata), Ufficio Scolastico Regionale, Associazioni dei pazienti/genitori e Regione.

INDIRIZZI CENTRI DIABETOLOGIA
Indirizzi e-mail dei Centri diabetologici della regione Marche, e nominativo di riferimento:

AZIENDA OSPEDALIERA MARCHE NORD
Responsabile: Giulio LUCARELLI dr.giulio.lucarelli@gmail.com
Referenti:
sede PESARO: Luigi MAGGIULLI luigi.maggiulli@alice.it
sede FANO: Gabriella GARRAPA gabriellagarrapa@hotmail.it

CAD URBINO
Maurizio SUDANO: msudano_99@yahoo.it

CAD SENIGALLIA
Silvana MANFRINI: silvana.manfrini@sanita.marche.it

CAD JESI
Franco GREGORIO: franco.gregorio@sanita.marche.it

CAD FABRIANO
Luciano EVANGELISTI: luciano.evangelisti@sanita.marche.it

INRCA
CAD:
Rosa Anna RABINI: r.rabini@inrca.it
SOC PIEDE:
Fabio ROMAGNOLI: f.romagnoli@inrca.it

AZIENDA OSPEDALIERA OSPEDALI RIUNITI DI ANCONA
Clinica di ENDOCRINOLOGIA e Malattie del Metabolismo
Massimiliano PETRELLI: m.petrelli@ospedaliriuniti.marche.it
SALESI (Diabetologia Pediatrica)
Valentino CHERUBINI: v.cherubini@univpm.it

CAD MACERATA - CIVITANOVA
Gabriele BRANDONI gabriele.brandoni1@sanita.marche.it
sede CIVITANOVA: Cristian QUATTRINI cristian.quattrini@sanita.marche.it

CAD CAMERINO
Natalia BUSCIANTELLA natalia.busciantella@libero.it

CAD FERMO
Elena TORTATO: elena.tortato@sanita.marche.it

CAD SAN BENEDETTO
Lina CLEMENTI: linaclem@libero.it

ASCOLI PICENO
Marianna GALETTA: mgaletta@icloud.com


RIFERIMENTI REGIONE – AGENZIA REGIONALE SANITARIA

Franco Stazio- Referente
071/8064068
franco.stazio@regione.marche.it

Massimiliano Petrelli - Dirigente medico
071/8064065
massimiliano.petrell@regione.marche.it

 

  MATERIALE PER IL MONITORAGGIO GLICEMICO E INFUSIONE INSULINA

La normativa per il rimborso delle strisce reattive per il controllo della glicemia, delle relative lancette pungi-dito e degli aghi per penne insulina (considerando ormai definitivamente abbandonato l’uso di siringhe insulina che sono poco precise e più inquinanti per l’ambiente) si è venuta a modificare ed aggiornare nel tempo, seguendo i nuovi dispositivi e le nuove linee guida, ma fondamentalmente si basa sulla Legge Regionale 38 del 1987 e sulle delibere DGR n.2454/2000 integrata dalla DGR n.324/2004, oltre che sul AIR Prot. n. 0697617/08/11/2010/R_MARCHE.
Seguendo le più aggiornate linee guida scientifiche e nell’ottica di razionalizzare la spesa garantendo non il “tutto a tutti” ma il “miglior strumento a ciascuno”, le norme per avere il sensore rimborsato dal SSR sono di seguito riassunte in maniera fruibile dal paziente.

CHI HA DIRITTO ALLE STRISCE REATTIVE PER GLICEMIA E RELATIVE LANCETTE PUNGIDITO + AGHI PER PENNA INSULINA?
Come attuato anche da altre regioni, le Marche hanno differenziato il numero di strisce reattive e lancette pungidito (che di solito coincidono) in base alla terapia ipoglicemizzante effettuata dal paziente e soprattutto al rischio di gravi ipoglicemie che questa terapia può causare.
La prescrizione su ricetta rossa o dematerializzata può essere fatta dal medico di medicina generale (MMG), dal pediatra di libera scelta (PLS) o dal medico specialista del centro diabetologico. Se il MMG/PLS ha dei dubbi sui quantitativi può richiedere un “piano terapeutico per i presidi” al Centro antidiabetico, o seguire gli schemi sopra riportati.

MICROINFUSORE DI INSULINA (INFUSIONE di INSULINA CONTINUA SOTTOCUTANEA- CSII)
La Regione Marche ha deliberato su questo importante strumento già nel 2006 (DGR n.1328/06), come sempre tra le prime regioni in Italia.

Questo strumento migliora la somministrazione della terapia insulinica e di conseguenza il controllo glicemico e la riduzione delle complicanze ad esso collegate.

Seguendo le più aggiornate linee guida scientifiche e nell’ottica di razionalizzare la spesa garantendo non il “tutto a tutti” ma il “miglior strumento a ciascuno”, le norme per avere il microinfusore rimborsato dal SSR sono di seguito riassunte in maniera fruibile dal paziente.

CHI HA DIRITTO AL MICROINFUSORE?


Poiché il microinfusore garantisce una costante e migliore infusione di insulina, i pazienti che possono beneficiare di tale strumento sono quelli in terapia insulinica multi-iniettiva:

- 4 o più somministrazioni di insulina
- Scarso controllo della HbA1c
- Importanti episodi di ipoglicemia
- Stile di vita erratico (Turni di lavoro, attività fisica intensa/agonistica
- Fenomeno “Alba”
- Gravidanza o programmazione di gravidanza
- Indicazioni specifiche per l’età pediatrica

Devono essere presenti 3 o più indicazioni per avviare la procedura

PRESCRIZIONE
Il paziente analizza con il proprio diabetologo di fiducia (appartenente ad un Centro Diabetologico riconosciuto dalla Regione Marche) se possiede le caratteristiche cliniche e psicofisiche per utilizzare lo strumento. In caso affermativo il diabetologo decide il modello più adatto alle caratteristiche del paziente e avvia la procedura con la ditta fornitrice.
Il periodo di prova stabilito dalla DGR è di 2 mesi e in tale periodo i costi sono a carico della ditta stessa.
Dopo tale periodo il diabetologo ed il paziente rivalutano i risultati ottenuti in termini di miglioramento dei parametri clinici e della qualità di vita. Se il risultato è positivo si procede con la prescrizione della pompa, dei materiali di consumo ed eventualmente del sensore per il monitoraggio glicemico. Se non ci sono stati miglioramenti (o addirittura si rilevano peggioramenti) la procedura viene sospesa e si torna alla multi-iniettiva.

La prescrizione medica del Centro specialistico di Diabetologia viene indirizzata alla farmacia territoriale di Area Vasta di appartenenza del paziente ed è la farmacia che provvede all’ordine e all’acquisto della pompa, dei materiali di consumo ed eventualmente del sensore per il monitoraggio glicemico. Il materiale di consumo viene erogato normalmente ogni 3-4 mesi (in base alle modalità operative di ciascuna farmacia territoriale di Area Vasta).

La Regione Marche rappresenta nel panorama nazionale una delle esperienze più importanti e significative per quanto attiene il modello organizzativo di cui si è dotata nel settore trasfusionale

loghino trasparente

Con la legge regionale 20 giugno 2003, n. 13 è stata infatti prevista la istituzione di un unico Dipartimento Regionale Interaziendale di Medicina Trasfusionale (DIRMT) e con le successiva DGR n.529 del 13.5.2004, così come poi rivista con DGR n.873 del 30.6.2008 (sito Regione) e l’istituzione del Centro Regionale Sangue con Legge 219/2005 e successivo Accordo Stato Regioni 206/2011 recepito con DGR 1417 del 8/10/2012,  sono state approvate le linee direttive, le funzioni, le articolazioni operative ecc.; tra gli obiettivi che il nuovo modello organizzativo si è posto è opportuno ricordare: 
1. il raggiungimento e successivo mantenimento dell’autosufficineza regionale e nazionale di sangue, emocomponenti e farmaci plasmaderivati attraverso un incremento della raccolta e la razionalizzazione dei consumi;
2. promuovere l’uniformità e la standardizzazione di tutte le procedure trasfusionali su tutto il territorio regionale;
3. razionalizzare l’impiego delle risorse, anche definendo le funzioni delle singole strutture trasfusionali;
4. garantire efficientemente la programmazione, il coordinamento e la verifica delle attività svolte delle strutture trasfusionali della Regione;
5. riorganizzare le attività produttive e di medicina trasfusionale e di diagnosi e cura, al fine di ottenere economie di scala, alta standardizzazione, abbattimento dei costi di produzione, risorse economiche e di personale liberate e loro eventuale utilizzo in attività centralizzate;
6. raggiungere una più efficace tutela della salute dei cittadini attraverso il conseguimento dei più alti livelli di sicurezza raggiungibili nell’ambito di tutto il processo finalizzato alla donazione ed alla trasfusione di sangue;
7. superare i criteri e le modalità in adozione per lo scambio intraregionale di sangue, emocomponenti e plasmaderivati,
8. sviluppare e migliorare il Sistema Informativo Trasfusionale.

Le attività del Dipartimento unico regionale hanno garantito:
- autosufficienza regionale e nazionale di sangue ed emocomponenti;
- raccolta plasma ad alta resa e conferimento all’industria di frazionamento;
-autosufficienza di farmaci plasmaderivati (Albumina, Ig vena, fattori della coagulazione)
- sostegno internazionale con progetti umanitari;
- utilizzo clinico del plasma di grado farmaceutico (plasma virus inattivato);
-laboratorio regionale centralizzato per la qualificazione biologica del sangue donato;
-implementazione del nuovo laboratorio regionale per le indagini bio-molecolari (NAT Testing) unico in Europa per configurazione.

 

RETE TRASFUSIONALE REGIONALE

La governance e l’organizzazione

Gli organi dipartimentali e le loro funzioni

 Unità Operative di Medicina Trasfusionale e Unità di Raccolta del sangue e degli emocomponenti al 31.12.2016.

 

Nel Dipartimento si distinguono alcune strutture per funzioni specifiche:

- Centro Regionale di riferimento per i “Difetti ereditari della Coagulazione, Emofilia A, Emofilia B, Malattia di Von Willebrand, disordini ereditari trombofilici”.
o (Unità Operativa di Medicina Trasfusionale di Macerata).
- Emostasi. Le Unità Operative di Medicina Trasfusionale di Macerata e San Benedetto del Tronto hanno anche funzioni di Centro per il monitoraggio della Terapia Anticoagulante Orale.
- Tipizzazione Tissutale HLA e Allergologia; Biologia molecolare
o (Unità Operativa di Medicina Trasfusionale di Ascoli Piceno).
- Validazione biologica degli espianti di organi
o (Laboratorio di sierovirologia e biologia molecolare regionale).

Dove, come e cosa donare
Oltre alle sedi istituzionali del DIRMT (sito: www.trasfusionalemarche.org) la Regione Marche ai sensi della DGR n. 736/2016 ha stipulato convenzioni con AVIS regionale www.avismarche.it e Gruppi Fratres.
Particolare attenzione è stata rivolta alla raccolta di plasma e nel 2017 la Regione Marche è stata la prima Regione per invio di plasma/ 1000 abitanti

I dati di attività - Dati di sintesi – anno 2016

46.440 donatori attivi
224 unità di personale in servizio
75.066 unità di sangue intero raccolte
1.434 unità di emazie da aferesi raccolte (comprese da multicomponent)
26.413 unità di plasma da aferesi raccolte (comprese da multicomponent)
1.837 unità di concentrati piastrinici da aferesi (raccolte comprese da multicomponent)
5.527 unità di concentrati piastrinici da buffy coat prodotte
34.173 kg di plasma conferiti all’azienda di plasmaderivazione
73.738 unità trasfuse di emazie
7.171 unità trasfuse di concentrati piastrinici
9.094 unità trasfuse di plasma di grado farmaceutico

 

Attualmente è in via di definizione un modello di Rete Oncologica che tenga in considerazione il quadro dei bisogni di salute e l’attuale sistema di offerta dalle varie strutture presenti sul territorio regionale, che ha come obiettivi la prevenzione primaria, gli screening, la diagnosi precoce la presa in carico, l'assistenza domiciliare, e delle cure palliative. Il documento prevede Il coinvolgimento attivo dei pazienti, delle associazioni dei malati e dei cittadini e l’istituzione di un Comitato tecnico scientifico (CTS) per il coordinamento dello sviluppo di attività di ricerca clinica regionale.


Premessa
Come è noto, la nefrologia è una branca della medicina interna che si occupa di malattie renali. Il nefrologo studia il rene dal punto di vista anatomico, fisiologico e ne studia le malattie. Inoltre, si occupa di ipertensione arteriosa e dei disordini dell'acqua e degli elettroliti corporei.
La nefrologia, oltre alla prevenzione e cura della malattia ai suoi esordi, si occupa di assicurare il supporto sostitutivo renale mediante dialisi ai pazienti con insufficienza renale acuta o cronica.
La Regione Marche ha una popolazione di residenti pari a 1.538.055. I pazienti in trattamento dialitico risultavano essere 1009, censimento del 2014 come pubblicato dalla Società Italiana di nefrologia (SIN).
Da un’indagine conoscitiva effettuata, riguardo l’informatizzazione dei Centri di Nefrologia e dialisi della Regione Marche, risulta che il 100% delle suddette strutture presenti sul territorio utilizzano un software di cartella clinica o di gestione di dialisi. Ciò nonostante l’informazione non emerge restando nell’ambito ristretto della Unità Operativa o ad appannaggio di alcuni operatori sanitari.
Questo è dovuto essenzialmente al fatto che l’informazione necessaria per le esigenze amministrative e decisionali e per analisi epidemiologiche e prevenzione non è fruibile ma rimane ad uso e consumo della singola unità operativa distribuita sul territorio regionale.
La risposta può essere fornita istituendo la Rete Nefrologica della Regione Marche che, opportunamente architettata, consentirebbe un recupero rapido delle informazioni a vantaggio degli operatori: amministrativi, decisionali e sanitari. Questa è una priorità per ARS nel 2018 e si conta per fine anno di averla realizzata.


L’architettura generale del sistema Rete generale nefrologica è di seguito illustrata
.

Nel disegno dell’architettura generale del Sistema sono evidenziati gli attori principali:

1. Il Sistema delle Unità Nefrologiche.
2. I Medici di Medicina Generale (MMG).
3. Il Registro Regionale di Patologia (MRC, IRC e Trapianto).
4. Il Dipartimento Sanità Regionale.
Ciascun Attore del Sistema ha precisi compiti al fine di rendere realizzabili gli obiettivi auspicati per la creazione della rete nefrologia regionale. Gli obiettivi da raggiungere sono di seguito elencati:
• Prevenzione e Controllo della Malattia Renale Cronica (MRC).
• Adottare il Registro regionale della MRC a fini epidemiologici, di controllo e pianificazione.
• Uniformare la cartella clinica nefrologica elettronica per facilitare la comunicazione e gestione del paziente nell’intera area regionale.
• Migliorare la cura e l’assistenza dei pazienti con Insufficienza Renale Cronica (IRC).
• Adottare il Registro regionale dei pazienti con IRC e con Trapianto a fini epidemiologici, di controllo e pianificazione.
• Favorire la deospedalizzazione mediante l’uso di dispositivi elettronici che favoriscono il controllo a distanza dei pazienti domiciliari.
• Facilitare la rendicontazione amministrativa.
• Ottimizzare i costi di gestione.

Medico Medicina Generale e il Sistema delle Unità Nefrologiche
In una delle ultime riunioni Stato-Regioni è stato approvato un documento di indirizzo sulla MRC che prevede la costituzione di una rete organizzata per la presa in carico dei pazienti con MRC con lo scopo di garantire continuità e appropriatezza delle cure attraverso il coinvolgimento del medico di medicina generale, dello specialista e degli infermieri.
Il trattamento della MRC allo stadio terminale genera forti oneri per il sevizio sanitario. Il costo diretto annuo del trattamento di un paziente in dialisi va da un minimo di 29.800,00 euro per quelli in dialisi peritoneale (calcolato come costo per ogni singola prestazione a 83,00 euro per 7 sedute) fino a un massimo di 43.800,00 euro per quelli in emodialisi (calcolato come costo medio per ogni singola prestazione di 281,00 euro per 3 sedute settimanali) 5 a questi costi diretti, sanitari e non sanitari, andrebbe aggiunta la quantificazione dei costi indiretti.
I costi del trapianto sono stimati in 52.000,00 euro per il primo anno e 15.000,00 euro per ogni anno successivo al primo.
È stato inoltre calcolato che la possibilità di ritardare di almeno 5 anni la progressione del danno renale per 10% dei soggetti dallo stadio III allo stadio IV e di ritardare sempre di 5 anni l'invio dei pazienti in dialisi, permetterebbe al SSN di risparmiare risorse per 2,5 miliardi di euro.
Da questa breve analisi socio-economica si evidenzia l’importanza del problema della MRC che necessita essere affrontata.
Per poter affrontare correttamente il problema è indispensabile porre i seguenti obiettivi specifici:
1. prevenzione della MRC e individuazione precoce del paziente con MRC e presa in carico da parte del MMG/PLS e del Nefrologo;
2. prevenzione del ritardo nel riferimento allo specialista;
3. rallentamento della progressione del danno renale;
4. riduzione dell’incidenza delle complicanze della MRC e del trattamento sostitutivo.

Il MMG assume un ruolo fondamentale innanzitutto per quel che riguarda la prevenzione della malattia e la tua interazione con lo specialista Nefrologo. Tuttavia ciò non significa demandare tutti i pazienti, con presunta MRC, verso l’ambulatorio nefrologico altrimenti si innescherebbe un altro problema che il sovraffollamento delle liste d’attesa per le visite ambulatoriali presso la struttura ospedaliera quindi ulteriori costi per la Sanità regionale ma, piuttosto, concordare con lo specialista modalità di intervento e cura della malattia e demandare solo i casi più gravi o che necessitano la visita specialistica magari concordata o richiesta dallo stesso nefrologo.
Il MMG dovrà essere opportunamente formato per la gestione del paziente con MRC insieme alle modalità di comunicazione ed interazione con lo specialista. Una volta che il MMG è stato formato comprenderà meglio come comportarsi con tali pazienti, quali sono le informazioni cliniche da far pervenire al Nefrologo e quando indirizzare il paziente presso l’ambulatorio specialistico. Il Nefrologo, d’altra parte, potrà intervenire in tempo sul paziente e, anche insieme al MMG, potrà prescrivere l’adeguata cura, farmacologica e/o dietetica, al fine di ritardare il più possibile l’ingresso in dialisi (ultimo stadio della MRC) al paziente.

Sistema informativo della MRC
La MRC è definita come “una condizione di alterata funzione renale che persiste per più di 3 mesi” ed è classificata in 5 stadi di crescente gravità.
Si ribadisce l’importanza della diagnosi precoce e di come un Sistema Informativo dedicato alla MRC potrebbe garantire soluzioni razionali nella gestione della stessa malattia a vantaggio soprattutto del cittadino/paziente nonché degli operatori e delle strutture sanitarie in termini di ricerca epidemiologica, miglioramento delle cure prescritte e riduzione della spesa.
L’obiettivo del Sistema Informativo per la MRC è quello di:
• consentire al MMG, attraverso un’adeguata formazione, di identificare precocemente i soggetti allo stadio 1, 2 e 3a con i semplici test diagnostici ed effettuare la segnalazione consapevole alla unità nefrologica di pertinenza (riduzione delle liste d’attesa ambulatoriali);
• consentire una rapida decisione da parte dello specialista nefrologo circa la presa in carico, o meno, del paziente a seconda dello stato della malattia;
• consentire al nefrologo di fornire indicazioni cliniche al MMG in caso di non presa in carico del paziente;
• coinvolgere il paziente, qualora in carico presso l’unità nefrologica, nella gestione della sua malattia;
• Creazione di un Registro di patologia MRC (pazienti non in trattamento dialitico).
La presa in carico precoce del paziente con MRC e la condivisione con il nefrologo di questi pazienti costituiscono il perno su cui si articolano i diversi livelli di cura.
Sono possibili almeno tre diversi livelli assistenziali:
1. territorio,
2. gestione ambulatoriale,
3. gestione ospedaliera.
Ognuno dei tre livelli non è fine a sé stesso, ma può trasmigrare negli altri a seconda del quadro clinico del paziente, delle sue complicanze ed accelerazioni.