Terremoto Marche

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lunedì 16 dicembre 2019  12:23 

“È una giornata stupenda non solo per Camerino, ma anche per i donatori, i coniugi Arvedi, che ricevono la cittadinanza onoraria. Inoltre, i tanti sindaci presenti testimoniano la vicinanza di tutte le Marche. Il privato ha l’opportunità di poter saltare molte procedure burocratiche imposte agli Enti pubblici e quindi si è restituita, con una tempistica molto breve, la basilica di San Venanzio alla comunità. Non vi è competizione tra privato e pubblico. L’importante è dare risposte ai cittadini e noi siamo grati a chi le dà, come in questo caso”. Così il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli a Camerino, accompagnato dall’assessore regionale Angelo Sciapichetti e accolto dal sindaco Sandro Sborgia, ha partecipato alla riapertura dei battenti della basilica di San Venanzio alla presenza di tanti camerti e settempedani.
Soddisfatto Sciapichetti che ha sottolineato il bel segnale di speranza per tutta la collettività dell’alto maceratese. "La partecipazione di numerosi cittadini - ha detto - fa comprendere l’importanza dell’evento tanto atteso”. Sulla stessa scia Sborgia nel rimarcare il segnale “di rinascita che identifica la possibilità di ricostruire velocemente. Siamo orgogliosi di aver dato la cittadinanza onoraria a chi ha permesso tutto ciò”. A presiedere la cerimonia è stato il Nunzio apostolico in Italia, monsignor Emil Paul Tscherrig, che durante l’omelia ha evidenziato: “Oggi è il punto di arrivo di un lungo cammino e le nostre chiese sono dei luoghi dove è possibile vivere il presente con passione e guardare il futuro nella fede di Cristo. Occorre impegno da parte della comunità nel collaborare e non lasciarsi frenare dalla paura”. Nella basilica i lavori realizzati tramite il finanziamento di 1,8 mln di euro della Fondazione Arvedi-Buschini di Cremona sono stati molto importanti, perché si sono dovute rinforzare tutte le murature portanti all’interno del tempio con reti di carbonio e sono stati rifatti tutti gli intonaci seguendo fedelmente il disegno originario. Il conferimento della cittadinanza onoraria ai coniugi Arvedi è avvenuto nella stessa chiesa, al termine della solenne cerimonia religiosa.