Area di riferimento: Nazionale
Emanato un nuovo DPCM per il settore dell’Automotive nel periodo 2026-2030: il Governo ha scelto di destinare la quota largamente prevalente delle risorse disponibili agli investimenti delle imprese della filiera.
Dal sostegno alla domanda al sostegno all'offerta
Il decreto utilizza le risorse del Fondo istituito dall'articolo 22 del decreto-legge n. 17/2022, creato per favorire:
- la transizione verde;
- la ricerca e sviluppo;
- gli investimenti nella filiera automotive;
- l'insediamento e la riconversione produttiva;
- la riqualificazione verso produzioni innovative e sostenibili.
La dotazione originaria del Fondo ammonta a 700 milioni di euro per il 2022 e a 1 miliardo di euro annuo dal 2023 al 2030.
Nell'ambito della nuova programmazione 2026-2030, il DPCM mobilita complessivamente 1,343 miliardi di euro. Di queste risorse, 931 milioni di euro sono destinati all'articolo 2, pari a circa il 69% del totale disponibile.
Oltre 630 milioni per gli Accordi per l'Innovazione
La quota più consistente, pari a oltre 631 milioni di euro, finanzia gli Accordi per l'Innovazione. Lo strumento, già operativo nell'ambito del Fondo per la crescita sostenibile, sostiene progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e innovazione tecnologica caratterizzati da elevato impatto industriale. L'obiettivo è rafforzare la capacità innovativa delle imprese della filiera e favorire lo sviluppo di nuove tecnologie per la mobilità del futuro.
La novità: i Mini Contratti di sviluppo
L'elemento più innovativo del provvedimento è rappresentato dall'introduzione di un nuovo canale di finanziamento destinato ai programmi di investimento inferiori a 20 milioni di euro.
A questa misura vengono destinati 300 milioni di euro. Il nuovo strumento nasce per risultare maggiormente compatibile con le esigenze delle PMI dell'automotive, spesso escluse di fatto dagli strumenti di maggiore dimensione.
Le modalità operative saranno definite con un successivo decreto del Ministero delle imprese e del made in Italy.
Una filiera automotive interpretata in senso ampio
Particolarmente interessante è la definizione delle attività finanziabili.
I progetti potranno riguardare:
- sviluppo, ingegnerizzazione, testing e produzione di nuovi veicoli;
- sistemi di alimentazione e propulsione a minori emissioni;
- componenti e tecnologie per la mobilità sostenibile, autonoma, connessa e intelligente;
- riconversione industriale verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo.
Quest'ultimo aspetto merita attenzione.
L'apertura alle tecnologie dual use
L'articolo 2 introduce esplicitamente la possibilità di sostenere processi di diversificazione e riconversione verso tecnologie strategiche ad alta intensità di ricerca e sviluppo, con particolare riferimento ai settori a potenziale dual use.
Per molte imprese della componentistica automotive ciò potrebbe rappresentare un'importante opportunità di diversificazione industriale in una fase di profonda trasformazione del settore.
Redazione redazione@regione.marche.it host