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giovedì 23 aprile 2026  15:52 

Dai progetti finanziati da INVITALIA ai fondi PNRR attratti nei territori, dalla nascita di nuovi incubatori d’impresa alla sperimentazione nazionale dei Borghi del Futuro: in meno di dieci anni Jazz’Inn si è affermato come uno dei principali laboratori italiani di innovazione territoriale partecipata. Un percorso che dimostra come il cambiamento possa partire anche dai piccoli centri, trasformando bisogni locali in opportunità di sviluppo concreto.

È stato presentato questa mattina, nella Sala Raffaello della Regione Marche, Jazz’Inn 2026 – Umanità Aumentata. Persone oltre la tecnologia, il tour nazionale promosso dalla Fondazione Ampioraggio che, in occasione del suo decennale, raddoppia il format e sceglie il Comune di Ostra come sede della tappa estiva in programma dal 29 giugno al 3 luglio 2026. Alla conferenza stampa hanno partecipato il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, il sindaco di Ostra Federica Fanesi, la presidente della Fondazione Ampioraggio Giovanna Ruggiero e il direttore generale Giuseppe De Nicola, che hanno illustrato obiettivi, visione e modalità di partecipazione dell’edizione 2026.

Sono intervenuti inoltre Roberto Crostella, direttore generale della BCC di Ostra e Morro d’Alba, Paolo Giacometti, amministratore delegato e General Manager di Welfarebit, Marilena Andreolini, dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo di Ostra, e Maurizio Masotti, CEO di Quattroemme Consulting, a testimonianza del coinvolgimento diretto di istituzioni, imprese, scuola e sistema economico locale.

INTERVENTI

“Questa è un’opportunità, non solo per Ostra ma per tutta la Regione – ha detto il presidente, Francesco Acquaroli - che unisce territorio, innovazione e creatività delle nostre imprese, e che ci consente di costruire una piattaforma capace di generare valore anche nel futuro. Un percorso che guarda ai giovani e, soprattutto, a un metodo di lavoro che rischiamo di perdere, confondendo la centralità delle tecnologie – che sono strumenti – con quella imprescindibile dell’essere umano e della sua creatività. Al centro c’è il borgo, luogo che può ispirare idee, visioni, progettualità e innovazione. Le Marche sono una regione profondamente creativa: la nostra imprenditoria nasce da piccoli comuni che hanno costruito eccellenze riconosciute nel mondo, con realtà in cui i dipendenti superano qualche volta i residenti e con intuizioni capaci di conquistare i mercati globali. Il borgo è il palcoscenico naturale in cui la persona continua a essere centrale. Tanti sono gli esempi: da Vitruvio, di cui a Fano è stata ritrovata la basilica, a Mattei, che celebreremo a breve: il genio marchigiano è il vero protagonista, e il nostro territorio il suo palcoscenico ideale”.

Il sindaco Federica Fanesi ha ripercorso le tappe: “Il nostro incontro con la Fondazione Ampioraggio è nato dall’invito di un imprenditore socio a partecipare a un loro webinar. Subito abbiamo colto la qualità della proposta e il loro approccio: dinamico e concreto, ma allo stesso tempo capace di costruire una visione di lungo periodo. Il valore aggiunto è l’ecosistema che la Fondazione ha creato e continua ad alimentare, composto da innovatori provenienti da tutta Italia e da ambiti diversi, capaci di coinvolgersi in modo autentico nelle dinamiche dei territori, valorizzandone le potenzialità e offrendo supporto dove necessario. In questi mesi la Fondazione ha già incontrato imprenditori, associazioni, enti e cittadini del territorio attraverso laboratori e momenti di confronto come l’Ampioraggio Day dello scorso novembre. Il coinvolgimento si rafforzerà ulteriormente con Jazz’Inn 2026, che Ostra avrà l’onore di ospitare come prima tappa del decennale della Fondazione. Un appuntamento che rappresenta una grande opportunità non solo per il nostro Comune, ma per l’intera Regione Marche. In questo anno e mezzo sono già nati risultati concreti: nuove relazioni significative, il riconoscimento di Ostra come primo comune socio della Fondazione e la definizione di quattro progetti di alta tecnologia che verranno realizzati in occasione di Jazz’Inn 2026 e resteranno poi come dotazione per il Comune. Parallelamente sta prendendo forma un nuovo percorso identitario, costruito insieme, fuori dai luoghi comuni e orientato a generare valore per il territorio”.

Giovanna Ruggiero, presidente della Fondazione Ampioraggio, ha sottolineato: “La scelta di Ostra per la prima tappa di Jazz’inn 2026 ha un valore profondamente simbolico: portare il decennale di un ecosistema nazionale dell’innovazione in un borgo che sceglie di investire sul futuro significa confermare la nostra visione che i territori interni non sono marginali, ma luoghi generativi. Con il tema Umanità Aumentata vogliamo ribadire che tecnologia e innovazione hanno senso solo se rafforzano relazioni, comunità e coesione e che, prima della tecnologia, la vera innovazione la fanno le persone che fanno squadra”.

Secondo Giuseppe De Nicola, direttore generale Fondazione Ampioraggio “Ostra rappresenta perfettamente l’idea di Jazz’inn: un luogo capace di trasformare una sfida concreta di rigenerazione in una piattaforma di collaborazione aperta tra istituzioni, imprese, startup e investitori. Da qui prosegue un percorso che collega aree interne e grandi città in un unico ecosistema nazionale, dimostrando che l’innovazione può nascere dalla lentezza delle relazioni e generare investimenti reali nei territori”.

IL FORMAT

L’edizione 2026 si articolerà in due tappe: a Ostra, dal 29 giugno al 3 luglio, con il living lab dedicato a rigenerazione territoriale, turismo sostenibile e nuove economie delle aree interne, e a Roma, dal 9 al 13 novembre presso l’Acquario Romano, momento conclusivo di confronto nazionale sui progetti sviluppati. Il tema “Umanità Aumentata” sintetizza la visione di tecnologia e innovazione come strumenti al servizio delle persone e della coesione territoriale.

Per candidarsi è sufficiente collegarsi al sito www.fondazioneampioraggio.it, nella sezione dedicata a Jazz’Inn 2026, dove è disponibile il form per la candidatura dei case giver, i protagonisti del percorso: aziende, startup, amministrazioni pubbliche locali e centrali, terzo settore, mondo della ricerca e investitori di tutta Italia che abbiano un progetto e siano alla ricerca di sinergie e collaborazioni. Le candidature devono essere inviate entro il 31 maggio alle ore 24. La Fondazione selezionerà 50 progetti, mentre 10 saranno indicati direttamente dal Comune.

Jazz’Inn nasce nel 2017 a Pietrelcina come festival dedicato al jazz, musica che oggi accompagna le serate mentre il cuore dell’iniziativa è diventato un modello nazionale di innovazione partecipata. Negli anni il progetto ha generato risultati concreti nei territori coinvolti: a Pietrelcina è nato un incubatore per un’azienda genovese con nuovi posti di lavoro, il borgo è stato selezionato tra i dodici del programma nazionale Smarter Italy promosso dal Ministero dello Sviluppo Economico, nei luoghi attraversati diversi progetti sono stati sostenuti da INVITALIA e sono stati attivati investimenti per milioni di euro anche attraverso il PNRR. Alla base del percorso c’è l’idea che non esistano periferie e che anche un piccolo centro possa diventare capitale dell’innovazione: Ostra, come Roma, accoglierà tra i 600 e i 900 partecipanti provenienti da tutta Italia.

Il Comune diventa il primo ente locale socio della Fondazione Ampioraggio e porta al centro del living lab una sfida concreta di rigenerazione urbana, il recupero dell’ex ospedale del Cinquecento attraverso modelli di partenariato pubblico-privato. Quattro soci della Fondazione hanno messo a disposizione servizi digitali che renderanno il borgo anche un demo smart lab nazionale. Qui il confronto tra amministrazioni, imprese, startup, università e mondo dell’innovazione si tradurrà in progetti immediatamente sviluppabili e sostenibili da investimenti.

Il 2026 segna il decennale della Fondazione Ampioraggio, che in questi anni ha attraversato l’Italia da Pietrelcina a Merano, da Laigueglia a Campobasso dimostrando come l’innovazione possa nascere dalla collaborazione tra territori diversi. Con l’edizione del decennale Jazz’Inn entra in una nuova fase, mettendo per la prima volta in dialogo aree interne e grandi città metropolitane in un unico ecosistema nazionale.