Ambiente

Rete Ecologica Marche (REM)

Con Legge Regionale n. 2 del 5 febbraio 2013 la Regione Marche si è dotata di una norma che istituisce e disciplina la Rete ecologica (REM). Un voto pressoché unanime dell'Assemblea Legislativa ha riconosciuto la conservazione della biodiversità naturale e la tutela del paesaggio quali valori condivisi a vantaggio della collettività.

La REM rappresenta lo strumento di analisi, interpretazione e gestione della realtà ecologica regionale più completo e avanzato, da mettere a disposizione dei vari livelli di programmazione e pianificazione del territorio, al fine di integrare concretamente la conservazione della biodiversità, richiesta in sede internazionale e nazionale, con le politiche di sviluppo.
La Legge individua gli elementi che costituiscono la REM nelle aree di valenza ecologica già esistenti e disciplinate dalla propria normativa (siti Natura 2000, aree floristiche, oasi di protezione faunistica, ecc.). Non vengono quindi determinati nuovi livelli di pianificazione e di vincolo territoriale.
La legge prevede inoltre il recepimento della REM negli strumenti di pianificazione adottati dopo la sua entrata in vigore e favorisce gli interventi di rafforzamento delle connessioni ecologiche e, più in generale, la valorizzazione dei servizi ecosistemici.

La Regione Marche ha realizzato il progetto per la definizione della Rete Ecologica Regionale (REM) con l'obiettivo di tutelare l'integrità dei processi ecologici e dei relativi servizi ecosistemici, di mitigare la frammentazione del territorio e di conservare le comunità vegetali e animali, sulla base delle linee guida adottate con Delibera di Giunta Regionale n. 563 del 14 aprile 2008.

Con Delibera di Giunta Regionale n. 1634 del 7 dicembre 2011 è avvenuta l'approvazione della Struttura, degli obiettivi e degli strumenti di attuazione della Rete ecologica delle Marche.

La Regione Marche è partner dal 2016 del Progetto Comunitario Interreg Europe BID-REX (2016-2021). La Rete Ecologica Regionale REM è il policy instrument della Regione Marche per implementare uno specifico Action Plan territoriale per attuare politiche di sviluppo, volte a migliorare il livello conoscitivo dei dati sulla biodiversità e il patrimonio naturale regionale e come volano di sviluppo per un'economia sostenibile per l'ambiente.  

Attualmente è in corso la fase di partecipazione pubblica per la proposta di D.G.R. contenente gli indirizzi per il recepimento della Rete Ecologica Regionale (link). 


D.G.R. n. 1247/2017, "Definizione della rete Ecologica delle Marche (REM). Legge regionale 5 febbraio 2013, n. 2, art. 4 e DGR 1634/2011 

Legge Regionale n. 2/2013, "Norme in materia di rete ecologica delle Marche e di tutela del paesaggio e modifiche alla Legge Regionale 15 novembre 2010, n. 16 "Assestamento del Bilancio 2010"  BUR n. 9 del 14/02/2013 )

D.G.R. n. 1634/2011, "DGR. n. 563/2008 - Rete Ecologica delle Marche (REM). Indirizzi per la definizione degli obiettivi di qualità e di valorizzazione ambientale ai fini dello sviluppo ecocompatibile delle Marche"

D.G.R. n. 563/2008, "Programma per tutela della biodiversità e definizione rete ecologica regionale - Atto di indirizzo per realizzazione interventi e ripartizione fondi di cui ai cap. 42505103, 42505801, 42506202, 52805117, 52805126/08."

ANALISI DI DETTAGLIO AREE DI APPROFONDIMENTO - MACROPROGETTI

Premessa

LE VENTICINQUE AREE DI APPROFONDIMENTO

Le 25 aree di approfondimento non intendono rappresentare priorità di intervento all'interno del territorio regionale, ma fornire, in maniera esplicativa non esaustiva, elementi metodologici caratteristici delle  situazioni di commistione tra rurale ed edificato o della criticità e/o valenza di ambiti naturali e antropizzati rinvenibili a livello regionale (siano essi di carattere costiero piuttosto che collinare o montano), utili a: 1) chiarire la metodologia di lavoro per implementare il disegno delle reti ecologiche a scala locale; 2) attuare interventi di riduzione e mitigazione degli impatti sui sistemi di connessione; 3) essere recepiti negli strumenti di pianificazione territoriale (PTC, PRG, regolamenti comunali, piani di settore, ecc) .

Il numero di venticinque aree, equamente distribuite tra le cinque Province, è legato alla vastità del territorio regionale  per cui, nella fase di definizione della rete ecologica, non si è ritenuta omni comprensiva una selezione con un numero minore di approfondimenti.

Sulla base dell’analisi SWOT effettuata  sulle  25 aree pilota , del successivo lavoro di ricognizione dei contenuti biologici ed antropici e della sovrapposizione dei contenuti delle suddette serie, è stato possibile individuare gli orientamenti strategici che sono poi stati rappresentati su supporto cartografico.

LE CINQUE AREE DI PROGETTO

 Se l’analisi SWOT e la conseguente individuazione delle rispettive Strategie hanno riguardato la totalità delle aree d’approfondimento, la fase di traduzione dei suddetti orientamenti in obiettivi progettuali ha coinvolto un numero di cinque aree (distribuite equamente sui territori provinciali).

Anche in questo caso si sottolinea che nella scelta non si è inteso enucleare le priorità di intervento in ambito regionale ma dal riconoscimento di alcune particolarità, criticità, o aspetto di valore, tali da rendere l’area stessa emblematica tra gli scenari incontrati. 

 

PESARO-URBINO (id. Provincia- a): Baia del Re;

ANCONA (id. Provincia- b):  Macro Progetto Parco del Conero (Bacino dell’Aspio e Foce del Musone);

MACERATA (id.Provincia- c): Macro Progetto Pedemontana tra Fabriano e Muccia (Fondovalle dell’Esino, 

Colline di Camerino e Sinclinale di Camerino);   

FERMO (id. Provincia- d): Colline costiere del Fermano

ASCOLI PICENO (id. Provincia- e): Fondovalle del Tronto

 

Mediante un percorso partecipato e concertato con le Amministrazioni (Province, Comuni, Comunità Montane, Consorzi di Bonifica, ecc), sarà possibile raccogliere gli elementi uliti a definire il quadro conoscitivo e giungere al disegno delle reti ecologiche locali (v. anche LL.GG VAS 148/2017) alla scala territoriale di dettaglio.    

 

00 Aree di Approfondimento (relazione)

01 Alpe della Luna
02 Baia del Re
03 Colline costiere Fermano
04 Colline costiere Ascolano
05 Colline Tenna
06 Fascia pedemontana Sibillini
07 Fascia pedemontana Catria Frontone Cagli
08 Fascia pedemontana Arcevia
09 Foce Tenna
10 Fondovalle Chienti
11 Fondovalle Metauro
12 Fondovalle Tronto
13 Fondovalle Esino
14 Macroprogetto Conero
15 Macroprogetto Sibillini Gran Sasso Laga
16 Macroprogetto Fabriano Muccia
17 Media valle Foglia
18 Media valle Aso
19 Monte Cucco
20 Pedemontana Fabriano Sassoferrato
21 Valle Fiastra

I sottostanti "Indirizzi per il recepimento della REM negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica", (L.R. n. 2 del 5 febbraio 2013, art. 6), sono attualmente in fase di redazione finale, in relazione al percorso di partecipazione  con le Amministrazioni locali (a partire da luglio 2016) e gli uffici regionali interessati. Le osservazioni pervenute sono conservate presso la P.F. Biodiversità e Rete Ecologica Regionale.

- Indirizzi per il recepimento della Rete Ecologica delle Marche (REM) negli strumenti di pianificazione territoriale ed        urbanistica (versione finale);

- Esempi di valutazione degli impatti delle infrastrutture sulle reti ecologiche;


L'attività di presentazione dei suddetti indirizzi per l'attuazione della REM è stata svolta congiuntamente, e in maniera sinergica, con l'attività di disseminazione  del progetto comunitario BID-REX Interreg, Europe,  a cui la Regione Marche partecipa con la Rete Ecologica Regionale REM quale policy instrument per attuare il proprio Action Plan territoriale e migliorare le proprie politiche decisionali in termini di risorse ambientali e di sviluppo sostenibile.    

 


Processo di partecipazione pubblica e disseminazione degli indirizzi operativi

Data Oggetto

 

29/07/2016  Tavolo dei comuni costieri per la conservazione di aree di litorale poco urbanizzate;
03/10/2016 "From biodiversity Data to Decision: enhancing natural value through improved development policies"; WS BID-REX;
05/10/2016 Tavolo dei comuni costieri per la conservazione di aree dunali e di litorale poco urbanizzate con particolare riguardo alle emergenze vegetazionali;
19/12/2016 Tavolo dei comuni costieri per la conservazione di aree dunali e di litorale poco urbanizzate con particolare riguardo alle emergenze vegetazionali della Provincia di Ancona (AN);
23/03/2017  Rete Ecologica Regionale, BID-REX (caso studio Macroprogetto del Conero);
03/04/2017  Rete Ecologica Regionale, BID-REX (caso studio il PRG di Santa Maria Nuova- AN);
12/04/2017 Tavolo dei comuni costieri per la conservazione di aree dunali e di litorale poco urbanizzate con particolare riguardo alle emergenze vegetazionali della Provincia di Pesaro-Urbino (PU);
19/04/2017 Proposta di DGR: "Approvazione delle tipologie degli interventi e degli indirizzi per il recepimento della REM negli strumenti di pianificazione territoriale  ed urbanistica"- Sistema litorale, comuni costieri della   Provincia di Macerata (MC);
26/04/2017 Proposta di DGR: "Approvazione delle tipologie degli interventi e degli indirizzi per il recepimento della REM negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica"- Sistema litorale, comuni costieri della Provincia di Fermo (FM) e della Provincia di Ascoli Piceno (AP);
17/05/2017 Proposta di DGR: "Approvazione delle tipologie degli interventi e degli indirizzi per il recepimento della REM negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica"- Servizi Tutela delle Acque e del Territorio Ancona-Macerata, Servizio Politiche Agroalimentari - Regione Marche;
24/05/2017 Proposta di DGR: "Approvazione delle tipologie degli interventi e degli indirizzi per il recepimento  della REM negli strumenti di pianificazione territoriale ed urbanistica" Province AN, MC, FM, Uncem;
30/05/2017 Proposta di Protocollo di intesa per interventi di salvaguardia su tratto di litorale poco antropizzato di interesse conservazionistico - R.F.I. Spa, Univpm;
27/06/2017 Rete Ecologica Regionale, BID-REX: Macro Progetto "Parco del Conero", presentazione proposte di interventi per sottoscrizione Protocollo di Intesa tra comuni e province aderenti - Parco del Monte Conero;
13/07/2017  Rete Ecologica Regionale, BID-REX (caso studio Master Plan Comune di Porto Sant'Elpidio);
20/09/2017 Progetto di utilizzazione della Rete Ecologica delle Marche per l'area A) Colline costiere del Fermano (WS BID-REX), presso Comune di Fermo; 
 27/09/2017 Contratto di Fiume dell'Esino (Comitato Tecnico Istituzionale). Possibilità e opportunità offerte dall'attuazione della REM nello strumento del Contratto di Fiume (WS BID-REX), presso Comune di Jesi;
 29/09/2017 Accordo Ambientale d'Area. Ratifica Protocollo d'Intesa attuazione REM nell'area Macroprogetto del Conero (WS BID-REX).

 

 

 

Tavolo dei comuni costieri per la conservazione di aree di litorale poco urbanizzate 

Nell'ambito della community "Social Natura" è stato appositamente creato il gruppo aperto di confronto e discussione, denominato "REM" all'interno della categoria Rete Ecologica. 

L'intento, in via sperimentale, è quello di amplificare le opportunità di comunicazione tra tecnici, progettisti, amministrazioni, socializzare le informazioni e lo scambio di buone prassi operative per l'attuazione della REM da scala regionale a scala locale.

E' possibile iscriversi al canale social community tramite il link: Natura social REM

(al primo accesso si verrà guidati tramite un apposito tutorial, è inoltre disponibile la seguente: Guida Utente)

Inventario delle zone umide del Mediterraneo (Pan Mediterranean Wetland Inventory)

   

Acronimo: MEDWET
Soggetti coordinatori nazionali: ISPRA, ARPAT Toscana
Soggetto attuatore per la Regione Marche: Riserva Naturale Regionale Sentina;
a cura di Lancianese V., Chelli S., Piccinini G.B., 2010.


Contesto

Le zone umide costituiscono ambienti con elevata diversità ecologica e con notevole produttività grazie alla concomitante presenza di acqua e suoli emersi ove la flora e la fauna trovano condizioni ideali per la crescita e la riproduzione. La vegetazione delle zone umide è rappresentata oltre che dalle specie generaliste, da numerosi taxa adattati a vivere in questo particolare habitat. Sono ambienti caratterizzati da un’elevata fragilità ambientale, in quanto pesantemente minacciati dalle pressioni antropiche costituite dal degrado e dalla progressiva riduzione degli habitat, delle risorse idriche, dalle infrastrutture e dall’urbanizzazione e, a livello globale, dai cambiamenti climatici.
 
Le zone umide sono fondamentali per il ruolo importantissimo che svolgono nella regolazione dei fenomeni idrogeologici, chimico-fisici (come trappole per nutrienti e nella depurazione delle acque da metalli pesanti e da sedimenti sospesi), biologici (in quanto serbatoi di biodiversità), produttivi (agricoltura e itticoltura), educativi, culturali e scientifici. Inoltre questi ambienti giocano un ruolo fondamentale nel processo di fissazione del carbonio presente nella biosfera, con conseguente mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.
 
A livello internazionale si ritiene che la biodiversità degli ecosistemi delle zone umide, in particolare delle acque interne, possa declinare più velocemente rispetto a quelli di altri biomi (www.cbd.org). Pertanto, nell’ambito del Segretariato della Convenzione per la Diversità Biologica (Rio, 1992), è stato definito un programma di lavoro in collaborazione con il Segretariato della Convenzione di Ramsar, al fine di portare avanti un progetto comune per la tutela delle zone umide a livello internazionale.
 
Il Comitato delle Mediterranean Wetland (MedWet/Com) istituito nell’ambito della Mediterranean Wetland Iniziative (MedWet) della Convenzione di Ramsar (Iran, 1971) ha raccomandato, già nel 2001, che venisse realizzato un inventario delle zone umide del Mediterraneo (Pan Mediterranean Wetland Inventory - PMWI) entro il 2010, con la finalità di predisporre una banca dati on-line, gestibile a livello nazionale dalle Autorità competenti, quale strumento utile alla definizione di un piano strategico per la conservazione di tali ambiti territoriali.
 
L’inventario è anche considerato uno strumento necessario alla definizione di una strategia internazionale di tutela della biodiversità presente nelle zone umide, in linea con gli obiettivi definiti dalle Decisioni delle diverse Conferenze delle Parti, nell’ambito della Convenzione per la Diversità Biologica (Rio, 1992).

Obiettivi Generali

L’obiettivo generale del progetto è di acquisire una conoscenza a livello nazionale della distribuzione e dello stato delle zone umide, delle pressioni antropiche maggiormente in atto, al fine di definire una strategia nazionale per la conservazione della biodiversità e delle risorse idriche in esse presenti, contribuendo così alla definizione ed all’applicazione di una strategia per l’area mediterranea, in accordo con il piano strategico globale determinato nell’ambito della Convenzione di Ramsar e con il piano strategico definito della Conferenze delle Parti della Convenzione per la Diversità Biologica, per le zone umide.

Criteri di scelta delle aree

I criteri di scelta delle aree sono stati estrapolati dalla definizione di zone umide elaborata ai sensi della Convenzione di Ramsar (1971) per cui sono state censite le aree caratterizzate dalla presenza temporanea o permanente di acqua ed in particolare:
paludi;
acquitrini;
torbe;
bacini naturali o artificiali, permanenti o temporanei, con acqua corrente , dolce, salmastra o salata;
distese d'acqua marina la cui profondità, durante la bassa marea, non supera i sei metri.
A queste si aggiungono:
fiumi e foci;
lagune;
valli da pesca;
litorali con acque marine costiere;
cave di espansione;
invasi di ritenuta;
cave di inerti per attività fluviale;
canali;
saline;
vasche di colmata.


      

              Mappa MedWet Regione Marche

 

Elenco delle aree:

Scarica la scheda della zona umida delle Marche che ti interessa:

1.Valmarecchia tra Ponte Messa e Ponte Otto Martiri   15.Vasche zuccherificio di Fano   29.Lago di Belforte 
2.Portonovo e falesia calcarea a mare 
16.Lago di San Lazzaro 30.Lago delle Grazie 
3.Fiume Esino Loc. Ripa Bianca  17.Lago del Furlo  31.Foce Fiume Chienti 
4.Piana di Pioraco  18.Lago di Mercatale  32.Lago di Castreccioni 
5.Boschi ripariali del Tronto  19.Laghetti Foglia - Ca' Girone   33.Foce Fiume Potenza 
6.Fiume Tronto tra Favalanciata e Acquasanta   20.Laghetti Foglia - Villa Fastiggi   34.Foce Fiume Musone  
7.Fiume Metauro da Piano di Zucca alla Foce  21.Foce Fiume Cesano 
(dalla foce al ponte di Monterado) 
 
35.Lago di Paggese  
8.Litorale di Porto d'Ascoli (La Sentina)  22.Laghetti di Montelupone  36.Lago di Talvacchia  
9.Tavernelle sul Metauro   23.Ex-Cave Maceratesi  37.Lago di Gerosa 
10.Valmarecchia   24.Lago San Rufino  38.Lago di Ponte Maglio 
11.Piani di Montelago  25.Invaso Fornace  39.Foce Fiume Aso 
12.Piano di Colfiorito 26.Lago di Fiastra   40.Foce Fiume Esino 
13.Pian Perduto  27.Lago di Polverina   41.Lago Le Vene  
14.Lago di Pilato   28.Lago di Pievefavera    

 

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