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martedì 21 giugno 2016  12:00 

Come è noto il DI n.83473 del 1 agosto 2014 prevede che in determinate e specifiche ipotesi anche le aziende soggette alla disciplina della CIGO e della CIGS possano beneficiare della Cassa integrazione in deroga, nella misura prevista dalla legge .
Al riguardo, l’art.2 comma 10 del DI formula le fattispecie del superamento  dei limite temporali disposti sia  per la CIGO che per la CIGS facendo riferimento alla normativa vigente al momento della pubblicazione del decreto medesimo che risulta abrogata.  Con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 148/2015 vengono ridefinite le durate massime sia della CIGO che della CIGS.(Capo II e Capo III ). In particolare per la CIGO si deve far riferimento  a 52 settimane massimo nel biennio mobile (comma 3 art.12  D.Lgs. n. 148 /2015 ) .Per calcolare il biennio mobile si deve prendere in considerazione la prima settimana oggetto di prestazioni ed a ritroso si devono conteggiare le 104 settimane precedenti compresa la prima presentata .
Per la CIGS  il massimo è di  24 mesi anche continuativi   in un quinquennio mobile, salvo  quanto previsto dai CdS , i cui periodi   vengono conteggiati per la metà ( art.22 comma 1 del D.Lgs. n.148/2015 ). Per il calcolo del quinquennio mobile si fa riferimento alla prima settimana di sospensione a decorrere  dal 24 /9/2015  ( entrata in vigore del D.Lgs n.148/2015 ).
Pertanto, oggi  la normativa applicabile al comma 10 dell’art.2  del  DI n.83473/2015  è quella prevista  dal D.Lgs. n.148/2015, ed è a quella normativa  che le aziende devono richiamare    nel verbale di accordo sindacale per l’eventuale richiesta della CIG in deroga qualora si trovino nelle condizioni sopra richiamate e in possesso dei requisiti di eccezionalità della situazione e per la salvaguardia dei livelli occupazionali.