Dopo quarant’anni di attesa, la vallata del Misa può finalmente contare su un’opera strutturale per la sicurezza del territorio. Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Senigallia, nel corso di una conferenza stampa, la Regione Marche ha preso in consegna e quindi in gestione, le vasche di espansione del fiume Misa a Bettolelle dalla ditta esecutrice, dopo la chiusura del cantiere. L’opera, progettata per ridurre il rischio idraulico nella vallata, è stata illustrata nei suoi dettagli tecnici prima di un sopralluogo sul posto. Sono intervenuti tra gli altri l’assessore regionale alla Protezione Civile Tiziano Consoli, il sindaco di Senigallia Massimo Olivetti e il dirigente regionale della Protezione Civile Stefano Stefoni.
“Le nuove opere per Senigallia – ha spiegato l’assessore alla Protezione Civile Tiziano Consoli – rappresentano un intervento strategico fondamentale per la sicurezza del territorio. La realizzazione delle due vasche di espansione a Bettolelle, attesa da 40 anni e conclusa nel dicembre 2025, costituisce una risposta concreta e strutturale al fenomeno alluvionale. Si tratta di un intervento da circa 4 milioni di euro, inserito in un investimento complessivo di circa 8 milioni, pensato per garantire la sicurezza dei cittadini della Valle del Misa e, in particolare, di Senigallia per i prossimi 200 anni. Oltre alle vasche di espansione di Bettolelle, si sta proseguendo lungo il Misa con ulteriori interventi, in particolare nell’area di Ponte Lucerta, dove sono previste altre casse di espansione. L’obiettivo è mettere in sicurezza in modo strutturale l’intero tratto fluviale. Portiamo ancora le ferite di un’alluvione drammatica, che ha segnato profondamente la comunità e causato anche vittime: a quelle famiglie va la nostra vicinanza. Proprio per questo, questi interventi sono ancora più significativi. Parallelamente stiamo intervenendo anche in altri punti delle Marche, dal fiume Foglia alla foce del Cesano e in tante altre aree sensibili. Programmiamo interventi multilivello, in cui la lotta al dissesto idrogeologico e la difesa della costa sono strettamente connesse. La protezione dei reticolati idrici regionali è una priorità: lavoriamo sia per difendere la costa, sia per tutelare l’entroterra, attraverso il rafforzamento e il rifacimento degli argini e delle infrastrutture idrauliche minori. La sicurezza del territorio è una responsabilità che richiede visione, continuità e investimenti concreti. Con questi interventi stiamo costruendo una risposta strutturale e duratura per proteggere le nostre comunità”.