
Nel contesto attuale, caratterizzato da flussi migratori complessi e aree di crisi persistenti, l'incontro tra operatore sanitario e paziente non è mai neutro. È un incontro che avviene tra diverse concezioni di "corpo", "salute", "malattia" e "cura", dove la lingua e la traduzione giocano un ruolo fondamentale. Non solo strumenti di trasmissione di informazioni, ma veicoli di mondi e di culture.
Per questo, il ruolo del Mediatore Linguistico Culturale diviene centrale in ambito socio-sanitario, soprattutto quando tratta di tradurre la sofferenza, della psiche o del corpo, verso altri orizzonti di cura. Il Mediatore è un professionista capace di rendere visibile l'invisibile, permettendo al sistema sanitario di essere realmente inclusivo e di garantire il diritto alla salute per tutti, mettendosi nella posizione di ascolto, oltre che di erogazione di informazioni, diagnosi e servizi.
Per sostenere i professionisti che operano in questi campi a maggio 2026 parte il Corso di formazione per Mediatori Linguistico Culturali all’etnopsichiatria e all’etnoclinica, organizzato dalla Cooperativa Sociale Nuova Ricerca Agenzia RES e coordinato dal Centro studi Sagara nell’ambito del Progetto FAMI 353, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione.
Imparerai a:
- sostenere e gestire il colloquio sanitario
- negoziare i conflitti
- supportare l’equipe nella comprensione della storia migratoria e familiare del paziente
- supportare il paziente nella comprensione della realtà sanitaria locale
- sospendere il giudizio e riconoscere pregiudizi e fraintendimenti
- gestire e accogliere narrazioni di violenza, trauma e vulnerabilità, proteggendo anche il tuo benessere
Un team di antropologi, psicologi ed esperti di etnospichiatria etnoclinica guiderà un percorso pratico, utile e immediatamente spendibile nel lavoro quotidiano.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria al seguente link: https://forms.gle/KsnaW7STyoBxj9XT9