


Corso di formazione per mediatori linguistico‑culturali su etnopsichiatria ed etnoclinica
Nel contesto attuale, caratterizzato da flussi migratori complessi e aree di crisi persistenti, l'incontro tra operatore sanitario e paziente non è mai neutro. È un incontro tra diverse concezioni di "corpo", "salute", "malattia" e "cura" dove la lingua e la traduzione giocano un ruolo fondamentale. Non solo strumenti di trasmissione di informazioni, ma veicoli di mondi e di culture.
Per questo, il Mediatore Linguistico Culturale diviene attore centrale nella comunicazione e nel contesto sociosanitario: molto più che traduttore di informazioni, diagnosi e servizi, ma professionista capace di rendere visibile l'invisibile, permettendo al Servizio di essere realmente inclusivo e garantendo il diritto alla salute per tutti.
Per rispondere a queste sfide, la Cooperativa Sociale Nuova Ricerca Agenzia RES, propone un corso di formazione specifico dedicato ai mediatori linguistico‑culturali e coordinato dal Centro studi Sagara, nell’ambito del Progetto FAMI 353.
Il percorso inizierà a maggio 2026 e si articolerà in sei incontri (due a maggio, due a giugno, uno a settembre e uno a ottobre), in modalità mista, con l’ultima formazione laboratoriale in presenza ad Ancona.
Il programma è pensato per chi opera ogni giorno sul confine tra lingue, culture e vissuti. L’obiettivo è quello di offrire strumenti utili a gestire e supportare il paziente nel colloquio sanitario, nella comprensione della storia familiare e migratoria del paziente, nella negoziazione dei conflitti.
Tra i temi affrontati:
- Traduzione di senso: riconoscere i diversi modi di dire il dolore e la sofferenza attraverso le specifiche categorie culturali
- Mediazione nel setting etnoclinico: gestire il triangolo comunicativo tra operatore, paziente e mediatore
- Decentramento e riflessività: allenarsi nella sospensione del giudizio, riconoscendo i preconcetti e negoziando situazioni di conflitto
- Trauma e vulnerabilità: affrontare in modo professionale e protetto le narrazioni di sofferenza legate a migrazioni forzate, violenze o perdite, tutelando anche il proprio benessere emotivo.
A condurre i moduli sarà un’équipe multidisciplinare composta da antropologi, psicologi, etnopsicoterapeuti e mediatori etnoclinici. Un approccio che alterna teoria, confronto su casi reali ed esercitazioni, così da portare la formazione dentro la pratica quotidiana.
La partecipazione è gratuita, con iscrizione obbligatoria al seguente link: https://forms.gle/KsnaW7STyoBxj9XT9