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giovedì 20 settembre 2018  17:33 

Lettere dall'America

Una storia d’amore e d’emigrazione

“Lettere dall’America” è un lavoro di ricerca storica, che ha preso l’avvio dal ritrovamento nella soffitta di famiglia di una trentina di lettere di Cesira Galassi, nata nel 1907 al Vaccarile di Ostra(An). Le lettere, indirizzate ai famigliari, vanno dal ’29,quando Cesira, sposatasi per procura  con Nazzareno Raffaeli, detto Neno, lo raggiunse a Bridgeport, fino al ’32 quando, malata di cuore, tornò in Italia con tante speranze di guarigione,che svanirono per sempre nel giro di circa un anno. Morì a Jesi il 3 marzo 1933 appena in tempo per realizzare il suo ultimo desiderio:  riabbracciare il suo Neno per l’ultima volta.

Cesira,peri tempi,i luoghi e l’estrazione sociale, era una ragazza istruita e con una buona dote, ma senz’altro poco avvenente e di costituzione delicata; i suoi genitori, in assenza di proposte di matrimonio per la loro amatissima figlia già in età di 20 anni, valutarono la possibilità di trovarle un marito in America, da dove molti conterranei chiedevano alla propria famiglia di trovare una “ragazza del paese, seria e onesta”, senza tanti grilli per il capo, come le ragazze americane. Fu così che le richieste si incrociarono e i Galassi trovarono il ragazzo “giusto” presso i coniugi Raffaeli, al cui figlio proposero la ragazza “giusta”;Cesira e Neno si scambiarono le fotografie e si piacquero subito e, una volta sposati, tra loro nacque e si rafforzò un profondo sentimento basato sull’affetto e sulla stima reciproca.

Nazzareno e Cesira con gli abiti del matrimonio

Dalle lettere,ambientate nel periodo della Grande Depressione, affiora il dubbio degli italiani che forse era meglio tornare in patria, dove governava Mussolini, di cui si diceva un gran bene in America; molti ritorneranno con esiti purtroppo in gran parte deludenti.

Nazzareno però,nonostante i lunghi periodi di disoccupazione, tenne duro, presagiva che tornare in patria non gli avrebbe consentito condizioni migliori, come gli confermarono le notizie inviate dai suoceri; si sentiva fortunato per i risparmi in banca, accumulati con tanti sacrifici, evitando ogni sperpero.Sapeva che in America si alternavano spesso periodi di benessere a periodi di crisi, quindi aveva fiducia che anche questa crisi sarebbe passata e sarebbe ritornato anche per lui il lavoro.

Dalle lettere è partita una ricerca storica volta a ricostruire la storia migratoria dei genitori di Cesira Galassi e con essa le vicende che hanno accomunato tanti loro conterranei, che alla fine dell’Ottocento furono costretti a lasciare la“propria terra”.

Se è vero che i marchigiani andarono numerosi in Argentina sia durante la Grande Emigrazione che nel secondo dopoguerra, una parte di essi, quelli che abitavano lungo il corso del Misa e in alcune zone del pesarese, conobbero tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento un’emigrazione particolare: sostituirono i neri, che avevano ottenuto la libertà, nelle piantagioni di cotone lungo le piane del Mississippi.

Il fatto che gli americani richiedessero gli italiani con la scusa che i neri erano sfaticati nascondeva una realtà: gli italiani  erano pagati meno dei neri pur essendo stimati come bravi ed esperti lavoratori della terra.

In Italia in seguito ai nuovi patti colonici, fatti per rafforzare il potere della rampante classe borghese, numerosi contadini-braccianti si trovarono senzaterra e in breve tempo ad essi si affiancarono i piccoli mezzadri, sfiancati datasse insostenibili.

Che fare? La maggior parte di loro preferivano continuare a fare un lavoro che conoscevano e così colsero l’occasione offerta loro dai “faccendieri” del principe Ruspoli, le cui proprietà terriere andavano da Catelleone di Suasa fino a Senigallia. La sede operativa era nella villa che il principe possedeva a Montignano.

In realtà Ruspoli trascorreva la maggior parte dell’anno a New York, dove si era messo in affari con un banchiere newyorchese,Austin Corbin, che dopo importanti investimenti immobiliari, era entrato in possesso di estese piantagioni di cotone in seguito all’ insolvenza dei debiti contratti dai vecchi proprietari sudisti, rovinati dall’insuccesso della guerra di secessione. Corbin aveva progettato di realizzare una “colonia modello” a Sunny Side, un villaggio lungo la sponda ovest del Mississippi in Arkansas, dove inizialmente erano richieste solo 250 famiglie cui era promesso “un posto al sole”.  Fu così che una folta schiera di disoccupati rurali cercò fortuna nelle piane del Mississippi, dove un lotto di terra di circa 5 ettari sarebbe diventato di loro proprietà dopo avervi lavorato per 5anni. Molti non esitarono a sobbarcarsi fatiche e sacrifici pesanti pur di poter ritornare in patria e realizzare il grande sogno: comprare una proprietà da gestire autonomamente.

Capanne degli emigranti (album privato di Delia Olivetti)

Questo tipo di emigrazione fallì già dal secondo anno, in corrispondenza della scomparsa improvvisa del banchiere Corbin e in seguito all’insorgere di numerosi ostacoli: l’ elevata umidità della zona, i numerosi decessi per malaria e per infezioni, la mancanza di acqua potabile, i costi elevati per l’acquisto di cibi, sementi e medicine tali da indebitare gli emigrati per sempre, i controlli dei movimenti all’interno della colonia effettuati da persone che si comportavano da carcerieri, impedendo a chiunque di allontanarsi specialmente se avevano debiti. Così nel giro di due anni solo una trentina di famiglia restò a Sunny Side in condizioni leggermente migliori rispetto a quelle iniziali. Gli altri sopravvissuti presero vie diverse: o chiesero il rimpatrio, se privi di risorse, o cercarono fortuna altrove.

I Galassi presero la seconda decisione in quanto potevano avvalersi sia dell’esperienza e dei ruoli di potere conquistati dalla famiglia Biondini,di cui erano amici e con cui poi si imparentarono, sia della conoscenza di personaggi senz’altro determinanti per il successo della loro vicenda migratoria: un agente d’emigrazione e i fratelli  napoletani Curcio, che diedero in affitto ai Galassi alcuni lotti della piantagione che possedevano a Shelby, dove la famiglia si stabilì dopo aver lasciato Sunny Side. A questi fattori positivi dobbiamo aggiungerne un altro: la capacità di adeguarsi ad un ambiente nuovo in cui si parlava una lingua sconosciuta; infatti i Galassi non solo non tardarono ad americanizzare i loro nomi, ma per essere apprezzati dagli americani si comportarono come loro, ovvero si avvalsero del lavoro dei neri in cambio di un piatto di minestra. Ciò non toglie che anch’essi lavorarono come “neri”per rendere fertili le terre assegnate, lasciate in abbandono da più di trenta anni:dovettero disboscarle e renderle pronte per la semina delle piantine di cotone,che avrebbero fatto la loro fortuna,non prima di aver  costruito nel luogo più adatto la propria casa, sostituendola alla capanna che trovarono inizialmente come alloggio.

Così i Galassi “fecero il proprio destino” in America, per loro si avverò il sogno di tornare in patria e di essere iscritti all’anagrafe del proprio paese come“possidenti”, impiegarono però un po’ più di 5 anni e fecero due o tre viaggi prima di fermarsi. Si fermarono solo quando ebbero raggiunto la cifra sufficiente a realizzare quanto più possibile i loro desideri.

Ma non bisogna mai dimenticare che il “sogno americano” si avverò per pochi, senz’altro per i più intraprendenti, i più scaltri nel capire “cosa fare”,”quando” e “con chi”. Inutile negare che chi non morì per malattia o non fu costretto e rinunciare al “sogno”, almeno inizialmente spesso dovette venire a patti con persone di pochi scrupoli e affrontare impegni fisici gravosi, sopportati in vista di un obiettivo da raggiungere ad ogni costo.

Superfluo  aggiungere che un po’di fortuna  ha sempre aiutato.

(Lettere dall'America, Una storia d'amore e d'emigrazione, Maria Grazia Salonna, Affinità Elettive, Edizioni ae di Valentina Conti, Ancona 2012)



Lettera

Nad Biondini

233 N El Paso

Colo Springs Colo

U.S.A.

                                                                                                              Al Sgr Cesare Galassi

                                                                                                            Prov. Ancona Vaccarile

                                                                                                                      Italy

Colo Springs Colo

Luglio – 6 – 1931

Caro Cugnato

Mentre è già ero per scriverti unaltra lettera mi giunse la tua del 18 – giugno nella quale compresi tutto ciò che voi dire:scrivendo della tua figlia: e gli domandai se sapeva nulla: perché io scrissi è non ho avuto risposta dà lungo tempo: sarà andate perdute: di quanto mi dici chè tutto và basso prezo: non è soltanto che l’Italia ma anche gli altri posti:per esempio là Russia che importa tantto grano qui ha Chicago, e sendo migliore qualità di quello che crescie nei statti Uniti dovete sapere che il grano della Merica vale oggio soltanto che 30 soldi al Bushelo 60 libere americane perciò il Grano della Russia quelli che lanno cresciuto non prendono nulla: come anche gli altri granari sono così abasato!Te ti aramente bene il peso americano: quarda patate non vale nulla: Granoturco 50 soldi al cento: sedola orzo piu abasato che mai fagioli che si vendevano 5-6 dolari al cento adeso andati giu fino and 130 Dolaro 30 al cento e poi e tutto così: lavori non ci sono sembra che tutte le porte degli affare sono quasi chiuse: con grande falimenti di Banche certo che tutti piange il male suo: ma siamo arrivati and un punto brutto: siamo rivati nei tempi di 30 anni à dietro: e sembra che non vada nei migliori tempi perché ci sono tropi vacabondi: voglio esere pagati bene e non intendono fare nulla: come qui tutti lo sapiamo; che cià una grande manofature: chi à è chi sono padroni anno volontariamente chiuso le porte: perché se faceva fare sciopero sarebe stato peggio: cosi che là robba che avevano nelle mano è già fatta vendendola con perdita:riguardo ai ribassi: ma la mano dopera e il lavorante non conoscie questo: il proprietario deve pagare tasse deve tenere e macchine in ordine si quar la legge del fuoco: tantti impresari anno perduto più della metta e qualche altri anno perduto tutto: anni à dietro vierano tantti miglionari anche qui ma ora sono sparsi è rimasti finissimi si vede bene che anche loro anno il suo disturbo: Di quanto parli di quello americano che fùmazato là il giornali ne parla ben poco: e come ti acrive tua figlia di tante cose non he perche devi sapere che là nel Este dei statti Uniti vi sono tantti giornalista italiani che fanno per mettere rugina fra luno e laltro! Come fa i famosi Italiani che vanno in Francia e se socede qualche cosa poi mette sotto il governo: è chi he  che paga tutto i poveri: ri quardo Musolini e il Papa sono cose di chiesa e di governo: che nondove rebero mai misticarsi: sarà un problemo dificele risoverlo: questo ne parla assai i giornali americani: certo il Papa deve stare al suo posto _ed anche il Sgr Bonito Musolini lo stesso: se altrimenti finirà come Napoleone Gugliemone Prusiano. Il governo Italiano Deve sapere che i catolici sono sparsi da tuttala terrà umana: Si vederà più tardi voglio sperare che tutto si arancera al meglio possibele di quanto te ci domandi dei pozi del’olio non anno incominciato ancora; ri quardo che l’olio e assai giù che non vale nulla; anche di più che la crissi è forte non potendo raccogliere le tante migliaia di dolari che occore per fare il pozzo però la Compagnia ha listatto più di 30 millaacri di terra speriamo che un giorno verà il nostro distino: sono anche contento che nostro padre sta bene è che prega per noi: riquarfo che si lamenta dei mia sì a mille ragioni non una sola che gli lo dissi anche io alle mie sorelle è fratello;

Mentre ti trovi al Vaccarile saluta à tutti coloro che domanda di noi senza che te li nomino

Ricevi saluti da noi tutti di qua, e è saluta à te tua moglie e figli e figlie

Domandando la S.B. à nostro Padre tuo cognato N Biondini

(sono accluse due cartoline)

A

Union Printers’ Home

Questo per il maschio più grande anche questo è il più Bello sanitorio della unione Pittori: scrivermi qualche vola tuo zo Nazareno

B

Modern Woodmen Sanitorium

Gianina perche non scrivi à tuo zio: ti sai gia dimenticata prega per noi che ci possiamo rivedere presto: questo è il sanitorio più grande del mondo tuo zio

                                                                                                          Nazareno

           

Lettere dall’America, Una storia d’amore e d’emigrazione, Maria Grazia Salonna, Affinità Elettive, Edizioni ae di Valentina Conti, Ancona 2012)


Lettera

30

Senza busta

( a Cesira Raffaeli)

Colo Springs Colo

Marzo 28-1932

Caro nipote

Sabato 26 – corente ricevo la tua lettera nella quale: sento non stai niente meglio: e che sai dicisa della tua partenza per l’Italia: per la tua salute voglio pregare il buon Dio che ti facci bene è riprendere le tue forze: che ti occorre: e sendo ancora nella giovane ettà: quando sarai là Italia vorai scrivermi qualche volta notificandomi la tuà salute: quando sarai ristabilita di salute: e che tuo marito rimane in questa terre: se nel caso che dovesti tornare a queste terre; non fermarti più à quelle parti dove ti trovi adesso: perche a dirti la verita à me non mi fa non mi piacie: sono posti tropo umidi: queste parte dove siamo noi sono salubre:che dà la vita à tanti poveri amalati: che tanti dottori li fanno spediti:Quando sarai là da tuo padre e madre gli raconterai di queste parte che non è più come una volta cambiando del tutto tantto: anche sulla politica facendo sofrere tante migliaia di famiglie: se non cambia presto anche questa americavà nei disturbi:

non so come va da voi ma qua dove siamo noi va male perché questi poveri farmaioli: perdono tutto: non prendono nulla della sua raccolta: Quando sarai là in Italia ci raconterai di queste terre Saluterai à tutti coloro che domanda di noi qua senza che ti nomina: ci dirai anche che noi tutti godiamo ottima salute al presente anche io stesso sto bene anzi meglio che mai sono statto così da lungo tempo: lò dirai à mio padre: e puoi portarti anche questa lettera con te;

Augurandoti buon viaggio e; e ricuperamento di salute al più presto posibbile: te lo auguro di vero cuore_mi dispiace che non posso tatti ne suno: aiuto: ma se ti fosse uttile à qual cosa: farmelo sapere che sarò sempre pronto: Saluto à voi tutti là unito à tuo marito è tuo cugino e la famiglia Mancini

Ricevi saluti da noi tutti e dalla tua zia che saluta a te e saluta a tuo padre e madre quando sarai là

Tuo amato zio

                                                                                                          Nad Biondini

(Lettere dall’America, Una storia d’amore e d’emigrazione, Maria Grazia Salonna, Affinità Elettive, Edizioni ae di Valentina Conti, Ancona 2012).


Lettera

            Preg. mo Signore

                                                                                                          Sig.Cesare Galassi

                                                                                                          Senigallia per Vaccarile

                                                                                                          P.Ancona Italia

Miei cari Genitori (aprile 1929)

Da che il piroscafo à cominciato il suo viaggio, mi à girato sempre la testa, ma però non sto male. Ho pranzato quasi subito partito il babbo, e vi assicuro che ò mangiato, non molto ma. Per pranzo à passato: pasta asciutta frittata coll’erbe formaggio, bistecca con patate frutta arancio e noci. Ora mi trovo nella cabina perché di sopra fa freddo ed io forse vado a dormire./ora 3 –giorno 26/ Ora mi sento molto meglio e non vado a letto, a vado a cena, dove trovo la minestra il pesce, una bistecca insalata dolci, mele noci e caffè e di tutto ne mangio un po’. Questa mattina giorno 27 mi trovo a Napoli, la notte l’ho passata bene, il mare pure è stato buono, solo mi sentii male ieri dopopranzo, forse era l’impressione delle prime ore.

Pochi minuti fa uno scapolo che è cinque o sei volte che va dall’America all’Italia,voleva che scendessi con lui a visitare Napoli, ma il l’ho ringraziato gentilmente e lui se ne andato solo. Non pensate a me su questo punto, ossia riguardo all’onestà, che sarò fiera peggio d’una iena.

La catenina d’oro mi si è rotta un’altra volta questa notte. Scrivetemi a lungo e ditemi tante belle cose, se à fatto buon viaggio il babbo, e così via, in ispecial modo voglio sapere che voi siete tranquilli e contenti di me. Di salute sto proprio bene, non mi duole nulla ed anche al gabinetto vado regolarmente. Dopo che mi sono divisa da babbo, sono andata a piangere in cabina, a poi ritornai in coperta, a sentire la musica che salutava il piroscafo, e vidi al porto una gitar di fazzoletti, ch’io pensando che là c’era ancora il babbo non potei frenare le lacrime. Ma ora state allegri pure voi, ch’io sto contenta e allegra.

Se potrò vi scriverò anche da Gibilterra, ma non son sicura, perciò non state in pensiero, se ricevete mie notizie appena sarò a New Iorch vi farò il telegrammase potrò ma se vi giungesse in ritardo non pensate male. Saluti a tutti i Vaccarilesi baci alle sorelline ed a voi vi abbraccia e bacia e benedite la vostra aff.ma figlia.

                                                                                                          Cesira

(in alto in senso inverso)Il prete ancora non mi a dato nessuna risposta, speriam oche tutto vada bene.

(Lettere dall’America, Una storia d’amore e d’emigrazione, Maria Grazia Salonna, Edizioni ae di Valentina Conti, Ancona 2012).