Presentazione

Le diseguaglianze nella salute sono causa di povertà e di conflitti 


Le disuguaglianze sociali determinano “svantaggi di salute” e le disuguaglianze in salute rappresentano oggi un argomento di fondamentale interesse in Sanità Pubblica. Anche nei Paesi sviluppati la salute delle persone è influenzata in modo rilevante  da fattori ambientali e dagli stili di vita e a loro volta questi fattori si distribuiscono nella popolazione in modo diseguale, spesso a svantaggio di alcuni gruppi sociali o di alcune aree e comunità meno favoriti.

La tutela della salute non dipende quindi solo dal Servizio Sanitario, ma  anche dalle politiche, che possono avere un impatto sulla distribuzione dei determinanti. Anche nella nostra realtà regionale i determinanti sociali rappresentano una delle spiegazioni più rilevanti delle variazioni del profilo di salute nella popolazione e rappresentano quindi un bersaglio importante per guadagnare salute, equità e giustizia sociale.

 

Le diseguaglianze “etniche” nella salute

 

La popolazione immigrata residente in Italia al 01.01.2016 (Istat) rappresenta l’8% della popolazione totale - nelle Marche l’8,8% - ed è costituita da persone provenienti da nazioni assai diverse tra loro per cultura, tradizioni, organizzazione politico-sociale e dei servizi di base come la scuola, la sanità ecc.

Gli immigrati, parte integrante del nostro tessuto produttivo e sociale, hanno problemi di salute in parte legati alla loro condizione di “immigrato” – la quale di per sé rappresenta un fattore di rischio di perdita della salute – e in parte, come tutti, connessi alla condizione socio-anagrafica.

Gli immigrati, specie quelli di recente arrivo, utilizzano i servizi sanitari come hanno imparato a fare nei Paesi di origine e secondo quanto hanno capito della nostra organizzazione sanitaria e in relazione alle caratteristiche di accessibilità esistenti. Queste ultime dipendono dalle normative (diritto), dalle prassi e dalla “cultura e competenza culturale” dei “responsabili” e degli operatori del servizio sanitario.

La condizione di immigrato costituisce, di per sé, un fattore di rischio di peggiori condizioni di salute per due ragioni:

1)               il processo di migrazione

2)               le condizioni di deprivazione/esclusione (sociale, economica, culturale, relazionale) in cui

              spesso si trovano nel paese ospite

Il processo di migrazione, infatti, anche quando avviene nei migliori dei modi, è di per sé un fattore di “fragilizzazione” dell’individuo a causa dello “sradicamento dalla cultura di origine”, dei cambiamenti repentini dei tempi, dei luoghi e dei contesti culturali in cui si trova a vivere.

Particolarmente a rischio per la salute sono i migranti forzati a causa di traumi, sofferenze della guerra, tortura, violenze di varia natura subiti prima della fuga, delle condizioni estreme del viaggio spesso di lunga durata e del fatto che una volta in Italia, il sovraffollamento nei centri di accoglienza, le possibili carenze igienico-sanitarie, il perdurare di condizioni di vita disagiate, l’incertezza dello stato giuridico, la discriminazione favoriscono lo sviluppo di malattie, così dette sociali che possono rappresentare un problema di sanità pubblica e lo sviluppo di patologie psichiatriche che compromettono il percorso di inclusione sociale.

Nel paese ospite – in varia misura, a seconda del grado di civiltà e democrazia del Paese - le difficoltà di inserimento lavorativo e quindi la difficoltà di avere un reddito, lo svolgimento di lavori più a rischio e meno remunerati, la difficoltà a comprendere nuove abitudini, a conoscere la lingua ed il funzionamento dei servizi, le discriminazioni a vari livelli, sono causa di esclusione sociale, il che aumenta il rischio di ammalarsi e aggrava le difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

È quindi importante realizzare un sistema di sorveglianza finalizzato a cogliere:

-       i principali problemi di salute,

-       le barriere e le modalità di utilizzo dei Servizi sanitari in modo da realizzare una migliore

programmazione dei servizi sanitari ed adeguarne loro risposte 

Per superare le disuguaglianze di salute è necessario intervenire con una programmazione sanitaria adeguata ai vari gruppi di popolazione - immigrata e profuga - e migliorare la “competenza culturale” degli operatori attraverso una formazione specifica e impiegando stabilmente la mediazione interculturale.

È inoltre importante contrastare le discriminazioni nell’accesso ai servizi e favorire l’accesso alle opportunità presenti nel contesto territoriale.

 

L’Osservatorio sulle Diseguaglianze nella salute della Regione Marche

 

Nella regione Marche il tema delle diseguaglianze nella salute è stato portato in evidenza dall’Osservatorio sulle Diseguaglianze nella salute (nato nel 2000 all’interno dell’Agenzia Regionale Sanitaria Marche).

Principali attività recenti e/o in atto relative alle diseguaglianze nella salute e servizi sanitari popolazione immigrata:

A livello nazionale dal 2008 al 2016 l’Osservatorio ha coordinato il Tavolo tecnico interregionale “Immigrati e Servizi sanitari” (istituito su richiesta dell’Assessorato alla Salute della Regione Marche), operante in seno alla Commissione Salute della Conferenza delle Regioni con la finalità di promuovere la salute degli immigrati.

Tra le azioni più rilevanti del Tavolo: nel 2012 l’Accordo Stato-Regioni “Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome”[1] e nel 2016 l’approvazione da parte della Conferenza delle Regioni del “Protocollo per l’identificazione e per l’accertamento olistico multidisciplinare dell’età dei minori non accompagnati”[2].

L’OdS è stato capofila per l’attività di messa a punto della metodologia di analisi del profilo di salute della popolazione immigrata e della valutazione dei costi dell’assistenza sanitaria (2006-2013)[3]

L’Osservatorio è referente per il Ministero della Salute per l’attuazione della Legge 7/2006. "Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile" e coordina la Rete regionale MGF (dal 2012).

È capofila (dal 2017) di un progetto nazionale (con le Regioni Liguria, Campania, Emilia Romagna) a finanziamento ministeriale per la promozione degli screening oncologici nella popolazione immigrata.


 A livello regionale

- conduce indagini sullo stato di salute dei gruppi vulnerabili - con particolare riguardo agli immigrati – e sulla adeguatezza dei servizi, a supporto della programmazione sanitaria;

- propone indicazioni normative regionali; registra ed interviene per contrastare le discriminazioni nell’accesso ai servizi e alle cure nei confronti degli immigrati;

- crea e sostiene gruppi di lavoro tematici di professionisti del Servizio Sanitario;

- realizza percorsi di formazione/azione per gli operatori del SSR con lo scopo di migliorarne il funzionamento e di ridurre le diseguaglianze nella salute;

- promuove la mediazione interculturale;

- svolge azione di partnership con soggetti istituzionali e no profit e di advocacy.

 

Nello specifico attualmente:

- Coordina le attività per migliorare l’offerta dei programmi organizzati di screening oncologici alla popolazione immigrata in sinergia con le attività regionali rivolte agli italiani (2018)

- Coordina le attività per l’implementazione a livello regionale del "Protocollo per l'identificazione e per        l'accertamento olistico multidisciplinare dell'età dei minori non accompagnati" (2017/2018)

- Coordina le attività per l’implementazione del Manuale "Accoglienza sanitaria dei migranti forzati,  tutela della salute pubblica e dei lavoratori dei centri di accoglienza" (2016/2017).

- Realizza il “Programma Regionale di Formazione/Azione degli operatori socio sanitari del SSR sulla tutela della salute delle persone straniere, con particolare riguardo alle donne con Mutilazione Genitale” in attuazione L. 7/2006 (dal 2012 ad oggi) e coordina la Rete regionale MGF

- svolge (dal 2011) un servizio di Help Desk per la raccolta delle e problematiche che vengono rilevate da soggetti del territorio in relazione all’assistenza sanitaria agli immigrati intervenendo per la risoluzione dei problemi.

- È componente (per la sanità) del Tavolo di coordinamento regionale della Prefettura di Ancona (per l’accoglienza sanitaria dei migranti forzati).

- È componente per gli aspetti della Salute e dell’assistenza sanitaria agli immigrati del Gruppo di lavoro regionale che ha condotto alla costruzione della Rete regionale contro le discriminazioni etniche coordinata dall’Ombudsman Marche.

- Collabora con il Servizio Servizi Sociali per le varie attività relative alla popolazione immigrata.

L’Osservatorio è stato promotore delle seguenti deliberazioni della Giunta Regionale:

 

DGR n. 1516 del 28.12.2006, “Organizzazione di ambulatori di medicina generale presso i presidi Distrettuali delle Zone Territoriali della ASUR Marche per immigrati non in possesso di permesso di soggiorno”

DGR n. 1 del 13.01.2015 “Monitoraggio dell’attuazione dell’Accordo Stato-Regioni del 20 dicembre 2012, rep. Atti n. 255/CSR recante: Indicazioni per la corretta applicazione della normativa per l’assistenza sanitaria alla popolazione straniera da parte delle Regioni e Province autonome”

DGR Marche n. 857 del 12.10.2015 “Approvazione dello schema di Protocollo di intesa tra la Regione Marche, le Prefetture e l’Associazione Nazionale dei comuni d’Italia per interventi di accoglienza e integrazione atti a fronteggiare il flusso straordinario di cittadini stranieri provenienti dai paesi terzi”

Circolare Servizi Sanità Regione Marche n. 570/ARS/ARS/P del 21 gennaio 2016: “Indicazioni per il corretto impiego della mediazione interculturale nei servizi sanitari della regione Marche e Fac-simile del Capitolato speciale per l’acquisizione del servizio di mediazione interculturale in ambito sanitario per gli Enti del SSR. Marche”

DGR Marche n. 573 del 6.06.2017 “Approvazione delle "indicazioni per il corretto impiego della mediazione interculturale nei servizi sanitari della Regione Marche e Criteri generali per la redazione di Capitolati speciali di appalto per l'affidamento del servizio di mediazione interculturale in ambito sanitario"

DGR Marche n. 731 14/9/2105, n. 1106 19/9/2016, n. 243 20/3/2017 riguardanti gli Obiettivi assegnati ai Direttori Aziende Sanitarie del SSR Marche – 2015, 2016, 2017 (in cui si danno indicazioni di attuare quanto previsto nelle sopra citate deliberazioni

Decreto 56/ARS DEL 4/7/2017 “Accoglienza sanitaria dei migranti forzati, tutela della salute pubblica e dei lavoratori dei centri di accoglienza”

  

 

 

 

 

 

 

 

 Note:

[1] http://www.regioni.it/sanita/2012/12/27/conferenza-stato-regioni-del-20-12-2012-accordo-tra-il-governo-le-regioni-e-le-province-autonome-di-trento-e-bolzano-sul-documento-recante-indicazioni-per-la-corretta-applicazione-della-normativa-p-281709/

 

[2] http://www.minori.gov.it/sites/default/files/protocollo_identificazione_msna.pdf

 

[3] La salute della popolazione immigrata: metodologia di analisi (2009)

http://www.ccm-network.it/documenti_Ccm/prg_area5/Prg_5_Immigrati_metodologia.pdf.pdf

La salute della popolazione immigrata: il monitoraggio da parte dei Sistemi Sanitari Regionali (2013)

http://www.agenas.it/lea/la-salute-della-popolazione-immigrata-il-monitoraggio-da-parte-dei-sistemi-sanitari-regionali-ccm


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Osservatorio opera realizzando le azioni di accompagnamento per l’implementazione delle indicazioni normative.