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È stata sottoscritta oggi, nella sede della Regione ad Ancona, la convenzione tra Regione Marche e Comune che consente di avviare l’intervento di manutenzione straordinaria e dragaggio del Porto di Fano, finanziato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione per un investimento complessivo di 2,5 milioni di euro.
Alla stipula sono intervenuti l’assessore regionale a Porti, Aeroporto e Interporto Giacomo Bugaro, il sindaco di Fano Luca Serfilippi, il direttore del Dipartimento Infrastrutture della Regione Marche Nardo Goffi e l’assessore al Porto del Comune Gianluca Ilari.
Le dichiarazioni
“Si tratta di una convenzione dal valore economico di 2,5 milioni destinata a un’opera attesa da tempo: l’abbassamento dei fondali del porto di Fano di circa un metro attraverso la rimozione di 15.000 metri cubi di sedimenti – ha spiegato l’assessore Giacomo Bugaro -. Questo intervento non è solo una manutenzione tecnica, ma una scelta strategica. Fano è un porto di competenza regionale — non ricade sotto l’Autorità di Sistema Portuale — e come tale richiede un impegno diretto per garantirne la competitività. Abbassare i fondali significa aumentare la capacità di accoglienza delle imbarcazioni, fornendo un supporto concreto al cluster della nautica, uno degli asset principali dell'economia marchigiana per fatturato, volumi e occupazione. La Regione ha anche stanziato ulteriori 1,6 milioni di euro nel Piano di Programma 2026 -27 -28 per miglioramenti all'interno dei porti di competenza regionale (Ancona, Fano, Senigallia, Numana, Civitanova e una piccola parte di Porto San Giorgio e di San Benedetto). Il nostro obiettivo è continuare ad assistere questo comparto, garantendo infrastrutture moderne e all'altezza delle sfide del mercato che rendono la nautica marchigiana un vanto a livello nazionale”.
“È un obiettivo che ci siamo posti fin dall’inizio del mandato – ha sottolineato il sindaco Serfilippi – restituire al porto di Fano piena operatività e sicurezza. Si tratta di un intervento molto atteso dalla nostra marineria, anche perché lo scalo risultava bloccato da anni a causa delle problematiche legate ai sedimi portuali. Grazie alla collaborazione con la Regione siamo riusciti a sbloccare una situazione ferma da ben diciassette anni. Il nuovo accordo, del valore di 2,5 milioni di euro, ci consente finalmente di guardare al futuro con una visione strutturale e di lungo periodo. Non vogliamo limitarci al semplice dragaggio: l’obiettivo è affrontare il problema in modo moderno e sostenibile. Stiamo infatti valutando tecnologie innovative per il trattamento dei fanghi inquinati, che potrebbero essere trasformati in sabbia pulita da utilizzare per il ripascimento delle nostre coste. Una soluzione che permetterebbe di ridurre significativamente i costi di smaltimento e di attivare un modello di economia circolare a beneficio dell’intero litorale”.
Il dragaggio
L’intervento riguarda il dragaggio delle aree portuali di competenza comunale, con particolare attenzione al bacino di evoluzione (l’area di manovra e rotazione delle imbarcazioni) già interessato da fenomeni di degrado e progressivo insabbiamento che negli ultimi anni hanno ridotto la piena operatività dello scalo.
È prevista la rimozione di circa 15.000 metri cubi di sedimenti, da verificare in sede di progettazione dell’intervento, corrispondenti a un approfondimento medio dei fondali di circa un metro. Un’operazione necessaria per garantire maggiore funzionalità al porto e consentire l’accesso in sicurezza anche alle imbarcazioni di maggior pescaggio, agevolando in particolare le attività dei cantieri navali e le operazioni di varo.
I fondi, come spiegato dall’assessore Ilari, hanno carattere pluriennale e consentiranno di completare l’intervento entro il 2028. Il cronoprogramma prevede analisi chimiche, bonifica bellica, per poi arrivare alla fase attuativa. Il conferimento dei fanghi in discarica comporterebbe costi elevati; per questo si stanno valutando tecnologie innovative che, nell’arco di circa un anno, potrebbero rendere le operazioni di trattamento e smaltimento più sostenibili dal punto di vista economico, garantendo al tempo stesso continuità ed efficienza del servizio.
Prima della sottoscrizione si è reso necessario aggiornare l’Accordo di Programma regionale per i dragaggi e lo sviluppo sostenibile delle aree portuali del 2008, rimodulato nel 2016. L’aggiornamento ha consentito al Comune di Civitanova Marche di cedere al Comune di Fano 4.750 metri cubi della propria capacità residua nella vasca di colmata del porto di Ancona, rendendo così possibile la piena realizzazione dell’intervento.
Il progetto rientra tra quelli finanziati nell’ambito dell’Accordo di Coesione tra Regione e Governo nazionale e si inserisce nella strategia regionale che individua nella portualità uno degli assi strategici per lo sviluppo economico, produttivo e occupazionale delle Marche.
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