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31/01/2026

ZONE FRANCHE DOGANALI INTERCLUSE, A ROMA IL TAVOLO OPERATIVO PER LE MARCHE

Avviato il percorso per l’istituzione delle Zone Franche Doganali Intercluse nelle Marche. Regione e Struttura di missione della Zona Economica Speciale (ZES) hanno definito i primi passaggi operativi nel corso di un incontro tecnico che si è tenuto ieri a Roma tra l’assessore alla ZES e allo Sviluppo economico Giacomo Bugaro e Giosi Romano, coordinatore della Struttura di missione ZES. Il confronto ha consentito di fare il punto sul quadro normativo, sulle procedure attuative e sui passaggi amministrativi necessari per arrivare, in tempi certi, alla piena operatività dello strumento, considerato strategico per il rafforzamento della logistica regionale e per il sostegno all’export. «L’incontro operativo ha avuto l’obiettivo di mettere a punto il percorso per l’istituzione delle zone franco-doganali intercluse nelle Marche. Il confronto, tenutosi a livello tecnico con gli uffici, è stato utile per approfondire nel dettaglio il quadro normativo, le procedure attuative e i passaggi amministrativi necessari per arrivare in tempi certi all’attivazione di questo strumento strategico. Si conferma una collaborazione continua e concreta tra Regione e Struttura di missione ZES, che intendiamo portare avanti con l’obiettivo di rendere pienamente operative le zone franco-doganali intercluse, rafforzare la logistica regionale, sostenere l’export e aumentare l’attrattività del sistema produttivo marchigiano, offrendo alle imprese nuove opportunità in termini di semplificazione e competitività», ha dichiarato l’assessore Giacomo Bugaro. Le ZFD sono aree delimitate in cui le merci possono essere introdotte, stoccate e in alcuni casi lavorate a regimi doganali semplificati (ad esempio senza pagamento immediato dell’IVA). Le zone franche doganali si integrano con gli altri strumenti della ZES unica – credito d’imposta, semplificazioni amministrative e incentivi all’occupazione – con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dei nodi logistici regionali e rendere le Marche più attrattive per nuovi insediamenti produttivi.