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Attività Produttive

Contatti

Posizione di funzione Cave e Miniere

Dirigente
Luigino Peloni

funzione.CaveMiniere@regione.marche.it

Referenti:
Massimiliano Giulioli
massimiliano.giulioli@regione.marche.it
Tel: 0718063492

Maurizio Aiuola
maurizio.aiuola@regione.marche.it
Tel: 0718063793

Anna Maria Vecchione
annamaria.vecchione@regione.marche.it
Tel: 0718063861

 

Posta elettronica certificata:
regione.marche.caveminiere@emarche.it

Attività estrattive

L'attività estrattiva, presente nella storia dell'uomo fin dall'antichità, si è oggi evoluta fino ad assumere la fisionomia di una moderna attività imprenditoriale al servizio dell'attività edilizia ed industriale, privata e pubblica. 
 Negli ultimi due decenni nelle Marche l’attività estrattiva ha progressivamente modificato la struttura aziendale delle imprese di settore passando da un modello prevalentemente artigianale-familiare ad uno proprio della piccola e media impresa di tipo industriale, uniformandosi così al tipico “modello marchigiano” oltre che alle mutate esigenze che la moderna economia impone anche in questo settore.

 L’attività estrattiva vive da sempre una caratteristica dualità dato che sottrae risorse non rinnovabili e modifica, alle volte radicalmente, la morfologia del territorio. 
 Per questo, pur trattandosi di attività produttiva industriale, è in realtà regolata da normative di carattere ambientale, nella classica progressione piramidale a discesa da quella Europea a quella nazionale e regionale. 
 Essendo materia delegata alle regioni è proprio la legislazione regionale il principale riferimento normativo. 
 La legge regionale di settore, L.R. 71/1997 con le sue successive modifiche (L.R. n. 33/1999, L.R. 14/2002, L.R. 19/2007, L.R. 30/2009, L.R. 31/2009, L.R. 20/2011, L.R. 25/2012, L.R. 49/2013, L.R. 33/2014, L.R. 16/2015), e il Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.) coniugano le esigenze imprenditoriali e produttive con la sostenibilità ambientale e paesaggistica. 

 Obiettivo primario dell’Amministrazione regionale è dunque quello di promuovere la cultura del progetto, creando le condizioni favorevoli affinché il comparto estrattivo possa svilupparsi in modo equilibrato, tutelare e promuovere occupazione, accrescere ulteriormente la propria importanza nell’ ambito dell’economia marchigiana conciliando queste esigenze con quelle della tutela e salvaguardia del territorio, degli ecosistemi e, in una parola dell’ambiente della nostra Regione.  

Dati 2015
 Il numero di cave attive, cioè quelle attività estrattive autorizzate e che hanno effettuato produzione di materiale, è pari a 59, mentre le inattive risultano 109. Le cave chiuse (cioè che hanno completato la loro attività e hanno superato il sopralluogo accertativo finale) sono 108.  La produzione complessiva regionale per l’anno 2015 è stata pari a 1.528.328 mc, con un incremento di poco più di 65.000 mc rispetto all’anno precedente (+ 4,6%). E' comunque la prima inversione di tendenza verso il segno positivo dal 2011. La provincia con il più alto numero di cave attive è quella di Macerata (18), seguita da Pesaro-Urbino (16), Ascoli Piceno (9), Fermo (8),  e Ancona (7). Gli addetti che lavorano nel settore sono 295. Il materiale estratto in maggiore quantità torna ad essere, dopo tre anni, il calcare (cave di montagna), con 755.690 mc scavati, seguito dalle sabbie e ghiaie alluvionali, con 663.650 mc. I materiali da fornace, pur in evidente crisi (un decimo della produzione rispetto a 10 anni fa) fanno registrare 50.000 mc prodotti contro i 33.470 del 2014. Prosegue di contro l'incremento del travertino acquasantano che, malgrado il generale periodo di crisi profonda del settore estrattivo, si conferma in espansione soprattutto per la qualità del materiale (bianco acquasantano, unico in Italia) e per la richiesta crescente dai ricchi Paesi  mediorientali. La produzione 2015 è di oltre 40.000 mc con un incremento del 14% rispetto al 2014. Chiudono l’elenco i conglomerati di origine marina dell’ascolano con un significativo incremento del 15,7%, passando dai 1.600 mc estratti nel 2015 ai 10.200 mc estratti nel 2015. L'unica cava attiva di gesso presente nella Regione conferma la produzione dell'anno precedente avendo estratto nel 2015 6.800 mc circa. Chiude il calcare ornamentale del pesarese, in flessione del 46,7% con 1.621 mc estratti nel 2015 contro i 3.465 mc del 2014.

 

Scarica il documento "Le cave nelle Marche" ( Aggiornato al 2015 )

L'ATTIVITA' PROGRAMMATORIA

Approvazione del P.R.A.E. - La Regione, così come affermato nella legge regionale di settore n. 71/1997 all’art. 4, comma 1: “redige e approva….il Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.)."

Verifica dei Programmi Provinciali della Attività Estrattive (P.P.A.E.) - Ai sensi della citata legge regionale n. 71/1997, le province redigono, adottano ed approvano i rispettivi Programmi Provinciali delle Attività Estrattive (P.P.A.E.).
La Regione, ai sensi dell'art. 15 della legge regionale n. 46/1992, verifica la conformità delle previsioni dei singoli Programmi Provinciali (P.P.A.E.) con le previsioni del Piano Regionale P.R.A.E.

L'ATTIVITA' AUTORIZZATORIA
La Regione, ad eccezione delle cave di prestito di interesse regionale e nazionale per le quali ha la competenza esclusiva, non rilascia le autorizzazioni alla coltivazione delle cave. Questo compito è affidato alle Amministrazioni Comunali competenti per territorio.

Preliminarmente alla procedura amministrativa che conduce all’autorizzazione comunale, o al suo interno, secondo i casi sotto specificati, la Regione svolge un compito di valutazione tecnica e ambientale.

Procedure di Valutazione di Impatto Ambientale, su istanze pervenute alla Regione prima dell'entrata in vigore dei Programmi Provinciali

Procedura di verifica: è normata dall’art. 6 della legge regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale (L.R. n. 7/2004) e dalle successive linee guida; si tratta di una valutazione sul progetto dell’attività estrattiva che serve a stabilire se il progetto stesso debba essere sottoposto o no a Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).

All'interno di questa procedura vengono rilasciate:

l'Autorizzazione Paesaggistica, di cui all'art. 159 del D.Lgs 42/2004, se necessaria, in quanto l'area d'intervento ricade in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico, e se non è stato deciso di assoggettare il progetto alla procedura di V.I.A. vera e propria;

la Valutazione di Incidenza, ai sensi dell'art. 5 del D.P.R. 357/1997, se necessaria, in quanto l'area di intervento ricade all'interno di una Zona di Protezione Speciale (Z.P.S.) o di un Sito di Interesse Comunitario proposto (p. S.I.C.), e se non è stato deciso di assoggettare il progetto alla procedura di V.I.A. vera e propria;

Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.): normata dagli artt. 7 e segg. della legge regionale n. 7/2004 (Disciplina della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale) e dalle successive linee guida; è la procedura finalizzata alla pronuncia del giudizio di compatibilità ambientale. All'interno di questa procedura vengono rilasciate, se necessarie, l'Autorizzazione Paesaggistica e la Valutazione di Incidenza, come sopra richiamate.

Procedure autorizzatorie per domande pervenute ai Comuni prima dell'entrata in vigore dei Programmi Provinciali

Pronuncia sul DPR n. 128/1959 ed eventuale Autorizzazione paesaggistica:

gli interessati presentano, ai sensi dell'articolo 6 della L.R. n. 33/1999, la domanda di autorizzazione corredata dal progetto di coltivazione al Comune competente per territorio, che, previa una sua istruttoria, trasmette la documentazione alla Regione; la Regione esamina il progetto e si esprime sulla conformità con il D.P.R. 128/59 "Norme di polizia delle miniere e delle cave"; se necessaria, viene rilasciata l'autorizzazione paesaggistica; il Comune rilascia l'autorizzazione all'attività estrattiva.

Procedure autorizzatorie per domande pervenute ai Comuni dopo l'entrata in vigore dei Programmi Provinciali.

La Procedura di Verifica, la Valutazione di Impatto Ambientale, l'eventuale autorizzazione paesaggistica e l'eventuale valutazione di incidenza, sono di competenza delle Province ad eccezione degli interventi con più di 500.000 mc all'anno di materiale estratto o con un'are interessata superiore ai 20 ha. (L.R. n. 7/2004).

La Regione partecipa, con diritto di voto, alle conferenze dei servizi decisorie che ciascuna Provincia indice per l’esame delle domande e dei progetti, al fine di esprimere il parere circa la conformità alle disposizioni regionali e provinciali (art. 13 della L.R. n. 71/1997 e ss.mm.ii.).

I Comuni rilasciano le autorizzazioni.

ALTRE ATTIVITA' REGIONALI

L’Ufficio Attività Estrattive partecipa ai sopralluoghi accertativi (art. 18 L.R. 71/1997) con Comuni e Corpo Forestale dello Stato. Si tratta della verifica finale che deve accertare la rispondenza dello stato dei luoghi, a fine attività estrattiva, con quanto indicato dal progetto autorizzato.

La Regione ha inoltre predisposto, realizzato e cura l’aggiornamento del Catasto Regionale delle Attività Estrattive. Si tratta di un importante archivio informatizzato che consente la raccolta e la gestione di tutti i dati che riguardano le cave della regione in attività (Catasto cave).
Attualmente è in corso il progetto di revisione del Catasto Cave che permetterà l'inserimento online dei dati da parte delle ditte e il collegamento del database ad un sistema GIS.

Si rimanda ai link specifici per i dettagli e la consultazione (Catasto cave online e Catasto cave inattive).

Determina i valori commerciali dei materiali di cava per l'irrogazione delle sanzioni amministrative ai sensi dell'art. 20 della L.R. n. 71/1997.

Aggiorna le tariffe sui materiali di cava ai sensi dell'art. 17 della L.R. n. 71/1997.

Secondo le DGR n. 807/2004 e 1341/2005 collabora alle funzioni regionali in materie di miniere, di cui aggiorna i canoni minerari.

Rilascia pareri in merito a interpretazioni riguardanti le norme sulle attività estrattive.

E' regione capofila nel coordinamento tecnico della Commissione Attività Produttive presso la Conferenza delle Regione e Province autonome fino al 2018.

Deliberazione Amministrativa del Consiglio Regionale n. 66/2002

Relazione tecnico illustrativa generale:

- Allegato 1 - Elenchi e statistiche elaborati dal catasto cave attive ed inattive;

- Allegato 2 - Elenchi elaborati dal catasto cave dismesse;

- Relazione contenente l'individuazione dei livelli produttivi e stima dei trend evolutivi;

- Direttiva recante norme di attuazione per una razionale coltivazione, un appropriato uso del materiale, per l'esercizio dell'attività estrattiva nelle formazioni boscate e per il recupero e la ricomposizione finale delle cave:

- Allegato A - Linee guida per la classificazione delle cave;

- Allegato B - Criteri, interventi ed opere per il recupero e la ricomposizione finale delle cave;

- Direttiva per le cave di prestito;

- Direttiva per i casi in cui dalla realizzazione di opere pubbliche vengano ottenuti materiali di risulta;

-Direttiva per l'individuazione, il recupero e la ricomposizione ambientale delle cave abbandonate e dismesse;

- Direttiva per la realizzazione del sistema di riutilizzo degli inerti, con particolare riferimento a quelli derivanti dall'edilizia;

- Direttiva per l'adozione di tecniche di escavazione innovative;

- Normativa per le aree di divieto non cartografate.

TAVOLE

Tav. 1: quadro di unione delle cave attive classificate per categoria e sottocategoria di materiale estratto - scala 1:200.000:

Tav. 1A: Provincia di Pesaro Urbino - scala 1:100.000;

Tav. 1B: Provincia di Ancona - scala 1:100.000;

Tav. 1C: Provincia di Macerata - scala 1:100.000;

Tav. 1D: Provincia di Ascoli Piceno - scala 1:100.000;

Tav. 2: carta delle cave inattive classificate per categoria e sottocategoria di materiale estratto - scala 1:200.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito):

Tav. 3 (A1, A2, A3): cave dismesse classificate per categoria e sottocategoria di materiale della Provincia di Pesaro Urbino - scala 1:50.000;

Tav. 3 (B1, B2): cave dismesse classificate per categoria e sottocategoria di materiale della Provincia di Ancona - scala 1:50.000;

Tav. 3 (C1, C2, C3): cave dismesse classificate per categoria e sottocategoria di materiale della Provincia di Macerata - scala 1:50.000;

Tav. 3 (D1, D2): cave dismesse classificate per categoria e sottocategoria di materiale della Provincia di Ascoli Piceno - scala 1:50.000;

Tav. 4 (A1, A2, A3): cave dismesse con indicazione sullo stato del soprassuolo della Provincia di Pesaro Urbino - scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 4 (B1, B2): cave dismesse con indicazione sullo stato del soprassuolo della Provincia di Ancona - scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 4 (C1, C2, C3): cave dismesse con indicazione sullo stato del soprassuolo della Provincia di Macerata - scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 4 (D1, D2): cave dismesse con indicazione sullo stato del soprassuolo della Provincia di Ascoli Piceno- scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 5 (A1, A2, A3): cave dismesse con indicazione sulla necessità di intervento di tipo agronomico-forestale e sull'esistenza di problemi di tipo geomorfologico della Provincia di Pesaro Urbino - scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 5 (B1, B2): cave dismesse con indicazione sulla necessità di intervento di tipo agronomico-forestale e sull'esistenza di problemi di tipo geomorfologico della Provincia di Ancona - scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 5 (C1, C2, C3): cave dismesse con indicazione sulla necessità di intervento di tipo agronomico-forestale e sull'esistenza di problemi di tipo geomorfologico della Provincia di Macerata - scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 5 (D1, D2): cave dismesse con indicazione sulla necessità di intervento di tipo agronomico-forestale e sull'esistenza di problemi di tipo geomorfologico della Provincia di Ascoli Piceno- scala 1:50.000 (N.B. - il file di questa tavola non è stato inserito);

Tav. 6 quadro di unione - Divieti per l'attività estrattiva - scala 1:200.000;

Tav. 6A: Provincia di Pesaro Urbino - scala 1:100.000;

Tav. 6B: Provincia di Ancona - scala 1:100.000;

Tav. 6C: Provincia di Macerata - scala 1:100.000;

Tav. 6D: Provincia di Ascoli Piceno - scala 1:100.000;

Tav. 7 carta delle aree di possibile esenzione ai sensi del punto 11, art. 60 delle NTA del PPAR per alcune tipologie di materiale per le quali sia comprovata l'effettiva irreperibilità o non risulti possibile la loro sostituzione con altro materiale (Travertino, Formazione del Calcare Massiccio, Calcari delle Formazione di San Marino e affioramenti di gesso macrocristallino) - scala 1:200.00 e dettagli alla scala 1:100.000.

Tav. 7A: Provincia di Pesaro Urbino - carta delle aree di possibile esenzione ai sensi del punto 11, art. 60 delle NTA del PPAR per alcune tipologie di materiale per le quali sia comprovata l'effettiva irreperibilità o non risulti possibile la loro sostituzione con altro materiale (Formazione della Maiolica, Formazione della Corniola e Conglomerato messiniano di Pietrarubbia) - scala 1:100.000;

Tav. 7B: Provincia di Ancona carta delle aree di possibile esenzione ai sensi del punto 11, art. 60 delle NTA del PPAR per alcune tipologie di materiale per le quali sia comprovata l'effettiva irreperibilità o non risulti possibile la loro sostituzione con altro materiale (Formazione della Maiolica, Formazione della Corniola e Conglomerato messiniano di Pietrarubbia)- scala 1:100.000;

Tav. 7C: Provincia di Macerata - carta delle aree di possibile esenzione ai sensi del punto 11, art. 60 delle NTA del PPAR per alcune tipologie di materiale per le quali sia comprovata l'effettiva irreperibilità o non risulti possibile la loro sostituzione con altro materiale (Formazione della Maiolica, Formazione della Corniola e Conglomerato messiniano di Pietrarubbia) - scala 1:100.000;

Tav. 7D: Provincia di Ascoli Piceno - carta delle aree di possibile esenzione ai sensi del punto 11, art. 60 delle NTA del PPAR per alcune tipologie di materiale per le quali sia comprovata l'effettiva irreperibilità o non risulti possibile la loro sostituzione con altro materiale (Formazione della Maiolica, Formazione della Corniola e Conglomerato messiniano di Pietrarubbia) - scala 1:100.000.

L’Amministrazione Regionale ha approvato il Piano Regionale delle Attività Estrattive (PRAE) con Deliberazione del Consiglio n. 66 del 09/04/2002.

Province che hanno provveduto all’approvazione definitiva dei Programmi Provinciali delle Attività Estrattive:

 

  • Macerata con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 68 del 05/08/2003 e con DCP n. 40 del 17/05/2004; l’Amministrazione Provinciale di Macerata ha anche provveduto a redigere le graduatorie dei progetti ai quali assegnare i quantitativi previsti dal programma; 
  • Pesaro con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 109 del 20/10/2003. Inoltre l’Amministrazione provinciale di PU con Deliberazione del Consiglio n. 20 del 22/03/2004 ha approvato il Programma Esecutivo con indicati tutti i bacini estrattivi per tutte le varie tipologie di materiali, anche con la previsione di realizzazione delle Cave di Prestito. 
  • Ascoli Piceno con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 58 del 07/04/2005 e n. 108 del 28/07/2005. 
  • Fermo  In seguito all’ istituzione della Provincia di Fermo (L. 11/06/2004 n. 147) la Regione Marche ha disposto, con la L.R. 31 ottobre 2011 n. 20, all’art. 19, il “Riparto tra le Province di Ascoli Piceno e Fermo dei quantitativi di materiale di cava autorizzabili”. La Provincia di Fermo non ha ancora un PPAE.
  • Ancona con Deliberazione del Consiglio Provinciale n. 14del 13/04/2005.


Link ai piani provinciali:


  • Ancona
  • Ascoli Piceno
  • Macerata
  • Pesaro Urbino - Variante generale
  • DETERMINAZIONE DEL VALORE COMMERCIALE DEI MATERIALI DI CAVA PER L’APPLICAZIONE DELLE SANZIONI AMMINISTRATIVE
    La L.R. n. 71/1997 introduce una rilevante novità che riguarda il criterio di determinazione dei valori dei materiali di cava per l’applicazione delle sanzioni amministrative a coloro che esercitano l’attività estrattiva in maniera totalmente abusiva o in difformità dai progetti approvati. All’art. 20 della legge citata si stabilisce che sia la Regione a dover determinare i valori dei materiali di cava per la quantificazione delle sanzioni amministrative. Fino ad allora questo compito era affidato alle Camere di Commercio provinciali.
    Con la Delibera di Giunta Regionale n. 1300 del 9/11/2004 viene assegnato un valore commerciale a ciascun materiale, di quelli indicati dalla stessa L.R. 71/97 come materiali di cava, sulla base del quale valore, una volta stimata l’entità del materiale abusivamente estratto, si applica la sanzione amministrativa.
    Si riportano le tabelle dei valori dei materiali di cava secondo la DGRM n. 1300/2004:

     

    a) Materiali di prevalente uso industriale (in €/ mc franco piazzale di cava):

     

    1) sabbia e ghiaia

    € 7,10

     

    2) marne

    non determinato

     

    3) argille, aggregati argillosi e sabbiosi

    € 8,10

     

    4) arenarie

    non determinato

     

    5)conglomerati

    € 7,30

     

    6) calcari massicci

    € 16,45

     

    calcari stratificati

    € 10,60

     

    materiale
    detritico

     

    € 8,70

     

    7) gesso

    € 19,50 (*)

    * Modificato con DGRM N°200 del 16/02/2009

     

     

    b) Materiali di prevalente uso ornamentale o edile (in €/mc. franco piazzale di cava):

     

    1) calcari

    € 54,85

     

    2) travertino

     

    da € 38,75 a € 108,45

     

    (secondo la qualità; la determinazione spetta all’organo che irroga la sanzione)

     

    3) gesso

    non determinato

     

    4) arenaria

    € 100,00

    N.B.: Il testo integrale della D.G.R.M. n. 1300/2004 è consultabile nel settore "normativa".


    Nuova DGR aggiornamento canoni minerari (DGR n. 1180 del 30/08/2011)

    L’entità del canone annuo per le concessioni minerarie è stabilito sulla base della Legge n. 537 del 24/12/1993, art. 10, comma 2. In particolare la norma prevede che i canoni di concessione di beni pubblici e i beni ed attività sottoposti a riserva originaria sono aumentati annualmente secondo i criteri: dell’adeguamento alle variazioni dell’indice dei prezzi al consumo, rilevato nell’anno precedente; dell’adeguamento proporzionale ai canoni pagati di altri concessionari o beneficiari di autorizzazione; della rivalutazione in relazione alla domanda effettiva o potenziale dei beni e delle attività concesse.

    Con Decreto Legislativo 31 marzo 1998, n. 112Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997 n. 59”, sono state conferite alle regioni le funzioni degli uffici centrali e periferici dello Stato relative ai permessi di ricerca ed alle concessioni di coltivazione di minerali solidi.
    All’articolo 34, comma 5 del Decreto Legislativo si stabilisce che sono state conferite alle Regioni le funzioni relative alla determinazione dei canoni dovuti dai titolari dei permessi e delle concessioni devoluti alle regioni territorialmente interessate; le somme sono stabilite entro i limiti fissati ai sensi dell’art. 33, lettera c) dallo Stato.
    La Regione Marche con la L.R. n. 10/1999 art. 25, ha riservato a sé le funzioni amministrative concernenti la determinazione dei canoni minerari relativi alle concessioni di coltivazione.

    Sulla base dei valori calcolati dal Ministero - Distretto Minerario di Bologna sino all’anno 2000 e in relazione agli indici nazionali dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI 3.3) (Variazioni percentuali dell’anno indicato rispetto all’anno precedente) reperibile sul sito dell’ISTAT, la Posizione di Funzione Rischio Idraulico ed Attività Estrattive ha operato la progressione del calcolo per gli anni mancanti. Sulla base di questo criterio,
    Con DGR n. 1015 del 05/09/2005 la Regione ha determinato, per la prima volta, i canoni minerari, relativamente al periodo 2000-2005.

    Con DGR n. 1180 del 30/08/2011 la Regione ha determinato l’aggiornamento dei canoni minerari relativamente al periodo 2006-2010.

    Oltre ai canoni minerari, alla Regione spetta l’incameramento dell’Imposta regionale.
    Infatti l’articolo 34, comma 5 del Decreto Legislativo n. 112/1998 stabilisce che i canoni dovuti dai titolari delle concessioni sono devoluti alle regioni territorialmente interessate.
    Con l’art. 30, comma 2 della L.R. 19/2007 (Legge finanziaria 2008), la Regione ha determinato la nuova aliquota dell’imposta regionale del canone di concessione, sostituendo l’art. 3 della L.R. 3/1971 con il seguente:
    “Art. 3. Aliquota”

    1. L’aliquota dell’imposta regionale è determinata nella misura del 100 per cento del canone di concessione.