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martedì 27 agosto 2019  09:51 

"VORREI CHE NEL MIO LAVORO SI AVVERTISSERO PROCESSI CHE VANNO DALL'ETÀ DEL FERRO AL TREMILA"

Eliseo Mattiacci è morto a Pesaro all’età di 78 anni. Nato a Cagli il 13 novembre 1940, aveva studiato all'Istituto d’Arte della sua città per poi diplomarsi a Pesaro.

Negli anni '60, a Roma. entra nel circuito dell’arte contemporanea. Partecipa al gruppo “Arte Povera” al quale in realtà non aderirà mai, qui le sue prime collettive. Farà mostre prima in Italia e poi all'estero.  Temi a lui cari sono il cosmo, l’energia che esso sprigiona e l’utilizzo dei metalli. Un’arte concettuale che gli vale riconoscimenti a livello internazionale. Tra le ultime mostre realizzate c’è quella a lui dedicata a Palazzo Ducale di Urbino.

Negli anni Settanta arrivò il successo internazionale con la prima partecipazione alla Biennale di Venezia, che nel 1972 gli dedicò un’intera sala. Continuavano nel frattempo le esposizioni presso L’Attico e nel 1981 giunse un’importante personale (che lo vide esporre in coppia assieme a Vito Acconci) al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano. Gli anni Ottanta furono anche il periodo in cui si sviluppò l’interesse di Mattiacci per le opere spaziali e cosmiche (la scultura intitolata Ordine cosmico è una delle sue creazioni più famose) e a partire da questo periodo i suoi lavori non smisero di viaggiare per il mondo. Si contano sue partecipazioni alla Biennale di San Paolo in Brasile (1975), ancora alla Biennale di Venezia (1978, 1988) alla Biennale internazionale della grafica d’arte di Firenze (1978) e alla Quadriennale di Roma (1965, 1968, 1986). Tra i riconoscimenti si annoverano invece il Premio Bolaffi nel 1976 e il Premio Antonio Feltrinelli per la scultura conferitogli nel 2008 dall’Accademia Nazionale dei Lincei. Mattiacci era anche accademico di San Luca.

La sua ricerca si è dapprima concentrata sull'interazione tra opera e spazio (in questo senso particolarmente importante è il suo tubo Agip, presentato anche alla mostra di Genova del 1967), quindi sull’utilizzo dei metalli per opere di grande dimensioni, e poi ancora sulle energie cosmiche (come la forza di gravità o il magnetismo). Sue opere si conservano oggi al Museo Novecento di Firenze, al Mart di Trento e Rovereto, al Museo della Scultura Contemporanea di Matera e in diverse altre collezioni.