Il Servizio Sanitario si prende cura di te:
promozione degli screening oncologici per la popolazione immigrata

“Il servizio sanitario si prende cura di te" [1]

Codice CUP H65I17000080005

Si tratta di una attività nazionale progettata dall’Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute / ARS Marche (dr.ssa Patrizia Carletti) che è stata condivisa con:

- Regione Liguria (Dr.ssa Germana Torasso, A.Li.Sa - Agenzia Ligure Sanitaria)

- Regione Emilia Romagna (Dr. Antonio Chiarenza, AUSL Reggio Emilia)

- Regione Campania (Dr.ssa Raffaela Errico, Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale – UOD 4 Assistenza territoriale)

La Regione Marche ha recepito il Progetto con DGR 780 del 28 settembre 2015

 

Obiettivo:

Promuovere i programmi organizzati di screening oncologici presso la popolazione immigrata

Azioni

Realizzare interventi specifici e culturalmente mirati di offerta attiva degli screening oncologici nell’ambito dei programmi organizzati (screening del tumore al seno, alla cervice uterina e al colon retto) ad alcuni gruppi più a rischio, tra cui gli immigrati che rappresentano circa il 10% della popolazione target e che hanno esiti di salute peggiore degli italiani[2].

Motivazione

- per gli immigrati ed altri gruppi vulnerabili vi sono problemi a stimare la popolazione target e a raggiungerla con la tradizionale lettera di invito in quanto una parte degli aventi diritto non fa la scelta del MMG, presenta una maggiore mobilità sul territorio e alcuni non risultano visibili in quanto non regolarmente residenti;

- anche quando la popolazione immigrata è raggiunta dagli inviti la percentuale di adesione della popolazione immigrata resta decisamente inferiore a quella degli italiani, per una serie di motivi:

·   scarsa conoscenza della lingua italiana e incapacità di comprendere una terminologia medica anche semplificata;

·   difficoltà nel comprendere il concetto di prevenzione e le modalità con le quali di svolgono i test;

·   resistenze di tipo culturale;

·   mancanza del servizio di mediazione interculturale;

·   mancanza di materiali informativi multilingue.

Azioni

Realizzare interventi specifici e culturalmente mirati di offerta attiva degli screening oncologici nell’ambito dei programmi organizzati (screening del tumore al seno, alla cervice uterina e al colon retto) ad alcuni gruppi più a rischio, tra cui gli immigrati che rappresentano circa il 10% della popolazione target e che hanno esiti di salute peggiore degli italiani[3].

Le principali attività previste sono:

1) Mappatura del numero di immigrati presenti sul territorio, per cittadinanza, sesso, classi di età, utilizzando le mappe tematiche che verranno messe a disposizione degli operatori dei servizi sanitari (al fine di avere informazioni dettagliate sulla popolazione immigrata presente e target, nei rispettivi territori)

2) Attivazione di percorsi di “miglioramento” (formazione\azione) integrati destinati a:

-  operatori dei servizi presso i quali si effettuano gli screening;

- soggetti e istituzioni con le quali più frequentemente immigrati e gruppi vulnerabili entrano in contatto (MMG, istituzioni scolastiche, farmacisti, leaders di comunità);

-  mediatori interculturali;

 

3) Azioni dirette di sensibilizzazione e informazione della popolazione immigrata:

realizzazione di una APP che fornisca (in più lingue e con modalità culturalmente competenti) informazioni sui servizi a cui rivolgersi per effettuare gli screening oncologici (in più lingue e con modalità culturalmente competenti);

realizzazione di spot video (in più lingue e con modalità culturalmente competenti), per informare e sensibilizzare sugli screening oncologici (in sinergia con quanto sta attualmente realizzando il SSR Marche per gli italiani);

creazione del profilo del progetto sui social networks per la promozione degli screening;

- realizzazione di materiali informativi interculturali “tradizionali” (brochures, locandine ecc.) sugli screening oncologici e diffusione presso i servizi consultoriali, gli ambulatori medici, le istituzioni scolastiche, le farmacie, i luoghi di culto e di incontro degli immigrati.


Ad oggi:

A partire dal mese di settembre 2017 il Progetto è stato presentato in più sedi: al referente regionale per gli screening oncologici ai referenti dei DPT di prevenzione, a vari operatori delle segreterie screening dell’ASUR Marche e del SSR Marche al fine di tarare le attività in sinergia con quanto il SSR Marche sta facendo per la promozione degli screening oncologici e di accogliere specifici suggerimenti degli operatori SSR in relazione all’utenza straniera.

E’ stata avviata una collaborazione (in corso di formalizzazione) con ASUR Marche per la realizzazione dell’APP.

Sono state raccolte ed esaminate le lettere di invito e brochure informative utilizzate nella regione Marche ed in altre regioni (in particolare nelle regioni partner del Progetto)

Sono stati raccolti, discussi ed esaminati materiali cartacei e video plurilingue (relativi agli screening oncologici) già esistenti nel territorio regionale e nazionale per valutare se possono essere utilizzati.

Nei mesi di maggio/giugno 2018 è stato realizzato un percorso di formazione / azione con gli operatori SSR e con mediatori / interpreti interculturali per confrontare i diversi punti di vista, comprendere le esigenze/difficoltà della popolazione immigrata e costruire dei messaggi informativi per contesti multiculturali[4]

Dal lavoro svolto durante il corso che ha tenuto conto dei materiali già esistenti e dei contributi dei partecipanti, sono scaturite le bozze di lettera di invito per ciascun screening ed una bozza di brochure informativa a carattere divulgativo.

Prossimamente sarà esaminata e predisposta la bozza del depliant illustrativo specifico per il colonretto per l’effettuazione della ricerca del S.O. nelle feci.

E’ stata completata una mappatura (statica e dinamica) che consente di descrivere la popolazione immigrata (per cittadinanza e sesso) presente nel territorio regionale (per comune e Sistemi Locali del Lavoro) disponibile per gli operatori del SSR.

 

Tutti i soggetti coinvolti, a vari livelli, hanno evidenziato le seguenti necessità:

· utilizzare a livello delle Aree Vaste dell’ASUR Marche la stessa lettera di invito e gli stessi materiali informativi

· semplificare le lettere di invito (ovviamente senza tralasciare le informazioni essenziali)

· inviare le lettere di invito tradotte nelle varie lingue (gruppi di invito per lingue)

· sviluppare un secondo livello della APP che sia interattivo. Al secondo livello dell’applicazione si potrà accedere tramite autenticazione dell’utente-target

· (inserendo il proprio Codice Fiscale o STP/ENI). A questo livello l’utente registrato potrà disporre della lettera di invito, potrà richiedere di modificare la data e l’ora dell’appuntamento assegnato, potrà avere notizia della disponibilità del referto e delle indicazioni per il suo ritiro (orario, luogo). Le informazioni giungeranno all’utente attraverso un sistema di notifiche. Su questo punto ci stiamo lavorando con il Servizio Salute e  ASUR.

Ovviamente la APP sarà fruibile sia dagli italiani che dagli stranieri

 


Note:

[1] Si tratta di una attività nazionale progettata dall’Osservatorio sulle Diseguaglianze nella Salute / ARS Marche che è stata condivisa con:

- Regione Emilia Romagna (AUSL Reggio Emilia)

- Regione Campania (Direzione Generale per la Tutela della salute e il Coordinamento del Sistema Sanitario regionale – UOD 4 Assistenza territoriale)

- Regione Liguria (A.Li.Sa - Agenzia Ligure Sanitaria)

[2] I dati ISTAT sulle cause di morte, per cittadinanza, evidenziano che, sia per gli uomini che per le donne immigrate, la principale causa di morte per malattia è rappresentata dai tumori. In particolare circa il 30% delle cause di morte delle donne immigrate è rappresentato da tumori oggetto dei programmi di screening organizzati (tumori mammella 16%, cervice uterina 8%, colon retto 7%). Per gli uomini immigrati, sul totale delle morti per tumore, circa il 10% è rappresentato da decessi per tumore al colon retto.

[3]  Criticità costantemente rilevate a livello nazionale e regionale e bisogni espressi dagli operatori del SSR (indagine svolta nel 2015).

[4] Sono state individuate 11 lingue, oltre all’italiano, rispondenti alle lingue di provenienza della popolazione immigrata .


 

Per accedere alla Repository del progetto clicca qui e inserisci le tue credenziali.