RIVA DEL GARDA – Fare del vino la porta d’accesso ai borghi e al patrimonio culturale, storico e agroalimentare delle Marche, superando la dimensione della singola azienda. È la strategia alla base del motivo della partecipazione, nei giorni scorsi, della Regione a FINE – Wine Tourism Marketplace Italy con le aziende vitivinicole e ATIM, l’Agenzia per il Turismo e l’Internazionalizzazione delle Marche: incontrare buyer e tour operator per organizzare l’offerta enoturistica regionale.
All’evento, con circa 100 espositori e 90 buyer da 26 Paesi, il vicepresidente e assessore all’Agricoltura e all’Enoturismo Enrico Rossi è intervenuto alla tavola rotonda “Territorio e identità nello sviluppo del turismo del vino”.
La scelta risponde a due trend convergenti. I dati attestano che circa 18 milioni di italiani hanno vissuto esperienze legate al vino, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. Nelle Marche gli operatori enoturistici accreditati sono 71, più del doppio rispetto al 2022.
«A fronte di questa crescita abbiamo la responsabilità di trasformare un potenziale diffuso in un sistema capace di produrre reddito e valore per le comunità – ha osservato Rossi –. Le Marche hanno tratti distintivi: in pochi chilometri mare, colline e Appennino, 21 denominazioni e indicazioni geografiche, una superficie vitata biologica vicina al 38% che ci rende leader nazionali. Ma per sviluppare davvero il settore occorre che l’esperienza non rimanga circoscritta alla singola cantina: il vino deve aprire alla conoscenza di un intero territorio».