Il biomonitoraggio umano

Il biomonitoraggio umano è uno strumento scientifico che consente di misurare, nei fluidi biologici, la presenza di specifici contaminanti o di biomarcatori utili a descrivere l’esposizione. Nel caso di INSINERGIA, questo approccio viene utilizzato per valutare l’esposizione della popolazione residente nei SIN a contaminanti ambientali prioritari, con l’obiettivo di produrre dati confrontabili a livello nazionale.

Che cosa misura 
Il biomonitoraggio non è un esame diagnostico e non sostituisce il rapporto con il medico curante. Non nasce per attribuire una diagnosi individuale, ma per misurare livelli di esposizione interna e confrontarli con valori di riferimento tossicologici o popolazionali, così da migliorare la valutazione del rischio e la programmazione degli interventi di prevenzione.
Nel programma INSINERGIA l’attenzione riguarda contaminanti ambientali prioritari come metalli, PFAS e inquinanti organici persistenti; a questi si affianca la valutazione di biomarcatori di esposizione, di effetto precoce e, facoltativamente, di suscettibilità.

Chi può essere coinvolto
Secondo il protocollo di studio, la popolazione selezionata comprende adulti tra i 20 e i 50 anni, residenti in modo continuativo nel SIN da almeno cinque anni, in grado di esprimere un consenso informato e disponibili a prendere parte alle attività previste. Sono esclusi, tra gli altri, i soggetti con esposizione occupazionale rilevante a contaminanti simili o con residenza recente o discontinua nel territorio.
Il campionamento è stratificato per sesso, classe di età e zona di residenza, in modo da garantire la rappresentatività della popolazione generale residente.

Come si svolge la partecipazione
Il protocollo prevede per ciascun partecipante due momenti, durante i quali vengono svolte le attività previste dallo studio. Nella prima sono somministrati questionary della durata di circa 90 minuti; Successivamente vengono raccolti campioni biologici secondo procedure standardizzate, validate e condivise a livello nazionale.
Il protocollo stabilisce che tutti i materiali destinati ai partecipanti, il consenso informato e l’intero impianto di studio siano sottoposti alla revisione e all’approvazione del Comitato Etico competente prima dell’arruolamento.

Privacy, qualità e restituzione
La gestione dei dati avviene nel rispetto delle norme vigenti sulla protezione dei dati personali e secondo procedure di qualità definite dal protocollo. Lo studio prevede anche un piano di restituzione dei risultati, sia individuale sia collettivo, accompagnato da una comunicazione chiara e responsabile.
Questo punto è decisivo: restituire un dato significa mettere le persone nella condizione di comprenderne il significato nel quadro corretto, distinguendo tra esposizione, valutazione del rischio e diagnosi clinica.