Il biomonitoraggio umano
Il biomonitoraggio umano è uno strumento scientifico che consente di misurare, nei fluidi biologici, la presenza di specifici contaminanti o di biomarcatori utili a descrivere l’esposizione. Nel caso di INSINERGIA, questo approccio viene utilizzato per valutare l’esposizione della popolazione residente nei SIN a contaminanti ambientali prioritari, con l’obiettivo di produrre dati confrontabili a livello nazionale.
Che cosa misura
Il biomonitoraggio non è un esame diagnostico e non sostituisce il rapporto con il medico curante. Non nasce per attribuire una diagnosi individuale, ma per misurare livelli di esposizione interna e confrontarli con valori di riferimento tossicologici o popolazionali, così da migliorare la valutazione del rischio e la programmazione degli interventi di prevenzione.
Nel programma INSINERGIA l’attenzione riguarda, tra gli altri, contaminanti ambientali prioritari come metalli, PFAS, composti organici volatili, idrocarburi policiclici aromatici, policlorobifenili, diossine, bisfenoli e derivati clorurati. A questi si affianca la valutazione di biomarcatori di effetto precoce e di suscettibilità, insieme ad analisi biochimico-cliniche utili a interpretare i dati biologici all’interno di un quadro più completo.
Chi può essere coinvolto
Secondo il protocollo di studio, la popolazione selezionata comprende adulti tra i 20 e i 50 anni, residenti in modo continuativo nel Comune di Falconara Marittima da almeno cinque anni, in grado di comprendere le informazioni fornite, esprimere un consenso informato e collaborare alle attività previste.
Per raggiungere il target di 200 partecipanti, sono stati selezionati casualmente dall’anagrafe sanitaria 600 soggetti che verranno contattati per essere invitati alla partecipazione. La numerosità tiene conto di possibili rifiuti, mancate risposte o successive esclusioni in base ai criteri previsti dal protocollo.
Sono esclusi, tra gli altri, i soggetti con esposizione occupazionale rilevante a contaminanti simili, ad esempio lavoratori impiegati in contesti produttivi direttamente connessi alle sostanze oggetto di studio. Potrebbero inoltre non risultare eleggibili, dopo le verifiche previste, le persone che, pur essendo formalmente residenti, non abitano effettivamente e continuativamente nel territorio.
La selezione è costruita in modo da garantire una distribuzione equilibrata per sesso, fasce d’età e aree territoriali considerate nello studio, anche in relazione al quadro conoscitivo e alle modellistiche disponibili.
Il ruolo dei Medici di Medicina Generale
Il coinvolgimento dei Medici di Medicina Generale (MMG) rappresenta un passaggio centrale dello studio. Potranno contribuire a informare i pazienti in modo chiaro, corretto e non allarmistico, spiegando che lo studio ha finalità di salute pubblica e ricerca scientifica, che la partecipazione è volontaria, che non sono previsti trattamenti sperimentali né modifiche terapeutiche e che gli esami saranno gratuiti.
Nella fase iniziale, i medici potranno essere coinvolti nella raccolta delle pre-adesioni, rifiuti o eventuali elementi di non idoneità, segnalando al gruppo operativo le informazioni utili per il successivo reclutamento.
Come si svolge la partecipazione
Il percorso di partecipazione prevede due momenti distinti.
Il primo riguarda la somministrazione del questionario e la visita. Il questionario raccoglie informazioni su caratteristiche demografiche, stili di vita, qualità di vita, eventuali esposizioni ambientali e occupazionali e condizioni di salute riferite. La visita comprende anamnesi, esame obiettivo e rilevazione di parametri vitali e antropometrici. Questa fase è necessaria anche per verificare meglio i criteri di inclusione ed eventuali motivi di esclusione.
Il secondo momento riguarda il prelievo di sangue e la raccolta delle urine, da effettuare a digiuno, secondo procedure standardizzate e condivise a livello nazionale. La separazione tra questionario/visita e prelievo risponde a esigenze operative e metodologiche: le informazioni raccolte nella prima fase servono infatti a interpretare correttamente i dati biologici e a confermare la compatibilità del partecipante con lo studio.
La raccolta dati è prevista per giugno-luglio 2026. Indicativamente, questionario e visita potranno svolgersi durante la settimana, nel pomeriggio, mentre i prelievi saranno concentrati il sabato mattina, così da contenere l’impatto organizzativo e rendere il percorso più sostenibile per i cittadini e per il personale coinvolto. Per ogni partecipante l’impegno orario complessivo è di circa 90 minuti.
Privacy, qualità e restituzione
La gestione dei dati avviene nel rispetto delle norme vigenti sulla protezione dei dati personali e secondo procedure di qualità definite dal protocollo. I materiali destinati ai partecipanti, il consenso informato e l’intero impianto dello studio sono sottoposti alla revisione e all’approvazione del Comitato Etico competente.
Lo studio prevede anche un piano di restituzione dei risultati, sia individuale sia collettivo, al termine delle analisi di laboratorio e dell’elaborazione dei dati. La restituzione sarà accompagnata da una comunicazione chiara e responsabile, perché restituire un dato significa mettere le persone nella condizione di comprenderne il significato nel quadro corretto, distinguendo tra esposizione, valutazione del rischio e diagnosi clinica.
In questo senso, il biomonitoraggio non è soltanto una raccolta di campioni, ma un percorso di conoscenza condivisa: uno strumento per leggere meglio il rapporto tra ambiente e salute e per orientare, con maggiore consapevolezza, le future azioni di prevenzione e tutela della comunità.