Le Marche sono la prima regione italiana ad aver esteso lo screening per il tumore del colon-retto anche alla fascia di età 45-74 anni. Nonostante questo importante traguardo, l’adesione resta ancora limitata: solo un marchigiano su tre, tra coloro che ricevono l’invito, effettua il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci.
Per rafforzare la partecipazione, anche quest’anno la Regione aderisce alla campagna europea promossa da Digestive Cancers Europe in occasione dell’“European Colorectal Cancer Awareness Month” (ECCAM), il mese di marzo dedicato alla consapevolezza sul tumore del colon-retto.
Il messaggio centrale dell’edizione 2026 è chiaro: “La diagnosi precoce salva vite”. Lo screening consente infatti di individuare la malattia nelle fasi iniziali, quando le possibilità di cura sono molto più elevate.
Per sensibilizzare la popolazione, nella settimana dal 23 al 29 marzo i medici dei reparti di gastroenterologia aderenti al programma regionale saranno disponibili, dalle 14 alle 19, al numero verde 800210858 per fornire informazioni su modalità e percorsi di screening. Nello stesso periodo, tutti i cittadini marchigiani tra 45 e 74 anni riceveranno una notifica tramite l’app IO con indicazioni sull’importanza della prevenzione e su come aderire allo screening, mentre la facciata di Palazzo Raffaello sarà illuminata di blu per l’intera settimana, colore simbolo internazionale della lotta al tumore del colon-retto.
“Il potenziamento dei programmi di prevenzione oncologica è uno dei pilastri della nostra strategia sanitaria – dichiara l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. L’estensione dello screening a una fascia più ampia di popolazione rappresenta un passo concreto per migliorare l’accesso alla prevenzione e favorire diagnosi sempre più precoci. Invitiamo tutti i cittadini ad aderire ai programmi: partecipare significa salvare vite”.
Il tumore del colon-retto è la seconda neoplasia più frequente in Italia, con circa 48.700 nuovi casi stimati nel 2024 e oltre 442.600 persone che vivono dopo la diagnosi. Quando individuato precocemente, il tasso di sopravvivenza a cinque anni può arrivare fino al 90%, ma nelle fasi iniziali la malattia può non dare alcun sintomo, rendendo ancora più importante la partecipazione allo screening.
Nella Regione Marche il programma, ora esteso alla fascia 45-74 anni rispetto alla precedente copertura 50-74, prevede l’invio a domicilio di una lettera personalizzata con le indicazioni per sottoporsi al test immunochimico fecale (FIT), meglio noto come “sangue occulto nelle feci”, un esame semplice e non invasivo, che si può eseguire a casa nella intimità del proprio bagno e che ricerca la presenza di tracce microscopiche di sangue nelle feci. In caso di positività, sono previsti approfondimenti diagnostici come la colonscopia e, se necessario, trattamento e follow-up. Tutto il percorso è gratuito.
La campagna 2026 pone particolare attenzione alla Generazione X, cioè ai nati tra il 1965 e il 1980, sottolineando che il tumore del colon-retto non riguarda esclusivamente le persone anziane. Età, familiarità, stile di vita ed esposizioni ambientali rappresentano fattori di rischio importanti da conoscere per rafforzare la prevenzione.
Grazie a queste iniziative, la Regione Marche punta a diffondere una maggiore consapevolezza sull’importanza dei controlli preventivi, aumentando l’adesione allo screening e promuovendo stili di vita sani basati su una dieta equilibrata e una regolare attività fisica.
Per approfondimenti Regione Marche – Programma Screening Oncologici
Programma screening colon-retto